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C’è del marcio in Danimarca. Ed è parecchio.


Leone (Panthera leo).   I Leoni stanno certo meglio nella savana piuttosto che nei circhi.

Leone (Panthera leo). I Leoni stanno certo meglio nella savana piuttosto che negli zoo.

I responsabili dello zoo di Copenaghen hanno proprio deciso di salire alla ribalta internazionale nel peggiore modo possibile.

Non contenti di quanto hanno combinato poco più di un mese fa, hanno deciso di rilanciare.

Come tutti ricordiamo, nel febbraio scorso un giovane esemplare di Giraffa è stato abbattuto a pistolettate per evitare che si riproducesse e perché sottraeva spazio vitale alle altre Giraffe, rifiutando ogni offerta di sistemazione presso altri zoo disponibili.

Non contenti, l’han fatto a pezzi davanti a bambini e TV e dato in pasto ai Leoni.

Ora l’han fatta pagare proprio ai Leoni.   Ne hanno ammazzato quattro, due perché troppo vecchi e due perché troppo piccoli.

C’è proprio del marcio in Danimarca ed è parecchio, sicuramente abbonda nelle scatole craniche dei dirigenti dello zoo di Copenaghen, in particolare del direttore, Steffen Straede, già collaboratore del WWF e responsabile degli imballaggi di un’azienda.

Gruppo d’Intervento Giuridico onlus

 

 

Copenaghen, zoo, Leoni (Panthera Leo)

Copenaghen, zoo, Leoni (Panthera Leo)

 

da La Stampa, 25 marzo 2014

Lo zoo di Copenhagen uccide quattro leoni, l’Enpa: “E’ un mattatoio”.

Dopo il caso della giraffa Marius, nuove polemiche per l’uccisione di una famiglia di felini ritenuta non in grado di sopravvivere al nuovo maschio.

Dopo quella di Marius, lo zoo di Copenhagen torna prepotentemente al centro delle polemiche per aver eseguito la «condanna a morte» anche di quattro leoni. «A causa del comportamento naturale dei leoni, lo zoo ha dovuto applicare l’eutanasia a due leoni anziani e a due piccoli che non erano abbastanza cresciuti da sopravvivere da soli», e che inevitabilmente «sarebbero stati uccisi dal nuovo maschio», scrive in una nota la direzione. A differenza della giraffa, i leoni non saranno «dissezionati» in pubblico.

I leoni sono stati soppressi, spiega lo zoo danese, perché non si è riusciti a collocarli altrove. Fra alcuni giorni il nuovo maschio sarà introdotto e presentato alle due leonesse acquistate nel 2012 e che sono in età riproduttiva.

«Lo zoo (di Copenhagen) è riconosciuto a livello mondiale per il suo lavoro con i leoni e sono fiero che uno di essi sia all’origine di una nuova discendenza», ha dichiarato il direttore della struttura, Steffen Straede.

Il mese scorso Straede era stato bersaglio di biasimo da parte di organizzazioni animaliste e perfino di minacce di morte per la sua decisione di sopprimere il maschio di giraffa Marius, che aveva 18 mesi. La giraffa era stata uccisa con una pistola da macello, essiccata, poi dissezionata e data in pasto ai leoni davanti allo sguardo dei bambini. La soppressione di Marius – si giustificò lo zoo sul suo sito – fu senza scelta perché le regole europee su giardini zoologici e acquari stabiliscono che si deve evitare la consanguineità. Si dovette quindi impedire a Marius di raggiungere l’età adulta.

L’Enpa: «Lo zoo di Copenaghen è un mattatoio» .

«Più che uno zoo, la struttura di Copenaghen sembra essere diventata un mattatoio». Il direttore scientifico dell’Ente nazionale protezione animali (Enpa), Ilaria Ferri, commenta così la notizia della soppressione dei quattro leoni.

«A quale risibile pretesto ricorrerà lo zoo di Copenaghen nel disperato tentativo di salvare la faccia di fronte all’opinione pubblica internazionale? Marius è stato ucciso perché di troppo; i due cuccioli di leone invece per evitare una possibile aggressione da parte di altri adulti», osserva Ferri. «In altri termini, con una deprecabile operazione di maquillage linguistico, la struttura, che ha definito la soppressione dei cuccioli come “eutanasia”, vorrebbe quasi lasciare intendere che gli animali sarebbe stati uccisi per nel loro stesso interesse».

L’Enpa chiede a tutti i futuri candidati al Parlamento europeo «di fermare la barbarie e di porre fine alle strutture di cattività in tutta Europa. Uccisioni come quelle perpetrate in Danimarca – sottolinea la Protezione animali – non sono più tollerabili e sono in palese conflitto con l’idea di civiltà di cui l’Europa intende farsi portatrice».

 

Copenaghen, zoo, la Giraffa Marius fatta a pezzi davanti a bambini e TV (feb. 2014)

 

(foto da Il Corriere della Sera, da mailing list animalista, P.F., archivio GrIG)

  1. M.A.
    marzo 26, 2014 alle 8:12 PM

    Ti dirò Grig…da onnivoro, nella vicenda della giraffa la mia sensibilità non è stata, come dire, scalfita. Se non avevano altre possibilità di tenerla, hanno fatto bene ad ammazzarla e farne carne per i leoni. Hanno compiuto nè più e nè meno di ciò che avviene in natura. Hanno fatto ciò che fanno migliaia e migliaia di allevatori fanno da millenni con gli animali maschi d’allevamento come pulcini, agnelli, conigli e quant’altro. Le femmine producono e i maschi diventano carne.
    Per i leoni invece…
    Beh mi auguro che non ne abbiano fatto cibo per altri leoni!

