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Interrogazione consiliare sul progetto speculativo immobiliare sulla Costa dei Grifoni, a Bosa (OR).


Bosa, Torre Argentina

Bosa, Torre Argentina

Il 7 agosto 2013 i consiglieri regionali Claudia Zuncheddu e Carlo Sechi (Gruppo S.E.L. – Sardigna Libera) hanno presentato l’interrogazione consiliare n. 1188/A rivolta al Presidente della Regione autonoma della Sardegna e agli Assessori regionali competenti riguardo il progetto speculativo immobiliare predisposto dalla Condotte Immobiliare s.p.a. sulla Costa dei Grifoni, in Comune di Bosa (OR).

L’abbiamo detto: mattoni e palline da golf sulla Costa dei Grifoni se li possono scordare: non ci saranno mai.

Amici della Terra, Lega per l’Abolizione della Caccia e Gruppo d’Intervento Giuridico onlus

 

 

 

stemma Regione Sardegna

CONSIGLIO REGIONALE DELLA SARDEGNA
XIV LEGISLATURA

INTERROGAZIONE n. 1188/A

INTERROGAZIONE ZUNCHEDDU – SECHI, con richiesta di risposta scritta sulle gravi conseguenze paesaggistiche e naturalistiche derivanti dagli imponenti progetti edilizi previsti lungo la costa fra Bosa e Alghero, in aree tutelate con vincolo paesaggistico (decreto legislativo n. 42 del 2004 e successive modifiche ed integrazioni) e siti di importanza comunitaria (direttiva n. 92/43/CEE).

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I sottoscritti,

premesso che:
– il progetto immobiliare denominato “Bosa Colores”, già conosciuto come “Bosa Sviluppo” della Condotte immobiliare Spa (Gruppo Ferfina) in società con il Gruppo Impregilo, continua ad essere oggetto di denunce e proteste da parte di cittadini, associazioni e comitati ambientalisti in quanto prevede la cementificazione per centinaia di migliaia di metri cubi lungo una delle coste più incontaminate della Sardegna, ovvero la costa dei Grifoni, fra Bosa e Alghero, un sito paesaggistico e naturalistico di grande pregio, tutelato con vincolo paesaggistico (decreto legislativo n. 42 del 2004 e successive modifiche ed integrazioni) e sito di importanza comunitaria (direttiva n. 92/43/CEE);
– a tutela di questo bene identitario irripetibile e irriproducibile, si sono attivate anche le associazioni ambientaliste Gruppo di intervento giuridico e Amici della terra che, per la gravità e le potenziali conseguenze sul piano paesaggistico e naturalistico, hanno richiamato l’attenzione delle istituzioni di ogni ordine e grado: Commissione europea, Ministero dell’ambiente, Ministero dei beni e delle attività culturali, Presidenza della Regione, Direzione generale regionale della pianificazione urbanistico-territoriale e della vigilanza edilizia, Servizio regionale valutazione impatti, Servizio tutela del paesaggio di Oristano, Direzione generale per i beni culturali e paesaggistici per la Sardegna, Soprintendenza per i beni architettonici e paesaggistici di Cagliari, Comune di Bosa e Procura della Repubblica presso il Tribunale di Oristano;
– come già sottolineato dalle suddette associazioni, è paradossale che il Comune di Bosa abbia da una parte promosso il progetto immobiliare provvedendo al suo inserimento nel Piano strategico di sviluppo comunale e del territorio (PSSC) e nello stesso tempo, attraverso un ordine del giorno, abbia inserito la costa, oggetto della speculazione, all’interno del patrimonio di beni tutelati dall’Unesco;

sottolineato che:
– all’interno dei 247 ettari oggetto della cementificazione in questione, non si può non considerare l’esistenza di aree sottoposte a vincoli idrogeologici, a Piano paesaggistico regionale (PPR) e al PUC, nonché di siti tutelati con vincolo paesaggistico (decreto legislativo n. 42 del 2004 e successive modifiche ed integrazioni), siti di importanza comunitaria (SIC) (direttiva n. 92/43/CEE) e zone a protezione speciale (ZPS) fra cui Tentizzos habitat naturale dei Grifoni e Sa Miniera, area di nidificazione per gli avvoltoi che, come pubblicamente dichiarato da esperti naturalisti, trovano in questa’area l’unica colonia naturale in Italia;
– le conseguenze anche a livello faunistico sono rilevanti, soprattutto su specie rare tutelate dalla legge che verranno così condannate all’estinzione nel nostro territorio in nome della speculazione edilizia, di colate di metri cubi di cemento e dietro l’alibi del turismo golfistico che, contrariamente a quanto accade di norma nel resto del mondo, offrirebbe campi da golf in zone caratterizzate da coste alte e rocciose, che oggi non rientrano certamente fra gli scenari ottimali per attività sportive di questo tipo;
– questo è tra i progetti immobiliari che troverebbero legittimazione nella legge regionale n. 9 del 2011 sui campi da golf, legge già impugnata dal Governo italiano per illegittimità costituzionali, in quanto consentirebbe di cementificare anche laddove non sarebbe stato possibile, come in zone agricole e lungo le coste, sacrificando le nostre risorse più preziose: l’ambiente, il territorio con le sue attività tradizionali e i centri storici, negando quindi ogni possibilità di sviluppo eco-sostenibile ed eco-compatibile secondo la vocazione delle aree interessate dal progetto immobiliare;

preso atto che ci troviamo di fronte alla crescente aggressività della cementificazione nell’Isola da parte di società provenienti da tutto il mondo, in nome di interessi estranei alla Sardegna, dalle irrilevanti ricadute occupazionali, a medio e lungo termine “in loco” e dal consumo del nostro patrimonio territoriale ambientale: un unicum e, come tale, irripetibile e irriproducibile,

chiedono di interrogare il Presidente della Regione, l’Assessore regionale degli enti locali, finanze ed urbanistica, l’Assessore regionale della difesa dell’ambiente, l’Assessore regionale dei lavori pubblici e l’Assessore regionale della pubblica istruzione, beni culturali, informazione, spettacolo e sport per sapere:
1) se siano a conoscenza delle criticità derivanti dalla realizzazione del progetto immobiliare in questione così come espresse in premessa;
2) quali siano le misure ed iniziative da loro intraprese al fine di tutelare le aree sottoposte a vincolo paesaggistico (decreto legislativo n. 42 del 2004 e successive modifiche ed integrazioni) e i siti di importanza comunitaria (direttiva n. 92/43/CEE) interessati dal progetto immobiliare in oggetto;
3) se abbiano provveduto a dare risposte alle doverose e legittime richieste di informazioni avanzate dalle associazioni Gruppo di intervento giuridico e Amici della terra, così come indicato in premessa;
4) se sia nelle loro intenzioni valutare i potenziali danni che quest’area della Sardegna subirà a seguito della realizzazione del progetto immobiliare in questione anche con la consulenza di esperti del settore, dalle università ai comitati cittadini, alle associazioni notoriamente esperte nel settore;
5) se abbiano stimato i danni a livello paesaggistico, naturalistico e identitario e, conseguentemente, il rapporto fra costi e benefici per la Sardegna, come ad esempio la ricaduta occupazionale effettiva sia a medio che a lungo termine.

Cagliari, 7 agosto 2013

 

 

(foto S.D., archivio GrIG)

  1. GD- centopercento
    agosto 11, 2013 alle 1:00 PM

    La Zuncheddu è l’unica persona di valore e l’unica che difende la nostra terra all’interno del consiglio regionale, covo di servi, di ignoranti e di speculatori.

  2. Nico
    agosto 11, 2013 alle 7:14 PM

    bravissimi senza se e senza ma!

  3. eliana rossi raccagni
    agosto 11, 2013 alle 9:13 PM

    grazie per l’ottima informazione e tutte le efficaci azioni per la difesa della legalità e del nostro magnifico paese troppo spesso oggetto di rapina. E’ un conforto sapere che ci siete!

  4. agosto 12, 2013 alle 6:08 PM

    da Oggi Scienza, 12 agosto 2013
    Se passate dalla Costa dei Grifoni. (Sylvie Coyaud) (http://oggiscienza.wordpress.com/2013/08/12/se-passate-dalla-costa-dei-grifoni/)

    AMBIENTE – Gli altri si sono estinti. Ora il Gyps fulvus è l’ultimo avvoltoio rimasto in Sardegna, in una zona protetta da leggi europee e nazionali. Fino al mese scorso.

    Il 16 luglio il consiglio comunale di Bosa, in provincia di Oristano, approvava all’unanimità la proposta di candidare i 50 chilometri di costa fino ad Alghero a Patrimonio mondiale dell’umanità. Sennonché una legge regionale del settembre 2011 prevede incentivi per la creazione di 24 campi da golf – la Sardegna ne conta già 14 – e 3 milioni di metri cubi di edifici annessi. Così un anno fa è risaltato fuori il progetto di Condotte S.p.A.: “residenze stagionali”, alberghi di lusso e un campo da golf da 18 buche su 230 ettari di sua proprietà nei punti più spettacolari: Torre Argentina, Tentizzos, Sa Sea… A novembre però il governo ha impugnata la legge per illegittimità costituzionale e, il 22 luglio scorso, l’azienda ha presentato al Comune due progetti: nel caso la legge venisse abrogata, ne ha di riserva uno un pochino meno ambizioso.

    Da dieci anni l’azienda prova a costruire villaggi turistici promettendo occupazione, e i bosani erano in maggioranza favorevoli. Ora invece molti protestano. Forse perché nella cittadina appena restaurata, Condotte S.p.A. sta già costruendo sulla foce del fiume Telmo un pugno nello stomaco che chiamano il “topo senza coda”. Sicuramente perché la Lega Italiana la Protezione degli Uccelli, il Gruppo d’Intervento Giuridico e altre associazioni si sono unite al comitato Salviamo Tentizzos per Bosa.

