Vinyls, “bomba ecologica” alla deriva.


Porto Torres, zona industriale

Porto Torres, zona industriale

anche su La Nuova Sardegna (“Porto Torres, vengono al pettine i nodi di scelte irresponsabili”), 21 giugno 2013

 

 

 

In questa nostra povera Sardegna sempre più Sardistàn, l’oscura isola nel bel mezzo del Mediterraneo, può anche accadere che 500 tonnellate di sostanze cancerogene e altamente pericolose per l’ambiente e per la salute pubblica siano formalmente abbandonate alla buona volontà di lavoratori senza stipendio e con la certezza del licenziamento dopo la dichiarazione di fallimento della propria azienda entro pochi giorni. Sembra follìa, è solo realtà e – come sempre – supera la fantasia.

Accade a Porto Torres, negli impianti della Vinyls, Gruppo Sartor, azienda chimica che sarà dichiarata fallita dal Tribunale di Venezia il 27 giugno 2013.

In fabbrica ci sono circa 500 tonnellate di dicloroetano e cloruro di vinile, sostanze altamente infiammabili, tossiche, cancerogene. In base al decreto legislativo n. 334/1999 sul controllo dei pericoli di incendi rilevanti connessi con sostanze “a rischio”, fra i vari obblighi di sicurezza c’è un presidio permanente 24 ore su 24 per prevenire gli incendi e ridurne al minimo i danni in caso di incidenti. Attualmente, però, nessuno se ne cura.

Eppure tutti sono stati avvertiti: il Governo, la Regione, l’Arpas, il Prefetto di Sassari, il Sindaco di Porto Torres, i Vigili del Fuoco.

Tutti sanno e tutti scrivono a tutti.  Ma nessuno agisce.

 Porto Torres, zona industriale

Porto Torres, zona industriale

La Vinyls ha già notificato a chiunque che non ha risorse finanziarie per occuparsene.

Fino ai giorni scorsi erano i novanta lavoratori che continuavano a presidiare, senza un soldo da cinque mesi, i serbatoi delle sostanze chimiche. Ora non più. Hanno segnalato il loro “abbandono di posto” Procuratore della Repubblica e al Sindaco di Porto Torres, ennesime tappe di un calvario.

La “loro” Vinyls è una tipica “industria orfana”, ormai ripudiata da tutti, anche se nel 2007 fatturava 247,6 milioni di euro, unica azienda italiana produttrice di pvc, con ben 370 dipendenti nei tre impianti di Porto Marghera, Ravenna e Porto Torres (130 dipendenti nel 2007).

I lavoratori le hanno tentate tutte per difendere la fabbrica, anche la “loro” Isola dei Cassintegrati è divenuta famosa. Ma tutto è stato inutile.

Eppure con 2 milioni di euro nell’arco di 7-8 mesi i lavoratori Vinyls potrebbero almeno effettuare i necessari lavori di messa in sicurezza e disinnescare una vera e propria “bomba ecologica” sulle rive del Golfo dell’Asinara.

Il minimo da fare in un sito di interesse nazionale (S.I.N. Sassari-Porto Torres, legge n. 179/2002) per la grave contaminazione di derivazione industriale.

Il minimo da fare in un‘area industriale dove fra i lavoratori, “sia per gli uomini sia per le donne sono presenti eccessi per il tumore del fegato … e la leucemia mieloide, mentre nella popolazione residente dei Comuni interessati “sono stati osservati eccessi di mortalità per tutte le cause, le malattie dell’apparato digerente, i tumori maligni e il tumore del fegato, inoltre “si trovano eccessi significativi per tumore del fegato, tumore polmonare e tumore della prostata”. E dove, dal locale Registro tumori, si riscontrano “sia negli uomini sia nelle donne, aumenti per tutti i tumori maligni e tumore del colon, fegato e polmone” (Rapporto S.E.N.T.I.E.R.I. – studio epidemiologico, Ministero della salute, aree industriali di Porto Torres, 2012).fumi industriali

Il minimo da fare, insieme alle altre bonifiche ambientali di impianti e aree industriali in disuso, prima anche solo di immaginare di avviare qualsiasi nuovo insediamento produttivo, con emissioni e immissioni connesse, come i nuovi impianti Matrìca della chimica verde.

