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Sardegna, un vero e proprio successo per il Grifone. E’ arrivato il Capovaccaio, ritorneranno anche il Gipeto e l’Avvoltoio monaco?


Grifone (Gyps fulvus)

Finalmente sembrano proprio arrivati giorni felici per il Grifone e gli altri Avvoltoi (quelli veri) in Sardegna.

Cresce, si consolida e amplia l’areale di distribuzione la popolazione di Grifone (Gyps fulvus).

L’1 ottobre 2026 sono stati liberati gli ultimi sedici Grifoni a Villasalto, sito baricentrico per la diffusione nella Sardegna meridionale.

I due progetti LIFE condotti in questi anni da uno sperimentato gruppo coordinato dal Dipartimento di Medicina Veterinaria dell’Università degli Studi di Sassari (progetto “Life – Sotto le ali del Grifone” avviato nel 2015 e progetto “Life – Safe for Vultures” avviato nel 2021) hanno condotto, in una decina d’anni, a far crescere la popolazione del Grifone e ad ampliare l’areale dal nord ovest anche al sud est dell’Isola, favorendo l’arrivo del Capovaccaio e del Falco pescatore nell’areale di Porto Conte.

Secondo i risultati del censimento 2025, gli esemplari di Grifone presenti nell’Isola sono stimati in 516 – 566, con un incremento del 21, 03% rispetto al 2024 e ben 120 coppie nidificanti.

L’indubbio successo dei progetti LIFE ha portato a pensare di incrementare ancora e consolidare la presenza in Sardegna dei grandi Spazzini della Natura, gli Avvoltoi.

Grifone (Gyps fulvus)

Ora si può azzardare un ulteriore sogno naturalistico da concretizzare.

Infatti, in Sardegna potrebbero vivere tutte e quattro le specie di Avvoltoio europei, il Grifone (Gyps fulvus), il Capovaccaio (Neophron percnopterus), il Gipeto (Gypaetus barbatus) e l’Avvoltoio monaco (Aegypius monachus).

Il Grifone e il Capovaccaio sono già presenti e nidificanti in Sardegna, mentre il Gipeto era presente fino agli anni ’70 del secolo scorso (ultima nidificazione accertata nel 1967-1968) e una sua reintroduzione nel 2008 fallì a causa dei bocconi avvelenati.

L’Avvoltoio monaco, invece, era presente fino agli anni ’80 del secolo scorso, ma le ultime nidificazioni risalgono alla prima metà degli anni ‘60.

La rarefazione ed estinzione locale degli Avvoltoi è dovuta alla distruzione degli habitat naturali, all’ignobile pratica dei bocconi avvelenati e alla caccia.

Negli ultimi anni è cresciuto un ulteriore fattore di rischio, gli aeogeneratori delle centrali eoliche, come purtroppo testimoniato anchenei giorni scorsi da un esemplare di Grifone ucciso dalla centrale eolica a Mogorella, sul Grighine.

Ad Alghero, dal 7 al 9 maggio 2025, si è svolto un incontro tecnico-scientifico per porre le basi di una programmazione che conduca a una presenza stabile dei quattro Avvoltoi europei in Sardegna.

Il massimo sostegno a splendide iniziative come queste per la salvaguardia delle biodiversità.

Gruppo d’Intervento Giuridico (GrIG)

Gipeto (Gypaetus barbatus) e Grifoni (Gyps fulvus) (foto Domenico Ruju)

da Sardinia Post, 2 ottobre 2026

Il grifone riconquista i cieli della Sardegna: in volo gli ultimi esemplari destinati a ripopolare le colonie di Villasalto.

Giovedì mattina sono stati rimessi in libertà dagli operai Forestas: fino a oggi sono 84 i vulturidi che hanno spiccato il volo dalla voliera di ambientamento a Cea Romana.(Francesca Mulas)

Il più intrepido ha spiccato il volo pochi minuti dopo l’apertura della voliera, intorno a mezzogiorno, tutti gli altri sono partiti un’ora dopo, senza fretta: i sedici giovani grifoni che giovedì mattina sono stati liberati a Villasalto, nell’area naturalistica di Cea Romana, hanno lasciato la comfort zone della voliera di ambientamento verso i cieli del Gerrei. Si chiude con grande entusiasmo questo nuovo appuntamento del progetto LIFE Safe for Vultures che vede la reimmissione in natura di esemplari di grifoni destinati al ripopolamento dell’area e che si concluderà nelle prossime settimane dopo sei anni di lavoro.