    Cioè salviamo grifoni, aquile reali e falchi pellegrini, euforbie e gigli di mare, le passeggiate attorno alla vecchia miniera e fino alle antiche torri di guardia.. E il profumo di cisto che inebria quelli del Continente quando si fermano sulla litoranea a riempirsi gli occhi di macchia mediterranea, rocce bianche, rosa, laviche, calette di sabbia, mare così cristallino che i ricci si vedono dalla strada e tramonti che sì, saranno pure un po’ kitsch ma ai Caraibi se li sognano.

    I tramonti ci saranno ancora, quella biodiversità unica in Europa, no. Il campo da golf – per parlare solo di quello – consumerà una quantità allucinante d’acqua – già scarsa – mista a fertilizzanti i cui nitrati scorreranno a valle a concimare le alghe. Quirico Migheli, professore di patologia vegetale all’università di Sassari, sa che la disoccupazione è drammatica, che sono stati promessi 500 posti di addetti ai servizi promessi dal 2020 in poi. Ma calcola che perfino il golf più rispettoso dell’ambiente del quale fosse irrigato soltanto il percorso erboso consumerebbe ogni anno dai 100 ai 200 mila metri cubi d’acqua mista a circa 30 tonnellate di azoto.

    Se passate dalla Costa dei Grifoni, potete ancora ammirarli da lontano, con i binocoli e in silenzio, non amano essere disturbati. Se siete sul Continente, passate dal sito di Salviamo Tentizzos per capire chi sono i proprietari del loro paradiso e se va difeso anche a vostro nome. Se infine odiate la natura, succede, potete ammirare il rendering del progetto sul sito di Condotte S.p.A.. In confronto, il “topo senza coda” di Bosa Marina vi sembrerà un capolavoro.

  5. agosto 14, 2013 alle 10:44 am

    da La Nuova Sardegna, 14 agosto 2013
    GOLF A TENTIZZOS. ProgReS, duro attacco al progetto Colores.

    BOSA. Un no deciso e forte al progetto “Bosa Colores” della società Condotte immobiliare arriva anche dalla segreteria nazionale di ProgReS Progetu Repùblica.in un documento diffuso ieri si parla di on perplessità le manovre politico-finanziarie intorno al piano fortemente caldeggiato dalla giunta comunale».E si ricordano le misure del progetto: 275.000 metri cubi più un campo da golf «da riversare sulla splendida costa che va dal centro della Planargia fino ad Alghero». «Non bastasse il nome beffardo dato al progetto – prosegue la nota di ProgReS –, ciò che colpisce da subito è il bipolarismo che affligge l’attuale amministrazione locale. Dapprima il Comune di Bosa ha spalancato le porte alla Condotte immobiliare per poi avanzare la proposta di vedere riconosciuta la litoranea Alghero-Bosa come sito Unesco-Patrimonio dell’Umanità». Tutto questo mentre il Comune portava avanti una trattativa con la società romana, «nel tentativo di “ridurre i volumi” dell’intervento. Come se limitare il danno equivalesse a dissolverlo definitivamente. La minaccia è invece concreta». E secondo gli indipendentisti di ProgReS di tratta di «una minaccia alimentata da amministratori compiacenti, e dai favori fatti in questi anni dalla Giunta Cappellacci e dalla maggioranza che lo sostiene, così solerti nell’assecondare gli appetiti dei cementificatori che volteggiano senza sosta sopra la nostra Isola. Aspiranti distruttori di Bellezza, avvertono l’impegno della cittadinanza in difesa del territorio come un inutile fastidio di cui liberarsi al più presto». ProgReS Progetu Repùblica «continuerà a seguire con estrema attenzione l’ennesimo caso di speculazione edilizia, che questa volta attenta al paesaggio, all’ambiente e alla biodiversità di una regione importante quale la Planargia. Uno dei tanti luoghi del cuore, sul cui sviluppo la popolazione ha il diritto di essere informata in maniera esaustiva e di essere resa partecipe delle decisioni da prendere. A maggior ragione quando si intende intervenire su simili gioielli paesaggistici e naturalistici». Il movimento ricorda anche le vecchie battaglie portate avanti nel tempo: «Battaglie che, da anni, vedono protagonisti l’attivismo indipendentista insieme alla società civile. Di fatto,un rodato connubio contro l’assalto alle ricchezze della Sardegna». C’è ifine un richiamo alla classe politica autonomista alle sue responsabilità: ProgReS ribadisce «la propria ferma e decisa contrarietà al progetto Bosa Colores, esprimendo apprezzamento e convinto sostegno al Comitato Salviamo Tentizzos – Per Bosa».

  6. agosto 15, 2013 alle 9:52 am

    da La Nuova Sardegna, 15 agosto 2013
    BOSA. Il progetto di Condotte Spa fa spaccare la maggioranza. (Alessandro Farina)

    BOSA. Pieno appoggio al sindaco, nella convinzione che il protocollo di intenti Comune-Condotte sulla rimodulazione delle volumetrie a Bosa Marina, Sa Sea e Tentizzos-Sa Miniera sia la strada da seguire per il futuro turistico di Bosa. Ma proprio sul progetto Condotte scricchiola la giunta Casula. Considerato che alla vigilia di Ferragosto gli assessori Sergio Rosa, Angelina Piu e Giovanni Porcu, il presidente del consiglio comunale Gianni Mocci, la capogruppo Piera Addis e la consigliera Carmen Mariani firmano un documento che puntella azione e pensiero di Pierfranco Casula. Ma dallo stesso documento mancano le firme degli assessori Ubaldo Mozzo, Silvio Tanda e Augusto Cherchi. Un segno evidente che sull’argomento le spine superano i petali nel dibattito interno alla maggioranza, e un segnale di quella che sembra una spaccatura vera e propria in seno alla maggioranza dagli incerti esiti e di cui si vocifera da tempo in vari ambienti politici cittadini. La premessa dei firmatari, nel pieno del turbinio mediatico della questione, è che il “Protocollo d’Intenti dovrà essere firmato, dopo attento vaglio dell’amministrazione e condivisione con la cittadinanza, dal sindaco Casula e da Condotte”. Sulla levata di scudi ambientalista i firmatari si dicono rispettosi di un pensiero per certi versi ritenuto condivisibile. “Ma altrettanto giusto crediamo sia riservare attenzione e rispetto a coloro che vedono nel cambiamento un’opportunità di sviluppo, di lavoro e di occupazione” si rimarca. Perché “Si sta purtroppo verificando che alcuni oppositori portano avanti le loro tesi denigrando il sindaco, solo perchè ha avuto la colpa o il merito di aver instaurato, complice l’amministrazione, un dialogo costruttivo con la società Condotte per una revisione del progetto di investimento esistente”. Da qui la presa di posizione collettiva, a quanto pare non condivisa però dall’intera maggioranza. Che ribadisce “Il Sindaco non è l’unico ad avere questa visione” come pure che “La sua è la nostra linea” scrivono Sergio Rosa, Angelina Piu, Giovanni Porcu, Gianni Mocci, Piera Addis e Carmen Mariani. Rispetto ad un cammino che “Ha avuto e avrà il nostro appoggio deciso e solidale” per la “La realizzazione di infrastrutture di qualità, ecocompatibili, con personale qualificato nella gestione, impianti sportivi diversificati, tra cui (se la legge lo permette) il campo da golf, uniti a ciò di cui il territorio è ricco”. Resta da vedere come si svilupperà la questione in seno maggioranza, che sul punto mostra qualche scricchiolio.

  7. agosto 17, 2013 alle 9:56 am

    da La Nuova Sardegna, 17 agosto 2013
    La bellezza della Alghero-Bosa e la scelta del golf a Tentizzos. (Sandro Roggio)

    Sarebbe bello se la strada Alghero-Bosa conquistasse il riconoscimento Unesco. Una strada di altri tempi, adagiata naturalmente in quella morfologia complessa, senza le forzature per accorciare le distanze consentite dai mezzi che oggi bucano le montagne. E’ uno spettacolo fantastico quello che offre, con i colpi di scena che si susseguono andata e ritorno. Naturalmente diverso in ogni stagione, ma d’estate è davvero difficile immaginare quanto è Sturm und Drang d’inverno. Lo sguardo senza ostacoli da una parte e l’incombenza dei rilievi dall’altra (l’ autoradio che a tratti riceve solo emittenti spagnole ti ricorda la posizione). Non sono molte le strade che si dispiegano per decine di chilometri senza deluderti o annoiarti. Ma soprattutto non ti aspetti – com’è raramente – l’assenza di tappe edificate per cui questo luogo sembra indivisibile e irriducibile. Un’ amica molto devota prova a convincermi che quel profilo impervio è una scelta del Creatore in un impeto di precauzione: la difficoltà di accesso – e i costi di urbanizzazione molto elevati – ne hanno impedito la razzia, toccata a luoghi espugnabili a più basso costo. La Provvidenza contro la speculazione. Eppure ecco il programma di Condotte Immobiliare di rompere l’incantesimo. L’impresa romana che detiene una grande proprietà nel percorso, vuole fare un campo da golf con annessi 70mila mc proprio lì a Tentizzos nel Comune di Bosa. Una frattura in questo punto (un sacrilegio – secondo la mia amica) avrebbe un effetto travolgente, perché tutto si tiene in un ecosistema così delicato, habitat ideale per i grifoni che rischiano a ogni volo una overdose di biodiversità nella quale stanno felici. Il benemerito piano paesaggistico regionale vieta la trasformazione di questo luogo interno alla fascia costiera tutelata. Il sindaco di Bosa sarebbe orgoglioso dell’attenzione Unesco, ma è fatalmente attratto dal progetto di Condotte. E quindi azzarda la solita capriola: sì a Tentizzos patrimonio del Mondo – spot ambito – ma no alle tutele del Ppr che la Regione di oggi rinnega. Attenzione: la Val d’Orcia ha rischiato di essere esclusa dall’elenco Unesco per poche case a schiera nei pressi di Montalcino. A Cappellacci dell’Unesco non gli importa niente, e lavora alacremente per derogare a domanda il Ppr: immaginando il salvacondotto discrezionale (come il guidaticum medievale ?) in Planargia e in Gallura, e per conseguenza ovunque: a chi saprà bussare forte sarà aperto. Un piano riconfezionato a domanda. Un disegno palesemente illogico anticipato da atti traballanti che si puntellano a vicenda e già impugnati dal governo per sospetta incostituzionalità. Nel quale la gerarchia degli interessi è capovolta a vantaggio di quello edilizio, ovviamente subordinato nel Codice dei beni culturali a quello paesaggistico. Il programma del governo regionale si dovrebbe concludere in autunno. Solo se lo Stato, che rappresenta un interesse non solo locale per la conservazione del paesaggio sardo, deciderà di farsi coinvolgere nel vortice di contraddizioni. Conterà molto nei prossimi mesi la risposta che sapremo dare. Il gruppo di cittadini, organizzato nel web (SalviamoTentizzosPerBosa) ma con i piedi in terra, dimostra in modo clamoroso quanta attenzione si possa suscitare su questi temi. Questa mobilitazione, al di fuori di processi partecipativi sollecitati e assistiti, sta contribuendo a spiegare l’inutilità del ciclo edilizio nelle coste che da decenni sottrae bellezza all’isola senza restituire quasi nulla. Dalla difesa di Tentizzos alla difesa delle regole senza eccezioni: è la risposta che la Sardegna darà se potrà contare su una informazione senza reticenze e se la politica farà la sua parte senza ambiguità.

