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Arrivano ancora materiali puzzolenti alla centrale a biomassa di Decimoputzu (CA).


 

Le associazioni ecologiste Gruppo d’Intervento Giuridico e Amici della Terra, raccogliendo allarmate segnalazioni di residenti e del locale Comitato Terrasana, hanno provveduto (25 marzo 2013) a inoltrare una nuova urgente richiesta di informazioni a carattere ambientale e adozione degli opportuni provvedimenti alle amministrazioni pubbliche e alla magistratura competenti riguardo il recente avvio di conferimenti di materiale non conosciuto ma dal forte odore nauseabondo alla centrale a biomassa (ormai pressochè completata) situata nella zona agricola di Terramaini, in gran parte nel Comune di Decimoputzu e in piccola parte nel Comune di Villasor (CA).

Una precedente analoga istanza (31 gennaio 2013) ha portato alla comunicazione (nota n. 13961 USECPC del 6 febbraio 2013) da parte della Provincia di Cagliari – Settore Ecologia e Polizia provinciale secondo cui “con nota del 10.01.2012 prot. n. 2587/USECPC, chiedeva alla ditta AGRIFERA di specificare se il biogas prodotto provenisse da liquami e da altri rifiuti di origine organica in quanto in tal caso  trattandosi di rifiuto non rientrava nell’allegato IV parte I del D. Lgs. 152/06. La società con nota del 16.01.2012 rispondeva che il biogas prodotto nell’impianto in corso di autorizzazione, non sarebbe provenuto da liquami considerati rifiuti e/o altri rifiuti di origine organica”.

Tuttavia, non si ha notizia di alcun controllo effettivamente svolto sui materiali trasportati all’impianto e ivi trattati.

Interessati il Ministero dell’ambiente, la Direzione generale regionale della pianificazione urbanistica territoriale e della vigilanza edilizia, il Servizio regionale dell’energia, il Corpo forestale e di vigilanza ambientale, i Carabinieri del N.O.E., la Provincia di Cagliari, i Comuni di Decimoputzu e di Villasor, nonché la Procura della Repubblica presso il Tribunale di Cagliari per gli eventuali aspetti di competenza.

Decimoputzu, cisterna in carico

Decimoputzu, cisterna in carico

La Società Agricola Agrifera da Milano, titolare dell’impianto, è arrivata nelle terre del Campidano, nella zona agricola (2,5 ettari) di Terramaini, per realizzarvi una centrale a biomassa da 999 kWe, 1 in meno della soglia oltre la quale devono esser preliminarmente svolti i procedimenti di valutazione d’impatto sull’ambiente.

L’impianto prevede l’utilizzo di 20.200 tonnellate annue di biomassa (insilato di mais, triticale, sorgo), per circa 60 tonnellate giornaliere, con una produzione di biogas di 3,6 milioni di metri cubi annui e energia elettrica prodotta pari a 7 milioni di kWn annui.  In cambio sembra proprio che vi sia quantomeno un sensibile traffico di camion e una notevole puzza, non poco per le case e le aziende agricole vicine e per il centro abitato, distante meno di 2 km.

Una volta acquisiti pareri e autorizzazioni da parte delle amministrazioni pubbliche competenti in sede di conferenze di servizi (con parere contrario del Comune di Decimoputzu), con determinazione n. 12193 del 29 giugno 2012 il Servizio Energia dell’Assessorato dell’industria della Regione autonoma della Sardegna ha emesso l’autorizzazione unica (art. 12 del decreto legislativo n. 387/2003 e s.m.i., leggi regionali n. 3/2009, n. 5/2009) per la costruzione e l’esercizio dell’impianto per la produzione di energia da fonti rinnovabili, consistente in un impianto di biometanizzazione e produzione di energia elettrica da biomassa.

I lavori risultano avviati nel novembre 2012 e le proteste sono partite subito da parte della popolazione tenuta all’oscuro.

 

 

La produzione di energia elettrica da biomassa ha un senso positivo – sul piano ecologico e sociale – quando è situata presso il luogo di “produzione” della biomassa stessa, presso la stessa (o le stesse) azienda agricola dal cui ciclo produttivo deriva.  In caso diverso, non ci vuole particolare fantasia per ipotizzare motivazioni puramente speculative.

