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Una nuova demolizione di abusi edilizi sulla costa di Bosa.


Maracalagonis, demolizione complesso abusivo in loc. Baccu Mandara (2002)

Nelle scorse settimane il Corpo forestale e di vigilanza ambientale, su disposizione della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Oristano, ha seguito le operazioni di demolizione coattiva di parte di una struttura edilizia a ridosso della spiaggia di Turas, sulla costa di Bosa.

Ancora una volta è stata la magistratura a procedere contro l’abusivismo edilizio.

Nessuna attenzione per la vigilanza sul territorio, scarsa voglia di rompere le uova nel paniere all’imprenditoria locale più o meno disinvolta, antipatia per la legalità sono troppo spesso il filo conduttore delle politiche ambientali di tanti Comuni, in Sardegna e nel resto d’Italia.

Passa il tempo, ma non cambia nulla.

Il quadro dell’abusivismo edilizio in Sardegna rivela, infatti, un numero consistente di casi nelle aree di maggiore interesse ambientale.     Secondo i dati dell’Agenzia del Territorio (2012), al 31 dicembre 2011 le unità immobiliari abusive in Sardegna erano 46.877, sesta regione in Italia per numero di casi (2.799) su 100.000 residenti (prima la Calabria con 4.587).

Fra gli anni ’80 e gli anni ’90 del secolo scorso sono state eseguite in sede sostitutiva (su richiesta dei Comuni ai sensi della legge regionale n. 23/1985) oltre 1.100 ordinanze di demolizione relative ad abusi edilizi non condonabili secondo quanto previsto dalle leggi nn. 47/1985, 724/1994 modificata con 662/1996, 326/2003 e successive modifiche ed integrazioni (cioè realizzati in aree tutelate con vincolo di inedificabilità assoluto) da parte del Servizio vigilanza in materia edilizia dell’Assessorato EE.LL., finanze, urbanistica della Regione autonoma della Sardegna.

Quartu S. Elena, demolizione abusi edilizi (1994). Ultima operazione di demolizione degli abusi edilizi effettuata dalla Regione autonoma della Sardegna

Sono stati, quindi, demoliti circa mc. 300.000 di volumetrie abusive (in gran parte fra il 1986 ed il 1987, con una breve ripresa fra il dicembre 1994 ed il gennaio 1995). Ogni anno vengono emesse dai Comuni sardi almeno un migliaio di ordinanze di demolizione di abusi edilizi: quasi nessuna viene eseguita dal trasgressore.

Ma Comuni e, in via sostitutiva, Regione non demoliscono nemmeno un mattone abusivo da più di vent’anni.

Senza vergogna.

In questi anni è stata solo la Magistratura a provvedere alla repressione dell’abusivismo edilizio in Sardegna. La competente Procura della Repubblica, per legge, è infatti destinataria degli obblighi di esecuzione degli ordini di demolizione e di ripristino ambientale contenuti nelle sentenze penali passate in giudicato per reati ambientali e urbanistici.

Le Procure della Repubblica di Cagliari, di Lanusei, di Oristano e di Tempio Pausania, nel corso degli ultimi 15 anni, hanno portato a compimento interventi di demolizione e ripristino ambientale in esecuzione di più di 250 sentenze penali passate in giudicato.

Ancora non si vuol capire che non si fa turismo con la speculazione edilizia, soprattutto se abusiva.  L’ambiente e i beni culturali sono la nostra prima ricchezza, sarebbe ora di riconoscerlo con fatti concreti.

Gruppo d’Intervento Giuridico onlus

 

da La Nuova Sardegna, 13 dicembre 2017

La condanna è definitiva: abbattuto immobile abusivo.

BOSA. Demolizione in corso per alcune parti di un immobile che si trova a ridosso della strada che dà sulla spiaggia di Turas. In azione ci sono gli agenti del Corpo Forestale e di Vigilanza ambientale assieme alle ruspe che stanno ottemperando a una decisione del tribunale. Qualche tempo fa era infatti diventata definitiva la sentenza che obbligava all’abbattimento di alcune parti dell’immobile che col tempo si era ampliato. Era stato quindi oggetto di un’indagine e del successivo processo per abuso edilizio che aveva portato alla condanna dei proprietari.
Diventata definitiva la sentenza, è stato anche disposto l’abbattimento delle parti abusive e quindi il ripristino dello stato dei luoghi. Una volta accertato che l’immobile era rimasto tale e quale a quando erano state avviate le indagini per l’abuso edilizio, si è proceduto all’abbattimento attraverso un ulteriore provvedimento della procura, sulla scorta di quanto già accaduto per precedenti casi di abusi edilizi sotto la competenza della procura della Repubblica di Oristano.
L’immobile soggetto a demolizione, sino a qualche anno fa veniva utilizzato come rivendita di bibite ed era funzionante soprattutto d’estate.

 

(foto S.D., archivio GrIG)

 

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