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Alta Velocità a Firenze, scempi ambientali e finanziari sempre più evidenti.


Firenze, Due Macelli, taglio degli alberi (genn. 2010)

Firenze, Due Macelli, taglio degli alberi (genn. 2010)

Ecco cosa resta di un Parco Monumentale con più di 200 alberi e rari arbusti secolari, e con i suoi inquilini, letteralmente annientato dall’Alta Voracità con il benestare di tutti i nostri amministratori in maggioranza.

Allora però, malgrado le varie assemblee e una raccolta firme di migliaia di persone, fu vissuto senza troppo rumore, senza troppe prime pagine locali.

Tutt’oggi non vediamo questa gran informazione, nemmeno al livello tecnico; questo del Tav è un fatto ben più complicato da spiegare in tv o su un giornale, e così invece di approfondirlo è diventato un fatto per pochi, quando invece doveva riguardare tutti. E’ molto più semplice inseguire gli incappucciati, i temibili, feroci no tav, muniti di bandiere e spray colorati, altrettanto dannatamente pericolosi.

Vediamo piuttosto soggezione, e forse ancora una volta riusciranno a far credere alla gente che non ci sia più nulla da fare, che noi tutti dovremmo arrenderci all’evidenza, rassegnarci. Io invece credo ci sia sempre qualcosa da fare contro l’annientamento, contro la negazione dei nostri beni più preziosi, della nostra salute, come di quella del territorio in cui viviamo.

Firenze, Due Macelli, taglio degli alberi (marzo 2010)

Firenze, Due Macelli, taglio degli alberi (marzo 2010)

Uno scempio che avanza con varianti costosissime, più che mai con procedure ancora non proprio chiare, e soprattutto completamente a spese nostre.

Per il bene di chi, non ci è ancora dato a sapere, visto che il Paese siamo noi.

NON POSSIAMO ACCETTARE L’INACCETTABILE!

Elena Romoli, Gruppo d’Intervento Giuridico onlus – Toscana

Firenze, manifestazione contro tunnel Alta Velocità (2009)

Firenze, manifestazione contro tunnel Alta Velocità (2009)

 

 

 

da La Repubblica, Ed. Firenze, 12 dicembre 2012

Tav è un cantiere lento, slitta al 2016 la stazione. Maxi ritardi e maxi macchinari nella grande area dei lavori dove c’era una volta a Firenze la stazione dei Macelli.    Ernesto Ferrara

Chi non vuole la Foster se la prenda con Paola, Claudia e Elena. Così si chiamano le tre enormi gru arrivate dai porti di Ravenna e Livorno che sovrastano dall’alto dei loro 50 metri il cantiere della nuova stazione interrata dell’alta velocità da 350 milioni di euro che sta sorgendo agli ex Macelli. Lavori al ralenty a dispetto del nome però nella “fabbrica” dell’opera pubblica più grande mai realizzata a Firenze: quasi tre anni di lavori e per ora solo il 13% degli stati d’avanzamento eseguiti, 100 operai in campo contro i 250 previsti a pieno regime, almeno altri 1.400 giorni di lavori, nuova “deadline” per stazione e tunnel aggiornata al 2016.

Guarda come sarà la stazione

Paola, Claudia e Elena non c’entrano però con la sindrome bassa velocità: dopo un iter durato oltre tre anni manca ancora l’ultimo foglio, l’ultima autorizzazione tecnica del ministero dell’ambiente per trasferire le terre di scavo nella vecchia miniera Enel di Santa Barbara di Cavriglia. Non i 770 mila metri cubi di terre che Rfi ha appena iniziato a scavare per la stazione sotterranea incastrata tra via Circondaria, viale Corsica e viale Redi, ma il materiale che verrà estratto dalla “Monnalisa”, cioè dalla fresa che scaverà i due tunnel Campo di Marte-Castello destinati ai treni veloci.

Firenze, Due Macelli, taglio degli alberi (Marzo 2010)

Firenze, Due Macelli, taglio degli alberi (Marzo 2010)

Prima del via libera di Roma, la talpa (150 metri di scavatrice, tutto già montato a Campo di Marte) non parte e nemmeno la Foster accelera. Tra gennaio e febbraio l’ok dovrebbe arrivare, auspica il capo di Rfi per il nodo fiorentino dell’alta velocità, l’ingegner Francesco Bocchimuzzo. Ma con la crisi di governo e il natale di mezzo, mai dire mai: «Il decreto ministeriale c’è già: quel che manca è una carta tecnica, non siamo preoccupati», spiega l’uomo Tav. Intanto un anno fa tutto doveva esser pronto per il 2015.

Guarda le immagini del cantiere oggi

Video

E agli albori di tutto, quando ancora la crisi era uno spauracchio lontano, si prevedeva addirittura che il nodo fiorentino Tav fosse chiuso nel 2010/2011.  Intanto lontano da riflettori e occhi indiscreti, qui ogni giorno 100 operai muovono gru e trivelle per costruire il “camerone” profondo 50 metri, largo 50 e lungo oltre 450 che ospiterà la nuova stazione ferroviaria per i treni ad alta velocità progettata da sir Norman Foster. Cinque metri per ora scavati nel cantiere  che ieri ha aperto le sue porte su richiesta del comitato di garanzia dell’informazione sulla tav presieduto da Carlo Sorrentino  ma si dovrà arrivare a 25 per posare i binari. Trecentocinquantasette pali a base rettangolari (o diaframmi) già infilati nel sottosuolo a delimitare le pareti del cosiddetto “camerone” mentre è appena partita l’operazione di posa dei 491 pali di fondazione (lunghi 40 metri e pesanti 9 tonnellate, vengono dall’Ilva) che faranno da colonne per l’avveniristica stazione, che sir Foster ha immaginato con la copertura in vetro simile alla pelle di uno squalo. Il bello deve ancora venire. Dopo la posa dei palifondazione comincia lo scavo vero per fare i due piani interrati della futura stazione. Tecnica “topdown”, dall’alto al basso, il contrario dei palazzi: non sarà un cantiere a cielo aperto con un mega fosso ma un progressivo avanzamento agli inferi, le trivelle poggiate su banchine sempre più basse che succhieranno via la terra. Per ora sono quisquilie, appena 20 camion al giorno che portano vicino Roma (in una discarica privata) il materiale di scavo: da febbraiomarzo  se il ministero autorizza la talpa per i tunnel  il gioco si farà duro. Prima i camion, poi treni con mille tonnellate di capienza di terre partiranno ogni giorno per Cavriglia. In tutto la bellezza di 770mila metri cubi di terre da portar via solo dalla Foster. Ma che terre sono? Sporche, inquinate? «Subiranno un doppio controllo, uno in situ e l’altro a Santa Barbara», garantiscono da Rfi. Quel che nessuno sa garantire è quando sarà rinominato l’osservatorio ambientale Tav presieduto dall’uomo-grandi opere di Palazzo Vecchio Giacomo Parenti, scaduto il 15 giugno: i lavori andranno pure al ralenty, ma chi controlla il rispetto delle prescrizioni ambientali nel frattempo?

Firenze, manifestazione contro alta velocità in sotterranea (2010)

Firenze, manifestazione contro alta velocità in sotterranea (2010)

(foto E.R., archivio GrIG)

  1. icittadiniprimaditutto
    dicembre 17, 2012 alle 9:18 am

    Reblogged this on i cittadini prima di tutto.

  2. dicembre 18, 2012 alle 6:35 PM

    Reblogged this on Il blog di Fabio Argiolas.

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