  8. agosto 17, 2013 alle 10:57 am

    da La Nuova Sardegna, 17 agosto 2013
    BOSA. Troppo cemento Un’idea sbagliata. (Maria de Jong, Bosa)

    Gentile sindaco di Bosa, Sono quasi vent’anni che vengo nela sua città. Come tanti ci sono arrivata per caso , ne sono rimasta affascinata e ho comprato e ristrutturato una casa nel centro storico.Avendo un rapporto consolidato con la città alle spalle non me la sento di stare zitta di fronte alla proposta del golf a Tentizzos. E dispiace che Lei tenti di bollare con la solita etichetta radical-chic le voci forestiere di opposizione al progetto (‘la minoranza dei no a prescindere, dei salottari sardo-continentali; che ha acquistato casa nel Centro Storico, commettendo abusi e sanandoli, pensando di poterla fruire, di tanto in tanto, per andare a visitare la riserva bosana, circondati di cinghiali, asinelli e grifoni.” – La Nuova 02-08-13). Io faccio parte di quei ‘no a prescindere’. Il golf in quel luogo lo trovo un idea folle. Ma non per questo mi pare di vivere Bosa alla Marie Antoinette, in una sorta di falso idillio naif dove venire ogni tanto per fare ciao con la manina ai grifoni. Semplicemente ne apprezzo la bellezza e mi interessa che rimanga nel tempo e alla portata di tutti. Non mi sembra che il golf e delle suite ‘spettacolari’ per affittuari milionari a sa Miniera (Vadalà, La Nuova, 02-03-13) portino in questa direzione. Né aiuta cercare di zittire ‘il turista’ con l’eterna insinuazione che solo i locali sanno cos’è giusto per Bosa. Non sarò bosinka doc, ma due occhi ce li ho. Tentizzos non è guasta, né ‘abbandonata a se stessa’ (come spesso viene descritta), né bisognosa di iniezioni di verde artificiale. E’ già verde. E’ perfetta. Intervenirci sarebbe come imporre un ritocco a una faccia già bellissima, rendendola banale o peggio. La natura semplice e pura lavora, eccome. Produce valore se ci si lavora attorno con ottimi collegamenti e servizi di supporto. E’ una cosa che ho visto funzionare nel mio paese d’origine (la Nuova Zelanda, luogo decisamente più difficile della Sardegna da raggiungere ma che basa con successo il suo intero prodotto turistico sull’immagine di una natura incontaminata), e sostenerlo non mi fa sentire un ambientalista estrema. Piuttosto, mi sembra di stare al passo con i tempi, in una visione del turismo che necessariamente si sta diffondendo in tutto il pianeta. Per continuare a lavorare per Bosa oggi e in futuro Tentizzos va difesa. La Condotte saprà sicuramente difendere gli investimenti dei suoi shareholders. Ma proteggere allo stesso tempo Tentizzos? Mi dispiace, non ci credo.

  9. agosto 18, 2013 alle 8:31 PM

    da Il Sole 24 Ore, 18 agosto 2013
    Per amore del grifone. (Sylvie Coyaud) (http://www.ilsole24ore.com/art/cultura/2013-08-18/amore-grifone-084828.shtml?uuid=AbeaJ8NI)

    Il 16 luglio il Comune di Bosa, in provincia di Oristano, approvava all’unanimità la candidatura dei 50 chilometri di costa fino ad Alghero a patrimonio mondiale dell’umanità. Si trattava solo di avviare la pratica e ottenere l’approvazione, scontata, di Villanova Monteleone e Alghero. La Lega italiana per la protezione degli uccelli (Lipu) e il Gruppo d’intervento giuridico (GriG) avrebbero volentieri dato una mano. Però un patrimonio va tutelato e dal 2003 erano in corso trattative tra il Comune e la Condotte Immobiliare S.p.A. che intendeva edificare 250 mila metri cubi di “residenze stagionali” sui 230 ettari di sua proprietà nei punti più spettacolari della Costa dei Grifoni: Torre Argentina, Tentizzos, S’Abba Druche, fra rocce bianche e rosa in mezzo alla lava scura, calette di sabbia e macchia mediterranea. E alla foce del fiume Temo che attraversa Bosa, appena restaurata in toni pastello a smentire l’austerità della fortezza che la sovrasta.
    Il progetto non attirava abbastanza investimenti e ricompariva un anno fa, più modesto: meno di 100 mila metri cubi, niente casermoni come quello in costruzione, battezzato affettuosamente «il topo senza coda»: villette a schiera, alberghi di lusso e, per spalmare il turismo oltre luglio e agosto, un campo da golf da 65 ettari e 18 buche. In cambio di cinquemila posti per lavoratori edili da qui al 2020 e dopo 500 posti per addetti ai servizi. Un patto conveniente, pensava la maggioranza dei bosani. Una legge regionale del settembre 2011, infatti, prevede incentivi per la creazione di 24 campi da golf e 3 milioni di metri cubi di edifici annessi. Ma è stata impugnata dal Governo per “illegittimità costituzionale” perché modifica unilateralmente i piani di salvaguardia del territorio. Il 22 luglio scorso, il consiglio comunale discuteva quindi una nuova proposta della società che prevede due progetti, da 75 mila metri cubi o un po’ meno nel caso la legge venga annullata. Questa volta i bosani scontenti erano presenti in massa. Colpa della Lipu, del GriG e soprattutto dei grifoni, dei figlioli e dei turisti. Immensi, fulvi con il collo e la testa bianca che emergono da una gorgiera dorata, i primi nidificano in comunità a ridosso del futuro golf.
    Sono gli unici rimasti sull’isola, dopo l’estinzione dell’avvoltoio degli agnelli e dell’avvoltoio monaco. Gli scolari portati in gita a vedere con i propri occhi «La Sardegna, prima regione d’Europa per la biodiversità», sanno tutti che i grifoni vanno osservati da lontano e in silenzio. Ci mettono da febbraio a luglio a covare e allevare l’unico figlio e non tollerano il cemento, gli umani che si agitano, fanno rumore o sparano palline da golf.
    Al comitato Salviamo Tentizzos per Bosa, i turisti scrivono che sono “innamorati” della litoranea fra Bosa e Alghero. Né una villa sardo-moresca né un villaggio in finto adobe del New Mexico in vista, solo il profumo del cisto e i grifoni inaspettatamente socievoli tra loro e premurosi con i piccoli, così brutti con quel testone più grande del corpo, così ridicoli quando iniziano a camminare e inciampano nelle ali. Della strada è innamorato anche Quirico Migheli, docente di Patologia vegetale all’Università di Sassari che inaspettatamente protesta pure lui: «la percorrevamo ogni estate con mio padre per vedere fino a dove fosse arrivato il cantiere. Si incrociavano solo vacche, capre, cinghiali, pernici…» Oggi ci torna con i figli «in ogni stagione, per ammirarne i colori cangianti e le armoniose sinuosità. Non ci sono viadotti: che meraviglia ingegneristica!»
    Ne ama i grifoni, certo, e le aquile, i falchi pellegrini, le lucertole, la cipolla selvatica, l’euforbia velenosa, certe piante coriacee che vivono di poche gocce di rugiada. A proposito, professore, quanta acqua consumerà il golf? L’impatto ambientale non è il suo ramo, ma si aspettava la domanda. «Per 65 ettari, in linea teorica, ci vorrebbero quasi un milione di metri cubi/anno. Però nei golf delle zone aride, ormai si tende a irrigare solo il percorso inerbito. Dai 100 ai 200 mila metri cubi, direi, a seconda del tipo di tappeto erboso utilizzato.
    Sempre che vogliano lasciare il resto a macchia mediterranea, naturalmente». Uno sproposito per chi ha in mente gli esili ruscelli che alimentano il Temo. Concorda, «bisognerà attingere dalla falda». Così il livello si abbassa, rischia di entrarci acqua di mare. «Possibile». E per i fertilizzanti? Beneducato, non manda la cronista al diavolo e azzarda una stima: «30 tonnellate di azoto/anno per l’intero impianto, su una superficie concimata di 20-30 ettari. L’azoto naturalmente può andare in falda e in zona costiera proseguire verso il mare». A fertilizzare le alghe. Altri fitofarmaci? «Se usano una specie macroterma, una gramigna per esempio – ci sono delle varietà migliorate ben adattate a climi aridi – non dovrebbero esserci problemi di patogeni e quindi l’input di fungicidi è praticamente nullo. Se invece usassero le classiche specie da tappeto erboso, più sensibili alle infezioni, i trattamenti con fungicidi, così come il consumo idrico aumenterebbero esponenzialmente. Ma non penso siano così sciagurati».
    Per ora la sciagura è il rendering della futura «Bosa Colores», in mostra sul sito della Condotte Immobiliare: vialoni asfaltati da periferia del Midwest e schiere di scatole marroni fanno rimpiangere le ville sardo-moresche e il finto adobe del New Mexico.

