Un chiosco sul Ginepro, a Stintino.


Stintino, l’Approdo, chiosco sul Ginepro

Può la base di un chiosco per servizi balneari poggiare su un povero Ginepro?

A Stintino, sulla spiaggia dell’Approdo, sì.

Il Comune di Stintino, con provvedimento S.U.A.P. n. 3 del 19 gennaio 2016, ha autorizzato il Windsurfing Center Stintino a posizionare “una nuova struttura precaria ad uso esclusivo di deposito, scuola vela e noleggio imbarcazioni” nell’area della spiaggia già in concessione a L’Approdo.

Sulle dune e nelle relative aree di rispetto, però, non si possono ubicare strutture simili, tantomeno sui Ginepri.

Stintino, L’Approdo, attrezzature balneari su spiaggia e dune

Men che meno potrebbero esser realizzati eventuali collegamenti alle reti dei sottoservizi (acqua, scarichi, ecc.), che renderebbero le strutture precarie di fatto strutture permanenti.

La spiaggia dell’Approdo è parte del demanio marittimo (art. 822 e ss. cod. civ.), è tutelata con vincolo paesaggistico (decreto legislativo n. 42/2004 e s.m.i.) e con vincolo di conservazione integrale (legge regionale n. 23/1993, piano paesaggistico regionale – 1° stralcio costiero).  Dune e relative fasce di rispetto sono tutelate (art. 3, lettera g) dalle annuali ordinanze balneari della Regione autonoma della Sardegna.

L’associazione ecologista Gruppo d’Intervento Giuridico onlus ha, quindi, inoltrato (24 marzo 2017) una specifica richiesta di informazioni ambientali e adozione di opportuni provvedimenti in seguito agli accertamenti di legge alla Regione autonoma della Sardegna (Direzioni generali della Pianificazione territoriale e vigilanza edilizia e degli Enti Locali), alla Soprintendenza per Archeologia, Belle Arti e Paesaggio di Sassari, al Corpo forestale e di vigilanza ambientale, alla Delegazione di spiaggia di Stintino.

Il Gruppo d’Intervento Giuridico onlus chiede la salvaguardia di dune e spiaggia dell’Approdo.

Gruppo d’Intervento Giuridico onlus

 

Giglio di mare (Pancratium maritimum)

(foto per conto GrIG, archivio GrIG)

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  1. marzo 25, 2017 alle 12:52 pm

    da Sardinia Post, 24 marzo 2017
    Stintino, la denuncia di Grig: “A L’Approdo c’è un chiosco su un ginepro”: http://www.sardiniapost.it/cronaca/stintino-la-denuncia-grig-lapprodo-ce-un-chiosco-un-ginepro/

    __________________

    da Ad Maiora Media, 24 marzo 2017
    STINTINO, Chiosco sul ginepro nella spiaggia dell’Approdo: denuncia del Gruppo Intervento Giuridico: http://sardegna.admaioramedia.it/stintino-chiosco-sul-ginepro-nella-spiaggia-dellapprodo-denuncia-del-gruppo-intervento-giuridico/

  2. Carlo Forte
    marzo 25, 2017 alle 3:06 pm

    Quando hanno costruito la villa con la torretta al centro della spiaggia Della Caletta Nell’isola Di San pietro,non si sono appoggiato,hanno fatto tabula rasa dei ginepri e a nulla sono servite le denuncie.Non parliamo delle macerie hotel baia d’argento che hanno seppellito un’intera zona e ancora sono li.

    • marzo 25, 2017 alle 5:33 pm

      quando ci si rimboccherà le maniche e si faranno un paio di fotografie di ‘ste benedette macerie, allora si potrà fare qualcosa, se ci verranno mandate.
      L’indirizzo è sempre lo stesso: grigsardegna5@gmail.com.

      • Carlo Forte
        marzo 26, 2017 alle 4:13 pm

        Più che le macerie le ville…..è una vergogna che sia potuto succedere.

      • marzo 26, 2017 alle 5:11 pm

        se ti riferisci a una delle ville alla Caletta, esse rientrano nel piano di lottizzazione “La Caletta”, approvato con deliberazione Giunta comunale n. 46 del 27 aprile 1964, provvisto delle necessarie opere di urbanizzazione da tempo e, perciò, “fatto salvo” dalla medesima normativa tecnica di attuazione del piano paesaggistico regionale – P.P.R.

      • Carlo Forte
        marzo 28, 2017 alle 3:39 pm

        Non so del piano di lottizzazione del 1964,ma una cosa è certa c’è chi non può fare un cesso e chi costruisce come e dove vuole.Vogliamo parlare del casermone a taccu rosa?Un punto da voi toccato anni fa……ma poi?

      • marzo 28, 2017 alle 4:41 pm

        Dove? Al Becco?

  3. Juri
    marzo 25, 2017 alle 6:55 pm

    Oramai in gran parte delle coste mediterranee più battute dal turismo (Corsica, Baleari, etc..) le aree di retrospiaggia sono tutelate attentamente quando ancora sono sede di formazioni dunali o di vegetazione pioniera. Tipicamente sono rese OFF limita con staccionate in legno.
    In Sardegna si sta facendo, con molto ritardo, qualche passo avanti che però è ancora poca cosa rispetto alla crescita esponenziale della pressione antropica che grava su molte spiagge (pressione incoraggiata in molti casi dai comuni, che per fare cassa ampliano oltremodo i parcheggi a pagamento).
    E poi ci sono ancora troppi casi come questi, dove di delicatissime aree di retrospiaggia si fa carne di porco.
    Salvo poi lamentarsi quando gli arenili fanno bye bye..

  4. marzo 28, 2017 alle 3:00 pm

    con nota prot. n. 6100 del 28 marzo 2017, la Delegazione di Spiaggia di Stintino (Direzione marittima di Olbia – Capitaneria di Porto di Porto Torres) ha comunicato l’avvenuto riscontro di installazione non autorizzata in quanto la struttura rientra nella fascia di rispetto dei mt. 30 dal demanio marittimo (art. 55 cod. nav.): è stata concessa relativa sanatoria, previo pagamento di sanzione amministrativa, con autorizzazione n. 4/16 del 9 giugno 2016.

    • Juri
      marzo 29, 2017 alle 6:37 pm

      Sanatoria senza rimozione del manufatto addossato al ginepro?

  5. Carlo Forte
    marzo 28, 2017 alle 3:35 pm

    Quindi?

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