CO2, record negativo di inquinamento.


Cina, Pechino, smog

Ecco, ci mancava un bel record.

E’ arrivato, ma c’è poco da gioire.

Il 26 aprile 2017 è stato registrato presso la stazione di rilevamento di Mauna Loa, nell’Arcipelago delle Hawaii (U.S.A.), il raggiungimento del limite di ben 412 ppm (parti per milione) di anidride carbonica (CO2) nell’aria.

Dal settembre 2016 i valori di anidride carbonica nell’aria non scendono al di sotto di 400 ppm.

Secondo l’Organizzazione mondiale della Sanità (O.M.S.), ogni anno circa 12,6 milioni di persone muoiono nel mondo a causa di patologie causate dall’inquinamento (rapporto Preventing disease through healthy environments: a global assessment of the burden of disease from environmental risks, 2016), mentre i decessi prematuri a causa dell’inquinamento sarebbero più di 3 milioni all’anno, secondo l’Istituto Max Planck per la chimica (2015).

Nel 2012 l’O.M.S. stimava in 7 milioni annui i decessi per patologie connesse all’inquinamento.

La situazione peggiora e gli accordi internazionali sul clima, allo stato, valgono sì e no la carta sui quali sono scritti.

O si cambia registro o le speranze di una buona qualità della vita saranno sempre meno.

Gruppo d’Intervento Giuridico onlus

 

da Il Fatto Quotidiano, 3 maggio 2017

Emissioni CO2, record di anidride carbonica: sfondata quota 410 ppm, l’aria nel mondo non è mai stata così inquinata.

Il nuovo dato registrato dall’osservatorio di Mauna Loa, la più antica stazione di rilevamento che si trova alle Hawaii. Sempre più difficile rispettare l’accordo di Parigi sul surriscaldamento. Per l’Oms ogni anno 3 milioni di persone muoiono per l’inquinamento.

L’aria che respiriamo è sempre più inquinata. La quantità di anidride carbonica ha raggiunto un nuovo record mondiale oltrepassando la soglia di 410 parti per milione. Non era mai successo in 50 milioni di anni, dicono gli storici del clima. E la colpa è sempre dei combustibili fossili, petrolio, carbone, gas naturale che bruciando fanno alzare la temperatura del pianeta. A cui si affianca El Nino, un fenomeno naturale periodico che scalda le acque del Pacifico tropicale con effetti a cascata sulla temperatura del globo. Di questo passo sembra difficile contenere l’aumento entro 1,5-2 gradi come indicato dall’accordo di Parigi sul clima ed evitare le conseguenze peggiori del riscaldamento globale.

Il nuovo record di concentrazione di CO2 a 412 parti per milione è stato registrato il 26 aprile dall’Osservatorio di Mauna Loa, alle Hawaii, la più antica stazione di rilevamento di CO2 al mondo (dati elaborati dagli scienziati dell’Agenzia Usa per l’atmosfera e gli oceani-Noaa e dell’istituto oceanografico Scripps); solo qualche giorno prima, il 18 aprile, era stata oltrepassata la soglia di 410 ppm. Record previsto dagli esperti del Met Office (l’agenzia britannica per la meteorologia) secondo cui a maggio la media sarà di 409 ppm, con un nuovo record mensile. Ormai la quantità di CO2 rimarrà tale per diversi decenni, dicono gli esperti. Un calo si potrebbe vedere dimezzando le emissioni di gas serra.

E’ da settembre 2016 che la CO2 non scende al di sotto di 400 ppm. Nell’occasione i ricercatori avevano detto che ormai indietro non si sarebbe più tornati, con un impatto irreversibile sul clima. Ogni anno, afferma l’Omstre milioni di persone muoiono per cause correlate all’inquinamento, mentre secondo una stima del 2014 il 92% della popolazione mondiale vive in zone che non soddisfano le linee guida dell’organizzazione.