  10. agosto 18, 2013 alle 10:55 PM

    da L’Unione Sarda, 18 giugno 2013
    BOSA. Tutto da rifare: il Consiglio pronto a bocciare il campo a Tentizzos. Golf, si torna alla buca uno. Il sindaco media e cerca una soluzione alternativa. A Casula non dispiace il campo a Tentizzos, i numeri gli dicono che il Consiglio boccerebbe la proposta. «Le norme consentono interventi solo nelle lottizzazioni autorizzate». (Antonio Naitana)

    BOSA. Il grande ed intenso dibattito che coinvolge da mesi la città e non solo sulla questione delle velleità edificatorie di Condotte Immobiliare sulla costa a nord del Temo, provoca finalmente una presa di posizione del sindaco Piero Casula, che sembra ispirata ad accogliere visioni diverse da quelle che ha difeso per mesi. «In questi giorni – spiega il primo cittadino, anche sulla sua bacheca di Facebook – stiamo lavorando sulla bozza di protocollo di intenti, che vogliamo consenta alla società Condotte Immobiliare di presentare nuove proposte in merito ai loro interventi in città. L’ipotesi che sta maturando e che proporremo è quella da cui siamo partiti».
    L’IPOTESI. Insomma: niente campo da golf a Tentizzos, nessuna volumetria aggiuntiva a Sa Miniera, oltre al recupero di quelle esistenti nel villaggio minerario, da destinare, secondo Puc comunale, quale centro studi e foresteria legata ad un parco. «La proposta che stiamo valutando dovrà tenere conto dello stato normativo attuale che consente interventi solo nelle due lottizzazioni approvate, vale a dire Campu ‘e Mare e Sa Miniera. Contemporaneamente, la società avrà modo di valutare la fattibilità delle altre proposte, anche in funzione di un quadro normativo complesso che è in fase di rivisitazione». Se il manager di Condotte Giuseppe Vadalà aveva annunciato di soprassedere in questa fase all’idea di un campo da golf a Tentizzos, in attesa di avere dalle prossime elezioni comunali un sindaco più coraggioso, l’attuale primo cittadino riporta il tema di discussione nella sede più logica: il consiglio comunale attuale, chiamato a votare la proposta di intenti, ossia l’accordo che legherà il Comune alle ipotesi edilizie dell’impresa Immobiliare. Perché questo è Condotte: non una realtà di promozione turistica, ma una società immobiliare che ha speso 18 milioni di euro per acquistare 340 ettari nel territorio comunale ed intende perlomeno rientrare nelle spese. Ma, per farlo, propone di costruire un campo da golf dove ora non si può, di realizzare decine di migliaia di metri cubi nella costa sottoposta a vincoli e perciò, dov’è vietata la cementificazione.
    LA SITUAZIONE. Il sindaco sa bene che non ha in consiglio comunale i voti che occorrerebbero: con il suo, sono sette favorevoli, tutti gli altri contrari. Quindi, da buon politico, capisce che il dibattito ha evidenziato troppe contrarietà e suggerisce l’unica ipotesi possibile: Condotte studi ipotesi di sviluppo limitate alle aree già approvate e cioè a Campu e Mare ed a Sa Sea. Il campo da golf come cavallo di troia per aprire la costa alle volumetrie connesse, per ora, non è pensabile. Il Ppr non lo consente, le normative comunitarie neppure, i vincoli archeologici nemmeno, il Puc comunale lo esclude.

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    IL CASO. L’eurodeputato Niccolò Rinaldi, nella città del Temo, invita il Comune alla cautela. «Bosa Colores? Progetto poco chiaro»

    BOSA. Niccolò Rinaldi, eurodeputato di Italia dei Valori, è uno dei tanti che hanno scelto Bosa come luogo privato, interiore quasi. Per questo, lui che in Europa si occupa di progetti di rilancio e condivisione, di creare opportunità di sviluppo in Asia e nel Corno d’Africa, in Afghanistan ed in Sud America, davanti al mito che sembra coinvolgere troppo facilmente molti disoccupati bosani, quello di uno sviluppo dipendente dalla svendita del territorio costiero, ha scritto al sindaco Piero Casula una lettera garbata ma densa di significati e di suggerimenti. «Condotte Immobiliare è un soggetto molto forte, dotato di determinazione e potere negoziale. Ed anche di notevole esperienza legale. Un partner complesso per l’amministrazione comunale, come complesso risulta essere il dialogo con la cittadinanza. Se questo progetto andrà avanti, sicuramente avrà anche un percorso in via giudiziaria. E la politica potrebbe trovarsi tra due posizioni inconciliabili ed entrambe protagoniste. A discapito di chi ci sta nel mezzo». I DUBBI Niccolò Rinaldi invita tutti ad una grande cautela: «Mancano le idee più importanti per la valutazione del progetto: quantificazione dei posti di lavoro che si intende creare nelle nuove attività, meccanismi di assunzione (che di solito escludono i lavoratori del posto, dal momento che le aziende ricercano manodopera a costi più competitivi sul mercato internazionale). Mancano gli studi sull’impatto che le opere avrebbero per la città: un campo da golf e ricettività destinati ad una sorta di nuova città o destinati a dispiegarsi nella città esistente?». E poi aggiunge: «Manca una valutazione in termini di indotto, manca un obiettivo di rapporto fra residenti e nuovi visitatori. Tutto è molto approssimativo e dovrebbe suggerire agli amministratori particolare cautela». Insomma: Condotte Immobiliare parla di centinaia di posti di lavoro: ma non piega di quali posti di lavoro si tratta, quali qualifiche, quali tempi, per quali attività specialistiche. Su 2500 disoccupati iscritti al collocamento, oltre duemila sono privi di specializzazione. LE RISORSE Per Niccolo Rinaldi, le risposte al bisogno di sviluppo e di lavoro, Bosa può trovarle in progetti seri che la Ue può valutare positivamente: «L’Italia utilizza solo il 38 per cento dei finanziamenti comunitari cui potrebbe avere accesso – spiega – Quanto di questo minima percentuale è utilizzata dalla Sardegna? E penso a progetti finalizzati a salvaguardare Bosa per com’è, cioè per quelle sue peculiarità per cui è famosa nel mondo. Penso a progetti di recupero del centro storico, di valorizzazione ambientale, di sviluppo turistico legato alla sua natura di borgo fluviale. Com’è che in Europa non ne vengono presentati?». L’APPELLO L’europarlamentare invita l’amministrazione ed i bosani, ma anche la Regione, ad un’attenta riflessione sulle zone Sic, protette da vincoli europei: Un campo da golf a Tentizzos ne vale davvero la pena? Per Niccolò Rinaldi, decisamente no: «Non capisco come si possa perseguire la compatibilità fra l’ombrello Unesco che il Consiglio comunale ha richiesto per la costa in questione e vari aspetti del progetto edilizio che Condotte propone».

  11. agosto 20, 2013 alle 2:46 PM

    da La Nuova Sardegna, 20 agosto 2013
    Bosa. Alternative sostenibili al cemento. (Salvatorangelo Pisano, Comitato InBosa)

    Ci sono tante alternative, per Bosa, allo sviluppo cementifero. Alternative non semplicemente al progetto di Condotte Immobiliare – il campo da Golf a Tentizzos con annessa speculazione immobiliare – di cui tanto si parla in questi giorni, anche sulle pagine della Nuova. Quanto all’idea di fondo che sta dietro: ovvero il fatto che il cemento porti sviluppo. C’è un turismo pienamente sostenibile già presente, da implementare e mettere a sistema; ci sono l’agricoltura, la pastorizia, la pesca, i servizi, la cultura. C’è un’idea, che sta portando avanti il gruppo InBosa, che mira a mettere in sinergia tutte le varie vocazioni e le realtà produttive. È l’idea di un Parco. Un parco con valenze ambientali, storiche e culturali, di cui il territorio è tanto ricco ma che non riesce a coordinare e promuovere nel modo migliore. A Bosa, come si sa, la costituzione di un parco è stata rifiutata vent’anni fa. Faceva paura, allora, ma oggi in molti la rimpiangono. Noi diciamo che è ora di ripensarci. Questo è il momento opportuno per nuove e coraggiose idee per il nostro territorio. Naturalmente non ci interessa un parco eterodiretto e calato dall’alto, ma chiediamo un parco partecipato, che coinvolga nella gestione tutti i cittadini, gli amministratori, le categorie produttive, le associazioni ambientaliste e quelle culturali, il territorio nel suo complesso con tutte le sue ricchezze. Uno strumento per mettere a sistema e promuovere Bosa, il suo territorio, i paesi circostanti, che dia un indirizzo politico-culturale chiaro, che favorisca l’arrivo di maggiori finanziamenti e che possa veicolare una fase finalmente innovativa di progettazione del futuro. I vincoli di un Parco li abbiamo già tutti, è il momento di chiederne i benefici!

