Gallura, ancora sequestri preventivi di cantieri edilizi sulla costa.
Prosegue senza sosta l’attività d’indagine e repressiva della Procura della Repubblica di Tempio Pausania insieme alla Polizia giudiziaria nei confronti dell’abusivismo edilizio.
Nel corso del 2024-2025 sono stati ben 97 i procedimenti penali avviati in Gallura per violazione delle normative ambientali/paesaggistiche e urbanistiche, con numerosi provvedimenti di sequestro preventivo (art. 321 cod. proc. pen.) emanati e confermati dal Tribunale in sede di riesame.
E’ da parecchi anni che la Procura tempiese – guidata con energia e dedizione prima da Domanico Fiordalisi, poi da Gregorio Capasso, ora in trasferimento a Latina – contrasta con forza l’abusivismo edilizio, avendo anche posto in esecuzione gli ordini di demolizione conseguenti a sentenze penali passate in giudicato, cosa che non accade molto spesso nel Bel Paese.
Ma l’azione della Procura e della Polizia giudiziaria evidenzia la scarsa efficacia (per usare un eufemismo) dei controlli sul territorio svolti dalle amministrazioni pubbliche competenti, a iniziare dai Comuni. Quando non l’ignavia o, addirittura, la connivenza.
E non può esser certo tralasciata la bradipiana lentezza (anche qui per usare un eufemismo) di una giustizia che diviene troppo spesso denegata giustizia grazie a lungaggini e alla prescrizione: dibattimenti ricchi solo di rinvii come quello sui contestati abusi edilizi di Tavolara (Olbia) non sembrano proprio eccezioni, come dimostra quello inerente i contestati tagli non autorizzati di vegetazione mediterranea alla Rena Bianca di S. Teresa di Gallura, tuttora, di rinvio in rinvio, nemmeno avviato (l’udienza è stata rinviata al 29 giugno 2026).
E la giustizia negata, nonostante il grande impegno di Procura e Polizia giudiziaria, è un risultato che difficilmente vorrà mutare qualsiasi legislatore pontifichi di qualsiasi riforma della giustizia, perchè si tratta di risultati che fan comodo a tanti interessi particolari di troppe persone.
Quanto piacerebbe esser smentiti dai fatti…
Stefano Deliperi, Gruppo d’Intervento Giuridico (GrIG)
A.N.S.A., 26 febbraio 2026
Sequestrate sei ville con piscina in costruzione ad Arzachena.
Blitz del Corpo Forestale regionale su impulso procura di Tempio Pausania.
Sigilli a sei ville con altrettante piscine in fase di demolizione e ricostruzione in un’area vincolata paesaggisticamente nella località Li Liccioli nel Comune di Arzachena.
A bloccare i cantieri sono stati gli uomini del Corpo forestale e di vigilanza ambientale di Olbia, sotto il mandato del procuratore della Repubblica di Tempio Pausania che ne ha disposto il sequestro preventivo e ha coordinato le indagini particolarmente complesse.
Le violazioni contestate riguardano difformità rispetto alla pianificazione urbanistica, il rilascio di titoli illegittimi in assenza della procedura di variante obbligatoria e in mancanza dei presupposti di legge per l’applicazione della deroga.
A La Maddalena il Corpo Forestale e della Stazione locale ha eseguito, sempre su disposizione del procuratore della Repubblica di Tempio, il sequestro preventivo di una struttura per l’approdo di imbarcazioni, nella località Punta Nera.
La struttura era stata realizzata violando le norme di tutela del paesaggio e urbanistiche, attraverso un sistematico utilizzo improprio dei regimi abilitativi semplificati, pur in presenza dei numerosi vincoli ambientali. Il sequestro preventivo è stato confermato dal Tribunale di Tempio Pausania in sede di riesame.
da La Nuova Sardegna, 26 febbraio 2026
Ville di lusso con piscina abusive: sotto sequestro un cantiere in Costa Smeralda.
La Procura. Ville abusive in Costa Smeralda: ci sono quattro indagati.
Il caso del cantiere messo sotto sequestro dagli uomini del corpo forestale. (Tiziana Simula)
Porto Cervo Nel vasto cantiere edile aperto in Costa Smeralda, operai e ruspe erano al lavoro già da tempo: in località “Li Liccioli”, nel comune di Arzachena, poco distante dal campo da golf del Pevero, erano in corso lavori di demolizione e ricostruzione di sei ville extra lusso, tutte con piscine. Immobili prestigiosi incastonati in un territorio di grande bellezza naturalistica. Ma i lavori hanno subìto un improvviso stop. Per la Procura di Tempio, le sei ville extra lusso in ricostruzione sono abusive. Perché realizzate in difformità rispetto alla pianificazione urbanistica del territorio, e nello specifico, in assenza della variante urbanistica. Ciò all’interno di un’area vincolata paesaggisticamente.
