La fascia dei 5 metri dalla battigia marina deve sempre essere di libero accesso.
In Italia le spiagge sono di titolarità demaniale (artt. 822 cod. civ. e 28 cod. nav.).
Non esistono spiagge private.
Uno dei diritti fondamentali in materia è il pubblico accesso al mare e alla sua libera fruizione, anche dove vi siano tratti di spiaggia oggetto di concessione demaniale marittima a fini turistico-ricreativi (c.d. balneare), è riconosciuto “in assoluto, il diritto libero e gratuito di accesso e di fruizione della battigia, anche ai fini di balneazione” (art. 11, comma 2, lettera d, della legge n. 217/2011 e s.m.i.).
L’ordinanza balneare regionale annuale ricorda sistematicamente che “è fatto sempre obbligo di garantire il libero transito nella fascia di rispetto (5 metri) della battigia” (per il 2026, in Sardegna, art. 2, lettera d, dell’ordinanza Direttore generale Enti locali e Finanze R.A.S. n. 2814 del 18 giugno 2026).
Tutti i fruitori della spiaggia e i concessionari demaniali sono tenuti a mantenere libera la fascia dei 5 metri dalla battigia marina per la libera fruizione del mare e il passaggio di eventuali mezzi di soccorso.
Che cosa accade quando eventi meteo marini (es. Ciclone Harry, mareggiate, ecc.) modificano la linea di costa e sparisce – o rischia di sparire – la fascia di rispetto dei cinque metri dalla battigia marina?
Al pari di altre regioni rivierasche, in Sardegna la deliberazione Giunta regionale n. 17/30 del 15 aprile 2026 (Stagione balneare 2026. Esercizio funzioni amministrative sul demanio marittimo. Indirizzi operativi) detta in proposito (punto 12) disposizioni sui Riposizionamenti concessioni in seguito ai recenti eccezionali eventi meteorologici: a domanda del concessionario, sono disposti “eventuali temporanei e contingenti riposizionamenti delle concessioni, nella stessa spiaggia o in altra spiaggia limitrofa”, dove le regole possano esser rispettate.
Ed è quanto è accaduto, a titolo di esempio, sulla spiaggia di Porto sa Ruxi (Villasimius), dove una concessione balneare è stata rilocalizzata per la stagione 2026 a causa del mutamento della linea di costa.
Ed è quanto non è accaduto – per cause di cui il GrIG ha chiesto accertamenti – sulla spiaggia di Santa Margherita, sul litorale di Pula (CA), dove c’è una struttura ricreativo-balneare….che fa il bagno in mare.
Piaccia o non piaccia a qualche patetico amministratore locale che sui social network sfoggia il suo disprezzo per i diritti alla pubblica fruizione di spiaggia e mare, nonché la sua profonda ignoranza di norme e buon senso con farneticanti commenti, la legge si rispetta e consente agevolmente di lavorare in regola.
Ovviamente per chi lo voglia fare, in caso diverso non ci si può lamentare delle conseguenze di legge.
Gruppo d’Intervento Giuridico (GrIG)
(foto Benthos, S.D., archivio GrIG)





dal sito web istituzionale del Corpo Forestale e di Vigilanza Ambientale,
Baia delle Mimose: tutela della libera fruizione dell’arenile.
Nella notte tra il 18 e il 19 agosto 2026, il personale della Stazione Forestale e di Vigilanza Ambientale di Trinità d’Agultu, con il supporto della Compagnia Barracellare di Badesi, ha effettuato un servizio straordinario di vigilanza presso la spiaggia di Baia delle Mimose (Badesi), finalizzato alla prevenzione e repressione degli illeciti in materia di balneazione e alla tutela della libera fruizione del demanio marittimo.
Nel corso dell’operazione sono state rinvenute numerose attrezzature da spiaggia posizionate sull’arenile e utilizzate per riservare spazi in violazione delle disposizioni contenute nell’articolo 3 dell’Ordinanza Balneare 2026. L’Ordinanza Balneare, infatti, vieta ai fruitori delle spiagge libere di occupare spazi mediante attrezzature inutilizzate e incustodite, quali: ombrelloni, sedie, tende e altre strutture similari; anche nelle ore notturne.
L’attività è stata pianificata e coordinata nell’ambito della collaborazione istituzionale tra il Comune di Badesi, su impulso del Sindaco, e il Servizio Territoriale del Corpo Forestale e di Vigilanza Ambientale di Tempio Pausania, con l’obiettivo di contrastare il fenomeno dell’occupazione impropria di porzioni di arenile mediante il posizionamento di attrezzature lasciate incustodite.
Per consentire le attività di recupero e trasporto del materiale, la Compagnia Barracellare di Badesi ha messo a disposizione propri mezzi logistici, tra cui quad e carrelli, che hanno consentito di operare efficacemente lungo l’arenile e di trasferire il materiale presso l’area di deposito individuata dal Comune di Badesi. Complessivamente sono stati rimossi: 97 ombrelloni, 109 sdraio, 2 tavole da surf, 5 sedie pieghevoli, vari giochi per bambini. Nel corso dei controlli sono inoltre state contestate n. 2 sanzioni amministrative in violazione dell’Ordinanza Balneare 2026.
Chi volesse recuperare le proprie attrezzature rimosse può farlo, ai sensi dell’Art. 19 della L. 689/81, rivolgendosi all’Ispettorato forestale di Tempio Pausania, presso la Sala Operativa, al n. 079 4466090 o all’URP del Servizio Ispettorato Tempio scrivendo a: cfva.urp.te@regione.sardegna.it.
L’iniziativa si inserisce nell’ambito delle attività di vigilanza e tutela del demanio marittimo volte a garantire il rispetto delle regole, l’accessibilità degli spazi pubblici e la corretta fruizione delle spiagge da parte di tutti i cittadini e visitatori.
21 agosto 2026
Riferimenti normativi: Determinazione DG n. 2614 – Prot. 24684 del 12 giugno 2026 – BURAS n. 32 del 18 giugno 2026 – inserzione 61928
Disciplina delle attività esercitabili sul demanio marittimo – Ordinanza
A.N.S.A., 28 agosto 2026
Struttura balneare di Palau sconfina in spiaggia libera, sequestrate attrezzature
Oltre 900 mq occupati abusivamente, intervento della Guardia Costiera
Ombrelloni e lettini sequestrati sulla spiaggia di Cea