Vento di malaffare ai danni dello Stato e della Collettività.


Fenicotteri rosa (Phoenicopterus roseus) in volo e centrale eolica

Incentivi, bonus, sgravi fiscali, contributi in favore delle energie prodotte da fonti rinnovabili in Italia sono fra le occasioni principali per il riciclaggio (non ecologico) di denaro di provenienza opaca e per la realizzazione di truffe di ogni genere ai danni delle casse pubbliche.

Ciò costituisce un gravissimo danno per le politiche ambientali e le aziende pulite del settore.

Dovrebbero accorgersene una buona volta anche quelle associazioni che sostengono le c.d. energie rinnovabili (energia eolica, energia da biomasse, energia fotovoltaica, ecc.) “senza se e senza ma” a prescindere dagli impatti ambientali, della reale necessità e utilità dell’energia prodotta e dai capitali investiti.

La Procura della Repubblica presso il Tribunale di Pavia sta conducendo un’indagine che ipotizza una truffa ai danni dello Stato e della Collettività di ben 143 milioni di euro realizzata da un’organizzazione diffusa sul territorio nazionale.

Dopo il vento di malaffare, forse giungerà un vento di pulizia.

Se ne sente davvero il bisogno.

Gruppo d’Intervento Giuridico odv

da Il Sole 24 Ore, 27 gennaio 2021

OPERAZIONE GDF PAVIA. Maxi-truffa nelle energie rinnovabili, frodi su 143 milioni di contributi statali. Ai domiciliari Franco Tali, ex ad di Saipem.

Undici misure cautelari (6 arresti domiciliari e 5 obblighi di firma) e oltre cinquanta perquisizioni in diverse regioni.

I militari della Guardia di Finanza di Pavia, con i carabinieri Forestali e del Comando provinciale, stanno seguendo undici misure cautelari (6 arresti domiciliari e 5 obblighi di firma) e oltre cinquanta perquisizioni in Trentino Alto Adige, Lombardia, Piemonte, Liguria, Emilia Romagna, Sardegna e Lazio nell’ambito di una maxi truffa nel settore delle energie rinnovabili L’organizzazione ha frodato allo Stato oltre 143 milioni di euro di contributi pubblici.

L’operazione che vede impegnati più di 200 militari, con il supporto di elicotteri e di cash dog della Guardia di Finanza è coordinata dal pm Paolo Mazza. Nelle prime ore della mattina di mercoledì 27 gennaio le Fiamme Gialle stanno eseguendo perquisizioni, sequestri di rapporti bancari, quote societarie, veicoli, immobili e terreni per oltre 140 milioni di euro nella disponibilità degli indagati.

Per il procuratore di Pavia Mario Venditti e il pm Paolo Mazza, quella portata a termine dalla società Biolevano nel settore delle energie rinnovabili è “una truffa ai danni dei cittadini” in quanto sulle bollette è prevista una specifica voce riguardante le rinnovabili.

centrale a biomassa
Franco Tali (ex ad di Saipem) ai domiciliari

C’è anche Pietro Franco Tali, ex amministratore delegato di Saipem (fino al dicembre 2012 e attualmente senior advisor di Tecnimont, che detiene una quota di minoranza di Biolevano Srl), tra le persone finite ai domiciliari nell’ambito dell’inchiesta. Il manager aveva quote della Biolevano, nel Pavese, che si occupava di lavorare gli scarti legnosi ma le aveva cedute a una società risultata a lui riconducibile. Il meccanismo era basato su falsa documentazione che attestava come gli scarti provenissero da una filiera ‘breve’ (entro 70 chilometri dall’impianto), ciò che consentiva il massimo dell’incentivo. In realtà, il materiale proveniva da altre regioni. Sono stati sequestrati oltre 140 milioni, il corrispondente dei benefici indebitamente ricevuto negli anni.

