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Selvaggio Blu: TAM, GRIG e FEDERPARCHI dicono no al pagamento di un ticket per percorrere il sentiero.


Baunei, lungo il sentiero Selvaggio Blu (foto Pietro Pandino)

La Commissione Regionale Tutela Ambiente Montano del Club Alpino Italiano, il Gruppo di Intervento Giuridico onlus e la Federparchi non sono d’accordo per il pagamento di un biglietto per percorrere il sentiero alpinistico Selvaggio Blù (Baunei, NU) e sulla chiusura alla libera fruizione della strada dell’altopiano del Golgo presso Ololbizzi.

La proposta  era stata fatta  e presentata presso la sala convegni Garipa di Santa Maria Navarrese dal Club di Prodotto Supramonte e dall’Amministrazione Comunale di Baunei il 14 marzo 2019.1

Le associazioni ecologiste e di tutela delle attività montane contestano la proposta in quanto impone l’obbligo ad appoggiarsi a una delle logistiche autorizzate e il pagamento di un ticket.

Mentre siamo d’accordo sul fatto che deve essere regolamentato correttamente un flusso di escursionisti su un percorso che, ricordiamo, non è solo escursionistico ma anche alpinistico, in quanto prevede calate con le corde ed arrampicate” spiega Pietro Pandino della TAM CAI “diversamente non possiamo essere d’accordo sul fatto che venga fatta pagare obbligatoriamente la percorrenza.”

Baunei, Baccu Goloritzè

Il percorso, creato nel 1987 lungo la costa del Golfo di Orosei dai soci CAI Peppino Cicalò e Mario Verin, è rivolto ad escursionisti esperti con esperienza alpinisticaed è nato per percorrerne le tappe di seguito e in completa autosufficienza. 

L’opportunità economica diretta del sentiero è quella rappresentata dalla logistica e dall’accompagnamento ed è rivolta a chi vuole farlo agevolato. Le associazioni credono che sia questo tipo di accoglienza o il trasporto che dovrebbero essere a parte, regolamentati, liberamente scelti e non imposti. “Crediamo che dovrebbe essere realmente quantificato il periodo e il numero di persone che percorrono il Selvaggio Blu per poterne valutare la carrying capacity e che se deve essere richiesto un contributo economico questo debba essere rivolto ai professionisti che svolgono i servizi integrativi che ruotano attorno al sentiero.”

Il Selvaggio Blu non è un trekking, è un viaggio, un percorso, una sfida con se stessi.

Nel corso dell’incontro del 14 Ottobre 20182, al quale aveva partecipato anche il Club Alpino Italiano, erano emerse delle criticità comparse negli ultimi anni sul trekking: la tutela del percorso e dell’ambiente naturale, l’opportunità economica e la necessità di poterlo percorrere in sicurezza tutelando l’ambiente. La commercializzazione del sentiero ha incrementato, negli ultimi anni, l’arrivo di folti gruppi che si concentrano nei periodi migliori dell’anno, la primavera e l’autunno. E’ in questa fase che sono comparse modifiche nel tracciato tese ad abbassarne le difficoltà per permettere di portarvi un maggiore numero di persone. Come ad esempio piazzole per tende in prossimità di punti di attracco, installazioni di ancoraggi e funi metalliche per superare i tratti di arrampicata o, per esempio, integrazione dei segnavia con segnali di vernice.

Baunei, Cala Biriala, “scalini” nella roccia (maggio 2017)

La soluzione a queste criticità, secondo le associazioni ecologiste e montane, non risiede nella chiusura dei percorsi e nel pagamento di un ticket ma per prima cosa nel tutelare la fama acquisita nel tempo dal
Selvaggio Blu, ovvero quella di sentiero più difficile d’Italia, e dare la possibilità di percorrerlo, per chi vuole farlo accompagnato, in sicurezza.

La fama del Selvaggio Blu è un volano turistico che richiama appassionati del settore che vorrebbero percorrerne un solo tratto o visitare il territorio dove è presente un itinerario cosi prestigioso definito appunto “selvaggio”. Poterlo percorrere in sicurezza vuole dire sincerarsi che i gruppi vengano accompagnati dalle guide autorizzate, quelle ambientali ed escursionistiche per i tratti che non richiedono corde e le guide alpine per i tratti alpinistici del percorso. Sicurezza vuole dire uniformare, mediante professionisti, gli attacchi per le calate con corda sostituendoli con ancoraggi adeguati alle zone marine, eliminare “installazioni permanenti ed arbitrarie” al percorso fatte da volontari improvvisati, evitare di aggiungere ulteriori segni di vernice.

