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Ancora “incidenti” di caccia, anche in Sardegna.


funghi nel sottobosco

funghi nel sottobosco

Proseguono gli “incidenti” di caccia nel corso della stagione venatoria 2016-2017.

Anche in Sardegna.

Questa volta è toccato a un cercatore di funghi.

Un operaio cinquantatreenne di Tratalias, del quale non sono state fornite le generalità, è stato colpito al volto, al torace e a un braccio nella campagna di Santa Lucia, in Comune di S. Giovanni Suergiu (CI), da una fucilata caricata a pallini domenica 20 novembre 2016. Soccorso dal figlio, è stato trasportato all’Ospedale “Sirai” di Carbonia. Indagano i Carabinieri per accertare l’ancora ignoto sparatore.

Pettirosso (Erithacus rubecula)

Pettirosso (Erithacus rubecula)

Le ferite determinate da pallini da caccia, la tempistica (domenica pomeriggio, giorno di caccia) e il luogo (campagne aperte alla caccia) fanno ritenere che si tratti di un “incidente” di caccia.

Finora in tutta Italia nel corso dell’attuale stagione di caccia 2016-2017 (qui tutti i dati aggiornati: http://www.abolizionecaccia.it/notizie/dicacciasimuore.html) si è giunti già a 14 morti (tutti cacciatori) e a 28 feriti (23 cacciatori, 5 persone comuni).

Secondo i dati della Lega per l’Abolizione della Caccia (L.A.C.), nella stagione di caccia 2015-2016 in tutta Italia vi sono stati 38 morti (37 cacciatori, 1 persona comune) e 84 feriti (69 cacciatori, 15 persone comuni).

Non esiste un dato preciso riguardo il numero di morti e feriti fra gli altri animali, le stime sono dell’ordine dei decine di milioni.

Al di là delle diverse posizioni sulla caccia, crediamo che sia il caso di fare una volta per tutte un’approfondita e seria riflessione quantomeno sulle condizioni di sicurezza della caccia, ormai da tempo divenuta oggettivamente un’attività pericolosa per chiunque frequenti boschi e campagne.

Gruppo d’Intervento Giuridico onlus, Amici della Terra, Lega per l’Abolizione della Caccia

 

 

cartello "attenzione caccia al cinghiale"

cartello “attenzione caccia al cinghiale”

stagione di caccia 2016-2017 in Sardegna.

* feriti:  un cercatore di funghi (53 anni, di Tratalias), ferito da pallini da caccia al volto, al torace e a un braccio (campagne di S. Lucia, S. Giovanni Suergiu, 20 novembre 2016), Marco Floris (40 anni), ferito alla spalla sinistra da un colpo di rimbalzo partito dal fucile di un compagno di battuta (boschi di Villacidro, 6 novembre 2016); Giampaolo Porcu (52 anni, di Teti), ferito alla testa e alla scapola da un colpo di rimbalzo partito dal proprio fucile (campagne di Teti, 25 settembre 2016); Attilio Zuddas (48 anni), ferito al volto da un colpo sparato da un compagno di battuta (campagne di Gonnosnò, 25 settembre 2016).

 

A.N.S.A., 21 novembre 2016

Cercatore di funghi ferito da fucilata. Misterioso episodio a San Giovanni Suergiu, indagano carabinieri.

CARBONIA, 21 NOV – Un cercatore di funghi di 53 anni di Tratalias è stato ferito da una fucilata ieri pomeriggio a San Giovanni Suergiu. L’episodio è avvenuto intorno alle 16:30, in località Santa Lucia.
Il 53enne, insieme al figlio, stava cercando funghi quando è stato raggiunto dal colpo di fucile caricato a pallini, che lo ha ferito lievemente al volto, al braccio e al torace. E’ stato inizialmente assistito dal figlio e poi affidato alle cure dei medici del 118 che lo hanno trasportato all’ospedale Sirai di Carbonia dove si trova adesso ricoverato.
Le sue condizioni non sono gravi. Sentito dai carabinieri, ha dichiarato di non avere visto chi ha sparato perché in quel momento si trovava dietro un cespuglio. I carabinieri di San Giovanni Suergiu hanno avviato le indagini per individuare chi ha esploso, probabilmente per errore, la fucilata.

 

bossoli cartucce da caccia abbandonati

bossoli cartucce da caccia abbandonati

(foto L.A.C., S.D., archivio GrIG)

 

 

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  1. Mara
    novembre 21, 2016 alle 4:41 pm

    Sempre lì a prendersela con i poveri cacciatori innocenti! Invece è tutta colpa della Lobby dei Funghi: preferiscono che li si vada a comprare nei negozi e così terrorizzano i cercatori.

    • M.A.
      novembre 21, 2016 alle 6:08 pm

      🙂 🙂 però il buon senso, dovrebbe indurre i cercatori a frequentare zone ove la caccia è vietata. Ciò nasce dalla mancanza di consapevolezza dell’attività venatoria.
      Anni fa avevo intrapreso una discussione con un motociclista che si accingeva a scendere con una moto cross lungo un sentiero dove era impostato per la caccia grossa. Ma una persona di buon senso, ha idea di cosa può accadere? Oltre proiettili vaganti, un cane o un cinghiale che attraversa la strada?? Perchè rischiare per un fungo o per una passeggiata? I cacciatori sono privilegiati in quanto sono autorizzati semplicemente per aver pagato una tassa di concessione governativa e regionale per essere in quel preciso giorno in quella precisa località, tassa che non paga né il cercatore di funghi e né il motociclista.
      Ma la legge, come detto, consente spazi appositi, dove i cacciatori non possono esercitare la caccia. Quindi se una domenica o un giovedì, in Sardegna, un motociclista, un cercatore o un escursionista o un cittadino xy vuole giustamente dedicare il suo tempo libero per una passeggiata in moto o a piedi nella natura, si prendano la briga di organizzare la loro escursione in un’area sicura, altrimenti possono scegliere benissimo 5 GIORNI SU 7 di silenzio venatorio, per frequentare anche le aree dove viene praticata regolarmente l’attività venatoria. Diversamente sono liberi di frequentare i luoghi dedicati alla caccia anche nei giorni di caccia, NON esiste nessuna esclusività ma devono comprendere il rischio che corrono.