    • marzo 26, 2014 alle 9:50 PM

      ti dirò, M.A., scannare una Giraffa e quattro Leoni per i motivi idioti che sono stati ufficialmente resi noti mi pare una boiata pazzesca, come avrebbe detto Paolo Villaggio nelle vesti immortali del ragionier Ugo Fantozzi.
      Lo so, è una citazione “colta”, ma mi pare che renda l’idea.
      Per la Giraffa c’erano parecchie richieste da parte di altri zoo e parchi faunistici. Avrebbero potuto cederla senza difficoltà.
      Per i Leoni la cosa mi pare alquanto becera: due uccisi perchè “vecchi” e due perchè “cuccioli”.
      Potevano provare a cederli a parchi faunistico o zoo o privati (sono parecchi e danarosi quelli che terrebbero volentieri un Leone in cattività), ma non se n’è fatto nulla, nemmeno per denaro.
      C’è proprio qualcosa che non torna nella gestione di questo zoo.

      Stefano Deliperi

    • Mara
      marzo 27, 2014 alle 5:06 PM

      Scusa M.A., non per innescare altre polemiche, ma ti prego: nell’ultima foto qui sopra osserva attentamente la faccia dei bambini che assistono allo squartamento (perché mai farne uno spettacolo pubblico??) e dimmi sinceramente se credi che questa esperienza arricchirà la loro vita o se rimarrà, almeno nei più sensibili, come un brutto segno indelebile dagli effetti futuri incalcolabili. Un conto è – come tu dici – vivere la natura fin da piccolo in ogni sua manifestazione, per gradi, con la mediazione degli adulti. Altro è vivere in una grande città e all’improvviso assistere a uno spettacolo così cruento (e inutile).

  2. marzo 26, 2014 alle 10:01 PM

    …. Steffen Straede, già collaboratore del WWF?????????

  3. Bruno Lai
    marzo 26, 2014 alle 10:16 PM

    E’ una vicenda di uno squallore unico! Macellarla poi davanti a bambini è segno di sensibilità a dir poco mistica. Mi sto chiedendo se accanto alla direzione girino piantagioni di marijuana, o balle coltivate a funghetti allucinogeni, perché nel mondo sono gli unici ad aver visto le cose in una maniera tutta loro. Pessimo esempio per tutti!

  4. max
    marzo 27, 2014 alle 7:11 am

    purtroppo la razionalita’ed il pragmatismo che contraddistinguono i nordici hanno come rovescio della medaglia il considerare l’etica e la morale come optionals da disabilitare quando sono d’impedimento ( insomma un po’ come l’esp ed il controllo della trazione sulla neve).
    maha…

  5. M.A.
    marzo 27, 2014 alle 5:31 PM

    Ciao Mara, tranquilla non innesco nessuna polemica. Ciò che dici può essere vero da un certo punto di vista. All’età di quèi bambini, qui in Sardegna, in alcune realtà assistire ad una macellazione non è un qualcosa di raro. Io credo che i nostri figli crescano con un “bagaglio culturale in più” rispetto ai bambini (oggi adulti) delle grandi città, che sono all’oscuro di tutto ciò scoprendolo solo da adolescenti e spesso reagendo nei confronti di tutto ciò nelle maniere più “estreme” e errate possibili. La “violenza” psicologica che questi ragazzi subiscono quando metabolizzano cos’è la carne non è da poco. Perché a causa delle istituzioni, come le scuole, i bambini cresciuti in città debbano essere più “ignoranti”e “vulnerabili” rispetto a quelli che vengono a conoscenza di tutto ciò fin da piccoli?? Per me vedere la macellazione di un agnello non crea grandi scompensi emotivi, ma ho sempre riflettuto su questo e ho trovato i perché. Spesso e la società che cerca di estraniarsi o meglio alienarsi da questi aspetti della vita rurali, forse perché emotivamente sono cose forti, e sono sempre stati ripudiati etichettandoli come pratiche rozze, brutali e campagniole come chi le esegue. Invece la realtà dei fatti è che la generazione cresciuta in ambienti rurali è oggi più sveglia e preparata rispetto a coloro cresciuti in mezzo al cemento. A volte sentendo certi discorsi sull’etica della vita, sull’alimentazione, su tante altre cose…c’è da preoccuparsi!

    • Mara
      marzo 28, 2014 alle 9:19 am

      Grazie M.A.

  6. ottobre 10, 2015 alle 11:03 PM

    cialtroni fino in fondo.

    da Il Corriere della Sera, 10 ottobre 2015
    Danimarca, lo zoo che vuole fare a pezzi un leone davanti ai bambini (come la giraffa Marius): http://www.corriere.it/foto-gallery/animali/15_ottobre_10/danimarca-leone-fatto-pezzi-ai-bambini-come-giraffa-marius-d3a40ed4-6f67-11e5-98e3-5a49a4f4dd41.shtml

    _______________________________________

    A.N.S.A., 11 ottobre 2015
    Danimarca, zoo programma pubblica dissezione di leonessa.
    Dopo polemiche per giraffa in pasto ai leoni: http://www.ansa.it/web/notizie/canali/energiaeambiente/natura/2015/10/11/zoo-danese-programma-pubblica-dissezione-leonessa-soppressa_0b49b1b8-ac20-4b33-9314-53f092a93f3a.html

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