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    Blitz “No golf” sui monumenti. Bosa, uno striscione senza firma affisso domenica fa irritare il sindaco Casula. (Alessandro Farina)

    BOSA. “No cemento No golf”. È un blitz “monumentale” quello che un gruppo di attivisti, ma non i comitati NoGolf si legge su Facebook, ha organizzato domenica pomeriggio nella città del Temo. Sistemando per qualche ora (e in siti alterni: dalle mura del castello di Serravalle alle spallette del ponte in trachite e infine sul lato est della torre aragonese dell’isola Rossa a Bosa Marina) un lungo striscione a caratteri rossi cubitali e neri dal chiaro significato. Per il sindaco Pierfranco Casula il giudizio è netto: «Una vergogna, un eccesso, un gesto inconsulto», dice dello striscione fissato sui monumenti e comparso senza alcun via libera formale. La replica al primo cittadino è immediata: «Ma perché il Comune non ha risposto alla richiesta di affissione di manifesti no golf?», è una delle osservazioni. Non si è ancora spenta l’eco di un articolo, l’ultimo di una lunga serie, pubblicato su Il Sole 24 Ore e dedicato alla costa del Grifone, non proprio benevolo sull’idea progetto del golf a Tentizzos, che un gruppo di attivisti dà vita a un flash mob stile Greenpace, con epicentro la città del Temo. Tutto si svolge pacificamente e per qualche ora (domenica) l’attenzione di cittadini locali e turisti, a ridosso del sonnacchioso ferragosto dedicato alle ferie, si sposta ai temi caldi del dibattito sull’opportunità o meno di prato, palline, mazze e cubature da sistemare sulla costa. La tempesta però è in agguato, e si scatena improvvisamente ieri mattina nel mare virtuale dei social network. Quando, sul profilo Facebook del sindaco Pierfranco Casula, che ha visto in rete alcune fotografie, compare un post dall’inequivocabile tono. «Non è questo il modo di manifestare le proprie idee – scrive infatti Pierfranco Casula –. I monumenti sono monumenti e vanno rispettati: come volete (dite voi) salvare Tentizzos, avete il dovere civico e morale di tutelare i nostri monumenti. Così non si fa! Vergogna, avete tanti modi per far sentire la vostra voce, avete scelto quello più sbagliato! Già, il gesto eclatante? Mah…». Le repliche dai vari toni in risposta, dal sarcastico al serioso, non si fanno attendere. Compresa quella che chiede lumi su costi e tematica (ritenuta sorpassata nel soggetto) del grande manifesto che all’ingresso di Bosa ricorda la Bitas 2013, la manifestazione che il Comune nel marzo scorso ha dedicato alla promozione turistica.

  12. agosto 21, 2013 alle 2:48 PM

    da La Nuova Sardegna, 21 agosto 2013
    BOSA. Golf, le idee del PSd’Az «Non svendiamo la città». (Alessandro Farina)

    BOSA. Sono “Riflessioni su un progetto di sviluppo per Bosa” quelle messe nero su bianco dal Psd’Az. Ennesima presa di posizione sugli eventuali insediamenti e cubature a Tentizzos e Sa Miniera. Un documento che appare anche come una sorta di guida allo sviluppo se non manifesto politico. Attorno a cui forse iniziare a coagulare possibili partner, in vista (salvo sorprese) delle amministrative della primavera 2014. Sull’idea progetto e sulla bozza di intenti Comune-Condotte il Psd’Az – che ha un rappresentate eletto all’opposizione e due assessori acquisiti nella giunta guidata da Pierfranco Casula – premette: «Allo stato attuale non esiste alcun riferimento di legge che consenta quanto proposto (per cui diventa anche singolare ogni idea di consultazione popolare)». Come pure «Non è accettabile questo continuo dover rincorrere e dare risposte all’illuminato investitore di turno che, forte di una bacchetta magica derivante da una posizione economica e/o politica di rilevanza, propone tutto e il suo contrario». Secondo il Partito sardo invece l’amministrazione civica dovrebbe dotarsi di un proprio programma di sviluppo. Attorno a cui «Successivamente, chi ci crede e vuole investire i propri capitali non debba far altro che uniformarsi». Motivo per il quale «Non capiamo, e riteniamo pericolose, le dichiarazioni in merito ad incontri isolati fra il Sindaco e i rappresentanti di Condotte». Sviluppo che non può non tenere conto, altro paletto, delle linee guida del Puc approvato a metà dagli anni ’80 dal sindaco Silvano Cadoni. Perché la città «Ha nel suo centro storico e nel fiume l’essenza della sua identità. Che la fa scegliere da quanti ricercano un’offerta turistica vera, spontanea e amichevole» la visione, che sembra escludere ulteriormente possibili intraprese sulla costa del Grifone come pure la funzione svolta da Bosa Marina. «Offriamo storia e cultura, non svendiamo il nostro ambiente», lo slogan coniato. Con turismo e agroalimentare pensati come I due più importanti giacimenti della locale futura ricchezza. Nella visione di una città «Unico grande villaggio turistico, di proprietà dei bosani». In cui comunque andrebbero affrontati alcuni nodi strutturali che mantengono però il fiume perno dello sviluppo. Anche se, guardando al settore ricettivo e alberghiero, non tutte le porte sono sprangate agli investitori. «Non siamo concettualmente e culturalmente prevenuti verso investimenti che mirino ad uno sviluppo di qualità, pensiamo ad esempio che i due tavolati di Sa Sea e di Monte Furru possano ambire a diventare i poli di un’offerta di eccellenza. Ma vogliamo che la stessa eccellenza, con garanzie tangibili e concrete ci sia per i servizi da offrire ad una serena integrazione fra visitatori e Cittadini di Bosa».

  13. agosto 22, 2013 alle 2:52 PM

    da La Nuova Sardegna, 22 agosto 2013
    Golf, le diverse anime della giunta. A Bosa tre assessori prendono le distanze dal sindaco sul Progetto Condotte. (Alessandro Farina)

    BOSA. Il fresco maestralino che soffia da qualche ora sulla costa centro occidentale dell’isola non sembra raffreddare il clima politico che da mesi ormai si respira nella città del Temo. Dove continuano le prese di posizione in merito alla bozza del protocollo d’intenti Comune-Condotte. In particolare sull’idea progetto del golf a Tentizzos e su possibili cubature turistico ricettive a Sa Miniera: fortemente avversate dai comitati No Golf e che hanno a quanto pare spaccato anche la maggioranza. Nei giorni scorsi infatti in favore dell’azione del sindaco Pierfranco Casula si erano schierati gli assessori Sergio Rosa, Giovanni Porcu e Angelina Piu, il presidente del Consiglio Comunale Gianni Mocci, la capogruppo di maggioranza Piera Addis e la collega Carmen Mariani. Ora gli assessori Ubaldo Mozzo, Augusto Cherchi e Silvio Tanda, che non avevano sottoscritto quel foglio, scandiscono la loro linea in un altro condiviso documento. Schierandosi con i colleghi «Esclusivamente nell’esprimere la solidarietà al sindaco per gli eccessi verbali di alcuni attacchi rivoltigli in queste settimane», nonché per l’ipotesi di utilizzo dello strumento del referendum consultivo «Purchè questo sia utilizzato rispetto alle determinazioni degli indirizzi programmatori del Comune e non su un progetto già predisposto». Un primo paletto cui segue la «Netta contrarietà a qualsiasi ipotesi di rimodulazione del progetto Condotte che consideri un consumo irrazionale e indiscriminato del territorio». Per l’alto pregio ambientale delle aree sulla costa «Sia per una normale correttezza amministrativa che vuole che le concessioni scadute e non realizzate non abbiano corsie privilegiate e procedure irrituali di rinniovo». Il richiamo è alla scadenza nel 2014 delle concessioni in mano al colosso delle costruzioni. Posizione che sembra avvalorare una netta linea di demarcazione, se non proprio una profonda spaccatura, nell’esecutivo. Tra l’altro nella delicata fase di chiusura (a primavera 2014 si rinnovano sindaco e consiglio) della attuale legislatura. Il sindaco Pierfranco Casula, intanto, risponde al documento del PSd’Az relativo al progetto. «In alcuni passaggi cose ovvie, scontate e condivisibili. In altri concetti che appaiono una difesa a spada tratta dell’operato della giunta Cadoni». Il dibattito sul futuro turistico di Bosa insomma sembra accendere già le polveri della futura campagna elettorale.

  14. agosto 24, 2013 alle 5:46 PM

    da La Nuova Sardegna, 24 agosto 2013
    «Nessun incontro pericoloso con Condotte». La replica del sindaco di Bosa, Pierfranco Casula, dopo le accuse del Psd’Az su Puc e investimenti. (Alessandro Farina)

    BOSA. Apertura a dialogo e confronto sul futuro della città, ma critica ad alcune linee dell’attuale Piano urbanistico comunale. In particolare quelle che, alla luce del Puc vigente, prevedono volumetrie turistico ricettive nell’area urbana. Pierfranco Casula replica a stretto giro di posta al documento reso noto nei giorni scorsi dal Psd’Az. Tracciando di fatto gli indirizzi di una nuova filosofia, da perseguire per l’avvio del Piano strategico comunale e nell’adeguamento del Puc a Pai e Ppr. “Il sindaco non ha mai intavolato trattative nè fatto incontri ‘pericolosi e isolati’ con Condotte e tantomeno con altri imprenditori” premette con decisione Pierfranco Casula, “mentre è nota la divergenza iniziale con la Società Condotte sull’opportunità di proseguire nel modello progettuale ad oggi realizzato”. Secondo Pierfranco Casula quindi “l’amministrazione si muove sulla traccia del programma premiato dagli elettori”. Mentre il Puc targato Silvano Cadoni, altro argomento caldo del documento di replica, viene definito “in alcune parti generali condivisibile, in altre pare frutto di isolate politiche di espansione fatte senza il coinvolgimento delle forze produttive”. Quindi una serie di domande, precedute da una lunga premessa: “Silvano Cadoni ha dichiarato in Consiglio di aver contrattato con alcune proprietà sulle volumetrie da destinare a Campu ‘e mare: troppe, secondo me, che hanno consentito il Piano di lottizzazione dell’Impregilo (ora Condotte). Perché ha coinvolto in questo processo virtuoso di redazione del Puc solo una parte dei proprietari e non tutta la popolazione? Perché è stata data una destinazione turistica ad alcune zone della vallata del Temo senza aver prima coinvolto i proprietari di quei terreni?” Per il sindaco in definitiva il Puc “ha consentito, con volumetrie concentrate in poco spazio, la costruzione di edifici esagerati. Ecco perché è necessaria la redazione di un Piano strategico comunale che dia a tutti la possibilità di presentare proposte anche in funzione dell’adeguamento del Puc al Ppr ed al Pai” la strada tracciata da Pierfranco Casula. Che, ribadita la centralità di sistema fluviale e centro storico nelle strategie di rilancio turistico futuro, afferma di voler favorire “una presenza equilibrata e diffusa della ricettività alberghiera nell’interoterritorio ricomprendendo nella programmazione futura la parte a Sud e a Nord della città”. Sul fronte politico per Cadoni “è giunto finalmente il momento di andare oltre gli steccati”.