E’ elementare e intuitivo: i pericoli per la sicurezza e la salute pubblica, i carichi inquinanti, in una zona a rischio ambientale e sanitario vanno diminuiti, non aumentati.

Non è necessario esser un super-esperto per capirlo. Basterebbe il banale buon senso, ma anch’esso è alla deriva. Come la Vinyls.

Stefano Deliperi, Gruppo d’Intervento Giuridico onlus

(foto da mailing list ambientaliste)

  1. giugno 22, 2013 alle 8:49 am

    L’ha ribloggato su barbatustirolese.

  2. capitonegatto
    giugno 22, 2013 alle 9:44 am

    Assurdo, fotissimamente ASSURDO. Tutti dobbiamo assicurare che non succeda l’irreparabile, e chi per vari motivi non opera per questo, ne rispondera’ al paese intero e non solo ai Sardi. A cominciare da chi si occupa di IMU,IVA, SVUOTA CARCERI, e amenita’ similari. Ora si tratta di trovare soluzioni , anche tampone, ad es. si usi il genio militare .

  3. giugno 22, 2013 alle 6:37 pm

    che il Cielo la mandi buona…

    da La Nuova Sardegna, 22 giugno 2013
    Vigili del fuoco e Asl alla Vinyls. Verificata la tenuta degli impianti abbandonati dai lavoratori in sciopero.

    SASSARI. Sopralluogo dei vigili del fuoco del comando provinciale di Sassari e dello Spresal dell’Asl agli impianti della Vinyls di Porto Torres. Un controllo che si è reso necessario dopo l’allarme lanciato dalle organizzazioni sindacali per la quantità di sostanze pericolose ancora contenute negli impianti per la produiuone di Pvc, impianti senza alcun presidio dei lavoratori che hanno proclamato uno sciopero a oltranza. Vigili del fuoco e personale dello Spresal (il servizio della Asl che controlla la sicurezza sui luoghi di lavoro) hanno verificato lo stato degli impianti e soprattutto che non vi fossero fuoriuscite di Vcm o dicloretano ancora stoccati all’interno delle linee di produzione.Vigili del fuoco e Spresal, che sono rimasti in fabbrica alcune ore, adesso dovranno inviare le loro relazioni sia al prefetto di Sassari Salvatore Mulas, sia agli enti locali che hanno competenza sulla tutela ambientale (Provincia di Sassari) e sulla salvaguardia della salute dei cittadini (Comune di Porto Torres). Solo quando verranno consegnate le relazioni, con le possibili prescrizioni per la messa in sicurezza del sito, comune di Porto Torres e Provincia di Sassari potranno assumere i provvedimenti del caso.

  4. giugno 23, 2013 alle 2:59 am

    L’ha ribloggato su Fabio Argiolas.

  5. giugno 24, 2013 alle 2:54 pm

    da Il Corriere della Sera, 24 giugno 2013
    IL 27 GIUGNO TERMINERÀ LA GESTIONE COMMISSARIALE: IPOTESI FALLIMENTO PER I 3 IMPIANTI. Vinyls, l’ultimo capitolo della petrolchimica. «Noi figli dell’Eni rimasti orfani». Gli oltre 400 lavoratori di Porto Torres, Porto Marghera e Ravenna sono in cassintegrazione straordinaria da 4 anni. (Fabio Savelli): http://www.corriere.it/economia/13_giugno_24/vinyls-chimica-plastica-porto-torres-porto-marghera_2fef339e-dcb2-11e2-98cd-c1e6834d0493.shtml

