L’Isola di Serpentara è stata venduta.


Isola di Serpentara

Sono davvero tante le onde che si sono infrante sugli scogli dell’Isola di Serpentara in tutti questi secoli.

I pirati Saraceni prima e i corsari Barbareschi poi cercavano di saccheggiare le coste sarde e venne edificata nel XVI secolo la Torre costiera di San Luigi per avvistarli in tempo e tentare una prima difesa.

Secoli dopo arrivarono sui litorali sardi altri pirati, armati di betoniere e cemento per lucrare su un turismo che ben poco aveva a cuore la salvaguardia ambientale.

Serpentara venne acquistata da una società immobiliare (1975), ma andò male e la società immobiliare fallì.

Numerose vendite fallimentari andarono deserte.

mare e coste (foto Benthos)

Avrebbe potuto e dovuto comprarla l’Agenzia per la Conservatoria delle coste della Sardegna, tuttora commissariata, da anni tenuta in voluta e colpevole catalessi.

Invece oggi l’ha acquistata l’imprenditore romano Fabio Sbianchi. Afferma di voler consolidare la torre costiera e di voler dare in comodato d’uso l’isoletta al Comune di Villasimius e all’Area marina protetta di Capo Carbonara.

Non abbiamo motivo di dubitarne, ma la gestione del Comune di Villasimius dei propri gioielli ambientali lascia molto a desiderare, mentre l’Area marina protetta non sembra abbia (o possa avere) una politica ambientale differente.

Saraghi (Diplodus Rafinesque)

Siamo, come sempre, e saremo molto attenti a qualsiasi intervento su Serpentara. dove sono presenti una pluralità di misure di tutela: dal vincolo paesaggistico (decreto legislativo n. 42/2004 e s.m.i.) al vincolo di conservazione integrale (art. 10 bis della legge regionale n. 45/1989 e s.m.i.), alla presenza del sito di importanza comunitaria (S.I.C.)“Isola dei Cavoli, Serpentara, Punta Molentis e Campulongu” (direttiva n. 92/43/CEE sulla salvaguardia degli habitat naturali e semi-naturali, la fauna e la flora).

In ogni caso, Serpentara ricade in parte in zona “A – riserva integrale” dell’area marina protetta “Capo Carbonara”, dove è vietata la navigazione, l’ancoraggio e l’ormeggio (anche al proprietario), e in parte in zona “B – riserva generale, dove è consentita la navigazione con una serie di limitazioni e l’ancoraggio negli specchi acquei caratterizzati da fondali sabbiosi, liberi da Posidonia oceanica (D.M. 7 febbraio 2012, zonizzazione dell’A.M.P.).

Comunque, non è una novità.

Venezia, Isola di San Giorgio in Alga, una delle poche di proprietà pubblica

Sono tante le isole di proprietà privata o che rischiano la privatizzazione, anche in Italia.

Alcune di queste sono di grande importanza naturalistica e ambientale, in tutto o in parte di proprietà privata, da Mal di Ventre a Serpentara, a Tavolara, a varie isole dell’Arcipelago della Maddalena, in Sardegna, da Isola delle Femmine, a Isola di Capo Passero, a Santa Maria, in Sicilia, l’isolotto di Cerboli, in Toscana, S. Stefano, nell’Arcipelago Pontino, San Secondo e parecchie altre nella Laguna Veneta, come Poveglia.

Quest’ultima è in vendita da parte dell’Agenzia del Demanio, con la speranza di far cassa.

Purtroppo speculazione immobiliare e scempi sono sempre incombenti, sarebbe davvero bello se per Serpentare la sorte fosse davvero diversa.

Gruppo d’Intervento Giuridico onlus

Ginepro (Juniperus communis) sul mare

da L’Unione Sarda, 11 settembre 2019

VILLASIMIUS. Un imprenditore compra l’isola di Serpentara: “Me ne sono innamorato”.

Fabio Sbianchi, 57 anni, ha acquistato l’isola che c’è. Prezzo top secret. (Paolo Carta)

Da tredici anni era in vendita in un’asta fallimentare. Chi attorno al 1975 aveva acquistato l’isola di Serpentara come paradisiaca dependance di una serie di terreni edificabili a Cala Pira, aveva dovuto accantonare ogni progetto immobiliare: vincolo ambientale e paesaggistico assoluto, al massimo si possono costruire castelli di sabbia. Affare in perdita. Secca.

