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Sardegna, chiesta la sospensione della caccia per le eccezionali condizioni climatiche negative per la fauna selvatica.


Pettirosso (Erithacus rubecula)

In Sardegna, com’era ampiamente previsto (vds. Sardegna Foreste, Arriva l’estate: le sfide della gestione forestale in Sardegna, 3 giugno 2026), l’estate 2026 è stata ed è tuttora afflitta da ripetute ondate di calore con temperature superiori alle medie stagionali di 4-5 gradi (cfr. dati ARPAS in https://www.sardegnaambiente.it/arpas/).  In particolare,  

“… Dal 14 luglio, la Sardegna è interessata dall’ondata di calore più intensa di questa stagione estiva, causata da una risalita d’aria calda proveniente dal deserto algerino.
Complessivamente, i dati rilevati dai 308 sensori della rete meteorologica di ARPAS hanno evidenziato un fenomeno diffuso su tutto il territorio regionale, con temperature massime superiori a 40°C in 233 stazioni (il 75% della rete), e superiori ai 45°C in 53 stazioni (il 17% della rete).

… Accanto alle temperature reali estreme, l’effetto combinato con l’alto tasso di umidità relativa ha determinato condizioni di severo disagio per la popolazione.” (ARPAS, Ondata di calore eccezionale in Sardegna: sfiorati i 48°C);

Addirittura, “il Dipartimento Meteoclimatico di Arpa Sardegna, con il supporto di Siap-Micros, ha validato la temperatura massima di 48,4 gradi, registrata nel Comune di Orani il 19 luglio 2026” (vds. La Nuova Sardegna, Caldo estremo, superata sull’isola la temperatura massima mai registrata: ecco a chi va il record assoluto, 20 agosto 2026).

Italia, ondata di caldo (agosto 2026)

E’ del tutto evidente che tali eccezionali ed estreme condizioni climatiche persistenti sull’intera Isola hanno avuto effetto negativo non soltanto sulla popolazione umana, ma anche sulla fauna selvatica – che non può nemmeno usufruire di condizionatori o ventilatori -con pesanti conseguenze sulla stessa sopravvivenza delle specie faunistiche.

Pertanto, le associazioni ambientaliste Gruppo d’Intervento Giuridico (GrIG) e Lega per l’Abolizione della Caccia – Sardegna hanno chiesto all’Assessore regionale della Difesa dell’Ambiente l’adozione di un provvedimento di sospensione della stagione venatoria 2026-2027, così come previsto dalla normativa vigente (artt. 19 della legge n. 157/1992 e s.m.i. e 51 della legge regionale Sardegna n. 23/1998 e s.m.i.).

Volpe morta in seguito a incendio

Al Ministro dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica è stata chiesta, in caso di inattività regionale, l’adozione di specifica ordinanza per evitare “un grave danno ecologico” ai danni della fauna selvatica isolana (art. 8, comma 3, della legge n. 349/1986 e s.m.i.).

Sono stati coinvolti, per opportuna informazione, la Commissione europea, l’ISPRA, il Corpo Forestale e di Vigilanza Ambientale.

La fauna selvatica sarda dev’essere salvaguardata in un momento di così grave crisi climatica e la caccia causerebbe effetti deleteri su popolazioni faunistiche già pesantemente provate.

Gruppo d’Intervento Giuridico (GrIG) e Lega per l’Abolizione della Caccia – Sardegna

parco naturale Molentargius – Saline, incendio notturno (luglio 2019)

(foto da mailing list ambientalista, P.F., S.D., archivio GrIG)

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