  6. mudadum
    giugno 26, 2013 alle 12:42 am

    Quando, sarà possibile ammettere che la Sardegna è sempre stata una terra facilmente devastabile? Ci sarà la possibilità di recuperare i denari avuti in eredità dai Rovelli? Dal capo Rovelli con la SIR, all’ENI con le controllate Enichem, Syndial e Polimeri Europa che in varie operazioni hanno bloccato la fornitura di materie prime alla Vinyls per farla fallire, l’ENI ha storicamente acquistato aziende in crisi. Questo continuo aprire e spostare le competenze e le responsabilità, da una società a un’altra, sta continuamente svuotando le casse per le bonifiche dovute dallo Stato Italiano che detiene la maggioranza tramite il controllo politico dei vari Ministeri. Chi ha permesso la devastazione del territorio deve assolutamente pagare tutti i danni. La Vinyls è indagata per gli scarichi nelle acque del golfo dell’Asinara di metalli pesanti e altre sostanze cancerogene che hanno provocato il disastro ambientale e l’avvelenamento di sostanze destinate all’alimentazione. Il Popolo Sardo deve attivarsi con una class action contro lo Stato Italiano per correggere i danni ambientali provocati dalle aziende controllate dalla politica nazionale che possiede le azioni Eni detenute dal Ministero dell’Economia e delle Finanze e dalla Cassa Depositi e Prestiti sempre controllata dal Ministero dell’Economia e delle Finanze.

  7. giugno 26, 2013 alle 2:58 pm

    da La Nuova Sardegna, 26 giugno 2013
    Vinyls, impianti a rischio senza operai. Certificata la pericolosità dopo l’abbandono della fabbrica. I lavoratori ieri hanno occupato il Comune di Porto Torres. (Gianni Bazzoni)

    SASSARI. Alla ricerca di risposte e di soluzioni certe per una vicenda che non riguarda più solo un manipolo di lavoratori ma tutto il territorio e, in fondo, la Sardegna. Gli operai della Vinyls, ieri mattina, hanno messo in atto l’ennesimo blitz: insieme ai rappresentanti sindacali hanno occupato la sala consiliare del Comune di Porto Torres con l’obiettivo di avere un nuovo confronto con il sindaco Beniamino Scarpa. «Siamo qui per capire – hanno spiegato Massimiliano Muretti, Giovanni Tavera e Luca Velluto, segretari dei chimici di Cgil, Uil e Cisl – , per scoprire se il sindaco, come responsabile della sicurezza e della salute pubblica, ha ricevuto risposte dagli organismi competenti in relazione all’abbandono degli impianti Vinyls. Per noi è fondamentale sapere se davvero tutti hanno deciso di abbandonare i lavoratori a discapito di qualunque cosa, anche degli interessi generali della comunità e dell’ambiente». Il faccia a faccia con il sindaco c’è stato. E Beniamino Scarpa ha preannunciato alcuni contenuti della relazione del Comitato tecnico regionale (che a quanto pare tiene conto delle indicazioni dei vigili del fuoco, dell’Asl e dello Spresal). In sintesi il documento stabilisce che la pericolosità degli impianti, sulla base della tipologia delle sostanze ancora stoccate, è limitata solo dalla presenza dei lavoratori. Due, quindi, le prescrizioni da seguire per affrontare la situazione in maniera adeguata: ripristinare il presidio di sicurezza, che deve necessariamente essere garantito dai lavoratori, gli unici abilitati a operare nell’impianto; avviare il percorso per svuotare serbatoi e linee di Vinyls e procedere con le operazioni di bonifica. Il sindaco di Porto Torres ha anche riferito – a lavoratori e rappresentanti sindacali – dell’incontro con il prefetto Salvatore Mulas che sta seguendo fin dal primo momento l’evoluzione della complessa vicenda. Non sussistendo le condizioni per precettare i lavoratori (cosa possibile solo in caso di impianti giudicati indispensabili), il prefetto si è mosso comunque nei confronti dell’azienda e ha scritto una nota con la quale viene rinnovata la richiesta urgente per il ripristino delle condizioni di sicurezza. Una iniziativa che passa attraverso la riattivazione dei presidi con controllo in stabilimento. Ora, è facile immaginare che l’azienda – nella fattispecie i commissari che hanno la gestione straordinaria – possa rispondere di non avere, al momento, le risorse per retribuire i lavoratori, che già da mesi non percepiscono lo stipendio. Si tratta di definire una linea, anche per individuare il soggetto pubblico che, eventualmente, deve garantire i compensi ai lavoratori chiamati all’intervento per la messa in sicurezza e la bonifica degli impianti. Nelle prossime ore si dovrebbe avere qualche elemento in più, anche perchè domani – salvo colpi di scena – il Tribunale di Venezia dovrebbe dichiarare il fallimento della Vinyls. Se il sindaco emetterà l’ordinanza per ragioni di sicurezza e tutela della salute pubblica, scatteranno una serie di provvedimenti e saranno rese palesi le responsabilità a vari livelli. Da quel momento -nell’eventualità di conseguenze più o meno gravi – ci sarà qualcuno chiamato a rispondere. Dopo avere abbandonato la sala consiliare del Comune di Porto Torres, lavoratori e sindacati hanno annunciato iniziative anche nei prossimi giorni.

