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Stop al taglio dei Pini del Viale Colombo di Marina di Carrara!


esemplare di Pinus tagliato

Su segnalazioni accorate di cittadini, l’associazione ecologista Gruppo d’Intervento Giuridico onlus ha inoltrato (13 giugno 2019) una specifica istanza al Comune di Carrara e ai Carabinieri Forestale (informata anche la Procura della Repubblica presso il Tribunale di Massa) per fermare il taglio di 17 esemplari di Pinus lungo il Viale Colombo, a Marina di Carrara.

L’obiettivo dell’amministrazione comunale di Carrara, secondo informazioni stampa, sarebbe quello di sostituirli con esemplari di Palma messicana (Washingtonia Robusta), specie arborea decisamente fuori dal nòvero di quelle autoctone come i Pinus.

Non solo: nel periodo primaverile ed estivo sono vietati tutti gli interventi che possano disturbare la riproduzione dell’avifauna selvatica (art. 5 della direttiva n. 2009/147/CE sulla tutela dell’avifauna selvatica, esecutiva in Italia con la legge n. 157/1992 e s.m.i.,).

Tali divieti sono ripresi dall’art. 79, comma 2°, della legge regionale Toscana n. 30/2015 e s.m.i.

Il disturbo/danneggiamento/uccisione delle specie avifaunistiche in periodo della nidificazione può integrare eventuali estremi di reato, in particolare ai sensi dell’art. 544 ter cod. pen.

Stop, quindi, al taglio dei pini e, se proprio deve farsi luogo alla loro sostituzione, si scelgano essenze arboree autoctone.

Gruppo d’Intervento Giuridico onlus

albero in città

(foto per conto GrIG)

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  1. G.Maiuscolo
    giugno 15, 2019 alle 9:02 am

    Beh…francamente, è uno schifo…
    Inutile altro commento…

  2. giugno 15, 2019 alle 1:26 pm

    da Toscana Today, 14 giugno 2019
    CARRARA. “Stop al taglio dei Pini del Viale Colombo di Marina”, i cittadini si rivolgono ai Carabinieri e alla Procura della Repubblica: https://www.toscanatoday.it/carrara-stop-al-taglio-dei-pini-del-viale-colombo-di-marina-i-cittadini-si-rivolgono-ai-carabinieri-e-alla-procura-della-repubblica

    ____________________________

    da La Voce Apuana, 14 giugno 2019
    Vittorio Sgarbi difende i pini di Marina di Carrara: http://www.voceapuana.com/carrara/cronaca/vittorio-sgarbi-difende-i-pini-di-marina-di-carrara-barbarie-denuncio-tutto-19347.aspx

    _______________

    da Il Tirreno, 14 giugno 2019
    Bloccato il taglio degli alberi sul viale, ma è soltanto uno stop temporaneo. (Francesca Vatteroni): https://iltirreno.gelocal.it/massa/cronaca/2019/06/14/news/bloccato-il-taglio-degli-alberi-sul-viale-ma-e-soltanto-uno-stop-temporaneo-1.33706081

  3. Gianni Sartori
    giugno 21, 2019 alle 12:07 pm

    I VENETI: IPOCRITI CHE ODIANO GLI ALBERI…

    (Gianni Sartori, 21 giugno 2019)

    L’ultimo episodio, l’abbattimento di una decina di tigli secolari a Ponte di Barbarano (20 giugno). Ma la lista recente è pressoché infinita.
    Dalle tre querce alla base di Montruglio (dicembre 2016) alla paulonia* e al platano lungo il Retrone a ponte Furo (poco prima delle ultime elezioni comunali, un regalo d’addio della giunta Variati?).
    O anche, l’anno scorso, l’imponente bagolaro e i due platani ben visibili dalla pista ciclabile per Noventa, poco prima dell’incrocio con la strada per Campiglia.
    E più recentemente, l’abbattimento a San Rocco di numerose alte robinie già ricoperte di fogliame (tra cui i merli avevano avviato la seconda covata) o il platano, presumo secolare, nel brolo di un’antica villa semi-abbandonata a Nanto.
    E poi, ma già in provincia di Padova, tra Lozzo ed Este, almeno sette-otto alti platani – patrimonio pubblico, non privato – eliminati brutalmente dopo che sulla collinetta di fronte, dall’altro lato della strada, il solito rurbain (comunque sempre più “urbain” che “rural”) aveva piantato qualche ulivo (temendo forse che facessero troppa ombra…).
    Addirittura (ci si mettono anche i francescani adesso?!?) tre o quattro bagolari a San Pancrazio, anche quelli a debita distanza dal muro e quindi inoffensivi.
    Potrei continuare, a lungo. In sostanza, uno stillicidio di alberi secolari abbattuti. Un impoverimento, sia dal punto di vista della biodiversità che paesaggistico.
    E nel contempo si alzano lamenti – ancora ?!? – per la strage di alberi in Altopiano (Malcesina e dintorni), si raccolgono fondi per ripiantarli mobilitando perfino i bambini delle elementari. Sorvoliamo pure sul fatto che a quanto pare il legname è stato in gran parte acquistato da austriaci e, pare, cinesi per una pipa di tabacco e sul fatto che magari ce lo restituiranno – lavorato – a caro prezzo. Ma, dico, non sarebbe più educativo salvaguardare, proteggere (e magari curare quando ce ne fosse bisogno) quei pochi, residui giganti arborei che ancora punteggiano la pianura, immersa nel cemento dei capannoni, e le colline, devastate dalle villette semi-abusive degli “amanti della natura di ritorno”?
    Rileggersi “Collasso – come le società scelgono di morire o vivere” di Jared Diamond e meditare, ma non limitarsi a questo.
    Gianni Sartori

    * nota 1: questa è anche una faccenda personale. Verso la metà degli anni sessanta, avrò avuto 13 anni, la paulonia era un arbusto, un rametto di poco più di un metro con tre o quattro grandi foglie. Un mio cugino voleva tagliarla per costruirsi un arco e per impedirlo mi azzuffai duramente. Porto ancora su una gamba, la sinistra, l’evidente cicatrice effetto collaterale della rissa. In tutti questi anni, passando per ponte Furo, guardavo con affetto – e anche con una punta di orgoglio – la “mia” paulonia che cresceva vigorosa. Gran brutto colpo scoprire che l’amministrazione ne aveva decretato – e prontamente eseguito – la condanna a morte.

  4. G. Maiuscolo
    giugno 21, 2019 alle 3:05 pm

    🙂
    Grazie per la condivisione di questa sua piccola, ma preziosa porzione di vita.

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