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Il “padrone del vapore” chiude l’ILVA.


Taranto, acciaieria Ilva

 

Il Gruppo Riva non ha gradito gli ultimi provvedimenti della magistratura di Taranto e ha deciso di chiudere gli impianti siderurgici ILVA.

C’è da rimanere allibiti davanti all’arroganza di un gruppo industriale (a ai suoi supporters) che in tanti anni ha inquinato e avvelenato senza porsi alcun problema, trovando solo recentemente una magistratura coraggiosa che è intervenuta in assenza di adeguate ed efficaci iniziative da parte dell’Azienda e delle amministrazioni pubbliche competenti.

Il provvedimento di sequestro preventivo è stato adottato dalla magistratura per consentire le operazioni di risanamento ambientale, non per continuare a produrre inquinando.

Il provvedimento dell’agosto scorso del Tribunale del riesame di Taranto è – nella freddezza dei termini giuridici – veramente drammatico.

Un vero e proprio disastro ambientale: nei 13 anni esaminati (1998-2010), secondo le stime peritali, nei due quartieri tarantini di Tamburi e Borgo sono stati causati dall’inquinamento dell’ILVA ben 386 decessi totali, in gran parte per cause cardiache (30 all’anno), 237 casi di tumore maligno (18 all’anno), 247 eventi coronarici (19 all’anno) e 937 casi di malattie respiratorie (74 all’anno), in gran parte della popolazione infantile (638 casi totali, 49 all’anno). A Taranto, sempre secondo i periti, la mortalità, per patologie tumorali e del sistema cardiocircolatorio, per malattie ischemiche e dell’apparato respiratorio, è “più alta rispetto alla Puglia”, mentre per la mortalità infantile si registra “un eccesso, soprattutto con riferimento alle malattie respiratorie acute al di sotto dell’anno di età, oltre che a quelle tumorali”.

Pesanti le conseguenze per la salute dei lavoratori del siderurgico che nello stesso periodo hanno accusato malattie respiratorie e tumorali non da asbesto: “tale evidenza può essere collegata all’esposizione dei lavoratori Ilva a cancerogeni ambientali diversi dall’asbesto, in particolare Ipa (idrocarburi policiclici aromatici, n.d.r.) e benzene”.

Le conclusioni peritali sono lapidarie: l’Ilva ha provocato “malattia e morte”.

L’Azienda e le amministrazioni pubbliche competenti dovrebbero avere un sussulto di decenza e avviare seriamente quelle prescritte bonifiche ambientali, necessarie perché l’impresa e il lavoro non siano a discapito della salute e dell’ambiente.

Riportiamo, di seguito, il provvedimento integrale del Tribunale del riesame di Taranto.

Gruppo d’Intervento Giuridico onlus

 

 

 

Tribunale di Taranto, sez. feriale, in sede di riesame, 20 agosto 2012, n. 98/12 (ord.)

 

 

 

 

 

Taranto, manifestazione contro l’inquinamento

 

A.N.S.A., 27 novembre 2012

Chiude Ilva Taranto, Governo convoca parti. Badge disabilitati, operai restano fuori.      Annuncio dell’azienda dopo nuovi provvedimenti della magistratura: sette arresti. Confindustria: da chiusura 1 mld costi per collettività. Clini: ‘Effetti gravissimi’. 

