Viaggio in una terra antica, quasi un continente.


Seui, Foresta demaniale di Montarbu, falesie

E’ un reportage dalle aree interne dell’Isola, Barbagia è libertà. Viaggio nel cuore della Sardegna (Edizioni Ediciclo, 2021), di Luca Bergamin, giornalista del Corriere della Sera, soprattutto un grande appassionato di questa terra antica, quasi un continente.

Un autentico viaggio fra Barbagia e Ogliastra, ambienti mediterranei, storia, cultura, mille personaggi che descrivono una delle parti più autentiche della Sardegna. 

Un viaggio da fare, per chi ne volesse conoscere di più.

Gruppo d’Intervento Giuridico odv

Barbagia è libertà (L. Bergamin, Edizioni Ediciclo, 2021)

Il confine è un fiume. O meglio un Flumineddu. Così si chiama il corso d’acqua, originato dalle pendici del Gennargentu, che divide la Barbagia dall’Ogliastra. La terra più selvaggia da quella più marina. E’ una linea di demarcazione più netta sul piano sociologico che su quello morfologico perché questo Rio si diverte a nascondersi sotto terra, a scavare canyon, scolpire bolle e alcove nel sottosuolo o a serpeggiare tra le rocce in cui si nasconde o giocherella un po’, per poi sbuffare zampilli di acqua color smeraldo e lapislazzuli all’improvviso o modellando, come nel caso delle Pieghe Sa Giuntura, strati di roccia alti otto metri. Non ne acciuffi mai pienamente il senso del corso. Un po’ come avviene con la Barbagia, il cuore della Sardegna avvinghiato alle pendici del Gennargentu. Non comprendi mai dove comincia e dove finisce…”.

Comincia così il viaggio dello scrittore e giornalista del Corriere della Sera, Luca Bergamin, che va dritto al cuore della Sardegna.

Gennargentu, nevaio

Ci va a piedi, con la sua macchina fotografica e la sua curiosità. Un itinerario di amore, anche critico, se vogliamo, ma sempre rispettoso, attento ai dettagli, voglioso di scoprire e sperimentare luoghi e persone. Perché è nello scambio delle proprie essenze e verità che si può provare a conoscere una terra che anagraficamente non è la tua.

Ma può diventarlo spiritualmente e fisicamente.  

Bergamin capisce presto che esistono una e tante Barbagie.

Gennargentu

Anche la sua vicina Ogliastra, dove abbiamo sconfinato, è terra marcata da sfaccettature naturalistiche, antropologiche, culturali e sociali sempre diverse. Boschi di lecci e ginepri, canyon glabri e attraversati da acque cristalline, labirinti sotterranei che sfociano nel blu del Mar Tirreno, borghi tappezzati di murales, vette carsiche, galoppatoi fantasma, strade oniriche disvelano un paesaggio selvatico e ancestrale.

Abbiamo camminato in lungo e in largo incontrando artisti, pastori, cantanti, maniscalchi, giocatori di morra, speleologi. I nuraghi e le tombe dei giganti svelano il passato di un popolo mai dominato. Le montagne del Gennargentu e del Corrasi, i plateau verdi, i pinnacoli rossi che si elevano al cielo, gli alberi secolari tramandano un senso di sconfinata libertà.

Per chi è sardo, ma anche per chi non lo è, seguire le tappe di questa avventura, ascoltare la sua voce, condividere gli incontri che l’autore fa in Barbagia po’ costituire un modo inedito, nuovo di riscoprire a sua volta luoghi che pensava di conoscere.

Una maniera inedita di sentire il vento della libertà che spira. 

Baunei, Baccu Goloritzè

(foto J.I., M.P., archivio GrIG)

  1. sardo
    marzo 4, 2022 alle 11:46 am

    Occorre impegnarsi davvero per salvaguardare tutto questo.

  2. Porico.
    marzo 4, 2022 alle 4:52 PM

    Noi e i nostri figli abbiamo la fortuna di viverci in questo posto , proviamo a custodirlo ,ad amarlo.

  3. Mara machtub
    marzo 11, 2022 alle 5:20 PM

    Ho la fortuna di conoscere alcuni di questi magnifici luoghi. Comprerò senz’altro il libro. Grazie GRIG!

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