Quei ritardi che costano caro.


Colli Euganei, Rana di Lataste (foto Beatrice Zambolin)

Colli Euganei, Rana di Lataste (foto Beatrice Zambolin)

Migrazione degli Anfibi euganei cominciata, ma quest’anno neanche le reti di protezione.Protestare sì, ma con garbo. Anzi no, meglio far finta di niente. Qualcun altro mi ha detto che prendersela con l’Ente Parco Colli Euganei è come sparare sulla Croce Rossa e che ha l’unico effetto di rendere ancora più inviso il Parco regionale dei Colli Euganei agli occhi dell’opinione pubblica e di offrire nuovi appigli a chi il Parco lo vuole cancellare.

segnaletica stradale per i Rospi

segnaletica stradale per i Rospi (da http://www.laprovinciadilecco.it)

Allora, da convinto sostenitore del Parco, vi chiedo se riuscite ad immaginare la rabbia che ho provato nei giorni scorsi nel vedere che la migrazione di rane e rospi, anche per quest’anno, è iniziata a Torreglia, così come a Galzignano Terme, a Teolo, a Cinto Euganeo, Baone, ecc… eppure non c’è ombra di reti anti-attraversamento, anti-schiacciamento Anfibi. E siamo a febbraio.

Come ormai vuole la tradizione, nelle scorse notti ho contato più morti che vivi.

I rospi mettono il naso fuori dal bosco ed è già massacro sulle strade.

Se è questo il risultato di tutte le riunioni che abbiamo fatto in Via Rana Ca’ Mori (nomen omen), 8 ad Este, e se, ad oggi, è così che si esplica quella famosa “volontà dell’Ente Parco di garantire uno stato di conservazione soddisfacente delle specie appartenenti agli Anfibi nel territorio di competenza” permettetemi almeno di dirvi – sempre garbatamente, ci mancherebbe – che “qualcosa ancora qui non va”.

Avete ribattuto colpo su colpo ad ogni critica, a suon di annunci del tipo “la Regione è pronta a spendere 100 mila euro per interventi di conservazione!”

http://mattinopadova.gelocal.it/padova/cronaca/2014/11/12/news/c-e-un-piano-per-salvare-il-rospo-dall-estinzione-1.10297764

Colli Euganei, volontaria a sostegno della migrazione dei Rospi

Colli Euganei, volontaria a sostegno della migrazione dei Rospi

Allora, ricapitolando, nel 2014 dovevano arrivare questi benedetti 100 mila €, nel 2015 spunta la cifra di 60 mila € come contributo del Fondo per lo Sviluppo e la Coesione (FSC) della Regione Veneto per “Conservazione e ripristino di strutture per la salvaguardia degli Anfibi nel Parco Regionale dei Colli Euganei”. Nel 2016 l’ex Consigliere del Parco Antonio Rota (al minuto 12:36 circa in questo video https://youtu.be/TyCeY68M5EE) riuscì a far inserire 10 mila € espressamente per la tutela degli Anfibi dei Colli Euganei nel bilancio di previsione 2016 dell’Ente Parco.

Sono almeno 170 mila € che…che fine hanno fatto? Cosa mi sono perso?

170 mila € e poi, per usare un’espressione locale, “siamo alla carità”, senza che a febbraio ci sia neanche uno straccio di rete per impedire che gli Anfibi finiscano tutti in poltiglia sulle strade.

Eppure, in un documento dal titolo “criticità riguardanti gli Anfibi dei Colli Euganei e proposte per mitigare l’impatto antropico sull’erpetofauna euganea.” inviato al Parco il 3 febbraio 2016 scrivevamo già “si propone di collocare le reti anti-attraversamento Anfibi già verso la fine di gennaio e lungo tutte le strade implicate dalla migrazione riproduttiva e per tutta la lunghezza stradale interessata dallo spostamento degli animali.”

Con questi presupposti è difficile che ci possa essere una collaborazione: gli entusiasmi si spengono e i volontari per i salvataggi si perdono d’animo e abbandonano, perché siamo tutti abbandonati a noi stessi.

Colli Euganei, Rospi in migrazione

Colli Euganei, Rospi in migrazione

Le responsabilità di questo sterminio di animali sono certamente condivise.