Alcune centinaia di operai dell’ area dello stabilimento tarantino dell’Ilva hanno tentato stamane di accedere al loro posto di lavoro, nonostante l’annuncio della fermata dell’area a freddo, ma non è stato loro possibile, giacché i badge per gli ingressi sono disattivati sin da ieri sera. Gli operai si sono quindi diretti dalla portineria D alla portineria A, dove probabilmente faranno un’assemblea, attendendo le indicazioni dei sindacati che per l’intera giornata di oggi e per tutti i reparti della fabbrica tarantina hanno indetto uno sciopero.
Intanto alle 7 è iniziato lo sciopero proclamato da Fim, Fiom e Uilm all’Ilva di Taranto dopo l’annuncio dell’azienda di chiusura dello stabilimento in seguito ai provvedimenti di ieri della magistratura, tra i quali il sequestro dei prodotti finiti e semilavorati con divieto di commercializzarli. Lo sciopero durerà almeno 24 ore. Dinanzi alle portinerie sono in atto sit-in di lavoratori, mentre qualche momento di tensione si è registrato tra chi voleva entrare e chi invece invitava a scioperare. Ieri l’azienda ha anche comunicato la chiusura dell’area a freddo, facendo rimanere a casa i lavoratori di quell’area.
Domani si terrà il consiglio di amministrazione dell’Ilva ed é confermato, sempre per domani, l’incontro tra azienda e sindacati, già programmato per discutere della cassa integrazione annunciata per 1.942 dipendenti, prima della nuova bufera giudiziaria. Per giovedì è fissato un incontro tra governo, sindacati ed enti locali a Palazzo Chigi.

 

 

Taranto, acciaieria Ilva

 

da Il Fatto Quotidiano, 26 novembre 2012

Ilva annuncia: “Chiudiamo lo stabilimento di Taranto e tutti quelli collegati”.             Per il Gruppo Riva non ci sono alternative dopo il provvedimento di sequestro emesso oggi dal Gip di Taranto. Una decisione che comporterà “in modo immediato e ineluttabile l’impossibilità di commercializzare i prodotti e, per conseguenza, la cessazione di ogni attività”. Poi la provocazione sulla mortalità: “Nessun rischio per la salute a causa della nostra attività. E’ tutto in regola”. 

Chiusura. Per il Gruppo Riva non ci sono alternative dopo il provvedimento di sequestro emesso oggi dal Gip di Taranto. Una decisione che comporterà “in modo immediato e ineluttabile l’impossibilità di commercializzare i prodotti e, per conseguenza, la cessazione di ogni attività nonchè la chiusura dello stabilimento di Taranto e di tutti gli stabilimenti del gruppo che dipendono, per la propria attività, dalle forniture dello stabilimento di Taranto”. In pratica, una ritorsione. E’ quanto ha scritto l’azienda in una nota diramata nel pomeriggio. Un comunicato in cui la società ha anche reso noto che “proporrà impugnazione avverso il provvedimento di sequestro e, nell’attesa della definizione del giudizio di impugnazione, ottempererà all’ordine impartito dal gip di Taranto”.

La clamorosa decisione di Riva Group è arrivata dopo i 7 arresti effettuati oggi insieme al sequestro dei prodotti finiti. I primi ad avere la notizia sono stati i sindacati, a cui la società ha comunicato la chiusura immediata dell’area a freddo del siderurgico tarantino. ”L’azienda ci ha appena comunicato la chiusura, pressoché immediata, di ‘tutta l’area attualmente non sottoposta a sequestro’ e ciò riguarda oltre 5000 lavoratori cui si aggiungerebbero a cascata, in pochi giorni, i lavoratori di Genova, Novi Ligure, Racconigi, Marghera e Patrica”. E’ quanto detto da dal segretario Fim Cisl Marco Bentivogli.

La Procura ha infatti sequestrato ‘coils’ e lamiere prodotti nelle ultime settimane in quanto li ritiene ‘provento e profitto di attività penalmente illecita’, quella cioé derivata dagli impianti dell’area a caldo, altiforni e acciaierie, che dal 26 luglio scorso sono sotto sequestro senza facoltà d’uso con l’accusa di disastro ambientale. L’Ilva, dicono i pm, non poteva produrre dopo il sequestro e il fatto che abbia continuato a farlo è un illecito. Di qui il blocco dei prodotti derivati da quest’attività. Per l’area a freddo, causa la crisi di mercato, l’Ilva aveva già fermato alcuni impianti nei giorni scorsi come il treno lamiere e il rivestimento tubi, ai quali si è aggiunto dalla fine della scorsa settimana anche il tubificio due. Per effetto di questa fermata 700 lavoratori sono in ferie forzate in attesa che l’Ilva definisca con i sindacati metalmeccanici un accordo sulla cassa integrazione ordinaria, già chiesta per 2mila unità. Adesso, invece, dopo il sequestro la società ha deciso di fermare tutta l’area a freddo e quindi più impianti. Si calcola che circa 5mila potrebbero essere i lavoratori coinvolti in questo stop.