Le associazioni ecologiste Amici della Terra e Gruppo d’Intervento Giuridico, insieme al locale Comitato popolare Terrasana, avevano già inoltrato (25 novembre 2012) una specifica richiesta di informazioni a carattere ambientale e adozione degli opportuni provvedimenti alle amministrazioni pubbliche e alla magistratura competenti.

Fondamentalmente sussiste un contrasto fra normativa nazionale e normativa regionale in tema di impianti di produzione energetica da fonti rinnovabili in aree agricole.

Infatti, quantomeno le aree ricadenti nel territorio comunale di Decimoputzu appaiono rientrare in “zona agricola E” del vigente piano urbanistico comunale (P.U.C.), specificamente “E 1 – aree caratterizzate da produzione agricola tipica e caratterizzata”.   E’ pur vero che tali impianti di produzione di energia elettrica “possono essere ubicati anche in zone classificate agricole dai vigenti piani urbanistici” (art. 12, comma 7°, del decreto legislativo n. 387/2003 e s.m.i.), tuttavia, secondo l’art. 13 bis della legge regionale n. 4/2009 e s.m.i., l’art. 3 del D.P.G.R.  3 agosto 1994 , n. 228 (direttive per le zone agricole, criteri per l’edificazione nelle zone agricole) e l’indirizzo giurisprudenziale costante, nelle zone agricole “E” degli strumenti urbanistici comunali, possono essere autorizzati soltanto interventi relativi ad attività agricole e/o strettamente connesse (vds. per tutti Cass. pen., sez. III, 9 marzo 2012, n. 9369), non attività di produzione energetica di tipo industriale – come quella in corso di realizzazione – slegata da attività agricole in esercizio nel sito.

Decimoputzu, cisterna presso la centrale a biomassa

Decimoputzu, cisterna presso la centrale a biomassa

Sembrerebbe pertanto logica la sola presenza di impianti simili connessa ad aziende agricole presenti nell’area.  In questo caso, invece, la biomassa da utilizzare nella centrale in costruzione giungerebbe dai campi di Villacidro, a una quarantina di km. di distanza.

Domanda banalissima, ancora impellente: per quale motivo la Società Agricola Agrifera non ha chiesto d’installare la sua centrale a biomassa a Villacidro?    Mistero.

Amici della Terra, Gruppo d’Intervento Giuridico, Comitato popolare Terrasana

 

 

(foto per conto GrIG)

  1. Occhio nudo
    marzo 26, 2013 alle 2:12 pm

    Solidarietà agli abitanti di Decimoputzu.

  2. marzo 26, 2013 alle 3:05 pm

    da CagliariPad, 25 marzo 2013
    “Materiale puzzolente alla centrale a biomassa di Decimoputzu”, l’allarme degli ecologisti.
    Gruppo d’Intervento Giuridico e Amici della Terra nuovamente critici con la scelta di istallare “per motivazioni meramente speculative” vicino al centro abitato la fabbrica invece che in aperta campagna: http://www.cagliaripad.it/news.php?page_id=1893

    ___________________________________

    da Casteddu online, 25 marzo 2013
    Decimoputzu. Materiale puzzolente alla centrale a biomassa: l’allarme degli ecologisti. (Dario Serra): http://www.castedduonline.it/materiale-puzzolente-centrale-biomassa-lallarme-ecologisti

    ___________________________________

    da La Nuova Sardegna, 26 marzo 2013
    DECIMOPUTZU. Centrale a biomasse, nuovo intervento degli ecologisti.

    DECIMOPUTZU. La contestata centrale a biomasse in costruzione nella zona agricola di Terramaini continua ad alimentare polemiche. Infatti, le associazioni ecologiste “Gruppo d’Intervento Giuridico” e “Amici della Terra”, raccogliendo le allarmate segnalazioni dei residenti e del Comitato “Terrasana” hanno inoltrato una urgente richiesta di informazioni agli Enti competenti e alla magistratura riguardo il conferimento alla centrale di materiale non conosciuto ma dal forte odore nauseabondo.

    ________________________________________

    da Sardinia Post, 26 marzo 2013
    Decimoputzu, quel tanfo terrificante che arriva dalla centrale a biomassa: http://www.sardiniapost.it/cronaca/decimoputzu-quel-tanfo-terrificante-che-arriva-dalla-centrale-a-biomassa/

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