Venezia, no ai mattoni in Laguna!


Venezia, Pellestrina, Cà Roman, colonia ecclesiastica dismessa

L’associazione ecologista Gruppo d’Intervento Giuridico (GrIG) ha inviato (25 settembre 2026) una specifica istanza di accesso civico, informazioni ambientali e adozione degli opportuni provvedimenti riguardo il progetto immobiliare della società Cà Roman s.r.l. che da tempo vorrebbe realizzare un complesso di 77 residenze stagionali (ville), con servizi e una parte a verde pubblico sul litorale di Pellestrina – Cà Roman, nella Laguna Veneta, in Comune di Venezia.

La società immobiliare (ufficialmente 34 soci, 10 mila euro di capitale sociale, nessun dipendente) da parecchi anni tenta di colar cemento in Laguna, presso una vecchia colonia dismessa delle Suore Canossiane.

Un precedente progetto prevedeva la realizzazione di ville per una volumetria complessiva di metri cubi 24.990 su metri quadri 29.195, con il mantenimento di due soli edifici originari, un’area a verde pubblico, percorsi, servizi. Detto progetto era stato approvato con delibere Giunta comunale Venezia n.460 del 5 ottobre del 2011 e n.239 del 31 maggio del 2012 con cui veniva approvato il piano di recupero di iniziativa privata, previsto dalla scheda 19 della variante al P.R.G. per l’Isola di Palestrina, approvata conD.G.R.V. n.3886 del 15 dicembre del 2009. 

Con sentenza Cons. Stato, Sez. II, 27 marzo 2024, n. 2874 è stata dichiarata definitivamente l’illegittimità degli atti di approvazione.

Ora ci riprovano.

Con deliberazione Giunta comunale Venezia n. 185 del 10 ottobre 2024 è stato adottato il piano urbanistico attuativo (PUA) proposto dalla Cè Roman s.r.l., con successivo atto Regione Veneto – Direzione Valutazioni ambientali, Supporto giuridico e Contenzioso n. 171 del 30 aprile 2026 è stato emanato parere motivato positivo condizionato conclusivo della procedura di valutazione d’incidenza ambientale (V.Inc.A.).

Ma, il cemento non può esser colato: una così ingente volumetria in ambienti costieri e lagunari dev’essere sottoposta alla preventiva e vincolante procedura di verifica di assoggettabilità a valutazione d’impatto ambientale (VIA): il GrIG l’ha messo nero su bianco, coinvolgendo i Ministeri dell’Ambiente e della Cultura, la Regione Veneto, il Comune di Venezia, i Carabinieri Forestale e del Nucleo Tutela Patrimonio Culturale e informando la Procura della Repubblica presso il Tribunale di Venezia.

Il Consiglio di Stato è stato già molto chiaro: “la scheda n. 19 della variante al PRG – fonte gerarchicamente sovraordinata ai provvedimenti attuativi, quale il Piano di recupero – al punto 5, dopo aver precisato che ‘L’area a verde verso sud costituisce area di mediazione tra ilcostruito e la pineta verso il forte” ammette sulla stessa, esclusivamente ‘interventi manutentivi sulla vegetazione esistente, così escludendo in modo incontrovertibile che progetti di recupero possano prevedere edificazioni nell’area”.

Niente mattoni, quindi.

E’ così difficile capirlo?

Gruppo d’Intervento Giuridico (GrIG)

Venezia, Isola di San Giorgio in Alga, una delle poche di proprietà pubblica

(foto per conto GrIG, S.D., archivio GrIG)

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