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Il demanio civico di Rocca d’Evandro non può esser sede di un centro di trattamento per rifiuti!


Rocca d’Evandro, demanio civico Feudo Vandra

L’associazione ecologista Gruppo d’Intervento Giuridico onlus ha inoltrato (10 marzo 2017) un’istanza per la revoca o l’annullamento in via di autotutela dell’avvenuta individuazione da parte del Comune di Rocca d’Evandro (CE) di un’area per la realizzazione di un impianto per la valorizzazione della frazione organica da raccolta differenziata di rifiuti nei terreni del demanio civico in base a una manifestazione d’interesse promossa dalla Regione Campania per dare attuazione al piano regionale per la gestione dei rifiuti urbani recentemente approvato (2016), per adeguarsi alla pronuncia della Corte di Giustizia europea (sentenza della Corte di Giustizia Europea del 16 luglio 2015, causa C297/08).

L’intento è buono, ma i terreni a uso civico non sono un bancomat da utilizzare a piacimento.

Bosco, radura

Un impianto di trattamento dei rifiuti snaturerebbe le caratteristiche del demanio civico e la fruizione collettiva dei terreni, in contrasto con il quadro normativo (legge n. 1766/1927 e s.m.i.; regio decreto n. 332/1928 e s.m.i.; legge regionale Campania n. 11/1981 e s.m.i.).

Sono stati coinvolti dall’azione ecologista la Regione Campania (Struttura di Missione per lo smaltimento dei RSB, Direzione generale del Dipartimento Salute e Risorse Naturali – Direzione generale per le Politiche Agricole, Alimentari e Forestali; UOD Foreste), il Prefetto di Caserta, la Soprintendenza per Archeologia, Belle Arti e Paesaggio di Caserta e il Commissario per gli Usi Civici per la Campania e il Molise.

Non è la prima volta che il Gruppo d’Intervento Giuridico interviene, su segnalazione di residenti piuttosto preoccupati, per difendere il demanio civico del Feudo Vandra e il locale parco urbano.

Rocca d’Evandro, demanio civico Feudo Vandra

Lo scorso 16 giugno 2016 presentò un ricorso avverso l’istanza presentata dal Comune di Rocca d’Evandro (CE) alla Regione Campania per ottenere il mutamento di destinazione d’uso e la successiva sdemanializzazione di più di 18 ettari di terreni a uso civico appartenenti al demanio civico del Feudo Vandra, di cui è titolare l’intera collettività locale.    L’intento del Comune era quello di ottenere la sdemanializzazione dei terreni a uso civico e poi venderli a diverse Ditte che vorrebbero acquistare lotti all’interno del locale piano per gli investimenti produttivi (P.I.P.).

La Regione Campania – Dip. Salute e Risorse naturali, con decreto dirigenziale n. 151 del 9 settembre 2016, ha autorizzato esclusivamente il cambio di destinazione di più di 180 ettari del demanio civico “S Cesano – Feudo Vandra” da categoria B (colture agrarie) a categoria A (boschi/pascoli),   Nulla ha detto e non ha autorizzato la successiva sdemanializzazione dal regime demaniale civico per l’alienazione dei singoli lotti del piano insediamenti produttivi (P.I.P.). Quei 180 ettari sono ancora a uso civico, anzi, in base all’art. 11 della legge n. 1766/1927 e s.m.i., i terreni a uso civico della categoria A (boschi/pascoli) sono destinati a rimaner tali.

A giudizio del Gruppo d’Intervento Giuridico onlus, non sussistono le condizioni per giungere a un mutamento delle condizioni d’utilizzo dei terreni a uso civico e a una successiva alienazione, perché quei terreni non hanno perso le loro caratteristiche naturali: sono tuttora boschi e radure, pur essendo stati inclusi (1996), con ben poco buon senso, nel piano investimenti produttivi (P.I.P.) di Rocca d’Evandro.

Cinghiale (Sus scrofa)

In precedenza, nel giugno 2012 cercò di scongiurare una variante al piano urbanistico comunale che puntava alla riperimetrazione del locale  Parco Urbano di Interesse Regionale, istituito con deliberazione Giunta regionale della Campania del 29 luglio 2005, n. 1044, fondamentalmente per aprirvi una cava di basalto.     Ancor prima, nel novembre 2010, sempre in difesa della piccola area naturale protetta, anche allora a rischio “rimpicciolimento” sempre per iniziative di degrado del contesto ambientale locale.

L’associazione Gruppo d’Intervento Giuridico onlus auspica un intervento solerte delle amministrazioni coinvolte a tutela del demanio civico, del Parco Urbano di Rocca d’Evandro e delle sue principali funzioni di sviluppo sostenibile e gestione integrata delle risorse, nell’ottica dell’acquisizione, da parte delle collettività locali, della capacità di utilizzare in modo ottimale e congruente il patrimonio costituito dalle risorse naturali e culturali, poichè gli stessi beni culturali e ambientali sono in grado di produrre ricchezza se correttamente utilizzati come risorsa economica, come d’altra parte previsto dalle Linee guida per l’istituzione del sistema dei parchi urbani di interesse regionale elaborate dall’Assessore all’Urbanistica, Politica del Territorio, Tutela Beni Paesistico-Ambientali e Culturali della Regione Campania.

Gruppo d’Intervento Giuridico onlus

bosco e girasoli

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(foto L.A.C., per conto GrIG, S.D., archivio GrIG)

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