Lettera aperta sul monitoraggio del Lupo in Toscana.


Lupo (foto Antonio Iannibelli)

La Regione Toscana avrà monitoraggi sul Lupo (Canis lupus) quali “strumenti conoscitivi indispensabili per le istituzioni regionali al fine di definire politiche gestionali efficaci attraverso futuri piani di gestione e controllo” forniti da Coldiretti, Federcaccia Toscana – Unione Cacciatori Toscani, Università degli Studi di Sassari.

Si tratta del progetto Lupus Etruriae, finanziato con fondi comunitari (Completamento Sviluppo Rurale – CSR 2023-2027, intervento SRG01) e presentato nel gennaio 2026.

Lascia piuttosto interdetti il fatto che la Regione Toscana sia comunque in qualche modo coinvolta da un’iniziativa che si propone di trovare giustificazioni per sparare al Lupo.

Lupo italiano o appenninico (Canis lupus italicus)

E lascia analogamente piuttosto perplessi la disinvoltura con la quale forze politiche che non fanno altro che sbandierare la loro sensibilità ambientalista assecondino tale linea politico-amministrativa.

Pertanto, è stata inviata questa lettera aperta al Presidente e agli Assessori competenti della Regione Toscana, nonché alla segretaria del Partito Democratico Elly Schlein, all’on. Sergio Costa del M5S, al segretario di Sinistra Italiana on. Nicola Fratoianni, al portavoce dei Verdi Europei on. Angelo Bonelli, alla segreteria di Europa Verde – Toscana, alla segreteria del M5S – Toscana, all’on. Eleonora Evi (P.D.), al cons. regionale Luca Rossi Romanelli (M5S), esponenti e forze politiche che compongono la maggioranza che sostiene il governo regionale toscano.

Han qualcosa da dire in proposito?

Gruppo d’Intervento Giuridico (GrIG)

Firenze, veduta panoramica

Gentilissimi, in qualità di esperti e cittadini impegnati per un corretto rapporto tra fauna selvatica e attività antropiche, con la presente desideriamo esprimere il nostro fermo dissenso in merito all’imminente progetto che affida il monitoraggio del Lupo (Canis lupus) in Toscana a Coldiretti, Federcaccia e alle associazioni di categoria degli allevatori.

Riteniamo inammissibile che la tutela e il monitoraggio di questa specie siano delegati alle realtà sopra citate, storicamente promotrici di campagne mediatiche ostili al predatore e sostenitrici del declassamento del suo status di protezione. È evidente come tale iniziativa configuri un palese conflitto di interessi: affidare questo compito a tali soggetti equivarrebbe, metaforicamente, a far gestire l’Avis da Dracula.

Il progetto “Lupus Etruriae”, finanziabile con fondi pubblici nell’ambito del FEASR 2023-2027, non prevede la partecipazione di associazioni protezionistiche, né di figure scientifiche in grado di garantire evidenze empiriche imparziali.

Il monitoraggio della fauna selvatica,  soprattutto per specie tutelate dal quadro normativo europeo e nazionale, in particolare dalla Direttiva Habitat 92/43/CEE, dal D.P.R. 357/1997 e dalla Legge 157/1992, deve essere condotto da soggetti pienamente terzi con procedure verificabili attraverso l’applicazione di protocolli rigorosi e trasparenti.

Desta seria preoccupazione l’affidamento esclusivo del progetto a soggetti favorevoli a una “gestione” del lupo tramite metodi letali. È doveroso sottolineare che lo stato di conservazione della specie — sebbene l’animale sia tornato a popolare territori da cui era scomparso — presenta tuttora forti criticità, alimentate da continui episodi di bracconaggio e numerosi incidenti stradali.

Lupo (Canis lupus, foto Raniero Massoli Novelli)

Chiediamo pertanto alla Regione Toscana di impiegare le risorse pubbliche in progetti finalizzati a una reale tutela della specie. Auspichiamo, inoltre, l’attuazione di campagne di sensibilizzazione volte a evidenziare l’importanza ecologica di questo straordinario animale: il lupo non deve essere considerato un “problema” da arginare, bensì un prezioso alleato per l’equilibrio dell’ecosistema.

Certi di una futura collaborazione, libera da approcci ambigui o discutibili, porgiamo i nostri più cordiali saluti.

 Daniela Stabile – Attivista/volontaria, appassionata e studiosa di fauna selvatica

 Associazione Vittime della caccia – Osservatorio Vittime della caccia 

 Gruppo d’intervento Giuridico (GrIG) – Associazione ambientalista

Andrea Mazzatenta, Docente Sezione di Fisiologia e Fisiopatologia Dipartimento di Scienze Università “d’Annunzio” di Chieti-Pescara

 Bruna Bianchi – Docente di Storia delle donne e Storia del pensiero politico all’Università Ca’ Foscari di Venezia, studiosa del pacifismo, del femminismo e della nonviolenza.

 CABS Italia, l’antibracconaggio – Committee Against Bird Slaughter (CABS) Organizzazione anti- bracconaggio nel Mediterraneo 

 Brunella Pernigotti – Studiosa, membro di Italian Wild Wolf Network

 Gabriele Bertacchini – Ambios – Naturalista conservazionista

 Maurizio Donadon – Geologo (ripristino idrogeologico e recupero ambientale) Collaboratore nel CRAS di Trieste, Antispecista da sempre impegnato con gli animali in difficoltà 

 Francesco De Giorgio – Etologo antispecista. Presidente di Sparta Riserva dell’ Animalità 

 Lara Uccini – Naturalista esperta di biodiversità degli appennini

 Antonio Iannibelli – Fotografo naturalista, guardia ecologica volontaria, studioso di lupi. Fondatore Italian Wild Wolf Network

 Danilo Baldini – Delegato responsabile della LAC Marche

Lupo (Canis lupus)

(foto Antonio Iannibelli, Raniero Massoli Novelli, E.R., S.D., archivio GrIG)

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