Taranto, complesso siderurgico Ilva

Non solo chiusura: l’Ilva annuncia ricorso al sequestro.
La società del gruppo Riva, dopo la clamorosa decisione, ha comunque annunciato ricorso al provvedimento di sequestro. La presa di posizione parte dal fatto che “Ilva non è parte processuale nel procedimento penale – si legge nella nota – ed è quindi estranea a tutte le contestazioni ad oggi formulate dalla Pubblica Accusa”. Non solo. La società, dopo aver ricordato “che lo stabilimento di Taranto è autorizzato all’esercizio dell’attività produttiva dal decreto del Ministero dell’Ambiente in data 26.10.2012 di revisione dell’AIA” ha sottolineato che “il provvedimento di sequestro di oggi si pone in radicale e insanabile contrasto rispetto al provvedimento autorizzativo del Ministero dell’Ambiente”. Da questa presa di posizione, quindi, deriva “l’impugnazione avverso il provvedimento di sequestro” e “nell’attesa della definizione del giudizio di impugnazione, ottempererà all’ordine impartito dal GIP di Taranto”.

La società: “A Taranto nessun rischio per la salute”.
Infine la provocazione diretta ai magistrati, con la messa a disposizione da parte dell’Ilva delle consulenze attestanti la conformità dello stabilimento alle leggi anti-inquinamento. “Per chiunque fosse interessato – hanno comunicato i vertici dell’azienda – Ilva mette a disposizione sul proprio sito le consulenze, redatte da i maggiori esponenti della comunità scientifica nazionale e internazionale, le quali attestano la piena conformità delle emissioni dello stabilimento di Taranto ai limiti e alle prescrizioni di legge, ai regolamenti e alle autorizzazioni ministeriali, nonché l’assenza di un pericolo per la salute pubblica”. Ilva, infine, ha ribadito “con forza l’assoluta inconsistenza di qualsiasi eccesso di mortalità ascrivibile alla propria attività industriale, così come le consulenze epidemiologiche sopraccitate inequivocabilmente attestano”.

 

(foto da Alètheia online, da Afea.it, da mailing list ecologiste)

  1. icittadiniprimaditutto
    novembre 27, 2012 alle 3:19 pm

    Reblogged this on i cittadini prima di tutto.

  2. novembre 27, 2012 alle 5:17 pm

    A.N.S.A., 27 novembre 2012
    Chiude Ilva Taranto, sciopero e tensione. Occupati gli uffici, Clini: ‘Decreto giovedì’.
    Accertamenti Gdf a Bari e Roma su vecchia Aia. Sciopero proclamato da Fim, Fiom e Uilm. A Genova tolto blocco operai autostrada. Cancellieri, ordine pubblico a rischio: http://www.ansa.it/web/notizie/rubriche/cronaca/2012/11/26/Ilva-arresti-sequestri-corso-Taranto_7857365.html

    Ilva: l’accusa dei pm, spregio di ogni norma ambientale. Si individuavano criticita’ e si cercava modo per aggirarle: http://www.ansa.it/web/notizie/rubriche/associata/2012/11/26/Ilva-accusa-pm-spregio-ogni-norma-ambientale_7861645.html

    da Il Corriere della Sera, 27 novembre 2012
    QUESTA MATTINA OCCUPATA LA DIREZIONE DELL’AZIENDA. Ilva, ferie forzate ma pagate agli operai. Ferrante: «Chiusura fino al riesame». Badge disabilitati, sit in lavoratori. A Genova 1.500 scendono in piazza: circolazione in tilt: http://corrieredelmezzogiorno.corriere.it/lecce/notizie/cronaca/2012/27-novembre-2012/ilva-operai-occupano-uffici-direzionecosi-non-possiamo-andare-avanti-2112900883388.shtml