  8. giugno 27, 2013 alle 2:49 pm

    da La Nuova Sardegna, 27 giugno 2013
    Vinyls, è il giorno del fallimento. Oggi al Tribunale di Venezia i commissari dovrebbero scrivere la parola fine.

    SASSARI. Giornata decisiva oggi per la Vinyls. L’appuntamento è al Tribunale di Venezia dove – salvo colpi di scena dell’ultimo momento – i commissari, in carica da quattro anni, decreteranno il fallimento dell’unica azienda del nostro Paese a produrre Pvc, il cloruro di polivinile utilizzato per la plastica. Si tratta di un finale annunciato, purtroppo, dopo diversi passaggi di proprietà, miraggi italiani e stranieri (tra arabi e russi) e le promesse dei vari Governi che con i ministri (arrivati fino a Porto Torres, come Paolo Romani) avevano assicurato la soluzione della vertenza. I risultati sono sotto gli occhi di tutti: i lavoratori che non percepiscono lo stipendio ormai da sei mesi, hanno abbandonato gli impianti e hanno denunciato la gravità della situazione al procuratore della Repubblica e al Prefetto. In quegli impianti non presidiati, sono stoccate tonnellate di sostanze infiammabili e cancerogene. Una bomba ecologica che richiede interventi immediati.

  9. giugno 28, 2013 alle 2:53 pm

    da La Nuova Sardegna, 28 giugno 2013
    La Vinyls non c’è più ma la lotta va avanti. Porto Torres, imminente la sentenza del tribunale di Venezia sul fallimento Potrebbe esserci un altro anno di esercizio provvisorio e di cig per gli operai. (Gianni Bazzoni)

