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Il Giorno della Memoria.


Czeslawa Kwoka, foto Brasse (1942)

Il 27 gennaio è il Giorno della Memoria.

Per non dimenticare mai quello che è accaduto, anche in Italia.

E, purtroppo, continua ad accadere, come dimostrano i messaggi di odio sull’automobile di un’insegnante ebrea nel Milanese (febbraio 2021) e le periodiche ondate di odio razziale contro la senatrice a vita Liliana Segre, matricola 75190, colpevole di essere sopravvissuta alla shoah.

Sì, alcuni riuscirono a sopravvivere e hanno raccontato quanto accaduto.

Ed è questo che non viene tollerato da delinquenti razzisti e idioti.

Varsavia, fine della rivolta nel Ghetto (1943)

Come Tsvi Nussbaum, nato a Tel Aviv nel 1935: la sua famiglia venne costretta a rientrare in Polonia dall’amministrazione coloniale britannica.

Era quel bimbo che alzava le mani alla fine della rivolta nel Ghetto di Varsavia (1943). 

Finirà a Bergen Belsen e riuscirà a sopravvivere.

Si trasferirà negli Stati Uniti, dove farà il medico fino al decesso nel 2012.

Non fu così fortunata Czesława Kwoka, ragazzina polacca cattolica di 14 anni, deportata  (prigioniera numero 26947) e uccisa ad Auschwitz il 12 marzo 1943: “Era così giovane e così terrorizzata. La ragazza non capiva perché fosse lì e non capiva cosa le stessero dicendo. 

Allora una donna Kapo (una detenuta sorvegliante) prese un bastone e la colpì in faccia.

Quella donna tedesca stava solo sfogando la sua rabbia contro la ragazza.

Una ragazza così bella, così innocente. Lei pianse, ma non poté fare nulla. Prima che la fotografia fosse scattata, la ragazza si asciugò le lacrime e il sangue dal taglio sul labbro.

A dire la verità, mi sentivo come se fossi stato colpito io stesso, ma non potevo intromettermi. Sarebbe stato fatale per me. Non potevi dire assolutamente nulla”. Così parlò di lei  Wilhelm Brasse, polacco, anch’egli deportato e incaricato dal comando del campo di sterminio di fotografare tutti gli sventurati che finivano in quel tritacarne umano.

Italia, negozio di ebrei, dopo le leggi razziali (1938)

Oltre 15 milioni di ebrei, zingari, oppositori politici, prigionieri di guerra e qualsiasi categoria umana non andasse a genio finirono inghiottiti dalla follia sanguinaria nazista.

Ma il sonno della ragione genera mostri tuttora, come purtroppo sappiamo.

Delinquenti razzisti e idioti fin sulla porta di casa, come avvenuto (gennaio 2020) Mondovì (CN): “Juden hier”, “Qui ebrei”, così è stata segnata la porta della casa di Aldo Rolfi, figlio di Lidia, partigiana deportata a Ravensbruck nel 1944.

Non era nemmeno ebrea, ma così è stata identificata da uno o più delinquenti ignoranti.

E un bambino di 12 anni, in quel di Campiglia Marittima, profonda provincia toscana, in questi giorni viene preso a calci e sputi, venendo così apostrofato da due ragazzine di poco più grandi: “Tu devi stare zitto perché ebreo, devi morire nel forno”.

L’incubo umano della shoah non è consegnato definitivamente al passato, come dovrebbe essere.

Gruppo d’Intervento Giuridico odv

qui Le leggi razziali in Italia, follìa infame.

Mondovì, vandalismo antisemita (2020)
propaganda antisemita (1938)
propaganda antisemita (1938)

(foto Wikipedia, A.N.S.A.)

  1. Mara machtub
    gennaio 27, 2022 alle 9:48 am

    Impossibile dimenticare.

  2. Stefano
    gennaio 27, 2022 alle 10:29 am

    Non sono mai stato favorevole alle misure repressive, piuttosto all’educazione e alla conoscenza, cose delle quali ci si cura sempre meno in questo Paese. Tuttavia di fronte al dilagare di certi fenomeni, credo che sarebbe necessario indagare e in molti casi punire i responsabili di tali azioni aberranti. Anche perché è previsto dalla nostra Costituzione.

  3. gennaio 27, 2022 alle 6:44 PM

    “https://www.dire.it/27-01-2022/702106-giorno-della-memoria-roma-e-la-storia-della-malattia-salvavita-di-k/”

    In mezzo a tanta aberrazione mentale che ha causato e causa distruzione, atrocità e morte,ci sono sempre eroi che hanno dato e danno aiuto ai perseguitati per la loro consolazione e salvezza, l’uomo è capace di tanta atrocità ma anche del contrario,però ha bisogno di coltivare quei valori morali che lo riescono ad innalzare al di sopra delle malvagità

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