Sequestrati anche terreni e ville

I militari della Guardia di Finanza e dei carabinieri della sezione di Polizia giudiziaria della Procura di Pavia hanno sequestrato 69 rapporti bancari, 22 quote societarie di altrettante società del gruppo del valore di circa 19 milioni di euro, 147 fra veicoli, immobili e terreni del valore di oltre 12 milioni di euro. Tra gli immobili, ci sono anche un prestigioso appartamento nel cuore di Milano, una villa di pregio con piscina vista mare a Portobello di Gallura (Sassari) e una villa in collina a Galbiate (Lecco) oltre all’intera centrale elettrica del valore di circa 70 milioni.

centrale eolica

(foto da mailing list ambientalista, S.D., archivio GrIG)

  1. capitonegatto
    gennaio 28, 2021 alle 3:36 PM

    Forse sarebbe giusto non prendere neanche un euro dall’Europa , anche a quelli a fondo perduto ( che il solito furbacchione vorrebbe prendere, ma solo questi !! ), visto che da noi i furbi ( eufemismo ) abbondano pronti a buttarsi a capo fitto su questi fondi in modo spregiudicato e anche illegale.
    Paese , il nostro, dove qualche migliaio di persone che non ne avevano diritto hanno avuto il vaccino anti covid !! Evidentemente perche’ la solita testa di gallino/a , non si e’ preoccupato di scrivere una norma puntuale con sanzioni.

  2. donatella
    gennaio 28, 2021 alle 11:07 PM

    Tutti questi tagli di Alberi, dovunque, per le centrali a Biomasse , per i malaffari, non si spiegano altrimenti i tagli dei grandi Alberi in tutta Italia, i malaffari ci sguazzano dentro ai finanziamenti milionari! Si stanno svendendo i meravigliosi Boschi e i meravigliosi grandi Alberi per la malavita contro il bene comune

    https://www.greenme.it/informarsi/ambiente/come-funzionava-truffa-biomasse-frode-stato-143milioni-euro/

  3. gennaio 29, 2021 alle 10:21 am

    questo il meccanismo utilizzato per frodare lo Stato e la Collettività.

    da Greenme, 28 gennaio 2021
    Come funzionava la truffa delle biomasse che ha frodato lo Stato di 143 milioni di euro. (Rosita Cipolla) (https://www.greenme.it/informarsi/ambiente/come-funzionava-truffa-biomasse-frode-stato-143milioni-euro/)

    Ieri la Guardia di Finanza e i Carabinieri di Pavia hanno sventato una maxi truffa di ben 143 milioni ai danni dello Stato e dei contribuenti. L’operazione, che ha visto impegnati circa 200 militari, ha portato a oltre cinquanta perquisizioni effettuate in diverse regioni del Centro-Nord, dal Trentino al Lazio, e si è conclusa con 11 misure cautelari. Al centro dell’indagine, avviata nell’ottobre del 2019, la centrale a biomasse legnose Biolevano di Olevano Lomellina, in provincia di Pavia. Ai domiciliari è finito anche Pietro Franco Tali, ex amministratore delegato di Saipem (che deteneva quote della società Biolevano), considerato dagli inquirenti il “principale promotore” del raggiro sugli incentivi per la produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili.

    Ma per capire meglio la portata della maxi truffa nel settore delle energie rinnovabili è necessario fare qualche passo indietro.
    “Tutto nasce quando, nel 2011, per aderire al protocollo di Kyoto sui cambiamenti climatici e per rispettare gli impegni assunti dall’Italia a livello internazionale per la riduzione delle emissioni di gas a effetto serra, sono stati introdotti specifici incentivi economici per l’uso di energia da fonti rinnovabili, tra cui, le biomasse legnose. – si legge nel comunicato della Procura di Pavia – La legge, però, subordina tale incentivo economico all’utilizzo di legname proveniente da un razionale e corretto sfruttamento dei boschi che assicuri di preservare il loro naturale ciclo vitale e, per tale motivo, impone rigide regole sulla provenienza e sulla tracciabilità delle biomasse bruciate. Ma la nobile finalità di contribuire alla riduzione dell’emissione dei gas serra, pur preservando il patrimonio boschivo nazionale, non sembrava interessare i vertici della BIOLEVANO che, invece, erano proiettati ad accaparrarsi fraudolentemente gli ingenti incentivi statali.”

    L’importazione di legname a basso costo e falsamente tracciato
    Si trattava di contributi piuttosto notevoli, se si considera che per ogni milione di energia venduta, la società Biolevano percepiva dal dal Gestore dei Servizi Elettrici (GSE) oltre 3 milioni di euro di contributi. Ciò era reso possibile grazie ad un accordo, siglato nel 2012 tra l’azienda di Pavia e il Ministero delle Politiche Agricole e Forestali. Da accordo, la Biolevano si impegnava ad utilizzare esclusivamente legname, tracciato e proveniente da un un raggio di massimo 70 km rispetto all’impianto. Ma nei fatti ciò non avveniva. Attraverso una fitta rete di complici, la società, reperiva la legna praticamente ovunque, acquistandola a prezzi molto bassi e importandola addirittura dall’estero.

    “Assicuratasi la materia prima ad un prezzo nettamente inferiore ai propri competitors (dal 30% al 50% in meno) per far risultare il legname di provenienza locale e tracciato ai vertici della BIOLEVANO bastava falsificare le carte, cioè, falsificare i documenti di trasporto e le fatture. Con tali artifizi e raggiri gli odierni arrestati sono riusciti a frodare negli ultimi cinque anni contributi per oltre 143 Milioni di Euro. Soldi erogati dal Gestore dei Servizi Energetici (GSE) ma in ultima analisi prelevati dalle tariffe delle bollette elettriche pagate da tutti noi cittadini, attraverso una specifica voce in bolletta a sostegno delle energie rinnovabili” spiega la Procura.
    Secondo quanto si apprende dai documenti relativi all’indagine, tra le centinaia di carichi attenzionati i militari della Guardia di Finanza hanno accertato come parte del legname “falsamente tracciato ed a km zero” provenisse dalla Svizzera e come, molti degli autisti di biomassa, viaggiassero persino con due documenti di trasporto: “uno vero con provenienza non incentivabile che veniva distrutto non appena il carico arrivava nei pressi dell’impianto e uno falso redatto ad hoc che veniva conservato agli atti per dimostrare agli ispettori del ministero che tutto era regolare.” Insomma, tutto era organizzato nei minimi dettagli.
    A seguito degli ulteriori accertamenti effettuati nei prossimi giorni dalle forze dell’ordine, potrebbero emergere nuovi sviluppi investigativi riguardanti alcuni aspetti ancora da chiarire, in particolare l’effettiva provenienza e la qualità del materiale importato dalla società Biolevano.

    Fonte: Procura di Pavia/Guardia di Finanza (Twitter)

  4. pat
    gennaio 29, 2021 alle 1:05 PM

    Tutto questo provoca disgusto e ancora una volta sfiducia nello stato… controlli preventivi che non vi sono e cultura del dio denaro.
    Mi chiedo e chiedo a Grig se anche nel “Procedimento di Valutazione di Impatto Ambientale, ai sensi dell’art.23 del D.Lgs.152/2006. Progetto definitivo – S.S. 554 “Cagliaritana”. Adeguamento al tipo B dal km 12+000 (ex S.S. 125 “Orientale Sarda” – Connessione tra la S.S. 554 e la nuova S.S. 554) e Verifica Piano di Utilizzo Terre ai senis dell’art.9 del D.P.R. 120/2017.” ci sia da preoccuparsi .
    Grazie di tutto ciò che fate per la difesa dell’ambiente.

  5. nuevo
    gennaio 30, 2021 alle 12:27 PM

    Stabilimenti per produrre pellet da biomasse forestali erano previsti anche ai piedi della foresta del Marganai. Non dimentichiamolo. In quel caso ci sono state prescrizioni dei reati.

  6. febbraio 9, 2021 alle 10:14 PM

    In Calabria.

    A.N.S.A., 9 febbraio 2021
    Ambiente: Calabria, stop ad impianti eolici ed elettrodotti.
    Assessore De Caprio ha disposto sospensione delle autorizzazioni. (https://www.ansa.it/calabria/notizie/2021/02/09/ambiente-calabria-stop-ad-impianti-eolici-ed-elettrodotti_69884c6e-e01d-44cb-9e35-d48affc510a1.html)

    CATANZARO, 09 FEB – Sono state sospese in Calabria le autorizzazioni per la realizzazione di impianti eolici ed elettrodotti “in quanto rappresentano una violenza alla bellezza della regione e allo sviluppo del turismo”. Lo ha disposto l’assessore alla Tutela dell’ambiente della Regione, Sergio De Caprio.

    Il provvedimento é stato adottato, riferisce un comunicato dell’ufficio stampa della Giunta regionale, “nelle more dell’approvazione del Piano paesaggistico della Regione Calabria, ai sensi del decreto legislativo 22 gennaio 2004 n.
    42, ‘Codice dei beni culturali e del paesaggio’.
    “Nello stesso contesto – si aggiunge nella nota – è stato avviato un Tavolo tecnico interdipartimentale per definire l’efficienza ecologica del marchio di qualità dell’energia rinnovabile regionale, come previsto dalla legge n. 25 del 19 novembre 2020 della Regione”.

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