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Quelle ricerche per risorse geotermiche non si possono fare!


acqua e gemme

acqua e gemme

Le associazioni ecologiste Amici della Terra e Gruppo d’Intervento Giuridico onlus hanno inoltrato (14 agosto 2013) al Servizio Attività estrattive e recupero ambientale dell’Assessorato dell’industria della Regione autonoma della Sardegna un atto di intervento nel procedimento per il rilascio dei quattro permessi di ricerca per risorse geotermiche denominati “Villacidro”, “San Gavino Monreale”, “Sardara” e “Guspini” in favore della Tosco Geo s.r.l. (Arezzo).

Interessati anche la Commissione europea, il Ministero dell’ambiente e il Servizio valutazione impatti dell’Assessorato regionale della difesa dell’ambiente.

La Società aretina per le risorse geotermiche ha presentato recentemente ben quattro progetti per la ricerca di risorse geotermiche per gran parte del Campidano, in zone agricole, in aree appartenenti a demani civici, in zone rientranti nella Rete Natura 2000.

Precisamente:

* “Guspini”: area di 87,5 kmq. nei Comuni di San Gavino Monreale, Guspini, Gonnosfanadiga, Villacidro, Arbus, Pabillonis;

* “Sardara”: area di 84,7 kmq. nei Comuni di San Gavino Monreale, Gonnostramatza, Collinas, Sanluri, Sardara, Lunamatrona, Siddi, Villanovaforru;

* “San Gavino Monreale”: area di 84,7 kmq. nei Comuni di Gonnostramatza, San Gavino Monreale, Collinas, Mogoro, Sardara, Pabillonis;

* “Villacidro”: area di 159,2 kmq. nei Comuni di San Gavino Monreale, Gonnosfanadiga, Villacidro, Vallermosa, Villasor.

Tuttavia, le istanze sono improcedibili.

Infatti, i progetti di ricerca delle risorse geotermiche devono essere assoggettati a preventiva e vincolante procedura di verifica di assoggettabilità (direttiva n. 2011/92/UE, allegato II, punto 2, lettera d, sub-lettera i; art. 20 del decreto legislativo n. 152/2006 e s.m.i., allegato 4 alla parte II, punto 2, lettera b; art. 31 della legge regionale n. 1/1999 e s.m.i.; deliberazione Giunta regionale n. 34/33 del 7 agosto 2012, allegato B1, punto 2, lettera b). 

campo di mais

campo di mais

Il permesso di ricerca per risorse geotermiche può essere legittimamente rilasciato solo in seguito a positivo esito delle procedure di valutazione dell’impatto sull’ambiente (verifica di assoggettabilità, valutazione di impatto ambientale), ai sensi degli artt. 3, comma 5°, del decreto legislativo n. 22/2010 e s.m.i. e 5, comma 2°, delle Linee guida per la disciplina della ricerca e della coltivazione delle risorse geotermiche a scopi energetici nel territorio della Sardegna (allegato A della deliberazione Giunta regionale n. 34/41 del 7 agosto 2012), ma non risulta l’avvenuta preventiva positiva conclusione di alcun procedimento di verifica di assoggettabilità riferito ai suddetti progetti di ricerca.

Le associazioni ecologiste Amici della Terra e Gruppo d’Intervento Giuridico onlus hanno quindi chiesto la dichiarazione di improcedibilità delle richieste di permesso di ricerca, che tante polemiche e preoccupazioni hanno creato in questi mesi presso i residenti nei centri del Campidano interessati.

Amici della Terra e Gruppo d’Intervento Giuridico onlus

Sardegna, progetti ricerche minerarie

Sardegna, progetti ricerche minerarie

(elaborazione cartografica Comitato “No al progetto Eleonora”, foto S.D., archivio GrIG)

  1. Rossella Toxiri
    agosto 17, 2013 alle 12:45 am

    Grandissimi! Fateci sapere se e come noi comuni cittadini possiamo esservi di supporto. Grazie di cuore per il lavoro che svolgete. Rossella

    • agosto 17, 2013 alle 9:40 am

      cara Rossella, grazie per la stima verso le attività del GrIG!
      E’ possibile esprimere il proprio sostegno iscrivendosi al GrIG, perchè più siamo e maggiore forza hanno le nostre azioni in difesa dell’ambiente e della salute dei cittadini.

