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Speculazione edilizia e turistica abusiva sotto gli occhi di tutti.


mare e coste

mare e coste (foto Benthos)

La Guardia di Finanza ha posto sotto sequestro preventivo, su delega della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Tempio Pausania, un’azienda agricola (tenuta Su Cuccumiao) trasformata abusivamente in un residence di lusso nelle campagne di San Pantaleo, in Comune di Olbia (SS).

Naturalmente nessuno si era accorto di nulla, finora.

Il Gruppo d’Intervento Giuridico onlus ha recentemente provveduto a chiedere accertamenti su un’analoga struttura turistico-edilizia sulle coste galluresi ai Carabinieri del Nucleo Tutela del Patrimonio Culturale.

Latitano i controlli e i provvedimenti amministrativi, prospera l’abusivismo edilizio e turistico.

Gruppo d’Intervento Giuridico onlus

 

animali-aquile_11350-gif-animatascheda sull’abusivismo in Sardegna (aprile 2017)

 

La Nuova Sardegna, 8 febbraio 2018 - Copia

da La Nuova Sardegna, 7 febbraio 2018

Azienda agricola trasformata in residence di lusso, maxi sequestro a San Pantaleo.

Olbia, le ville, ricavate al posto di stalle, fienili e magazzini, venivano affittate a 15mila euro a settimana. Denunciato un italiano residente in Svizzera.

OLBIA. I finanzieri del Comando Provinciale di Sassari hanno sequestrato un’azienda agricola che era stata trasformata abusivamente in multi-residenza di lusso da affittare a facoltosi turisti nel periodo estivo. L’attività è iniziata con un controllo fiscale di routine nei confronti dell’azienda agricola di un imprenditore italiano residente all’estero. Nel corso delle operazioni di controllo, i militari della Guardia di Finanza sono stati insospettiti dalla presenza di alcuni documenti comprovanti la locazione di camere per uso turistico.

I militari, congiuntamente a personale dell’Ufficio Vigilanza Edilizia del Comune di Olbia, hanno quindi eseguito, su delega della Procura della Repubblica del Tribunale di Tempio Pausania, un’ispezione della tenuta, nella frazione olbiese di San Pantaleo. L’attività di polizia giudiziaria condotta dai finanzieri del Gruppo di Olbia, ha consentito di riscontrare l’abusiva trasformazione dei fabbricati rurali – fienili, granai e magazzini –, in lussuose residenze in spregio dei vincoli imposti dal piano paesaggistico. Quella che sembrava essere una normalissima azienda agricola per l’allevamento di cavalli, era stata, di fatto, trasformata in un vero e proprio residence, con affitti che arrivavano toccare anche i 15.000 euro per una settimana e pubblicizzata su siti specializzati internazionali.

La tenuta era costituita da una casa colonica con tre camere matrimoniali, bagni en suite, soggiorno, sala da pranzo, cucina e terrazzo; un granaio convertito in struttura ricettiva, composto da due ali che comprendono ognuna due camere matrimoniali con bagno interno, soggiorno, cucina e zona pranzo e terrazza coperta. Due zone studio al piano superiore ognuna con servizio privato e cucina indipendente, zona fitness e palestra con vista sulla piscina biologica ed il giardino; una dependance per gli ospiti composta da camera matrimoniale con servizio privato, SPA e soggiorno. Inoltre, i tecnici comunali, hanno rilevato che, nella villa padronale, vi sono lavori al grezzo relativi ad un locale parzialmente interrato che, da informazioni assunte, sarebbe destinato alla realizzazione di ulteriori due appartamenti muniti di servizi.

Per quanto sopra, il proprietario della tenuta, un cittadino italiano e residente in Svizzera, è stato segnalato per i reati previsti e puniti dal Testo unico in materia di edilizia nonché dal Codice dei beni culturali e del paesaggio. I militari hanno proceduto al sequestro di un’area costituita da tre fabbricati rurali all’interno dei quali sono state ricavate camere, servizi e sale, tutte arredate con mobili di pregio; di un’area costituita da una villa padronale articolata su quattro caseggiati; due piscine. Infine, è emerso che la struttura ricettiva, oltre ad essere stata realizzata in difformità alle autorizzazioni edilizie, non era autorizzata in alcun modo a svolgere l’attività commerciale di affittacamere professionale in quanto non in possesso di un regolare titolo amministrativo rilasciato dal Comune di Olbia. Pertanto, i militari hanno proceduto alla notifica dell’ordinanza del Comune di Olbia di immediata cessazione dell’attività ricettiva extralberghiera esercitata.

 

Sardegna, coste, dune

Sardegna, coste, dune

 

(foto Benthos, S.D., archivio GrIG)

 

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  1. Porico
    febbraio 11, 2018 alle 11:57 am

    ..e magari prendono pure i contributi agricoli.

  2. Carlo Forte
    febbraio 11, 2018 alle 12:54 pm

    Sicuro Porico,sicuro.A San Pietro ,Carloforte,se eri legato ai padroni ************* , potevi farlo,anche la piscina,che logicamente è una cisterna per l’acqua.Però u paise non si tocca,troppi fratelli….

    • Carlo Forte
      febbraio 12, 2018 alle 12:41 pm

      Capisco ma non condivido la a vostra censura,ma basta leggere i quotidiani e rendersi conto che non dico nulla di offensivo o vogliamo come si dice da noi “ascunde u su cu serneggiu?”I padroni…………………..,continuano a farla da padroni,altro che foto da maandare.3 M Grig,3 M………………

      • febbraio 12, 2018 alle 3:25 pm

        non é “censura”, ti stiamo evitando una molto probabile querela per diffamazione. Tutto qui.

        Stefano Deliperi

  3. Juri
    febbraio 11, 2018 alle 6:02 pm

    È evidente che fino a che non si colpiranno duramente le connivenze e le collusioni di chi, preposto al controllo del territorio, si trasforma in complice di clamorosi abusi come questo, saremo punto e daccapo.
    Che poi tanto ci pensa santa prescrizione (che decorre da quando si terminano i lavori e quindi, magari quando partono le indagini è già partita da anni) a rimettere le cose a posto.

  4. Carlo Forte
    febbraio 12, 2018 alle 3:36 pm

    La diffamazione c’è quando si calunnia una persona.Abbiamo letto più volte sui quotidiani sardi la connivenza tra …………..e gli abusi edilizi a San Pietro,,con tanto di nomi e cognomi.Basterebbero dei controlli,ma questa è un’altra storia.

    • febbraio 12, 2018 alle 4:58 pm

      per essere precisi, “diffamazione” e “calunnia” sono ipotesi di reato diverse fra loro.
      Pensala come ti pare, ma qui non si diffama né si calunnia nessuno.

  5. Carlo Forte
    febbraio 12, 2018 alle 3:39 pm

    Che dite,rischio querela se dico che il palapaise è ancora in piedi e doveva essere demolito ai tempi di Simeone?

  6. Carlo Forte
    febbraio 13, 2018 alle 11:32 am

    Modi diversi di vedere le cose…….Buon vento Grig,non me ne volere…

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