Tanta l’emozione di vedere in volo i vulturidi, sei femmine e dieci maschi, nati in cattività o recuperati in azioni di soccorso provenienti da Paesi Bassi, Spagna, Repubblica Ceca e Falconara, oltre un esemplare recuperato in questa stessa zona e rimesso in libertà dopo le cure. Ad aprire le porte della grande voliera, dove i sedici animali hanno vissuto per nove mesi per essere accuditi e preparati alla vita fuori, gli operai di Forestas, agenzia regionale che ha seguito sul campo le attività del progetto avviato nel 2021; con loro in questi anni il Corpo forestale e di vigilanza ambientale, con il nucleo specialistico cinofilo antiveleno che ha svolto una preziosa attività di sensibilizzazione e controllo sul territorio, la società e-distribuzione e l’organizzazione Vulture Conservation Foundation con il coordinamento del Dipartimento di Medicina veterinaria dell’Università di Sassari.

“Il progetto che stiamo portando a termine prevede il ripopolamento di un’area da cui il grifone, che ha sempre abitato la Sardegna, è assente ormai da decenni – spiega a Sardinia Post Dionigi Secci, responsabile tecnico del progetto per Forestas. – La zona di Villasalto non è casuale: offre un habitat ideale, ed è diametralmente opposta rispetto all’altra zona popolata dai grifoni, quella di Alghero e Bosa. Oltre a riportare qui gli animali e curare il loro reinsediamento, c’è stato anche un importante lavoro culturale: nell’antichità, e in particolare nelle religioni precristiane, l’avvoltoio era considerato un animale sacro in grado di unire cielo e terra, ma di recente le comunità sarde hanno iniziato a vederli come dannosi e pericolosi. Il Corpo forestale ha fatto un grande lavoro sul controllo delle sostanze venefiche, che purtroppo si usano ancora vicino alle aziende zootecniche per eliminare i predatori. Negli ultimi decenni poi le colonie sono state decimate dalle scosse elettriche dei cavi ad alta tensione e dalla carenza alimentare. Con questo progetto abbiamo portato avanti azioni per limitare le cause di morte e permettere alle colonie di svilupparsi e proliferare: i grifoni hanno un grande valore ecologico, visto che ripuliscono le campagne dalle carcasse di altri animali eliminando virus, batteri e altri elementi nocivi”.

Prima di essere rimessi in libertà, gli animali sono stati dotati di un anello con codice alfanumerico per consentirne, insieme alle marcature alari con la decolorazione delle penne, l’identificazione individuale. Sono stati poi dotati di trasmettitori satellitari dotati di accelerometro, un dispositivo che consentirà di studiarne movimenti e comportamenti.

Giovedì, nell’area protetta di Villasalto, era presente anche il vicesindaco Francesco Cotza, che ha sottolineato la grande importanza del progetto per la comunità: “Da quando manca il grifone manca un tassello della natura: si tratta di un uccello che aiuta gli allevatori smaltendo le carcasse e ripulendo le campagne”. Circa trenta aziende del territorio sono state coinvolte per fornire il cibo agli uccelli realizzando piccoli carnai nei loro terreni ed evitando così di pagare per lo smaltimento, contribuendo quindi a fornire alimentazione continua alle nuove colonie.

All’appuntamento con la liberazione dei grifoni era presente come osservatrice anche Simona Bacchereti, responsabile dell’agenzia europea Cinea per il clima, le infrastrutture e l’ambiente e gestisce il programma per le politiche ambientali LIFE. “Il progetto sta andando avanti con successo – ha sottolineato – per sensibilizzare le comunità sull’importanza di questa specie e per cercare di limitare le cause di morte e creare habitat sempre più sicuri e sostenibili”.

Grande soddisfazione per Fiammetta Berlinguer, professoressa di fisiologia aviare al Dipartimento di medicina veterinaria a Sassari e responsabile scientifica del progetto: “Abbiamo raddoppiato il numero dei grifoni in una decina d’anni, stanno crescendo le coppie riproduttive che contribuiranno alla nascita di nuovi piccoli e a ripopolare le colonie: è il segnale più importante che testimonia che il grifone ha riconquistato i cieli della Sardegna”.

dal sito web istituzionale Sardegna Foreste, 15 dicembre 2025

LIFE Safe for Vultures: crescita record del Grifone in Sardegna. La popolazione si espande e migliorano gli indicatori riproduttivi.

Il censimento del 2025 parla di una popolazione che varia tra 516 e 566 individui, con un incremento del 21,03% rispetto al 2024 e con una distribuzione territoriale più estesa. L’attività ha rappresentato il più ampio censimento ornitologico condotto in simultanea nell’Isola, confermando la crescita della specie e il radicamento in ulteriori aree d’interesse progettuale, con particolare riferimento al centro e al sud Sardegna, in coerenza con gli obiettivi di espansione e consolidamento perseguiti dal progetto.

Avvoltoio Monaco (Aegypius monachus)

Le attività di censimento sono state realizzate tramite gruppi coordinati di rilevatori, con il coinvolgimento dei partner e il supporto di diverse associazioni. Le osservazioni, svolte in contemporanea da più postazioni, hanno raccolto dati su tempi, direzioni di volo, numero di individui e comportamenti, applicando criteri di conteggio finalizzati a evitare duplicazioni e a escludere i soggetti del restocking non presenti nell’area di rilevamento.

I risultati per ambiti territoriali indicano:

  • tra 310 e 344 individui nel Bosano;
  • tra 125 e 134 nel Meilogu;
  • tra 26 e 33 nell’area tra Ittireddu e Ozieri;
  • 25 nel sud-est dell’isola;
  • 22 a Sassari;
  • 6 ad Alghero.

Rispetto al 2024, quando circa il 90% della popolazione risultava concentrato nel Bosano, nel 2025 la distribuzione risulta più articolata: 60% nel Bosano, 24% nel Meilogu, 5% nel Sarrabus-Gerrei, con la parte restante distribuita in ulteriori zone regionali.

Il dato relativo al Sarrabus-Gerrei sottolinea come la presenza di un nucleo stabile pari al 5% della popolazione sarda confermi l’ampliamento dell’areale, obiettivo perseguito mediante il programma di ripopolamento gestito dall’Agenzia FoReSTAS e attraverso la realizzazione dei carnai aziendali.

Monitoraggio riproduttivo: aumento di coppie territoriali, deposizioni e giovani involati

Ulteriormente positivi risultano i dati del monitoraggio riproduttivo condotto nella Sardegna nord-occidentale, unica area di nidificazione del Grifone nell’Isola. Sono state censite complessivamente 120 coppie territoriali: 104 (88,6%) nel Bosano e 16 (11,4%) nell’Algherese.

Rispetto al 2024, si registra un incremento del numero di coppie territoriali (+15), delle deposizioni (+11) e dei giovani involati (+11). Il successo riproduttivo è migliorato del 2,4%, mentre la produttività rimane invariata. Il tasso di mortalità prenatale si attesta al 14,4% (12,8% nel 2024), mentre la perdita di un solo giovane prima dell’involo determina un tasso di mortalità postnatale dell’1,2%, in diminuzione rispetto al 4,1% del 2024.

La crescita delle coppie territoriali raggiunge, pertanto, valori numerici senza precedenti, con un aumento del 14,3% rispetto al 2024. Per la prima volta la popolazione del Bosano supera la soglia delle 100 coppie territoriali e aumenta inoltre del 15,5% il numero dei giovani involati.

Capovaccaio (Neophron-percnopterus, foto Antonio Iannibelli)

Elementi di interesse faunistico e gestionale

Tra gli aspetti di rilievo naturalistico, è stata confermata la presenza di coppie non autoctone, come nel caso degli spagnoli Montresta e Doglia, e di coppie miste, tra soggetti provenienti da restocking e individui locali, come nel caso di Entulzu e Cristina, che hanno completato con successo il ciclo riproduttivo. Sono state inoltre osservate due coppie composte da individui autoctoni recuperati e reimmessi in natura dopo le cure necessarie.

L’andamento osservato è riconducibile alla risposta positiva della popolazione locale alle azioni di progetto, che hanno contribuito al progressivo miglioramento degli indici di produttività e del successo riproduttivo, nonché all’aumento del tasso di sopravvivenza dei giovani. A tale incremento ha contribuito il raggiungimento dell’età adulta degli individui liberati nell’ambito delle precedenti azioni di restocking realizzate durante LIFE Under Griffon Wings.

Nel quadro complessivo, i risultati 2025 consolidano il trend di crescita della popolazione del Grifone in Sardegna e confermano l’importanza delle azioni integrate di monitoraggio, gestione alimentare controllata e ripopolamento, quali strumenti di supporto alla conservazione e alla stabilizzazione della specie nel territorio regionale.

Villasalto, liberazione Grifone (apr. 2024)
Grifone (Gyps fulvus)
Gipeto (Gypaetus barbatus) in volo (foto Giles Laurent – Wikipedia)

(foto Domenico Ruju, Giles Laurent, Antonio Iannibelli, Forestas, S.D., archivio GrIG)

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