  2. Nico
    agosto 17, 2013 alle 3:45 pm

    grazie, il mio 5×1000 l’ho dato al GIG perchè siete l’unico bastione di difesa della Sardegna.

  3. agosto 17, 2013 alle 4:19 pm

    L’ha ribloggato su Fabio Argiolas.

  4. agosto 18, 2013 alle 12:16 am

    ora ognuno s’inventa la procedura più comoda…..

    da L’Unione Sarda, 17 agosto 2013
    Il presidente della società: nessun impatto ambientale nel Campidano. «No alle trivelle fuorilegge». Ricorso degli ecologisti contro la società Tosco Geo. «Il Campidano non deve diventare una gruviera». (Andrea Artizzu)

    Le associazioni Amici della Terra e Gruppo di intervento giuridico si oppongono alle trivellazioni per la ricerca di risorse geotermiche della società Tosco Geo di Arezzo. Il giorno prima di ferragosto hanno presentato ricorso alla Regione e al ministero dell’Ambiente contro quattro progetti Villacidro (159,2 kmq nei Comuni di San Gavino Monreale, Gonnosfanadiga, Villacidro, Vallermosa, Villasor); San Gavino Monreale (84,7 kmq nei Comuni di Gonnostramatza, San Gavino Monreale, Collinas, Mogoro, Sardara, Pabillonis); Sardara (84,7 kmq nei Comuni di San Gavino Monreale, Gonnostramatza, Collinas, Sanluri, Sardara, Lunamatrona, Siddi, Villanovaforru); Guspini (87,5 kmq nei Comuni di San Gavino Monreale, Guspini, Gonnosfanadiga, Villacidro, Arbus, Pabillonis).
    NIENTE VIOLENZE AL TERRITORIO. Stefano Deliperi è il rappresentante delle due associazioni ecologiste. «Tra pochi giorni scadono i termini per le osservazioni ecco perché abbiamo presentato un atto di intervento contro il procedimento per la concessione che, di fatto, riguarda tutto il Campidano». Deliperi va giù duro. «Le richieste di trivellazione sono in palese violazione delle disposizioni di legge. I progetti di ricerca delle risorse geotermiche – scrive in una nota – devono essere assoggettati a preventiva e vincolante procedura di verifica di assoggettabilità. Il permesso di ricerca per risorse geotermiche può essere legittimamente rilasciato solo in seguito a positivo esito delle procedure di valutazione dell’impatto sull’ambiente. Non risulta – aggiunge Deliperi -l’avvenuta preventiva positiva conclusione di alcun procedimento di verifica».
    LA REPLICA. Iacopo Magnini e il vice presidente della Tosco Geo. «Ci accusano di avere un capitale sociale minimo, ma dietro la società c’è Graziella green power, una spa con oltre 60 anni di storia. In questa fase esplorativa non c’è in programma alcuna trivellazione, ma solo la mappatura del territorio. Ecco perché non è ancora necessario il Via». Cosa cercate? «Fonti di energia geotermica ad acqua dominane. Per farlo le trivellazioni arriveranno a 1.500/2.000 metri di profondità, ben al di sotto delle falde acquifere».

  5. agosto 22, 2013 alle 9:11 pm

    da L’Unione Sarda, 22 agosto 2013
    Marmilla. Parte la guerra del territorio contro le trivelle.