L’ACQUISTO – La svolta all’improvviso. E a Villasimius non si parla d’altro: un imprenditore romano, Fabio Sbianchi, 57 anni, ha acquistato l’isola che c’è, quella della storia e delle leggende, della torre spagnola e dei topi che aggredivano i naufraghi, degli approdi impossibili, dei pirati che vi hanno trovato riparo, della nave Tirrenia che si è incagliata nel 1996.

Prezzo top secret, intorno al mezzo milione di euro, si vocifera in piazza, progetto invece alla luce del sole: “Voglio mettere in sicurezza l’unica costruzione presente, la torre spagnola di San Luigi, e cederla in comodato d’uso gratuito al Comune e all’Area marina protetta: quell’isola oggi è un parco e deve rimanere tale”, racconta dall’altra parte della cornetta del telefono.

Gesto da mecenati, d’altri tempi. Anche se gli ambientalisti annunciano: “Vigileremo come abbiamo fatto per Tavolara”, dice Stefano Deliperi del gruppo di Intervento Giuridico.

GESTO D’AMORE – Sbianchi farebbe a meno di tutta questa pubblicità: “Guardi che l’ho acquistata da un anno, l’atto notarile verrà firmato e registrato solo a ottobre”. Ma è impossibile arginare la curiosità su un acquisto che non passa inosservato: “Mi sono innamorato di questo angolo di Sardegna negli anni Ottanta: l’ho scoperto grazie a mio suocero che costruì una casa in un terreno vicino al cimitero per trascorrere le vacanze estive con la famiglia. Dal 1991 vengo tutti gli anni. Sono pazzo di un angolo incantevole, da preservare”.

L’affare Serpentara non è il primo: a Bingia Arrubia, lungo la strada litoranea che porta a Cala Pira e Cala Sinzias, Sbianchi ha messo in piedi un’azienda agricola e zootecnica, vigne e 500 capre, coinvolgendo i vecchi pastori e contadini e creando posti di lavoro. “Arriverò in Sardegna tra pochi giorni, per la vendemmia delle uve rosse”, annuncia entusiasta di un’attività che riprende quella degli avi nelle campagne romane.

Anche se Fabio Sbianchi poi ha fatto fortuna in un altro campo, quello delle scatole nere montate sulle auto in grado di registrare quel che avviene in caso di incidente.

IL PARCO – L’isola di Serpentara è un affare di cuore: “Sono andato a visitarla di persona solo una volta: un tuffo al cuore, un’emozione difficile da descrivere. Quella gita è stata decisiva per l’acquisto. Dispiace che la torre sia in quello stato, pericolante. Io come privato spero di avere meno lacciuoli di un ente pubblico per poter intervenire e metterla in sicurezza. I vincoli del parco? Sacrosanti. Chi ama Villasimius non può che essere d’accordo sulla tutela della natura così rigorosa. E io sto con loro”.

LE REAZIONI – Annuisce il sindaco Gianluca Dessì: “Siamo in sintonia con Fabio Sbianchi, abbiamo subito spiegato che in quell’isola non si può piantare neppure un chiodo. Insieme cercheremo di valorizzare quell’angolo del parco in modo da consentire le visite guidate naturalistiche”.

Fabrizio Atzori, direttore dell’Area marina protetta, dice che la sinergia con Sbianchi già funziona: “Grazie a fondi pubblici siamo intervenuti per derattizzarla e proteggere così gli uccelli autoctoni di grande pregio naturalistico come la Berta minore e maggiore, che erano a rischio proprio per la presenza dei roditori neri, topi enormi da 800 grammi arrivati a Serpentara per colpa dell’uomo”.

Se ne parla anche al porto. Ignazio Scano, 60 anni, pescatore che d’estate porta i turisti in giro tra le calette del parco, conosce Sbianchi: “Lo stimo, ama la natura come noi. La possibilità di far conoscere quell’angolo di Villasimius sarebbe importante per l’industria delle vacanze. Non solo mare, ma anche storia e cultura”. Scano, originario di Cagliari (“Sono un pescatore di Sant’Elia»), sorride al ricordo dell’ultima volta a Serpentara: “Una decina di anni fa accompagnai l’indipendentista Doddore Meloni e tre suoi amici. Dopo due giorni mi chiamarono: tempo cattivo, ci riporti indietro “. E dirottò i suoi sogni di diventare re di un’isola a Mal di Ventre.

Sbianchi ha un unico cruccio: “Quel nome, Serpentara, proprio non mi piace: gliel’hanno messo i francesi, evoca una natura avversa. Sarebbe bello invece che si chiamasse isola di San Luigi, quella dove si allevavano i falchi dei vicerè spagnoli”.