    PORTO TORRES. In mezzo allo sfascio, all’abbandono e al disinteresse generale, alla fine spetta ai giudici del Tribunale di Venezia la decisione che non può lasciare solo macerie, a Porto Torres come a Marghera. La Vinyls è fallita, ormai è certo, ma in mezzo a questa beffa tutta italiana – che ha avuto comparse con abiti arabi, russi, svizzeri e altri non meglio identificati – resta una flebile speranza che si chiama esercizio provvisorio. Tra oggi e domani, i giudici della sezione fallimentare del tribunale veneto depositeranno in cancelleria una sentenza che, ieri sera, è trapelata solo attraverso indiscrezioni. L’udienza è durata poco meno di due ore ed è stata dedicata, in larga parte, alle iniziative possibili per scongiurare un fallimento che può annullare le iniziative in atto e generare ulteriori situazioni di rischio per l’ambiente e per la salute delle comunità dove sorgono gli impianti Vinyls. I giudici hanno sostenuto la complessità della vicenda, specie dopo l’abbandono degli impianti da parte dei lavoratori (che da mesi non percepiscono gli stipendi e dal 9 maggio fanno i conti con la cassa integrazione scaduta e, quindi, vivono una sorta di “cig virtuale”), e si sono basati sul fatto che non esistono più le condizioni per una gestione positiva. I commissari straordinari – i due rimasti, Mauro Pizzigati e Giorgio Simeone – hanno insistito molto, invece, sull’importanza dell’esercizio provvisorio «come unico strumento utile per garantire ai lavoratori un altro anno di cassa integrazione e per dare corso agli interventi relativi alla bonifica e allo smontaggio degli impianti». Ci sono delle situazioni, in effetti, che non possono essere cancellate con una sentenza di fallimento che colloca una pietra tombale su tutta la vertenza Vinyls: a Porto Marghera, per esempio, c’è una società che ha già avviato la rimozione degli impianti e ha pure versato un acconto. A Porto Torres, proprio ieri, il sindaco Beniamino Scarpa ha emesso l’ordinanza con la quale dispone che la Vinyls Italia SpA «elimini le condizioni di pericolo individuate da vigili del fuoco, Asl e Arpas». Chiesto anche l’immediato ripristino della presenza di personale qualificato in area di impianto per il controllo, la manutenzione e la sorveglianza a garanzia della sicurezza. Infine, l’ordinanza impone all’azienda – per il tramite dei commissari straordinari – l’eliminazione del Cvm e di ogni altra sostanza inquinante «mediante lo svuotamento e l’allontanamento del prodotto e la relativa bonifica dei serbatoi». Ora, è evidente che certe attività – che implicano la presenza in impianto di personale qualificato (nel caso specifico i lavoratori Vinyls) – possono essere concretizzate solo attraverso una soluzione transitoria (un anno o forse anche meno) che permetta di non annullare il rapporto con i dipendenti. L’esercizio provvisorio appare come l’unica opportunità per la proroga della cassa integrazione, mentre con il fallimento scatterebbero le procedure di mobilità. Durante l’udienza di ieri, i giudici hanno fatto verbalizzare la posizione argomentata dai commissari straordinari, proprio sull’essenzialità del ricorso all’esercizio provvisorio e sulla necessità di definire un percorso che, nei prossimi mesi, crei le condizioni per le bonifiche degli impianti e la ricollocazione dei lavoratori (per quanto riguarda Porto Torres, si continua a ragionare sul nascente progetto della chimica verde con il coinvolgimento dell’Eni e del Governo). Dopo quattro anni e mezzo di amministrazione straordinaria, in uno scenario di grande pessimismo e con una desertificazione industriale che avanza un po’ ovunque, sarebbe assurdo che a pagare siano i lavoratori della Vinyls, gli unici a non avere colpe per un disastro annunciato. In mezzo alla storia sono passati quattro ministri di governi diversi, da Claudio Scajola e Paolo Romani, da Corrado Passera all’attuale titolare del dicastero dello Sviluppo economico Flavio Zanonato, e il fallimento senza il paracadute dell’esercizio provvisorio certificherebbe in maniera ancora più grave le responsabilità dello Stato in una vicenda con troppe ombre. Decisione pesante, quella del tribunale di Venezia che chiude l’ultimo capitolo della petrolchimica, non solo a Porto Torres. E lascia sul campo, senza futuro, lavoratori che hanno diritto almeno a una speranza.

  10. luglio 2, 2013 alle 5:43 pm

    da Il Manifesto Sardo, n. 149, 1 luglio 2013
    La bomba ecologica della Vinyls è innescata: http://www.manifestosardo.org/la-bomba-ecologica-della-vinyls-e-innescata/

  11. luglio 2, 2013 alle 5:47 pm

    l’on. Nicola Bianchi e altri deputati del MoVimento 5 Stelle hanno presentato l’interrogazione parlamentare n. 4/01082 dell’1 luglio 2013 sull’incredibile situazione creatasi con l’abbandono degli impianti della Vinyls (http://banchedati.camera.it/sindacatoispettivo_17/showXhtml.Asp?idAtto=3224&stile=7&highLight=1&paroleContenute=%27INTERROGAZIONE+A+RISPOSTA+SCRITTA%27+%7C+%27CAMERA%27).

    Ecco il testo:

    Atto Camera

    Interrogazione a risposta scritta 4-01082
    presentato da
    BIANCHI Nicola
    testo di
    Lunedì 1 luglio 2013, seduta n. 43