  15. agosto 24, 2013 alle 8:38 PM

    dal blog di Beppe Grillo, 24 agosto 2013
    Salviamo Bosa dal cemento: http://www.beppegrillo.it/2013/08/salviamo_bosa_dal_cemento_nel_territorio.html

  16. agosto 25, 2013 alle 9:28 am

    da La Nuova Sardegna, 25 agosto 2013
    BOSA, IL LEADER DI 5 STELLE SUL PROGETTO DI CONDOTTE. Grillo: «La legge regionale sul golf aggira la tutela paesaggistica». (Alessandro Farina)

    BOSA. Il golf a Tentizzos non piace a Beppe Grillo. Il portavoce nazionale del M5S ha postato ieri mattina nel suo blog un commento dal titolo “Salviamo Bosa dal cemento”, presa di posizione sul progetto di Condotte Spa lungo la costa del Grifone. Grillo bacchetta anche il presidente Ugo Cappellacci per la legge regionale sul golf. Intanto il Psd’Az, dopo l’idea di candidare la Bosa-Alghero a sito Unesco patrimonio dell’umanità, annuncia il varo di un progetto alternativo al green: è la risposta alla linea perseguita da sindaco e maggioranza, non all’unanimità, nella sempre accesa discussione sulla bozza di intenti Comune-Condotte. Nel suo post Beppe Grillo ricorda che «nel territorio di Bosa, cittadina medievale classificata come uno dei borghi più belli d’Italia si sta progettando un intervento di modifica del paesaggio che da alcuni mesi incontra la resistenza di parte dei residenti locali»: si riferisce all’idea-progetto prospettata da Condotte Spa, che nel rimodulare – come chiesto dalla maggioranza guidata dal sindaco Pierfranco Casula – le volumetrie già ottenute per Campu ’e Mare e Sa Sea, ha ipotizzato la nascita di un campo da golf a diciotto buche nella zona di Tentizzos e cubature turistico ricettive nella attigua fascia di Sa Miniera, lungo la costa a circa sei chilometri dal centro cittadino, «in uno dei litorali più incontaminati e ancora sconosciuti al turismo di massa», scrive Grillo. Il comico è convinto che «per aggirare le leggi di tutela ambientale e paesaggistica, si è pensato a una legge regionale, la numero 19 del 2011, con cui la giunta guidata dal centrodestra di Ugo Cappellacci riconosce al golf un ruolo strategico nello sviluppo dell’economia dell’Isola» prevedendo che «la giunta regionale possa modificare il piano di tutela paesaggistica per individuare nuove aree da dedicare a impianti golfistici consentendo di costruire alberghi, centri benessere e spa, e strutture turistiche di vario tipo tra cui, appunto, campi da golf». Indirizzo che non sembra proprio condiviso dal portavoce nazionale dei Cinque Stelle. A Bosa intanto operano attivamente i comitati “Salviamo Tentizzos” e “InBosa” come pure gruppi autonomi. Quello dei “Lentolos rebelles” (così ribattezzati via social network) peresempio. Che domenica scorsa ha dato vita ad un particolare flash mob esponendo dalle mura del castello, dal ponte in trachite e infine dal lato est della torre aragonese di Bosa Marina, uno striscione con la scritta “NoCemento NoGolf.” Suscitando, per il blitz nei monumenti simbolo di Bosa, le esplicite ire del primo cittadino Pierfranco Casula, che ha comunque il suo bel daffare anche in casa sul golf a Tentizzos, a leggere un comunicato firmato da tre dei sei assessori dell’esecutivo, non proprio allineati alla visione enunciata dalla maggioranza in un precedente scritto. Sul piano politico intanto il Psd’Az vara un’idea, da presentare nel dettaglio in un convegno previsto già ad ottobre, alternativa a quella di Condotte. «La risposta alla crisi, quella del settore edile in particolare, non è costruire sulla costa. Ma richiamare un target turistico che potrebbe ritenere appetibile Bosa, già da quest’inverno», è in sintesi la convinzione dei Quattro Mori. Che, puntando sul microclima temperato della zona, ipotizza che «tanti anziani del nord Europa potrebbero “svernare” dalle nostre parti». Occupando, ogni quindici giorni e nei mesi di bassa stagione, i circa ottocento posti letto a disposizione.

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    Diciotto buche e 75mila metri cubi previsti a Tentizzos.

    Il progetto Bosa Colores, approvato nel 2007 all’insegna della slogan “Un posto letto un posto barca”, prevede 220mila metri cubi di strutture residenziali e turistiche a Campu ’e Mare (73 ettari circa). Mentre a Sa Sea (ottanta ettari d’estensione) sono stati autorizzati 25mila metri cubi per strutture alberghiere. Nella zona di Sa Miniera-Tentizzos (foto), 250 ettari circa, non esiste un progetto approvato, ma nel Puc, oltre al recupero delle volumetrie esistenti, è prevista la realizzazione della Casa del parco, di cinquecento metri quadri. Dopo la richiesta della giunta Casula di rimodulare le cubature a Campu ’e Mare, Condotte prevede di spostare le volumetrie a Sa Sea e Tentizzos-Sa Miniera. Dove la società ipotizza la realizzazione di un campo da golf, perno della nuova filosofia turistica, e cubature (con la premialità della legge regionale sul golf) per 75mila metri cubi.

  17. settembre 7, 2013 alle 1:38 PM

    da La Nuova Sardegna, 7 settembre 2013
    Golf a Bosa? Meglio farlo a Tresnuraghes. La proposta è dell’architetto Amilcare Maffi, che rivela: il progetto Tentizzos bocciato dalla Federgolf. (Alessandro Farina)

    TRESNURAGHES. La questione green non è una novità che riguarda esclusivamente l’idea progetto di Condotte Spa da realizzare sulla costa di Tentizzos, già a quanto pare bocciata dalla Federgolf. A mettere nuovi puntini sulle classiche “i” di una vicenda che anima da mesi un intenso dibattito a Bosa, con tanto di lacerazione nell’esecutivo, è l’architetto Amilcare Maffi. Che boccia il golf sulla costa di Bosa e rilancia invece quello fra Tresnuraghes e Porto Alabe, di cui si occupa da quasi un decennio. «C’è un aspetto umoristico nella vicenda del mancato golf a Bosa ed è il parallelo con Tresnuraghes, dove già dal 2006 era possibile realizzarlo (il campo da golf, Ndc) senza alcun problema», è la premessa del tecnico. Che parte dalle regole: la legge regionale del 2011. Che prevede per le strutture legate al green in Sardegna «Un’area minima di 85 ettari in terreno prevalentemente pianeggiante, distante dal mare un chilometro, direttamente accessibile da strada provinciale e contigua ai centri abitati». Sul fronte volumetrie, specifica poi Maffi «Non ne possono essere realizzate di nuove o superiori ai 75mila metri cubi, ma soprattutto non devono essere localizzate in zone sottoposte a vincolo paesaggistico». Morale «La proposta di Bosa non possiede alcuna di queste caratteristiche (a parte quella di essere vicina ad una strada provinciale, Ndc)» e, novità assoluta «Già un anno fa era stata bocciata dalla Federgolf, che ha il diritto di veto finale» rivela Amilcare Maffi. A Tresnuraghes invece sul fronte green sarebbe tutto in regola. Malgrado il progetto sia stato presentato nel 2008, quindi tre anni prima della legge regionale. «Il giudizio sulla regolarità è certificato dal presidente della Federgolf Sardegna, che ha visitato l’area nel 2009» sottolinea il tecnico. Resta ovviamente l’incognita della impugnazione della legge regionale, con epicentro la delicata questione delle nuove volumetrie. Ma anche su questo Maffi trova notevoli differenze tra l’idea progetto di Bosa e qulla di Tresnuraghes. Perché «Quella di Porto Alabe prevede addirittura una cubatura zero». La zona in cui dovrebbero sorgere case e alberghi sarebbe infatti «Contigua all’abitato esistente, dove già nel 2006 il Comune aveva approvato una lottizzazione con volumetrie necessarie già previste nel Puc vigente». Ma allora, perché il golf a Tresnuraghes non è mai nato? «Qui l’umorismo cessa del tutto» risponde Maffi. Che richiama al mancato adeguamento del Puc di Tresnuraghes al Piano Paesistico Regionale ed al Piano di assetto idrogeologico. «Il vero guaio è che le amministrazioni Zedda-Cinellu-Zedda che si sono susseguite in questi anni, non si sono mai dichiarate contro il golf, ma lo avrebbero voluto in zona con vincolo paesaggistico. Seguendo cioè il percorso di Bosa, che è un vicolo cieco» la stoccata finale di Amilcare Maffi.

  18. settembre 27, 2013 alle 2:56 PM

    esproprio? Benissimo.

    da La Nuova Sardegna, 27 settembre 2013
    BOSA. La Conservatoria: esproprio se avanza il golf a Tentizzos.