La maggiore concentrazione di CO2 è la principale responsabile del riscaldamento globale e di altri fattori che incidono sui cambiamenti climatici. Il 2016 è stato anche l’anno più caldo della storia, certamente dal 1880, cioè da quando si ha disponibilità di dati, con il termometro che ha visto un aumento medio della temperatura del pianeta di 1,1 gradi centigradi rispetto ai livelli pre-industriali. Ma l’aumento viaggia nel lungo periodo verso i 3 gradi, dicono gli esperti, livelli oltre i quali la “febbre” del pianeta può provocare effetti devastanti, dalle inondazioni, alla siccità, dalle migrazioni di popolazioni, alle guerre.

 

Taranto, acciaieria Ilva

A.N.S.A., 15 marzo 2016

Oms, 12,6 mln di morti l’anno per inquinamento ambientale. Contribuisce a insorgenza di oltre 100 malattie e danni a salute.

Nel mondo 12,6 milioni di morti all’anno, pari a una su quattro, sono attribuibili all’inquinamento ambientale. Lo afferma l’Organizzazione Mondiale della Sanità (Oms), secondo cui in Europa, nel 2012, l’esposizione a fattori di rischio ambientale legati al luogo in cui si vive o si lavora è costata la vita a 1,4 milioni di persone. I più colpiti sono stati i Paesi a basso e medio reddito del Sud-Est asiatico e le regioni del Pacifico Occidentale, con 7,3 milioni di decessi legati principalmente all’inquinamento dell’aria. Stando alla seconda edizione del rapporto dell’Oms “Preventing disease through healthy environments: a global assessment of the burden of disease from environmental risks”, che arriva a 10 anni di distanza dalla prima edizione, i fattori di rischio ambientale come l’inquinamento dell’aria, dell’acqua e del suolo, le esposizioni chimiche, i cambiamenti climatici e le radiazioni ultraviolette contribuiscono all’insorgenza di più di 100 malattie e danni alla salute. Le dieci principali malattie sono ictus (2,5 milioni di morti ogni anno), cardiopatie ischemiche (2,3 milioni), lesioni involontarie come ad esempio morti per incidenti stradali (1,7 milioni), tumori (1,7 milioni), malattie respiratorie croniche (1,4 milioni), malattie diarroiche (846mila), infezioni delle vie respiratorie (567mila), condizioni neonatali (270mila), malaria (259mila), lesioni volontarie come ad esempio suicidi (246mila). Ogni anno 1,7 milioni di bambini al di sotto dei cinque anni e 4,9 milioni di adulti di età compresa tra i 50 e i 75 anni – le due categorie più esposte – perdono la vita per cause che potrebbero essere evitate grazie ad una migliore gestione dell’ambiente.

 

Mauro Zaratta (Taranto, 17 agosto 2012, da http://www.gettyimages.com)

(foto da mailing list ambientalista, A.N.S.A., da http://www.gettyimages.com)

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  1. capitonegatto
    maggio 5, 2017 alle 10:32 am

    Aumento di CO2 = aumento del riscaldamento globale , e questo sempre piu’ aumentera’ l’emigrazione di popoli che non avranno piu risorse alimentari causa la siccita’. Ognuno deve cercare di boicottare tutti gli sprechi energetici e le pratiche industriali che portano a questo risultato. I vituperati ecologisti in tutto il mondo si dovrebbero unire e dare una unica voce a questo problema , che se non frenato si riversera’ con effetti drammatici su tutti con tempistiche esponenziali.

  2. Nicola Putzu
    maggio 5, 2017 alle 2:55 pm

    Il riscaldamento globale è un problema serio ma è sbagliato associare la parola inquinamento alla CO2. Il suo aumento è una conseguenza di processi altamente inquinanti per combustione di fonti energetiche fossili che generano ossidi di azoto, ossidi di zolfo, benzene e altri composti. Questi sì che sono inquinanti, la CO2 è presente normalmente nell’aria che respiriamo e non rappresenta un inquinante. È un gas climalterante e in epoche remotissime ha raggiunto persino soglie più alte, pur con tempi di accumulo decisamente più lunghi. La Terra si salverà senza dubbio. Molte delle sue specie, compreso l’uomo, potrebbero invece trovarsi in enormi difficoltà in termini di sopravvivenza.

  1. maggio 5, 2017 alle 7:47 am

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