Fiume Santo, non c’è proprio bisogno di uno stabilimento balneare fra le dune.
Una parte del litorale sassarese di Fiume Santo è scampato fortunosamente (finora) al degrado determinato dalla presenza della zona industriale contigua.
Spiaggia, sistemi dunali, zone umide, la presenza di una fauna selvatica di grande interesse.
Nell’area sono presenti gli habitat di importanza comunitaria 1210 “Vegetazione annua delle linee di deposito marine”, 2110 “Dune embrionali mobili”, 2120 “Dune mobili del cordone litorale con presenza di Ammophila arenaria (dune bianche)”, riconducibili alla categoria degli Habitat costieri e vegetazioni alofitiche. Inoltre, è stata rilevata la presenza delle seguenti specie avifaunistiche di importanza comunitaria: Falco Pecchiaiolo (Pernisapivorus), Nibbio bruno (Milvusmigrans), Falco di palude (Circus aeruginosus), Albanella reale (Circus cyaneus), Albanella minore (Circus pygargus), Falco pescatore (Pandionhaliaetus), Falco pellegrino (Falco peregrinus), Gabbiano corso (Ichthyaetusaudouinii), Gabbiano roseo (Larus genei), Beccapesci (Sterna sandvicensis), Fraticello (Sternulaalbifrons), Sterna comune (Sterna hirundo).
Ed è lì che una società di Porto Torres, beneficiaria di una concessione demaniale “balneare” rilasciata senza alcuna nota procedura selettiva (necessaria per la c.d. direttiva Bolkestein), vuol realizzare uno stabilimento balneare.
Non esiste via d’accesso, se non attraverso il sistema dunale.
Dovrebbero esser realizzati depositi interrati per i reflui a pochi passi dal mare.
Non si conosce l’esistenza di eventuali parcheggi auto disponibili.
Il litorale, tutelato da vincolo paesaggistico (decreto legislativo n. 42/2004 e s.m.i.) e da vincolo di conservazione integrale (legge regionale Sardegna n. 45/1989 e s.m.i.; piano paesaggistico regionale – P.P.R.), rientra nella Rete Natura 2000.
Per tali motivi è stata avviata la procedura di valutazione d’incidenza ambientale (V.Inc.A.) del progetto “installazione di un centro balneare nella spiaggia di Fiume Santo, in comune di Stintino”, anche se, in realtà, rientrerebbe nel territorio comunale di Sassari.
L’associazione ecologista Gruppo d’Intervento Giuridico (GrIG) ha, quindi, inoltrato (7 ottobre 2026) uno specifico atto d’intervento nel procedimento con la richiesta di emanazione di parere negativo per i pesanti impatti sugli habitat protetti e di annullamento in via di autotutela della concessione demaniale “balneare” qualora sia stata emanata in assenza di preventiva procedura selettiva.
Coinvolti la Regione autonoma della Sardegna, in Ministeri dell’Ambiente e Sicurezza Energetica e della Cultura, l’Autorità del Sistema Portuale Mare di Sardegna, il Comune di Sassari.
Dune, spiaggia, fauna selvatica e zone umide devono esser salvaguardati. Lo stabilimento balneare si può fare da un’altra parte.
Gruppo d’Intervento Giuridico (GrIG)
(foto C.B., S.D., archivio GrIG)




Commenti recenti