Ogni sentiero ha una propria capacità di carico del flusso turistico. Vi sono sentieri adatti ad ospitare tutte le fasce d’età ed altri solo piccoli gruppi costituiti da escursionisti esperti. Il Sentiero Selvaggio Blu è un trekking impegnativo ed appartiene a questo secondo gruppo di sentieri, classificati dal CAI come sentiero per alpinista EEA (Escursionisti Esperti con Attrezzatura). Il suo richiamo viene sicuramente per la bellezza dei panorami ma soprattutto perché è ritenuto il trekking più difficile d’Italia. 

Tutelare questo trekking  vuole dire mantenerlo “selvaggio”  e permettere che ancora siano necessarie capacità alpinistiche e di interpretazione di una carta topografica per la sua ripetizione. 

Commissione Regionale Tutela Ambiente Montano – Club Alpino Italiano, Gruppo di Intervento Giuridico onlus, Federparchi

________________________

  1. https://www.vistanet.it/2019/03/14/nuova –  proposta d i organizzazione per i l trekking selvaggio blu rispettare i l territorio questa la regola/ 
  2. https://www.vistanet.it/2018/10/14/selvaggio blu presto grand i novita per percorrerlo in sicurezza e tutelando  lambiente/  

Baunei, Cala Luna

(foto Pietro Pandino, Michele Barbiero, J.I., archivio GrIG)

  1. G.maiuscolo
    marzo 29, 2019 alle 7:11 am

    Gentili di Gruppo; ho letto con molta attenzione l’articolo odierno. Lieta delle vostre decisioni sul problema della tutela di “Selvaggio blu”;

    quando sono stata a Baunei e non soltanto, altro che…(“Il Selvaggio Blu non è un trekking, è un viaggio, un percorso, una sfida con se stessi”.) percorso; sfida allo stato puro. Sono arrivata con la lingua per terra. Disciplinare gli ingressi ma NON far pagare è una scelta saggia.

    Ho sempre pensato, dopo Baunei e Tiscali, che la strada per il paradiso è quella da percorrere dopo l’inferno di questa terra: per quanto impervia, feroce e faticosa, è quella giusta per raggiungere l’Empireo!

    Che dire di Tiscali poi…
    Tanto tempo fa,( appena aperta la grotta di ISpinigoli, un abbraccio ai sigg MULA, allora proprietari dell’albergo inaugurato da pochi mesi forse… ) sono riuscita a salire fin dove si tocca il Cielo, grazie agli incantevoli amici di “Ghivine” ( Angelo…ciao) che ci hanno condotto fin lassù con pazienza e con perizia. Sono bravi e professionali gli amici di Ghivine. Contattateli.

    Che paradiso…

    Grazie amici del “Gruppo” per avermi consentito di ..rispolverare amati ricordi. Ancor più amati dopo tanti anni.
    🙂

  2. M.A.
    marzo 29, 2019 alle 11:39 am

    Concordo Non è semplice di suo riuscire a sensibilizzare questa forma di turismo, se poi in aggiunta si deve far pagare un ticket per godere delle bellezze della nostra Isola il rischio non è quello di incentivare ma bensì limitarlo e scoraggiare i turisti,ed indirettamente penalizzare tutta la catena che in zona ci vive e lavora: guide, agriturismi, bed and breakfast etc..Ritengo giusto programmare il carico di persone, ma con criterio e lungimiranza. Diversamente bisognerebbe far pagare un ticket a tutti coloro che usufruiscono della montagna per altri hobby? In autunno molti di questi posti sono letteralmente presi d’assalto da carovane di cercatori di funghi….scopi diversi, ma l’impatto ambientale è lo stesso, se non peggiore perchè purtroppo in tanti lasciano anche il ricordino nei sentieri del bosco (“alliga” – spazzatura ): bottiglie di plastica, lattine, buste di plastica, carta stagnola, fazzoletti etc

  3. marzo 29, 2019 alle 3:05 pm

    A.N.S.A., 28 marzo 2019
    Trekking Selvaggio Blu, presto il ticket. Ecologisti contro, ma sindaco Baunei difende proposta. (http://www.ansa.it/sardegna/notizie/2019/03/28/trekking-selvaggio-blu-presto-il-ticket_73737a66-3cf8-454c-9c0d-12082a246725.html)