    BOSA. Se il progetto golf a Tentizzos dovesse proseguire nell’iter autorizzativo, la Conservatoria delle Coste potrebbe, nell’ambito delle sue prerogative istituzionali, procedere all’esproprio dell’area costiera chiedendo alla Regione le risorse necessarie. Questo il fulcro delle affermazioni riportate in un post Facebook pubblicato dall’agenzia che si occupa della salvaguardia e valorizzazione degli ecosistemi e della gestione integrata delle aree costiere di pregio dell’isola. Risposta alle precise domande inviate dal gruppo Salviamo Tentizzos nelle scorse settimane. Sull’idea progetto del green fronte mare sulla costa del Grifone, esplicitata nella bozza di intenti che parte della maggioranza vorrebbe portare all’attenzione e approvazione del Consiglio comunale, scende quindi una nuova, decisa mannaia. L’agenzia infatti ricorda che l’area dove si ipotizza di realizzare un campo da golf a diciotto buche e cubature turistico ricettive per 70.000metri cubi, idea fulcro di Bosa Colores, è tutelata dal vincolo paesaggistico del 2004 e riconosciuta come Sito di importanza comunitaria. «Ormai da oltre un decennio lo sviluppo del golf associato ad operazioni immobiliari si è imposto su tutte le aree costiere del Mediterraneo», è la premessa della Conservatoria. «È stato ampiamente dimostrato dalla letteratura scientifica che questo modello soprattutto quando realizzato in aree costiere e insulari porta fortissimi impatti riguardanti il consumo di risorse idriche, il rischio di intrusione salina nelle falde costiere e l’inquinamento del suolo. Ma l’impatto principale riguarda la perdita di aree di alto valore naturalistico (aree dunari, foreste, macchia mediterranea e zone umide), il consumo e di suolo agricolo e l’irreversibile perdita di un paesaggio unico e irripetibile», rimarca quindi il post. Ragioni per cui «il progetto “Bosa Colores” è in contraddizione con le finalità della Conservatoria delle coste», è il verdetto che anticipa i possibili interventi diretti nel caso si dovesse procedere con l’iter autorizzativo. «La Conservatoria delle coste, dato che il suo mandato istituzionale prevede “L’esproprio e/o l’acquisto di quelle aree e quei beni immobili la cui qualità ambientale, paesaggistica e culturale è tale da ritenere necessaria la loro conservazione e salvaguardia”, valuterà l’opportunità di avviare le procedure per l’esproprio dell’area di Tentizzos richiedendo le risorse necessarie alla giunta Regionale».

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    Confindustria sostiene Ivi e golf a Bosa.
    Nota congiunta con la sezione costruttori: «Importanti occasioni di sviluppo turistico».

    ORISTANO. Da Confindustria e Ance Oristano arrivano dichiarazioni soddisfatte per la decisione della Regione di finanziare, con oltre 5 milioni di euro, la realizzazione della tangenziale sud di Oristano. Ma arriva anche una dichiarazione d’appoggio ai progetti turistico immobiliari a Bosa e a Torregrande. «Fa ben sperare l’iniziativa dell’Ivi Petrolifera a Torregrande che, se approvata dal Comune, rappresenta un’importante occasione di sviluppo del territorio nell’ambito turistico e golfistico – dichiarano Giuseppe Ruggiu, presidente di Confindustria Oristano e Giampiero Cabras presidente di Ance Oristano –, nella prospettiva di ampliare un sistema di accoglienza di visitatori e ospiti che possano fruire delle bellezze naturali, artistiche e storiche dell’oristanese». «La realizzazione di un campo da golf a Bosa sarebbe l’ideale per creare in provincia – dice ancora Giuseppe Ruggiu – un efficace ed attraente Polo del golf, con Is Arenas, Torregrande e, appunto, Bosa». Confindustria e Ance « prendono atto della sensibilità dell’Assessore ai Lavori pubblici Gianni Pia di snellire le procedure amministrative al fine di rendere le opere appaltate, nel più breve tempo, cantieri di lavoro. Ed in tal senso viene apprezzata la volontà dell’Amministrazione Provinciale di Oristano di contrattualizzare l’appalto dei lavori per il collegamento tra il Rimedio-Ss 131».

  19. ottobre 4, 2013 alle 2:51 PM

    da La Nuova Sardegna, 4 ottobre 2013
    Condotte chiede una fidejussione annullata la gara di orienteering.
    Bosa, possibile un braccio di ferro tra la società immobiliare e l’amministrazione per i progetti Il Comune si scusa con gli organizzatori della gara e 400 partecipanti ripiegano su una passeggiata. (Alessandro Farina)

    BOSA. Fa discutere l’annullamento della gara di orienteering in programma mercoledì mattina a Tentizzos. Condotte Immobiliare ha chiesto agli organizzatori una fidejussione di centomila euro per dare disco verde alla corsa. Dopo la mediazione del Comune, gli atleti hanno avuto accesso all’area, ma per un allenamento. Episodio che sembra far presagire tempi difficili sulla, finora libera, fruizione del tratto di costa, rimarca con preoccupazione il comitato InBosa. «Quattrocento persone in città nella bassa stagione sono il vero evento – sottolinea l’assessore allo sport Sergio Rosa –. La gara che gli atleti, provenienti dal Nord Europa, si aspettano di affrontare mercoledì a Tentizzos rischia di diventare un sogno. Manca infatti l’ok del proprietario dell’area, Condotte Immobiliare. Che il giorno precedente aveva chiesto tra le condizioni per il nulla osta all’evento, oltre alla dichiarazione degli organizzatori di manlevare la società da qualsiasi responsabilità, una cospicua fidejussione per coprire eventuali danni al delicato ambiente. Alla fine la mediazione, con l’aiuto dell’assessore allo sport Sergio Rosa, si trova: gara annullata, gli atleti utilizzeranno Tentizzos per un allenamento. Per poi raggiungere Bosa, dove nel pomeriggio è in programma un altro appuntamento. L’episodio non sfugge però al comitato In Bosa, contrario all’idea progetto del golf e fautore della proposta che prevede la costituzione di una serie di parchi tematici che si integrino in un progetto unitario di sviluppo turistico. Il comitato in un lungo intervento sulla pagina internet ufficiale del gruppo, a firma di uno degli aderenti, paventa che quello di mercoledì possa essere letto come un irrigidimento dei rapporti, un braccio di ferro insomma, tra Condotte e il Comune. Quest’ultimo non più garante del libero uso di un tratto di costa solitamente accessibile a tutti, l’ulteriore incognita. «Condotte ha chiesto prima delucidazioni sulla gara e poi, martedì, una fidejussione di centomila euro per coprire eventuali danni all’ambiente di Tentizzos», conferma l’assessore Sergio Rosa. Condizioni ancora in piedi la mattina seguente, e che hanno portato all’annullamento della prova. «Per quanto accaduto – sottolinea Sergio Rosa – mi sono scusato con gli organizzatori. Anche se la nostra amministrazione (che ha patrocinato l’iniziativa, ndc), non ha alcuna responsabilità diretta nei rapporti tra questi e Condotte». Resta quindi il precedente dello stop, con l’assessore che ammette: «Effettivamente per altre iniziative non era sorto alcun problema». Per Sergio Rosa infine, «la manifestazione che si è tenuta nel centro storico è andata benissimo. La realtà, al di là di ogni possibile strumentale polemica sulla questione, è che 400 persone hanno preso d’assalto, in bassa stagione, le attività commerciali e turistiche di Bosa». Prossimo appuntamento con l’orienteering l’8 ottobre.

  20. gennaio 14, 2014 alle 2:54 PM

    da La Nuova Sardegna, 14 gennaio 2014
    Recinzioni a Tentizzos Condotte accelera l’iter. Bosa, la zona al centro del progetto per il golf è stata delimitata da reti metalliche. Oggi sopralluogo dell’Ufficio tecnico comunale e della Forestale per i permessi. (Alessandro Farina)

    BOSA. Reti a Tentizzos, ma niente a che fare con pesca o manifestazioni sportive. Perché le maglie comparse lungo la costa a nord, sono metalliche, alte uno e ottanta e legate saldamente a paletti che delimitano la proprietà privata, nel tratto vicino alla provinciale per Alghero. Forse il prologo, questi i primi commenti su un’altra rete, quella dei social network, di un lavoro più complesso di delimitazione dei vasti terreni dove aleggia da mesi l’idea di realizzare un campo da golf e strutture turistiche. Oggi intanto Forestale e tecnici comunali verificheranno le autorizzazioni per la posa del rotolo metallico, dice il sindaco Pierfranco Casula. L’ideale triangolo fra Tentizzos, Torre Argentina e Sa Miniera è notoriamente legato ai progetti evidenziati nella bozza di intenti Comune-Condotte. Che ha di fatto spaccato in due nella scorsa primavera la giunta che governa la città del Temo, dopo le levate di scudi di diversi comitati che si oppongono a green e palline bianche sul litorale. Che auspicano altri percorsi di sviluppo sulla incontaminata fascia centro occidentale dell’isola, anche se c’è chi si è organizzato con intenti di discussione e più ampio confronto dialettico sulla questione. La comparsa delle nuove reti, vicino a quelle ben più basse posizionate anni fa per delimitare la provinciale dai pascoli, non poteva quindi passare inosservata, ed ha subito suscitato l’immediata attenzione di molti. Al di là delle considerazionie sulla nuova “estetica” dei luoghi, la curiosità ad esempio è di vedere al più presto tracciate le “corsie” pedonali utili a raggiungere dalla strada il litorale e viceversa, uno degli argomenti rimbalzati sui post. La zona di Tentizzos infatti è meta di passeggiate e pomeriggi, anche invernali nelle belle giornate, oltre che costante punto di riferimento per i fine settimana primaverili ed estivi per molti bosani. «Siamo stati informati della posa della rete dalla Forestale ed i nostri uffici sono già al lavoro per verificare che tutto sia in regola» spiega il sindaco di Bosa Pierfranco Casula. «Domani mattina (oggi per chi legge, Ndc) la Forestale ed i responsabili dell’Ufficio tecnico effettueranno un sopralluogo congiunto». Insomma dopo mesi di apparente silenzio, con le regionali in casa e le comunali sull’uscio, la marcatura di confini a Tentizzos risveglia l’attenzione collettiva: sull’ipotizzato golf ma più ampiamente sul futuro turistico della città. Riaprendo un, evidentemente solo sopito, capitolo di dibattito civile. Che potrebbe diventare però uno degli spartiacque elettorali nelle prossime settimane, e soprattutto fra qualche mese.

