Home > "altri" animali, biodiversità, difesa del territorio, Europa, Italia, società, sostenibilità ambientale > Il Ghepardo è a rischio di estinzione, ma si prova a porre rimedio.

Il Ghepardo è a rischio di estinzione, ma si prova a porre rimedio.


Il Ghepardo (Acinonyx jubatus) è ormai in grave rischio di estinzione.

Una recente (2016) ricerca coordinata dalla dott.ssa Sarah Durant, dell’Istituto di Zoologia della Società zoologica londinese, ha portato alla stima della presenza in natura di soli 7.100 esemplari sparsi in un areale vastissimo, dal Sud Africa all’Iran.

Le cause sono le solite: bracconaggio, commercio illegale, distruzione dell’habitat.

57 parchi faunistici, fra cui l’italiano Parco Natura Viva di Bussolengo (VR), aderenti al Programma europeo per le specie faunistiche minacciate (E.E.P.), cercano, però, di costituire una “riserva genetica” per la riproduzione e la reintroduzione in natura.

Per il Ghepardo, l’essere vivente più veloce sulla Terra (un esemplare ha superato i 115 km/h), è iniziato lo scatto più difficile: quello per sfuggire all’estinzione.

E dobbiamo aiutarlo in tutti i modi.

Gruppo d’Intervento Giuridico onlus

 

 

areale del Ghepardo e distribuzione

 

Ghepardo (Acinonyx jubatus)

A.N.S.A., 4 dicembre 2017

Contro l’estinzione arrivano in Italia i ghepardi Lex e Nero. Assieme a Teo e Mookane per costituire una riserva di geni.

Si chiamano Lex e Nero, sono fratelli e arrivano da un parco zoologico a 50 km da Parigi. I due ghepardi sono arrivati 4 giorni fa al Parco Natura Viva di Bussolengo e il loro posto sarà accanto a Teo e Mookane, già da tempo “padroni di casa”. Quattro ghepardi per un gruppo sociale di soli maschi: l’obiettivo è costituire una vera e propria riserva di geni per far fronte al continuo declino che in Africa sta decimando i felini più veloci della Terra, sempre più vicini a quello che in gergo viene chiamato “collo di bottiglia”.
Estinti in 20 Paesi del loro habitat originario, agli inizi del secolo scorso si contavano 100mila ghepardi, mentre oggi se ne stimano 8mila, ricorda il Parco Natura Viva. E’ anche per questo che proprio oggi si celebra in tutto il mondo la Giornata Internazionale del Ghepardo.
“L’espansione delle attività umane in Africa – spiega Cesare Avesani Zaborra, direttore scientifico del Parco Natura Viva di Bussolengo – ha ridotto drasticamente l’habitat naturale di questa specie. Un fenomeno che non solo ha decimato il numero delle sue popolazioni ma le ha anche isolate, favorendo la riproduzione tra consanguinei. In queste condizioni la diversità genetica della specie viene meno e con essa, anche la capacità degli individui di reagire ai cambiamenti ambientali e alle epidemie”. Ecco che cos’è il “collo di bottiglia” e perché gli esperti lo considerano un’“anticamera dell’estinzione”.
Lex e Nero, Teo e Mookane, fanno parte dunque di quel contingente di 185 ghepardi ospitati in 57 parchi zoologici aderenti alla European Association of Zoos and Aquaria, dove vivono gli esemplari inseriti nel Programma Europeo per le Specie Minacciate (EEP). E oggi per loro, inizia una lunga fase di ambientamento che si protrarrà probabilmente fino alla prossima primavera, quando avranno finalmente costruito un gruppo al maschile solido ed equilibrato, proprio come accade in natura.

A.N.S.A., 27 dicembre 2016

I ghepardi verso l’estinzione, scienziati lanciano Sos.  Studio, in natura ne restano soltanto 7.100.

ROMA, 27 DIC – I ghepardi verso l’estinzione. A lanciare l’Sos sono gli scienziati: in uno studio pubblicato su Pnas, rilevano che soltanto 7.100 esemplari di questi felini sopravvivono allo stato selvatico. Più della metà vive appartiene a un’unica popolazione che ha il suo habitat in sei Paesi dell’Africa meridionale, mentre in Asia sono praticamente scomparsi.
Gli animali terrestri più veloci al mondo potrebbero presto essere solo un ricordo se non verranno prese “urgenti misure” di conservazione, avvertono gli scienziati. Guidato dalla Zoological Society of London, da Wildlife Conservation Society e da Panthera, lo studio rivela che i ghepardi sono stati cacciati dal 91% del loro territorio. Le più colpite sono le popolazioni di ghepardo asiatico, con meno di 50 esemplari rimasti in un’area isolata dell’Iran. Per questo i ricercatori chiedono che l’Unione internazionale per la conservazione della natura (Iucn) aggiorni il loro “status” da “vulnerabile” a specie “a rischio”.
L’uomo è il principale motivo del declino di questi felini: bracconaggio e traffico illegale, commercio di esemplari come animali esotici domestici, perdita di habitat per l’avanzare di attività umane, uccisioni per mano di allevatori per la minaccia ai capi di bestiame. Come se non bastasse, rimarcano gli scienziati, il 77% dell’habitat dei ghepardi si trova al di fuori di aree protette. Solo nello Zimbabwe la popolazione è crollata da 1.200 a un massimo di 170 esemplari in appena 16 anni, un calo dell’85% di tutti i ghepardi del Paese.

 

(disegno S.D., archivio GrIG)

Annunci
  1. Non c'è ancora nessun commento.
  1. dicembre 7, 2017 alle 6:44 pm

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: