Porto Pino. L’inizio di una fine.
Bello, appassionato, vitale e un po’ malinconico.
E’ il racconto di Frederick Bradley della vita di Porto Pino a partire dagli anni ’60 del secolo scorso, quando vi giunse con la madre e con Bob, fino ai nostri giorni.
E’ la vita di Porto Pino ed è la vita di Frederick, strettamente connesse nei colori del mare e della macchia, nel vento, negli avvenimenti delle varie stagioni dell’esistenza.
Con un filo conduttore dato da Villa Ebner, dalla casa piena di luce, parte del promontorio stesso.
Porto Pino in quegli anni lontani era un luogo fuori dal mondo e così era vissuto, con grande spirito d’avventura da un ragazzo che lentamente cresce e scopre un po’ alla volta quel variegato mondo degli adulti che via via si presenta in quel lembo di litorale affacciato sul Mediterraneo.
Possono essere amici di lunga data come amici d’una estate, attori, militari, viaggiatori, rari turisti.
Così, come accade nelle stagioni della vita, lo studio, poi il lavoro, porteranno Frederick in giro per il mondo, ma sempre vicino a Porto Pino e agli affetti.
Fa da sfondo la lenta marcia di avvicinamento del turismo, così come conosciuto ormai dappertutto.
Pian piano arrivano investitori immobiliari, mattoni, progettisti dagli improbabili gusti estetici.
E arriveranno anche cantieri edilizi abusivi sul vicino isolotto di Corrumanciu, denunciato dal GrIGe demolito dalla magistratura dopo sentenza passata in giudicato.
Arriveranno anche migliaia di turisti mordi-e-fuggi, con il contorno di auto e rifiuti.
Cambiano anche gli odori e i colori del posto.
No, non è questo il turismo, quello vero, che porta a conoscere e a vivere un luogo così bello come Porto Pino.
Una via diversa c’è, rispettosa della terra verde, della spiaggia, delle dune, del mare azzurro.
L’inizio di una fine è, con parole comprensibili a tutti, il racconto veritiero di quanto è avvenuto negli ultimi decenni lungo le coste sarde.
Dalle parole di Frederick giunge un messaggio che siamo invitati a comprendere, se vogliamo che insieme a quella costa viva anche la nostra anima e il nostro futuro.
Stefano Deliperi, Gruppo d’Intervento Giuridico (GrIG)
Frederick Bradley è un geologo e naturalista, autore di numerose pubblicazioni scientifiche e sul turismo culturale. E’ di origine inglese, ha lavorato in mezzo mondo, ma ha sempre avuto Porto Pino nel cuore. Ha promosso Guipa, scritti sul paesaggio e oggi apre la sua Villa Ebner agli ospiti.
L’inizio di una fine si può trovare presso Il Libraio, Youcanprint, Libreria Universitaria, IBS, Feltrinelli.
(foto per conto GrIG, S.D., archivio GrIG)





Buongiorno. Molto bello il Vostro pezzo! Se può esser utile Vi invio un
lavoro pubblicato in simposio internazionale 12 anni fa* ma penso sempre
attuale. Vostro Michele Puxeddu
Ecco il programma. MP
Tutto un discorso per dire che ha scritto un libro chi? Un’ inglese? Ok…c’è né di gente che scrive!!!! L’ inglesino che faccia un manoscritto con nomi e cognomi di chi ha speculato in Sardegna e troverà al primo posto gli onglesi….opss gli inglesi…e già l’ ha scoperta l’ America ⚡⚡⚡
a lei non va che un inglese scriva di quel che ha visto e vissuto in decenni di cambiamenti di un luogo delle coste isolane? Vabbè, non legga il libro.
Buona serata.
Stefano Deliperi
Ma quale significato ha questo annuncio? probabilmente chi l’ha scritto non sa nemmeno lui cosa ha scritto
e quale significato ha il suo commento? Probabilmente non lo sa nemmeno lei.
Buona serata.
Stefano Deliperi
Lo definirei per quello che è: L’inizio di una speculazione edilizia.
Pari a quelle combattute dal GRiG.
purtroppo sì 😟
Quello che è successo a Porto Pino è successo anche qui a Costa Rei dove vivo ormai da 50 anni e sta succedendo anche in molti altri posti e non sono in Sardegna. Purtroppo il problema è che a nessuno importa nulla, nemmeno ai sardi che amano la propria terra soltanto a parole e anziché difendere il loro territorio si vendono per mille euro e si nota anche dai commenti irriverenti, maleducati e ignoranti che ho letto qua sotto. L’isola non ha scampo L’unico era nascere prima degli anni 70 per potersi godere l’isola.