Stop al taglio dei Pini di Lugnano in Teverina.


Lugnano in Teverina, Via Roma (SP n. 33) con i Pini (da Google Street View)

L’Amministrazione comunale di Lugnano in Teverina, piccolo borgo di grande valore storico-culturale in Provincia di Terni, ha intenzione di tagliare decine di Pini per motivi tuttora tutt’altro che certi.

Si tratta dell’alberata di Pini lungo la Via Roma (Strada Provinciale n. 33), all’ingresso del paese, in area tutelata con vincolo culturale e con vincolo paesaggistico (decreto legislativo n. 42/2004 e s.m.i.).

L’associazione ecologista Gruppo d’Intervento Giuridico (GrIG), ricevuto segnalazioni da parte di cittadini, ha, quindi, inoltrato (19 gennaio 2026) una specifica istanza di accesso civico, informazioni ambientali, adozione degli opportuni provvedimenti per verificare le reali intenzioni dell’Amministrazione comunale di Lugnano in Teverina e la sussistenza o meno delle necessarie autorizzazioni amministrative.

Pinus

Coinvolti anche il Ministero della Cultura e la Soprintedenza per Archeologia, Belle Arti e Paesaggio dell’Umbria.

Il Comune di Lugnano in Teverina – Area Tecnica ha prontamente risposto (nota prot. n. 392 del 20 gtennaio 2026), comunicando gli accertamenti svolti in sinergia con la Provincia di Terni, titolare della strada, che hanno individuato vari elementi di rischio (“inglobamento del colletto delle piante” nei marciapiedi con propensione alla caduta, rigonfiamenti del manto stradale, ecc.), tali da collocare gli alberi in classe C/D e D (a rischio crollo) in seguito a semplice “valutazione visiva” (Visual Tree Assessment – VTA), ritenuta “sufficiente” in quanto presenti “difetti strutturali e delle interferenze con le opere civili. Nel caso di specie, infatti, sono presenti difetti macroscopici, deformazioni evidenti della sede stradale e fenomeni degenerativi tali da delineare scenari di rischio attuali e non differibili”.

Il Comune ha, quindi, emesso l’ordinanza sindacale urgente e indifferibile (art. 54 del decreto legislativo n. 267/2000 e s.m.i.) n. 1 del 4 febbraio 2026.

La Soprintedenza per Archeologia, Belle Arti e Paesaggio dell’Umbria ha, però, risposto (nota prot. n. 2993 del 10 febbraio 2026) comunicando l’avvenuta intimazione (nota prot. n. 2916 del 9 febbraio 2026)  al Comune di Lugnano in Teverina di sospensione di qualsiasi iniziativa di taglio di ben 73 alberi (+ 4 potature) in area tutelata con vincolo paesaggistico.

Infatti, seppure il Comune ricordi che “non sussiste nell’ordinamento nazionale un obbligo generalizzato di eseguire indagini strumentali su tutti gli alberi, essendo demandata al tecnico valutatore, secondo criteri di discrezionalità tecnica, la scelta del livello di approfondimento necessario, e che nel caso di specie la VTA è risultata sufficiente a definire con certezza lo scenario di rischio”, tuttavia “allegata all’ordinanza trasmessa non è presente la relazione tecnica redatta da professionista iscritto all’Ordine dei Dottori Agronomi e Forestali”.

Inoltre, la Soprintendenza fa presente che “l’esecuzione dell’intervento non dovrà avvenire prima che .. abbia ricevuto la suddetta relazione tecnica e abbia dato riscontro a codesti Uffici Comunali”.

Infine, “in ogni caso, evidenziato che in esito all’esecuzione dell’intervento si otterrà inevitabilmente una rilevante alterazione del paesaggio, la Scrivente auspica che oltre alla già eseguita VTA sia programmata anche una indagine strumentale suppletiva volta ad escludere ogni ragionevole alternativa che possa limitare il numero degli abbattimenti, riducendo, almeno in parte, l’entità dell’intervento.   In ogni caso questo Ufficio richiede che sia trasmesso quanto prima un nuovo progetto di compensazione in cui il reimpianto delle nuove essenze sia almeno corrispondente a quello degli alberi abbattuti e che questi ultimi vengano sostituiti con piante già adulte con garanzia di pronto attecchimento”.

Se verrà riconosciuto incontestabilmente il pericolo imminente di crollo, gli alberi tagliati dovranno quindi esser sostituiti con almeno altrettanti esemplari già adulti.

Insomma, basta con gli scempi di alberate storiche, facenti parte dell’identità dei luoghi.

Il GrIG auspica che la caratteristica alberata di Pini sia salvaguardata come merita.

Gruppo d’Intervento Giuridico (GrIG)

Merlo femmina (Turdus merula)

(foto da Google Street View, S.D., archivio GrIG)

  1. Al momento, non c'è nessun commento.
  1. No trackbacks yet.

Lascia un commento

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.