    NICOLA BIANCHI, AGOSTINELLI, MANLIO DI STEFANO, CIPRINI, DE LORENZIS, CRISTIAN IANNUZZI e PAOLO NICOLÒ ROMANO. — Al Ministro dello sviluppo economico, al Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare, al Ministro della salute, al Ministro del lavoro e delle politiche sociali. — Per sapere – premesso che:
    presso Porto Torres (Sassari) negli impianti della Vinyls, Gruppo Sartor, azienda chimica prossima al fallimento, risultano circa 500 tonnellate di dicloroetano e cloruro di vinile, sostanze altamente infiammabili, tossiche, cancerogene;
    in base al decreto legislativo n. 334 del 1999 sul controllo dei pericoli di incendi rilevanti connessi con sostanze a rischio, fra i vari obblighi di sicurezza c’è un presidio permanente 24 ore su 24 per prevenire gli incendi e ridurne al minimo i danni in caso di incidenti;
    la Vinyls (che nel 2007 fatturava 247,6 milioni di euro, unica azienda italiana produttrice di pvc, con 370 dipendenti nei tre impianti di Porto Marghera, Ravenna e Porto Torres – 130 dipendenti nel 2007) ha già notificato che non ha risorse finanziarie per occuparsene e fino ai giorni scorsi erano in novanta lavoratori che continuavano a presidiare, gratuitamente e per senso di responsabilità, i serbatoi delle sostanze chimiche, nonostante non ricevano stipendio da cinque mesi;
    suddetti lavoratori, stanchi di tale inaccettabile situazione, hanno segnalato tramite comunicato stampa che: «I lavoratori del reparto Cv 22/23 sono stanchi dell’ennesimo incontro tenutosi nei giorni scorsi a Roma, nella sede del ministero dello Sviluppo Economico dal quale non sono scaturite soluzioni certe. Esausti dei continui rinvii, amareggiati per il proprio destino, senza stipendio da ormai sei mesi malgrado i presidi di sicurezza garantiti agli impianti a rischio di incidente rilevante e senza nessuna garanzia di poterne percepire qualcuno nel breve periodo… annunciano di deviare il trattamento acque a terra e non garantire più il supporto tecnico se entro giovedì prossimo, 20 giugno 2013, non dovessero ottenere risposte concrete sui pagamenti arretrati e futuri e di non garantire più i presidi di sicurezza che fino ad oggi con senso di responsabilità, hanno continuato a garantire»;
    l’area vasta di Porto Torres sta attraversando un periodo di crisi assoluta;
    secondo il Rapporto SENTIERI – studio epidemiologico, Ministero della salute, aree industriali di Porto Torres 2012 – nell’area industriale considerata si riscontrano fra i lavoratori «sia per gli uomini sia per le donne eccessi per il tumore del fegato e la leucemia mieloide, tumore polmonare e tumore della prostata» –:
    se i Ministri interrogati, nell’ambito delle rispettive competenze, siano a conoscenza di quanto sopra e come intendano attivarsi per scongiurare i rischi sociali e ambientali derivanti dalla situazione descritta, e come intendano tutelare i lavoratori che da troppo tempo vivono in una condizione di incertezza. (4-01082)

  12. luglio 9, 2013 alle 2:52 pm

    da La Nuova Sardegna, 9 luglio 2013
    Vinyls, l’ultima boccata d’ossigeno. Porto Torres, la sentenza dei giudici del tribunale di Venezia: società fallita ma concessi sei mesi di esercizio provvisorio
    L’accordo. Il futuro dei lavoratori nelle bonifiche. (Gianni Bazzoni)

    SASSARI. Un verbale di accordo per riattivare il percorso relativo ai lavori di pubblica utilità. E’ stato siglato ieri mattina a Cagliari tra Regione, Provincia di Sassari e organizzazioni sindacali e si basa sulla necessità primaria di tutelare l’ambiente e la sicurezza. E gli attori principali non possono che essere i lavoratori della Vinyls, gli unici in grado con la loro professionalità di intervenire negli impianti. La riunione si è svolta nella sede dell’assessorato regionale al Lavoro. «Abbiamo esaminato tutte le problematiche connesse alla potenziale emergenza sanitaria e ambientale – ha detto l’assessore provinciale al Lavoro Rosario Musmeci, che sta seguendo la vicenda – e ribadito l’urgenza di assicurare al sito una vigilanza specializzata». Il presidente della Provincia Alessandra Giudici, ha affermato che «è stata accolta la nostra richiesta di attivare un progetto di pubblica utilità che veda come promotori la Provincia e il Comune di Porto Torres, e come gestore la Vinyls (rappresentata dal curatore fallimentare)». I sindacati dovranno definire le tipologie di intervento e le modalità di esecuzione, in accordo con il curatore fallimentare. Ieri alla Regione è stato depositato l’elenco dei 92 lavoratori, insieme alla documentazione tecnica che certifica la necessità immediata del presidio della sala controllo e degli impianti Vinyls.