Gheppio (Falco tinnunculus)

(foto Benthos, S.D., archivio GrIG)

  1. G.Maiuscolo
    settembre 12, 2019 alle 7:02 am

    State tutti tranquilli…”Lui o egli, la ama…ne è innamorato!”. Lo ha dichiarato davanti al mondo.
    Ormai gli appartiene…Che altro?

    Isoletta bella, tu fagli vedere chi sei.
    Custusu…con sa scusa de s’ammmmori…con trecentomila emme…

  2. G.Maiuscolo
    settembre 12, 2019 alle 7:14 am

    Su Dottori, oggi è anche sul Corriere…
    🙂
    Tutto a piccoli passi. S’incomincia con il voler modificare il nome all’amata…per poi…
    Ah…l’amore…

  3. donatella
    settembre 12, 2019 alle 9:57 am

    Meglio i pirati , anche noi ne siamo innamorati dell’isola di Serpentara e siamo innamorati proprio di Lei e del suo nome, con i suoi topi giganti e con la sua torre diroccata , e l’amore non compra ma regala e non vuole cambiare nulla di ciò che ama perché lo ama proprio per quello che è….. .allora………signor imprenditore romano Fabio Sbianchi non ha qualcosa da amare per davvero col suo cuore senza il portafoglio? Fateglielo sapere questo, perchè credo che non l’abbia capito che QUALCUN ALTRO VERO INNAMORATO seguirà ogni suo piccolo movimento , vero GrIG? NEMMENO UN CHIODO E NON CI DEVE ORMEGGIARE
    Grazie !
    Stato e amministratori e autorità competenti INCAPACI di amare e difendere i gioielli della Terra ,solo capaci di distruggere e far distruggere per profitto…ma il ricavato della vendita dell’isola di Serpentara si può sapere come verrà impiegato? Bisognerebbe che ce ne rendessero conto visto che l’isola “era” di proprietà pubblica e quanto meno sono soldi del popolo sardo !

  4. Porico
    settembre 12, 2019 alle 12:19 pm

    Siamo alle solite. Una piccola isola, e non si capisce come, diventa privata .Una torre costiera ,monumento identitario dei Sardi , pure. La Conservatoria delle coste “neutralizzata” in modo da non avere impicci sulla svendita dei patrimoni pubblici . Soldi pubblici, dice il Sig. Atzori -direttore dell’area marina protetta -utilizzati per la derattizzazione e, dichiara alla stampa la necessità del pontile per l’accesso al pubblico (previo Ticket ?) Il Sindaco, a sua volta, dichiara pubblicamente di essere in sintonia con il nuovo proprietario e con il suo progetto di utilizzo . Mentre sarebbe stato logico ,visto il suo ruolo ,proteggere i veri proprietari dell’Isola :I Sardi.
    Il Sig. Sbianchi dichiara di voler riparare la torre (-soldi pubblici “I suppose” )
    per poi darla generosamente in comodato gratuito al Comune. Il comodato ,come noto, può essere revocato dal comodante in qualsiasi momento.
    Stupisce il silenzio del governo Regionale.

  5. capitonegatto
    settembre 12, 2019 alle 1:03 pm

    A cosa serve consolidare la torre ? Qualcuno magari poi la usa per fare cosa ? Magari si fara’ un bel elioporto , e poi..,.da cosa nasce cosa.
    E poi , se l’isola e’ gia’ tutelata dalle leggi , cosa deve tutelare ulteriormente questo novello mecenate ?

  6. settembre 12, 2019 alle 3:03 pm

    da Il Corriere della Sera, 11 settembre 2019
    Sardegna, imprenditore romano si compra l’isola di Serpentara: «Mi sono innamorato».
    Fabio Sbianchi, 57 anni, ha acquistato l’area per 600mila euro, che da 13 anni era in vendita. Assicura: «Non è un’operazione immobiliare». Gli ambientalisti: «Vigileremo». (Vincenzo Gramigna) (https://www.corriere.it/cronache/19_settembre_11/sardegna-imprenditore-romano-si-compra-l-isola-serpentara-mi-sono-innamorato-c3e3637e-d4b6-11e9-8dcf-5bb1c565a76e.shtml)

    Chi l’aveva acquistata a metà anni settanta aveva sognato e pianificato in grande. Terreni edificabili, hotel, casette, sviluppo urbanistico. Profitti. Ma i progetti di fare dell’isola di Serpentara una sorta di paradiso arredato con colate di cemento si sono arenati di fronte ai forti vincoli ambientali. Così da 13 anni la minuscola isola sarda vicino a Villasimius (Cagliari) era finita in vendita, senza compratori. Fino alla svolta di qualche giorno fa: Serpentara è stata acquistata da un imprenditore romano di 57 anni, Fabio Sbianchi, per una cifra che si aggira attorno a 600 mila euro.