    Fa discutere la proposta di istituire un ticket per accedere al Selvaggio Blu, il trekking tra i più impegnativi d’Europa con 40 Km in cinque giorni costeggiando le falesie della costa di Baunei (Nuoro), con partenza da Santa Maria Navarrese e arrivo a Cala Sisine. Il Consiglio Comunale di Baunei delibererà domani l’istituzione del numero chiuso (massimo 40 persone al giorno) e un ticket da 30 euro per ciascun escursionista, ma la sezione sarda del Club Alpino Italiano, il Gruppo di Intervento Giuridico e la Federparchi si sono schierati contro questa proposta.
    Le associazioni non contestano il numero chiuso ma “il ticket, la chiusura alla libera fruizione della strada dell’altopiano del Golgo presso Ololbizzi, l’obbligo ad appoggiarsi a una delle logistiche autorizzate e il pagamento di un ticket”. Il sindaco, però, difende la scelta dovuta, dice, “alla necessità di preservare l’ambiente, in termini di razionalizzazione delle presenze e di garanzia dell’igiene e di sicurezza.
    “Siamo d’accordo sul fatto che deve essere regolamentato un flusso di escursionisti su un percorso che, ricordiamo, non è solo escursionistico ma anche alpinistico, in quanto prevede calate con le corde ed arrampicate, diversamente non possiamo essere d’accordo sul fatto che venga fatta pagare obbligatoriamente la percorrenza – dice Piero Pandino della Tam Cai – Se deve essere richiesto un contributo economico, deve essere rivolto ai professionisti che svolgono i servizi integrativi che ruotano attorno al sentiero”.
    “I nostri operatori sono disponibili a intervenire in ogni momento in caso di pericolo e di preparare il bivacco, oggi lasciato alla libera interpretazione di chiunque – osserva il sindaco di Baunei ricordando che ad ogni escursionista verrò consegnato un kit per l’igiene – Abbiamo fatto uno studio di massima e i costi annuali di quel tratto di costa per la segreteria, pulizia, l’organizzazione delle escursioni e il controllo del territorio sono stati quantificati in 30mila euro all’anno, che divisi per mille escursionisti presenti ogni anno fanno 30 euro a testa, la cifra che consente il pareggio di una attività quale quella che stiamo predisponendo”.

    ________________

    da Il Messaggero, 28 marzo 2019
    Trekking Selvaggio blu, si va verso ticket e numero chiuso. Ma scoppia la polemica: https://www.ilmessaggero.it/viaggi/news/selvaggio_blu_trekking_ticket_numero_chiuso-4391931.html

    _______________________

    da Sardinia Post, 28 marzo 2019
    Sentiero ‘Selvaggio blu’, ipotesi ticket. Ambientalisti contrari: “Si lede libertà”: https://www.sardiniapost.it/cronaca/sentiero-selvaggio-blu-ipotesi-ticket-ambientalisti-contrari-si-lede-liberta/

    ______________________

    da Cagliari online, 28 marzo 2019
    Selvaggio Blu: Tam, Grig e Federparchi dicono no al pagamento di un ticket per percorrere il sentiero: https://www.castedduonline.it/selvaggio-blu-tam-grig-e-federparchi-dicono-no-al-pagamento-di-un-ticket-per-percorrere-il-sentiero/

    _______________________________

    da La Nuova Sardegna, 29 marzo 2019
    Ticket per il Selvaggio blu, ma è polemica sul prezzo.
    Associazioni contro il Comune di Baunei che imporrà un tagliando d’accesso da 30 euro. Gli ambientalisti: «Sia valido solo per i professionisti che lavorano nel sentiero». (Claudio Zoccheddu): http://www.lanuovasardegna.it/regione/2019/03/29/news/ticket-per-il-selvaggio-blu-ma-e-polemica-sul-prezzo-1.17792610

  4. G.Maiuscolo
    marzo 30, 2019 alle 7:50 am

    M.A che piacere vederla… Come sta? Non dimentico il “pennuto” in padella. Lei mi ha fatto ridere come non capitava da secoli. Grazie.

    Il suo discorso non fa una piega: lo condivido.
    Il riferimento ai rifiuti presenti nel territorio dell’Isola è reale.Il problema è: come eliminarlo.
    Noto che lei chiama i rifiuti “alliga” con due elle; io “aliga” con una sola. Ma sempre rifiuti, virgola, sono!

    Le intenzioni degli amministratori sono salde, ma voi gentili amici di “Gruppo” non mollate.
    Buona giornata a tutti, anche a lei, carissimo M punto A

  5. aprile 2, 2019 alle 6:15 pm

    Completamente d’accordo con GRIG e gli altri (strano eh? :):)).
    Regolamentare gli ingressi è più che giusto: prendendo le generalità si potranno controllare e multare di brutto eventuali sporcaccioni.
    Detto questo penso che in quel di Baunei stanno dando i numeri: prima recintano il Golgo, poi vogliono far pagare il ticket in spiaggia anche a chi ha arrancato faticosamente per ore sotto il solleone, e si porta via aliga e cicche… Adesso far pagare il Selvaggio Blu, un mito e un sogno fra tutti i trekkers, una IDIOZIA ASSURDA.
    Impagabile poi “ad ogni escursionista verrà consegnato un kit per l’igiene “. Non riesco a smettere di ridere, l’immaginazione si scatena!

  6. giugno 14, 2019 alle 7:03 pm

    da Sardinia Post, 14 giugno 2019
    Ticket per poter entrare a Cala Mariolu. Chi arriva dal mare pagherà un euro: https://www.sardiniapost.it/cronaca/ticket-per-poter-entrare-a-cala-mariolu-chi-arriva-dal-mare-paghera-un-euro/

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