    SASSARI. Un respiro che si allunga sino alla fine dell’anno. L’esercizio provvisorio per sei mesi, questa l’ultima speranza che i giudici del Tribunale di Venezia hanno dato ai lavoratori della Vinyls di Porto Torres e Marghera. La sentenza è stata depositata ieri e non ci sono più dubbi: la società è fallita, impossibile continuare così. Curatore fallimentare è stato nominato uno dei commissari straordinari: si tratta dell’avvocato Mauro Pizzigati. Non ci sono grandi feste da fare, ovviamente, perchè si tratta di una fine ingloriosa per una vertenza che aveva avuto momenti di grande attenzione mediatica e una valanga di promesse firmate da ministri e politici di alto livello. I risultati dicono che quasi tutti hanno «spacciato» certezze che non avevano e, nella migliore delle ipotesi, si sono fidati di personaggi poco limpidi che hanno agitato la scena, spesso inquinando le poche fonti disponibili. Oggi si riparte da un fallimento decretato, ma anche da sei mesi a disposizione per provare a fare il miracolo. Il liquidatore conosce bene la vicenda, sa che dovrà attivarsi subito per avviare le richieste di cassa integrazione, con la speranza che il Governo – almeno stavolta – sia rapido nel riconoscere quella che è una emergenza vera. Non solo per i lavoratori ma anche per l’ambiente. A Porto Torres, nello stabilimento della Vinyls, ci sono più di 500 tonnellate di sostanze cancerogene e altamente infiammabili abbandonate negli impianti e nei serbatoi. Gli operai, che da sei mesi non percepiscono le retribuzioni, se ne sono andati per protesta. La sicurezza può essere ripristinata solo con gli impianti presidiati, poi c’è bisogno di avviare le bonifiche e definire la demolizione degli impianti. E’ una corsa contro il tempo, nella quale deve entrare anche l’idea concreta per la ricollocazione dei lavoratori Vinyls, che a Porto Torres sono una novantina. La loro lotta – come ha riconosciuto anche il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano – ha acceso una luce sul progetto della chimica verde e sulle bonifiche che nell’area industriale turritana rappresentano una priorità che non può essere ignorata da nessuno. Per questo, ora, serve un piano che possa prevedere il reinserimento dei lavoratori nel ciclo produttivo. I sindacati, ieri, hanno commentato senza enfasi la notizia dell’esercizio provvisorio. Si aspettavano la sentenza, forse speravano anche in un periodo superiore di dodici mesi, ma i giudici – Roberto Simone, Rita Rigoni e Alessandro Girardi – che giovedì scorso avevano effettuato un ulteriore approfondimento prima della sentenza, obiettivamente non potevano concedere altro. «E’ meglio di niente – ha detto Giovanni Tavera della Uil – e il nostro impegno sarà rivolto a tenere viva l’attenzione affinchè il tempo straordinario concesso venga utilizzato per trovare soluzioni alla ricollocazione dei lavoratori». Lo dice anche Massimiliano Muretti, della Cgil. «Oggi terremo una assemblea con i lavoratori – afferma – riprendiamo a ragionare da questa novità. Vediamo se ci sono le condizioni per tornare in fabbrica e dimostrare con grande responsabilità che i lavoratori credono ancora in un finale positivo». Le istituzioni, forse mai come in questo momento, hanno il dovere di giocare tutte le carte possibili. Perchè serve un progetto per salvare un centinaio di lavoratori, ma anche perchè esiste un obbligo legato alla tutela dell’ambiente e alla sicurezza delle persone. Il sindaco di Porto Torres ha già emesso una ordinanza che certifica l’esistenza del problema. Ormai servono soluzioni, la collezione delle beffe dovrebbe essere finita

