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Marea nera nel Golfo dell’Asinara, costituzione di parte civile.


 

Il 20 giugno 2013, davanti al Tribunale penale di Sassari, all’avvìo del dibattimento penale riguardante la devastante marea nera che nel gennaio 2011 inquinò il Golfo dell’Asinara, il Gruppo d’Intervento Giuridico onlus ha presentato istanza di costituzione di parte civile grazie al prezioso operato dell’avv. Guido Rimini, del Foro di Sassari.

Il processo riprenderà l’8 ottobre 2013.

Oltre ai tentennamenti delle amministrazioni pubbliche competenti – in primo luogo il Ministero dell’ambiente – è la santa prescrizione che porta a chiedersi se sarà mai individuato un responsabile di quanto accaduto.

Il giudice monocratico dott. Salvatore Marinaro, davanti al quale si tiene il processo, ha, peraltro, preannunciato la sua astensione per rapporti di conoscenza con una delle parti.

Ricordiamo che la centrale termoelettrica E.On  di Fiume Santo (Porto Torres) – felicemente e serenamente dotata di certificazione EMAS ISO 14001 sul piano del rispetto dell’ambiente – ha perso nel gennaio 2011 una marea nera che ha inquinato decine di km. di coste del Golfo dell’Asinara, dall’Asinara stessa e Stintino fino a S. Teresa di Gallura.

Non lasceremo nulla d’intentato per difendere l’ambiente violato e il popolo inquinato.

Gruppo d’Intervento Giuridico onlus

ginepro, mare, cielo

ginepro, mare, cielo

 

 

da La Nuova Sardegna, 21 giugno 2013

Marea nera, il processo slitta a ottobre. Il disastro ambientale di due anni fa ha portato sul banco degli imputati tre dirigenti di E.On. 

SASSARI.  Aperto ma subito rinviato al prossimo 8 ottobre, il processo per lo sversamento di 48 tonnellate di olio combustibile, fatto accaduto la notte fra il 10 e l’11 gennaio del 2011 a Porto Torres. Sul banco degli imputati, l’attuale direttore della termocentrale di Fiume Santo di proprietà della multinazionale tedesca E.On, Marco Bertolino; Francesco Capriotti, direttore dell’impianto dal 2002 al 2004 quando la centrle era di proprietà di Endesa Italia e Salvatore Signoriello, attuale manager di E.On Produzioni Italia e direttore dell’impianto dal 2000 al 2002. L’udienza di ieri è servita ad avviare il processo e a verificare la costituzione delle parti civili, per alcune delle quali dovrà essere reiterata la notifica dell’apertura del processo. Un elenco lunghissimo fra privati, associazioni, pescatori e imprenditori, amministrazioni ed enti pubblici (tutti comuni del Golfo dell’Asinara, il Parco Nazionale, la Provincia di Sassari), ministero dell’Ambiente e Regione Sardegna, ai quali si è aggiunto il Gruppo di intervento giuridico. La data dell’8 ottobre non indica, però, la reale apertura del dibattimento: il giudice Salvatore Marinaro ha infatti preannunciato che chiederà al presidente del tribunale di potersi astenere per un potenziale conflitto a causa dei rapporti personali con alcune delle parti civili. Se, invece, il presidente del tribunale dovesse ritenere infondate le cause dell’incompatibilità, il processo potrà entrare nel vivo. Le accuse a carico dei tre dirigenti di E.On sono di crollo colposo aggravato dalla previsione dell’evento e deturpamento di bellezze naturali. Nella notte del 10 gennaio di due anni fa, dalla banchina di Fiume Santo, dove veniva scaricato l’olio combustibile destinato principalmente ai vecchi gruppi 1 e 2 , a causa della rottura di un tubo furono sversate nel Golfo dell’Asinara 48 tonnellate di carburante. Lo sversamento interessò l’intero golfo: il grosso dell’olio combustibile finì spiaggiato fra Platamona e Marritza, ma la chiazza nera aveva lasciato più di una “traccia evidente” lungo le spiaggie e le rocce della Gallura, fino alla Maddalena e Caprera. Una marea nera che – ovviamente – non aveva risparmiato Porto Torres ma i grumi di olio combustibile avevano aggredito anche le coste del Parco Nazionale dell’Asinara. (p.s.)

 

 

Gabbiano reale (Larus michahellis)

Gabbiano reale (Larus michahellis)

 

 

da Sassari Notizie, 20 giugno 2013

Marea nera, rinviato il processo. La prima udienza slitta a ottobre.

SASSARI. Si è aperto con un nulla di fatto il processo sulla marea nera: l’ondata di olio combustibile che l’11 gennaio del 2011 ha avvolto il golfo dell’Asinara. La prima udienza, che si sarebbe dovuta tenere questa mattina, è stata rinviata all’otto di ottobre. Il giudice non ha avuto neanche il tempo per aprire il procedimento per alcuni problemi nella notifica degli atti.

Il dibattimento, che prenderà il via tra quattro mesi, servirà per valutare la posizione dei presunti responsabili della marea nera. I tre imputati sono accusati di avere causato lo sversamento in mare di circa 36mila litri di olio combustibili attraverso due piccoli fori dell’oleodotto che collega la centrale E.On di Fiume Santo con la banchina portuale. Sul banco degli imputati ci sono il direttore della centrale termoelettrica Marco Bertolino, 45 anni residente a Lodi, in carica dal 2004; e poi per Salvatore Signoriello, 60 anni, direttore a Fiume Santo – quando era ancora Endesa Italia Spa – tra marzo 2000 e luglio 2002; seguito da Francesco Capriotti, 59 anni, dal 2002 fino all’8 settembre 2004. A tutti e tre sono contestati i reati di crollo colposo (riferito alla rottura dell’oleodotto) aggravato dalla previsione dell’evento, e deturpamento di bellezze naturali. Il rinvio a giudizio che ha dato il via al dibattimento pubblico abbraccia la tesi della procura e conferma che nei rispettivi anni di direzione, i tre imputati non avrebbero controllato a sufficienza l’oleodotto, composto di due parti: una esterna, la canala, risultata forata in due punti e una parte interna, la condotta, dove passa effettivamente il combustibile che sarebbe uscito da una giuntura rotta. Nel giudizio sono presenti anche la Provincia e il Comune di Sassari, Porto Torres, Stintino, Sorso, Castelsardo e Santa Teresa di Gallura.

(foto C.B., S.D., archivio GrIG)

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  1. luglio 13, 2013 alle 9:09 am

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