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Come salvare una specie faunistica ammazzandone gli esemplari, la storia dei Cervi di Eld nello zoo di Zurigo.


foresta tropicale sud est asiatico

Il Cervo di Eld (Rucervus eldii thamin), detto anche Tameng della Birmania, è una specie di Cervo a rischio di estinzione, che sopravvive nel sud est asiatico a caccia, distruzione degli habitat naturali, bracconaggio, guerre e guerriglie di ogni tipo.

Vi sono vari programmi conservazionistici in corso, sia nei luoghi di sopravvivenza dell’Ungulato, sia presso alcuni zoo.

Uno di questi rientra nel programma E.E.P. (Eaza Ex situ Program), il Programma europeo per le Specie minacciate che coinvolge numerosi zoo.

Per il Cervo di Eld esiste un programma E.E.P. che coinvolge anche lo zoo di Zurigo, dove viene praticata la management euthanasia/culling, cioè l’uccisione di animali per ragioni non mediche nell’ambito della gestione delle popolazioni in cattività.   

Tale pratica è ammessa dall’Eaza, ma non viene praticata in tutti gli zoo.

Per esempio, viene praticata e difesa dagli zoo di Copenaghen, di Boras Djupark e di Zurigo.

Nello zoo di Zurigo recentemente sono stati uccisi due esemplari di Cervo di Eld e dieci esemplari di Babbuino Gelada (Theropithecus gelada) “per garantire popolazioni sostenibili e sane negli zoo”.

In parole povere, perché erano troppi.

Copenaghen, zoo, la Giraffa Marius fatta a pezzi davanti a bambini e TV (feb. 2014)

Banalissima domanda: ma che senso ha promuovere, sostenere, finanziare programmi di salvaguardia delle specie di fauna selvatica a rischio di estinzione che effettuano uccisioni programmate di esemplari semplicemente perché negli zoo non c’è abbastanza spazio?

Ma che senso ha non provare a programmare la reintroduzione in natura?

Ma il rischio – oltre che di estinzione delle specie – non è quello di programmi che consentono soprattutto di sostenere chi li esegue (zoo, ricercatori, ecc.)?

Sul piano etico e della stessa efficacia concreta della tutela faunistica c’è molto da dire…

Gruppo d’Intervento Giuridico (GrIG)

(foto da La Stampa, M.D., archivio GrIG)

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