  13. luglio 10, 2013 alle 9:48 pm

    da La Nuova Sardegna, 10 luglio 2013
    CHIMICA » COMPARTO IN AGONIA. Vinyls, i lavoratori vigileranno sugli impianti.
    Porto Torres, atto di responsabilità degli operai per garantire la sicurezza Stipendi arretrati e cig, oggi teleconferenza con il curatore fallimentare. (Gianni Bazzoni)

    PORTO TORRES. Una lunga assemblea in fabbrica per dare l’ennesima dimostrazione di responsabilità. Da questa mattina i lavoratori della Vinyls torneranno negli impianti e nella sala controllo. Le condizioni di sicurezza saranno ripristinate. Si tratta di una decisione autonoma, presa senza prestarsi a ricatti o imposizioni di alcun genere. «Abbiamo ripercorso le tappe salienti della vicenda – ha raccontato ieri Massimiliano Muretti della Cgil – ed è emersa la consapevolezza che questo della Vinyls è un problema della comunità e non solo di un manipolo di lavoratori. I primi a tenere alla tutela dell’ambiente e alla sicurezza sono loro». Il prefetto di Sassari Salvatore Mulas, che da mesi segue l’evoluzione della vertenza, aveva chiesto a sindacati e lavoratori di valutare la possibilità di un ritorno negli impianti e di ripristinare i controlli. Una esigenza dettata dalla gravità della situazione, per la presenza negli impianti e nei serbatoi di tonnellate di sostanze cancerogene e altamente infiammabili. Il sindaco di Porto Torres Beniamino Scarpa aveva emesso una ordinanza per chiedere alla Vinyls di adottare tutti gli interventi necessari per mettere in sicurezza lo stabilimento. La risposta dei lavoratori è arrivata all’indomani della decisione dei giudici del Tribunale di Venezia – che hanno sentenziato il fallimento della Vinyls – di concedere l’esercizio provvisorio per un periodo massimo di sei mesi. E di nominare curatore fallimentare l’avvocato Mauro Pizzigati, uno dei tre commissari straordinari. Proprio con lui, questo pomeriggio alle 17, in una delle sale dello stabilimento di Porto Torres, è previsto un collegamento in teleconferenza. Sindacati e lavoratori chiederanno come intende procedere per quanto riguarda il recupero delle retribuzioni arretrate (sei mesi) e per definire un piano che – con il contributo di tutti – possa portare a trovare soluzioni significative per il futuro stesso dei 92 operai. A rafforzare le speranze dei lavoratori, anche il verbale di accordo (da riempire con certezze) siglato tra Regione, Provincia e organizzazioni sindacali. Si tratta di un documento che rimette in moto le procedure già adottate con il Progetto per i lavori di pubblica utilità, finanziato dalla Regione nel luglio del 2011 e realizzato dalla Provincia e dai Comuni di Sassari, Porto Torres e Alghero. L’intesa raggiunta prevede che il progetto venga attivato e veda come promotori la Provincia di Sassari e il Comune di Porto Torres e come gestore la Vinyls, rappresentata appunto dal suo curatore fallimentare che ne dovrà garantire l’esercizio provvisorio. Non ci dovranno essere buchi o passi falsi in una gestione che appare complicata. Il curatore fallimentare, infatti, dovrà attivarsi da subito per chiedere la cassa integrazione straordinaria per un periodo pari all’esercizio provvisorio, e l’auspicio è che il ministro del Lavoro possa firmare in tempi ragionevoli il provvedimento che servirà per garantire un reddito agli oltre 200 dipendenti (tra Porto Torres e Porto Marghera).

  14. aprile 24, 2014 alle 9:59 am

    e ora alla deriva definitivamente.

    da La Nuova Sardegna, 24 aprile 2014
    Vinyls, la vertenza-simbolo finisce con 88 licenziati.
    Porto Torres, cala il sipario sui cinque anni di lotte per difendere uno stabilimento produttivo raccontate con grande impatto mediatico dal gruppo Facebook “L’isola dei cassintegrati”, che aveva per slogan l”unico reality reale, purtroppo”. (Pinuccio Saba): http://lanuovasardegna.gelocal.it/regione/2014/04/24/news/vinyls-la-vertenza-simbolo-finisce-con-88-licenziati-1.9100188

  1. luglio 16, 2013 alle 7:11 am

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