    • gennaio 16, 2014 alle 2:57 PM

      se non vi sono autorizzazioni, i lavori sono abusivi: il Comune di Bosa che fa?

      da La Nuova Sardegna, 16 gennaio 2014
      BOSA. Nessuna richiesta per la recinzione a Tentizzos.

      BOSA. La posa delle reti di recinzione lungo il perimetro di Tentizzos riaccende inevitabilmente un ampio dibattito in città mentre il sindaco attende una relazione dettagliata dell’ufficio tecnico, anche a seguito del sopralluogo di martedì mattina eseguito congiuntamente agli uomini della Forestale. Ma dall’ente locale una certezza arriva: quella del «mancato rilascio di autorizzazioni da parte del Comune, a cui non è arrivata alcuna richiesta per effettuare i lavori» ribadisce il primo cittadino Pierfranco Casula. Insomma sulla posa della recinzione a Tentizzos se ne saprà di più nelle prossime ore, quando sulla scrivania di Casula arriverà la relazione tecnica. Comunque, in piena bagarre elettorale e con le amministrative alle porte, la nuova delimitazione metallica sistemata nei giorni scorsi ai confini con la provinciale per Alghero rischia di accendere nuove polemiche polveri. Lungo la costa del Grifone, infatti, Condotte immobiliare, proprietaria del terreno, ha un progetto di sviluppo turistico basato sulla realizzazione, nel “triangolo” fra Tentizzos, Torre Argentina e Sa Miniera, di un campo da golf da diciotto buche, club house e strutture di servizio annesse, oltre ad un insediamento turistico ricettivo da migliaia di metri cubi nella fascia a monte della strada, nella zona di Sa Miniera. Idea a cui l’amministrazione civica, che da tempo ha chiesto a Condotte di rivedere la tipologia abitativa e diminuire le cubature già concesse a Campu ‘e Mare, periferia di Bosa Marina, spalmandole su altre zone di proprietà del colosso delle costruzioni, guarda con interesse. Considerato il tenore della “Bozza di intenti” Comune-Condotte resa nota qualche mese fa durante una pubblica assemblea. Progetto però avversato da diversi comitati, decisamente contrari ad investimenti di questo tipo. Mentre, oltre al no arrivato di vari parti politiche locali, la questione Tentizzos-Sa Miniera ha spaccato anche la stessa maggioranza. Considerato il botta e risposta, a colpi di comunicati stampa, fra gli assessori Ubaldo Mozzo (ora all’opposizione) Silvio Tanda ed Augusto Cherchi, che chiedevano di arricchire il documento con altre ipotesi oltre a quella del green, e gli altri componenti della maggioranza, che condividevano i contenuti della bozza di intenti. La comparsa della rete metallica, al di la del discorso autorizzazioni, riaccende quindi tutte le luci di un quadro generale già piuttosto complesso, a leggere tra gli eventi trascorsi. Mentre la campagna elettorale sta solo iniziando a scaldare i motori.

  21. gennaio 17, 2014 alle 2:55 PM

    da La Nuova Sardegna, 17 gennaio 2014
    Tentizzos, recintata l’area destinata ai campi da golf.
    La Condotte immobiliari va avanti: proprietà da valorizzare Ma il Comune non ci sta e sollecita la rimozione delle reti. L’ad Vadalà. Non abbiamo comprato quelle aree per lasciarle così, le vecchie attività erano situazioni transitorie ereditate. (Alessandro Farina)

    BOSA. Mentre è in partenza dal Comune la richiesta di ripristino dei luoghi a Tentizzos, dopo la posa senza autorizzazione di una rete metallica a delimitazione della proprietà sulla fascia vicino alla provinciale per Alghero, in città si aprono nuovi dibattiti a margine della questione golf, rimasta sopita per mesi. Condotte immobiliari infatti non ha rinnovato i contratti per l’utilizzo dei terreni alle due ditte che si occupavano dei servizi turistici a Tentizzos e di estrarre il tufo trachitico nell’ultima cava ancora operativa a Sa Sea, altra vasta area di proprietà del colosso immobiliare. «Si trattava di situazioni transitorie, ereditate, su proprietà che vogliamo valorizzare» afferma l’amministratore delegato di Condotte Giuseppe Vadalà. Che ribadisce la scelta di puntare sul green lungo la costa di Bosa, come sulle strutture di supporto turistico ricettivo nella vicina Sa Miniera. Sulla demarcazione a Tentizzos, nastro metallico alto un metro e ottanta sostenuto da paletti piantati vicino alla provinciale Bosa-Alghero: «C’era una rete, c’è tuttora e ci sarà sempre, come in tutte le proprietà», afferma Vadalà, richiamando a questioni ritenute più utili al dibattito generale. Mentre l’Ufficio tecnico comunale, che ha eseguito un sopralluogo con gli uomini della Forestale, verificato che non era arrivata alcuna richiesta di autorizzazione, intende «notificare alla proprietà l’ingiunzione di rimozione ed il ripristino dei luoghi» rivela il sindaco Pierfranco Casula. Altro argomento scottante è il mancato rinnovo per l’utilizzo dei terreni alla società che gestiva i servizi ai camperisti a Tentizzos. Come all’impresa che garantiva l’apertura dell’ultima cava di tufo trachitico, meglio conosciuto a Bosa come trachite rosa, a Sa Sea. I cui cinque soci, dopo cinquant’anni di attività dell’impresa e buona parte della città e dintorni costruiti con questa pietra, hanno venduto i macchinari e si apprestano a lasciare gioco forza il cantiere. «Si tratta di normali situazioni, evoluzioni, della gestione della proprietà. Che è da valorizzare immobiliarmente. Queste erano attività transitorie rimaste», ribadisce Giuseppe Vadalà. Valorizzazione che ha un preciso indirizzo: trovare investitori per la realizzazione del campo da golf a Tentizzos e delle strutture turistico ricettive a Sa Miniera, nel cui quadro le due piccole imprese locali non trovano evidentemente collocazione per Condotte. «La morte di quei terreni è quella del golf, non altro, lo abbiamo verificato in mille modi. Se poi li vogliono lasciare come intervento di parco pubblico li esproprino. Ma noi siamo una società che fa valorizzazione immobiliare, la linea non cambia. Non li abbiamo comprati per lasciarli così», dice l’amministratore delegato. Mentre sulla proposta emersa qualche mese fa, di valutare la possibilità di inserire nella bozza di intenti Comune-Condotte altre possibilità, prevedendo magari per il green l’utilizzo di Sa Sea, «no, Tentizzos è un golf superlativo. Quello di Sa Sea, se pure viene fuori, è banale come tanti altri». Mentre gli investimenti a Sa Miniera «Sono legati ai servizi per Tentizzos. Il golf però, come erroneamente è stato detto, non porta nuove cubature: le abbiamo già», conclude l’amministratore delegato di Condotte.

  22. gennaio 18, 2014 alle 2:06 PM

    da La Nuova Sardegna, 18 gennaio 2014
    Accessi a mare, i dubbi di InBosa.
    Il comitato chiede garanzie al Comune sulla recinzione di Condotte a Tentizzos. (Alessandro Farina)

    BOSA Il comitato di informazione indipendente InBosa ha scritto al sindaco, alla giunta ed ai consiglieri comunali della città del Temo, chiedendo lumi sui piani di gestione del Sic nel territorio comunale e soprattutto, con una fitta serie di domande alla luce degli ultimi sviluppi emersi in queste ore, sul futuro dell’area di Tentizzos. Le due missive sono state firmate dal responsabile del comitato Salvatorangelo Pisanu, che nei giorni scorsi aveva sollevato pubblicamente la questione relativa alla mancanza di una compagnia barracellare. InBosa chiede inoltre che sulle questioni Sic e Tentizzos gli amministratori rispondano in forma scritta. Del fronte Sic il comitato si era già occupata nelle scorse settimane, attraverso una serie di interrogativi affidati ad una nota stampa. InBosa torna quindi alla carica, questa volta con una missiva che ricorda le interrogazioni presentate solitamente dai consiglieri, per conoscere ad esempio se l’ente locale abbia in itinere l’aggiornamento dei piani relativi ai siti di interesse comunitario sul territorio, quali progetti abbia messo in essere rispetto ai bandi già pubblicati e, se finanziati, a che punto sia il loro stato di attuazione. Altra sventagliata di interrogativi riguarda invece la questione degli accessi al mare e della sicurezza a bordo strada provinciale nella zona di Tentizzos. InBosa, infatti, considera che “La società Condotte sembra aver sciolto o non rinnovato il contratto con la cooperativa che gestiva i parcheggi a Tentizzos” e in vista della prossima stagione turistica pone l’accento sul “grande interesse socio-economico da parte della città di Bosa all’accesso ed alla fruizione pedonale libera, facile ed ampia della nota località balneare” notoriamente frequentata da migliaia di persone nella bella stagione. Dal comitato quindi parte una fitta serie di quesiti, tesi a conoscere se l’amministrazione sia in grado di garantire la fruizione della zona, o si sia occupata di allestire parcheggi esterni alla proprietà privata. Ancora “Se sappia quanti e quali saranno gli accessi utili a raggiungere il litorale dalla strada, dove saranno ubicati e se nelle vicinanze vi siano zone utilizzabili come parcheggio”. Come pure se l’amministrazione abbia valutato la “Pericolosità di parcheggio delle automobili a bordo strada che, nel caso che non venga concesso l’accesso agli automezzi, si verificheranno certamente nei periodi di maggiore afflusso turistico”.

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