    Chi è.
    Sbianchi ha fatto la fortuna con le scatole nere montate sulle auto in grado di registrare quel che avviene in caso di incidente. Gestisce un’azienda «globale», che ha sedi in diversi paesi del mondo. Afferma di averlo fatto per amore della natura: «Voglio mettere in sicurezza l’unica costruzione presente, la torre spagnola di San Luigi, e cederla in comodato d’uso gratuito al Comune e all’Area marina protetta: quell’isola oggi è un parco e deve rimanere tale. I vincoli? Sacrosanti. Chi ama Villasimius non può che essere d’accordo sulla tutela della natura così rigorosa. E io sto con loro». Parole apprezzate dagli ambientalisti che però hanno replicato: «Non faremo sconti e vigileremo come abbiamo fatto per Tavolara», ha dichiarato Stefano Deliperi del gruppo di Intervento Giuridico .

    Leggende.
    Tra leggende e realtà, la narrazione che ne è seguita ha sempre dipinto l’isola come un covo di pirati e come un luogo di approdi impossibili. Un lembo di terra dove troneggiavano una torre spagnola e topi che aggredivano i naufraghi. Ma anche di una (vera) nave Tirrenia che si è incagliata nel 1996. Al quotidiano l’Unione Sarda, che ha diffuso la notizia, Sbianchi ha spiegato perché ha comprato l’Isola: «Mi sono innamorato di questo angolo di Sardegna negli anni Ottanta: l’ho scoperto grazie a mio suocero che costruì una casa in un terreno vicino al cimitero per trascorrere le vacanze estive con la famiglia. Dal 1991 vengo tutti gli anni. Sono pazzo di un angolo incantevole, da preservare». Tranne il nome. «Serpentara, proprio non mi piace: gliel’ hanno messo i francesi, evoca una natura avversa. Sarebbe bello invece che si chiamasse isola di San Luigi, quella dove si allevavano i falchi dei viceré spagnoli».

    ___________________

    da L’Espresso, 12 settembre 2019
    Serpentara. L’isola di Fabio. (Manlio Lilli): http://il-barone-rampante.blogautore.espresso.repubblica.it/2019/09/12/serpentara-lisola-di-fabio/

    ______________

    da Romagna Uno, 11 settembre 2019
    Sardegna: l’isola di Serpentara comprata da imprenditore romano: https://www.romagnauno.it/dal-mondo/sardegna-lisola-di-serpentara-comprata-da-imprenditore-romano/

  7. Bio IX
    settembre 12, 2019 alle 3:32 pm

    Scusate, ma i pesci nella foto sembrano occhiate (oblada melanura, molto diffusa nelle acque del golfo), piuttosto che saraghi….

  8. Mara machtub
    settembre 12, 2019 alle 4:23 pm

    “vietata la navigazione, l’ancoraggio e l’ormeggio (anche al proprietario)”

    Allora sono curiosa di capire come faranno ad intervenire sulla torre, levitazione e psicocinesi?

  9. G.Maiuscolo
    settembre 12, 2019 alle 4:46 pm

    Dal Corriere, 12.09.2019 (…) “Non faremo sconti e vigileremo come abbiamo fatto per Tavolara», ha dichiarato Stefano Deliperi del gruppo di Intervento Giuridico.

    Non abbiamo dubbi Su Dottori; vediamo se l’amore…è così forte da superare le avversità.
    Ahahahah…

  10. Porico.
    settembre 12, 2019 alle 7:01 pm

    A proposito di Tavolara. In rete vi è un intervento di un signore ,di cui ora mi sfugge il nome, il quale ,tra il romantico e il nostalgico , descrive la storia recente dell’sola. A dimostrazione della legittimità dei lavori edili posti in discussione, viene esibita una cartolina colorata a mano dove ,in quel punto ,sono presenti dei fabbricati. Chiunque può notare ,pur dando per certa l’autenticità della cartolina e del fabbricato, la mancanza del volume al primo piano ,presente nel fabbricato posto in discussione dall’intervento del GRIG.

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