Ho perso il conto di quante lettere aperte, comunicazioni, offerte di collaborazione sono state inviate ai sindaci del comprensorio euganeo, perlomeno quelli il cui comune amministrato ricomprende fenomeni migratori di Anfibi. Nessuna ha avuto seguito, tutte sono cadute nel vuoto e non siamo stati degnati nemmeno di risposta. Se questo è garbo…

E quante richieste inviate al Consiglio Regionale del Veneto e al Consiglio Provinciale di Padova.

Silenzio di tomba. https://gruppodinterventogiuridicoweb.com/tag/anfibi/, http://www.euganeamente.it/progetto-salvataggio-anfibi-2017/

E comunque, per usare un frasario tanto caro ai politici di professione, per gli Anfibi dei Colli Euganei e per la loro conservazione servono “interventi strutturali”, perché non si può certo pensare che i rospi prendano il “taxi” dei volontari tutta la vita e soprattutto che questo possa bastare alla loro sopravvivenza.

L’idea dell’ornitologo padovano Stefano Bottazzo: ripristinare i terreni acquitrinosi all’interno del Parco Colli Euganei

L’idea dell’ornitologo padovano Stefano Bottazzo: ripristinare i terreni acquitrinosi all’interno del Parco Colli Euganei

E scoprire così, scartabellando tra i documenti, che « Al tempo della costruzione della villa il mezzo di trasporto più in uso nella zona ero lo stesso di cui ci si serviva all’epoca del Petrarca, e cioè la barca, sfruttando i numerosi corsi d’acqua che portavano attraverso la pianura a Battaglia e a Padova… effettivamente i Barbarighi arrivavano fino al bagno di Diana con la barca… La valle era occupata da estesa palude. » (dal libro Giardini d’Italia di Georgina Masson, del 1961, dove si legge la storia del Giardino di Villa Barbarigo nella frazione di Valsanzibio a Galzignano Terme.)

Nei boschi e negli stagni attorno e dentro il giardino di Villa Barbarigo vive una delle restanti popolazioni di rane e rospi dei Colli Euganei. Le zone in cui questi Anfibi oggi persistono (chissà per quanto ancora…) in passato erano paludi. Oggi al posto di quella palude ci sono campi da golf.

L’idea dell’ornitologo padovano Stefano Bottazzo: ripristinare i terreni acquitrinosi all’interno del Parco Colli Euganei

L’idea dell’ornitologo padovano Stefano Bottazzo: ripristinare i terreni acquitrinosi all’interno del Parco Colli Euganei

Ecco il senso delle proposte già avanzate al Parco come il: “ripristino o creazione ex novo di terreni acquitrinosi all’interno del Parco Colli Euganei, ideali per erpetofauna ed avifauna” e “ripristino o creazione ex novo di stagni e pozze al di qua e non al di là della strada, ovvero fosse piene d’acqua che consentano agli Anfibi di trovare dell’acqua stagnante senza dover attraversare la sede stradale durante il periodo riproduttivo”.

L’idea è dell’ornitologo padovano Stefano Bottazzo: ripristinare i terreni acquitrinosi all’interno del Parco Colli Euganei, ideali per erpetofauna ed avifauna. Convegno “La Dittatura dell’Uomo” 30 gen. 2015[1]

Ma finora ancora nessun intervento concreto.

Michele Favaron, Gruppo d’Intervento Giuridico onlus – Veneto

 

_______________

[1] https://gruppodinterventogiuridicoweb.com/2015/01/29/la-dittatura-delluomo/, https://gruppodinterventogiuridicoweb.com/2015/02/05/bel-dibattito-sul-veneto-e-la-gestione-del-territorio/

 

rana di Lataste, minacciate di estinzione, uccisa su strada (31 gennaio 2018) a Valsanzibio, Comune di Galzignano Terme

Rana di Lataste, minacciata di estinzione, uccisa su strada (31 gennaio 2018) a Valsanzibio, Comune di Galzignano Terme

Mattino_2018-02-02_Colli migrazione rospi mobilitazone volontari

Il Mattino di Padova, 2 febbraio 2018

(foto Provincia di Lecco, Betrice Zambolin, Stefano Bottazzo, M.F., archivio GrIG)

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  1. Non c'è ancora nessun commento.
  1. febbraio 17, 2018 alle 11:01 am

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