Sigilli al cantiere
Così, su disposizione del procuratore della Repubblica di Tempio Pausania, Gregorio Capasso, che ha coordinato le attività d’indagine, sono scattati i sigilli. L’intero cantiere di “Li Liccioli” è stato messo sotto sequestro. A dare esecuzione al decreto di sequestro preventivo sono stati gli agenti del corpo forestale e di vigilanza ambientale di Olbia, che hanno condotto le indagini insieme alla sezione forestale di polizia giudiziaria presso la Procura di Tempio. Quattro persone sono finite sotto accusa. A cominciare da Gianfranco Paparella, rappresentante dell’impresa Val srl (con sede legale a Bari), proprietario e committente dei lavori, per proseguire col direttore dei lavori, Dino Petrarca, di Olbia. E ancora, l’ingegnere Gavino Docche, di Olbia, esecutore dei lavori con funzioni direttive nel cantiere per l’impresa esecutrice Fg Capital, e il dirigente del settore Pianificazione territoriale, Urbanistica, ed edilizia privata del Comune di Arzachena, Mario Giuseppe Chiodino. Le violazioni contestate, come spiega una nota diffusa dalla Procura di Tempio e dalla Direzione generale del corpo forestale e di vigilanza ambientale, riguardano difformità rispetto alla pianificazione urbanistica, e il rilascio di titoli ritenuti illegittimi poiché in assenza della procedura di variante obbligatoria e in mancanza dei presupposti di legge per l’applicazione della deroga. In sintesi, per la Procura, era necessaria una variante urbanistica. I difensori non rilasciano dichiarazioni.
Il pontile a La Maddalena
Ma non si tratta dell’unico provvedimento disposto in queste settimane dal procuratore Gregorio Capasso che in oltre sette anni alla guida dell’ufficio giudiziario gallurese si è dimostrato particolarmente attento ai temi urbanistici e di tutela ambientale. Le attività di controllo del territorio per la prevenzione e la repressione delle violazioni in materia urbanistico-edilizia, ambientale e di tutela del paesaggio, hanno riguardato, infatti, anche l’isola di La Maddalena. Qui, a finire nel mirino dei controlli è stato il punto di approdo per imbarcazioni della società Punta nera srls. Anche in questo caso, su disposizione del procuratore di Tempio, gli uomini del corpo forestale e di vigilanza ambientale della stazione di La Maddalena, hanno eseguito il sequestro preventivo del pontile, in località Punta Nera. Secondo quanto emerso dall’attività d’indagine «la struttura di approdo sarebbe stata realizzata e autorizzata nel tempo, in totale violazione delle norme in materia di tutela del paesaggio, norme urbanistiche e attraverso un sistematico utilizzo improprio dei regimi abilitativi semplificati, pur in presenza dei numerosi vincoli ambientali presenti». Il sequestro preventivo è stato confermato anche dal tribunale di Tempio in sede di riesame.
dal sito web istituzionale del Corpo Forestale e di Vigilanza Ambientale.
Tutela del paesaggio: sequestrati un cantiere edile e un punto d’approdo.
Nell’ambito delle attività svolte dal Corpo forestale e di vigilanza ambientale, finalizzate alla prevenzione repressione delle violazioni in materia urbanistico/edilizia, ambientale e di tutela del paesaggio, il personale del Corpo forestale e di vigilanza ambientale ha eseguito le seguenti operazioni di polizia giudiziaria.
Arzachena – Sequestro di un cantiere edile
Il Corpo Forestale e di V.A. di Olbia ha dato esecuzione al decreto di sequestro preventivo di un vasto cantiere edile in Comune di Arzachena.
Nel cantiere, sito nella località Li Liccioli, poco distante dal Campo da Golf del Pevero, ricadente in area vincolata paesaggisticamente, erano in corso lavori di demolizione e ricostruzione di 6 ville extra lusso con relative piscine.
Il sequestro è stato richiesto dal Procuratore della Repubblica di Tempio Pausania che ha coordinato le attività di indagine, particolarmente complesse, condotte dalla Sezione Forestale di Polizia giudiziaria presso la Procura di Tempio, con la collaborazione della Stazione Forestale e di V.A. di Olbia.
Le violazioni contestate riguardano difformità rispetto alla pianificazione urbanistica, il rilascio di titoli illegittimi in assenza della procedura di variante obbligatoria e in mancanza dei presupposti di legge per l’applicazione della deroga, utilizzata per la realizzazione dell’intervento di cui all’art. 39, co. 15 della L.R. 8/2015 – Piano casa.
La Maddalena – Sequestrato un punto di approdo
Sempre nell’ambito delle attività di tutela del territorio, il Corpo Forestale e di V.A. della Stazione di La Maddalena ha eseguito, su disposizione del Procuratore della Repubblica di Tempio, il sequestro preventivo di una struttura per l’approdo di imbarcazioni, sita in località Punta Nera, nel Comune di La Maddalena.
La struttura era stata realizzata e autorizzata nel tempo, in totale violazione delle norme di tutela del paesaggio e urbanistiche, attraverso un sistematico utilizzo improprio dei regimi abilitativi semplificati, pur in presenza dei numerosi vincoli ambientali. Il sequestro preventivo è stato confermato dal Tribunale di Tempio P. in sede di riesame.
(foto per conto GrIG, J.I., S.D., archivio GrIG)






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