Speculazione edilizia a Capo Coda Cavallo.


S. Teodoro, Capo Coda Cavallo, sequestro preventivo di un cantiere edilizio (giugno 2020)

Mentre continuano imperterriti i tentativi normativi di riportare cemento e ruspe sui litorali isolani, i Carabinieri del Nucleo tutela patrimonio culturale di Cagliari procedono nei confronti di quell’abusivismo edilizio che non è certo assente lungo le coste sarde.

I Carabinieri hanno provveduto al sequestro preventivo, disposto dal G.I.P. del Tribunale di Nuoro, di due ville in costruzione sulla costa di Capo Coda Cavallo (S. Teodoro), frutto di operazioni edilizie in radicale difformità alle autorizzazioni conseguite.

L’area è tutelata da vincolo paesaggistico (decreto legislativo n. 42/2004 e s.m.i.) e rientra in zona di conservazione integrale disposta per legge (art. 10 bis della legge regionale n. 45/1989 e s.m.i.) e per disciplina del piano paesaggistico regionale (P.P.R.).

Un importante fatto per la difesa della legalità ambientale.

Gruppo d’Intervento Giuridico onlus

La petizione per la salvaguardia delle coste sarde si firma qui http://chng.it/M4Kmxy7LtJ

Gallura, cantiere edile sulla costa

A.N.S.A., 9 giugno 2020

Case in costruzione sul mare sequestrate a Capo Coda Cavallo.

Blitz dei carabinieri dopo sopralluogo in elicottero.

Due villette in costruzione sono state sequestrate a Capo Coda Cavallo dai carabinieri dal Nucleo tutela patrimonio culturale di Cagliari, in esecuzione di un decreto preventivo emesso del Gip del tribunale di Nuoro, perché nella fascia entro i 300 metri dal mare.
    Tre le persone denunciate alla Procura della Repubblica per i reati di “opere eseguite in difformità dal titolo abilitativo”.
    I due fabbricati ad uso residenziale fanno parte di un complesso composto da più immobili a meno di 300 metri dal mare con accesso diretto alla spiaggia, area dichiarata di notevole interesse pubblico poiché ricca di bellezze naturali e di incantevoli tratti costieri.
    L’abuso è stato individuato nel corso di un sopralluogo eseguito dai Carabinieri del 10/o Nucleo Elicotteri di Olbia e dei militari del Nucleo Tpc di Cagliari. In quella fase i militari avevano sottoposto a sequestro preventivo i due fabbricati, in fase di costruzione avanzata, non in regola con le autorizzazioni rilasciate e viziati dalla presentazione di progetti non conformi allo stato dei lavori riscontrato: uno dei due fabbricati, edificato negli anni ’70, era stato oggetto di demolizione integrale e ricostruzione in luogo della ristrutturazione con ampliamento, mentre il secondo, autorizzato quale pertinenza del primo, era stato di fatto reso autonomo mediante realizzazione di un piano seminterrato a uso residenziale e affaccio sul mare, in luogo di un vano totalmente interrato destinato a locale tecnico e magazzino.
    Il risultato è stato raggiunto grazie alla sinergia operativa con la Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio di Sassari.   

da La Nuova Sardegna, 9 giugno 2020 

San Teodoro, due villette in costruzione sequestrate a Capo Coda Cavallo.

Un deposito interrato è stato trasformato in una unità abitativa e una casa degli Anni 70 è stata demolita e ricostruita in difformità rispetto al progetto autorizzato

SAN TEODORO. Questa mattina i Carabinieri del Nucleo Tutela Patrimonio Culturale di Cagliari hanno dato esecuzione al Decreto di sequestro preventivo emesso dal Giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Nuoro, che ha accolto la richiesta della Procura della Repubblica, di 2 fabbricati ad uso residenziale facenti parte di un complesso composto da più immobili, ubicato a meno di 300 metri dal mare con accesso diretto alla spiaggia in località Capo Coda Cavallo, area dichiarata di notevole interesse pubblico poiché ricca di bellezze naturali e di incantevoli tratti costieri. Nei giorni scorsi, nel corso di un sopralluogo presso il predetto cantiere edile, eseguito su segnalazione dei Carabinieri del 10° Nucleo Elicotteri di Olbia, i militari del Nucleo TPC di Cagliari avevano sottoposto a sequestro preventivo d’iniziativa i due fabbricati, in fase di costruzione avanzata, poiché erano stati rilevati interventi in corso d’opera in difformità dai titoli autorizzativi rilasciati, a loro volta viziati dalla presentazione di elaborati progettuali non conformi allo stato di fatto riscontrato in loco.

L’esame della documentazione progettuale ed autorizzativa e gli ulteriori accertamenti svolti nell’immediatezza, hanno, infatti, permesso di riscontrare che uno dei due fabbricati, edificato negli anni ’70, era stato oggetto di demolizione integrale e ricostruzione in luogo della ristrutturazione con ampliamento assentita, mentre il secondo, autorizzato quale pertinenza del primo, era stato di fatto reso autonomo mediante realizzazione di un piano seminterrato con predisposizioni per destinazione d’uso residenziale e affaccio sul mare, in luogo di un vano totalmente interrato destinato a locale tecnico e magazzino. Questo risultato, che si inquadra nell’ambito dell’attività istituzionale svolta dai Carabinieri del Comando Tutela Patrimonio Culturale, è stato raggiunto grazie alla sinergia operativa con la Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio di Sassari e, in particolare, con il 10° Nucleo Elicotteri Carabinieri di Olbia che, con i suoi velivoli, ha contribuito in maniera determinante a far emergere, attraverso le missioni di volo sull’area interessata, le criticità riscontrate. Tre sono state le persone denunciate alla Procura della Repubblica per i reati di “opere eseguite in difformità dal titolo abilitativo”.

macchia meditarranea (ginestre, olivastri, cisto)

(foto A.N.S.A., per conto GrIG, S.D., archivio GrIG)

 

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