    LE CARTE DELL’INCHIESTA. «Due tumori in più, una minchiata….». Le frasi choc di Fabio Riva al telefono con gli avvocati. Numerosi i contatti tra gli indagati e personalità politiche: http://corrieredelmezzogiorno.corriere.it/napoli/notizie/cronaca/2012/27-novembre-2012/due-tumori-piu-minchiata-2112903829815.shtml?fr=correlati

    L’ORDINANZA. Il governatore ai Riva «State tranquilli: Non mi sono defilato».
    I giudici: «Azioni per sconfessare l’Arpa»: http://www.corriere.it/cronache/12_novembre_27/governatore-riva-fasano_e379873e-385c-11e2-a2c7-8d9940659020.shtml

  3. novembre 28, 2012 alle 2:54 pm

    A.N.S.A., 28 novembre 2012
    Tromba d’aria e fulmine Crolli e feriti all’Ilva.
    Si parla di feriti, l’azienda smentisce: ‘Danni ma nessun infortunio o evacuazione’: http://www.ansa.it/web/notizie/rubriche/cronaca/2012/11/26/Ilva-arresti-sequestri-corso-Taranto_7857365.html

  4. novembre 28, 2012 alle 8:05 pm

    Articolo 422 Codice penale italiano: “Chiunque, fuori dei casi preveduti dall’articolo 285, al fine di uccidere, compie atti tali da porre in pericolo la pubblica incolumità è punito, se dal fatto deriva la morte di più persone, con la morte (pena purtroppo sostituita con l’ergastolo). Se è cagionata la morte di una sola persona si applica l’ergastolo. In ogni altro caso si applica la reclusione non inferiore a quindici anni.” http://www.ilcittadinox.com/blog/ilva-il-ricatto-mafioso-delle-imprese-italiane.html

    Lo stato del paradosso mafioso:
    il delinquente viene tutelato mentre il cittadino assassinato dalla diossina dispersa volontariamente viene dimenticato.
    Questa non è l’Italia, questa è Sodoma, questa è Gomorra.
    http://www.ilcittadinox.com/blog/non-e-questa-litalia-questa-e-sodoma-questa-e-gomorra.html
    Gustavo Gesualdo
    alias
    Il Cittadino X

  5. novembre 30, 2012 alle 10:27 pm

    A.N.S.A., 30 novembre 2012
    Ok al decreto salva-Ilva: la produzione prosegue. Procura Taranto valuta costituzionalita’ o conflitto. Gip,nuova Aia non si preoccupa salute: http://www.ansa.it/web/notizie/rubriche/cronaca/2012/11/26/Ilva-arresti-sequestri-corso-Taranto_7857365.html

  6. dicembre 4, 2012 alle 2:53 pm

    qui il decreto-legge 3 dicembre 2012, n. 207, “Disposizioni urgenti a tutela della salute, dell’ambiente e dei livelli di occupazione, in caso di crisi di stabilimenti industriali di interesse strategico nazionale”: http://www.gazzettaufficiale.it/guridb/dispatcher?service=1&datagu=2012-12-03&task=dettaglio&numgu=282&redaz=012G0234&tmstp=1354606909395

    A.N.S.A., 4 dicembre 2012
    Ilva, Napolitano ha firmato il decreto. Il procuratore di Taranto: questione complicata, ipotesi questione legittimità o conflitto tra poteri: http://www.ansa.it/web/notizie/rubriche/cronaca/2012/11/26/Ilva-arresti-sequestri-corso-Taranto_7857365.html

  7. dicembre 12, 2012 alle 6:34 pm

    A.N.S.A., 12 dicembre 2012
    Ilva, la Procura lavora sul conflitto tra poteri dello Stato.
    Clini: ‘Nessun braccio di ferro con i magistrati. Le norme sono legge e la legge va applicata’: http://www.ansa.it/web/notizie/rubriche/cronaca/2012/12/11/Gip-all-azienda_7935967.html

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