    Gli ultimi due “no” sono arrivati dal Consiglio comunale di Gonnostramatza e dagli ambientalisti. Non si ferma in Marmilla la protesta contro le richieste di ricerca per scoprire eventuali fonti di calore terrestre a Mogoro e Gonnostramatza. Due i permessi richiesti alla Regione dalla Tosco Geo. Ma il territorio non ne vuol sapere di trivelle. Le associazioni ecologiste Amici della Terra e Gruppo d’Intervento Giuridico hanno inoltrato all’assessorato regionale dell’Industria un intervento contro il rilascio dei permessi. «Le istanze sono improcedibili», sostengono, «i progetti di ricerca delle risorse geotermiche devono essere assoggettati a preventiva e vincolante procedura di verifica di assoggettabilità e possono essere rilasciati solo in seguito a positivo esito delle procedure di Via. Ma non risulta alcun esito positivo della procedura». Il Consiglio comunale di Gonnostramatza si è espresso con una delibera: parere sfavorevole. «Il nostro territorio ha rilevante valore ambientale e paesaggistico da tutelare», ha detto il sindaco Alessio Mandis. Il collega di Mogoro Sandro Broccia ha annunciato: «Stiamo studiando un ordine del giorno da approvare a settembre». (an.pin.)

  6. settembre 4, 2013 alle 2:47 pm

    da La Nuova Sardegna, 4 settembre 2013
    Ricerche geotermiche, parte l’iter per i permessi. Cuglieri, la società Exergia Toscana ha chiesto al Comune l’affissione dell’avviso Ma tra sindaci e cittadini cresce la preoccupazione per l’impatto ambientale. (Piero Marongiu)

    SENEGHE. Tra i cittadini residenti nei Comuni della Planargia e del Montiferru interessati al progetto “Cuglieri”, che prevede la ricerca di risorse geotermiche (derivanti dal calore della terra) è tornata la preoccupazione. Ieri poco prima delle 14, le amministrazioni in cui ricade il progetto hanno ricevuto un fax dell’Exergia Toscana, indirizzato per conoscenza anche all’assessorato all’Industria della Regione, con il quale viene chiesta l’affissione, a partire da domani e per sessanta giorni, all’albo pretorio dell’avviso di procedimento per il rilascio del permesso di ricerca di risorse geotermiche. Qualche mese fa la Regione, attraverso gli assessorati competenti, aveva chiesto un supplemento di documenti da integrare a quelli precedentemente presentati dall’Exergia Toscana alla luce di quanto previsto dalla nuova normativa in materia di ricerca e coltivazione delle risorse geotermiche. «Quella documentazione è stata integrata e completata lo scorso aprile – dice Francesco Martini, uno dei geologi che segue il progetto “Cuglieri” –. Adesso abbiamo chiesto che venga affissa all’albo pretorio l’istanza per il rilascio dei permessi di ricerca». Dai Comuni però viene ribadita l’assoluta contrarietà a qualunque tipo di indagine nel territorio di loro competenza, a prescindere dal fatto che siano preliminari o no. Franco Frascaro, sindaco di Scano di Montiferro, è chiarissimo: « Ci opporremo in tutti i modi a qualunque tentativo di ricerca di risorse energetiche nel nostro territorio». La posizione del sindaco di Seneghe Antonio Luchesu, è uguale: «Abbiamo espresso la nostra contrarietà a quel progetto in più occasioni, e la nostra posizione non è cambiata. Se sarà necessario mobiliteremo i nostri cittadini per fermare le trivelle». Il Consigliere regionale Antonio Solinas, dice: «Chiederò all’assessorato all’Industria che si esprima chiaramente contro ogni ipotesi di ricerca di quel tipo». Francesco Martini è consapevole dell’esistenza di un movimento trasversale ostile ad ogni tipo di indagine nella Planargia Montiferru, in un’area di circa 120 chilometri quadrati che richiede un investimento di svariati milioni di euro: «In questa fase – precisa – non è prevista nessuna attività invasiva che crei problemi all’ambiente o alla fauna locale: e non è detto che, dopo le indagini di superficie, si proceda con trivellazioni. La Sardegna viene considerata zona sperimentale per quanto attiene la ricerca delle risorse geotermiche, quindi non abbiamo certezze che queste ci siano e sia conveniente estrarle. Una volta terminate le indagini preliminari, effettuate con macchine che non creano problemi all’ambiente e alla fauna, se si dovesse avere la conferma della presenza di energia geotermica nel sottosuolo prima di procedere all’estrazione sarà necessario ottenere le autorizzazioni da parte degli assessorati competenti».

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