      • novembre 21, 2016 alle 6:54 pm

        però il buon senso eanche la legge avrebbero duvuto indurre l’incauto sparatore – molto probabilmente un cacciatore – a soccorrere il malcapitato cercatore di funghi o, almeno, a farsi vivo.

        Stefano Deliperi

      • M.A.
        novembre 21, 2016 alle 7:17 pm

        si hai perfettamente ragione, senza ombra di dubbio!!!

      • Mara
        novembre 22, 2016 alle 4:43 pm

        Hai ragione M.A. Tutti quelli che cercano i funghi nei boschi, anziché andare nei più sicuri parcheggi dei Centri Commerciali, sono degli sprovveduti, da eliminare a fucilate. E poi se qualcuno ha il cattivo gusto di lavorare tutta la settimana e avere libera solo la domenica… è giusto che rischi la vita.
        p.s. Potresti gentilmente fornire a noi comuni mortali una cartina degli “appositi spazi” che la Legge benignamente ci concede? Nella speranza che non siano così ristretti da costringere i cercatori di funghi ad ammazzarsi fra di loro.

      • M.A.
        novembre 22, 2016 alle 7:16 pm

        Mara capisco le esigenze di tutti, ma razionalmente cerchiamo di capire e se ci riusciamo ad accettare che il cacciatore è autorizzato per stare dove si trova. Poi è logico che la domenica è il giorno libero/riposo per tutti, non solo cacciatori. Cmq una normale stazione del Corpo Forestale potrà aiutarti con le mappe. Io posso darti un consiglio pratico. In Sardegna, le zone off limits per la caccia sono ben segnalate nelle strade statali e provinciali con tanto di cartelli. Fatta eccezione per i cartelli con su scritto: “DIVIETO DI CACCIA – (ed in alto avente la scritta) zona in concessione per l’esercizio della caccia autogestita “, tutti gli altri cartelli con scritto “DIVIETO DI CACCIA” sono vietate ai cacciatori. E credimi sono diverse le zone. In alto sopra la scritta di divieto di caccia puoi leggere le seguenti motivazioni: zone di rispetto, zona di ripopolamento e cattura, oasi temporanee e permanenti, riserve naturali, parchi etc etc.. Questi cartelli sono disseminati ovunque bisogna fermarsi e leggerli. All’ interno di queste aree si può stare sicuri sempre anche nelle giornate di caccia. C’ è spazio per tutti. Non vedo perché rischiare la sorte con la caccia per uno che cacciatore non lo è.

  2. Pietro Pirredda - Arzachena (Sardegna)
    novembre 22, 2016 alle 1:13 pm

    Da cacciatore che sono faccio una considerazione spero obiettiva.
    Principalmente stigmatizzo l’accaduto!
    ma……Il cacciatore per accedere ai terreni privati (non ricadenti in oasi, parchi o fondi chiusi), in base all’art. 842 del codice civile ed alle altre Leggi in vigore, deve avere una autorizzazione (porto d’armi) ed aver pagato le tasse previste.
    Il cercatore di funghi, soprattutto in Sardegna non paga nulla. Accede ai terreni privati (anche magari senza averne titolo) e non si sa se i funghi da lui raccolti servano per il fabbisogno familiare o, come sentito dire, servano ad alimentare ristoranti e agriturismi perfino della penisola.
    Mi è stato riferito di cercatori muniti di furgoni con celle frigo o essiccatori ……
    Iniziare a normare i cercatori di funghi e tartufi non sarebbe male (in quanto anche in Sardegna, per sentito dire esiste un tipo di tartufo).

  3. Carlo Forte
    novembre 22, 2016 alle 4:04 pm

    Detto questo,attenti o fungatori…..

  4. novembre 22, 2016 alle 6:37 pm

    Pietro Pirredda solleva un problema molto spesso sottovalutato: nei terreni privati possono accedere i soli cacciatori nell’esercizio dell’attività venatoria; nessun altro é autorizzato ad accedervi e tantomeno a raccogliere i funghi che sono di esclusiva competenza del proprietario del fondo (se sbaglio qualcuno mi corregga).

  5. M.A.
    novembre 22, 2016 alle 7:51 pm

    Anche io concordo con Pietro Pirredda, specialmente quando asserisce che in questi anni di crisi sono stati un salvagente per tanti disoccupati. Io sono un raccoglitore amatoriale da sempre, ma mai come in questi anni ho visto un afflusso di gente così consistente nei boschi, tanto da creare disagi. Basti pensare quanti intraprendenti senza conoscere il posto, si perdono mettendo in moto un esoso apparato di ricerca. Il bosco, ne risente, perchè chi non esperto taglia tutto e i funghi sconosciuti rimangono capovolti. E poi c’è chi per forza di cose deve tornare a casa con il bottino, forse per giustificare la spesa del viaggio, e va a cercare i funghi nel sottobosco armato di falci o peggio rastrelli.
    Ho sentito una forte esasperazione da parte di alcuni locali. A Scano di Montiferro, il comune ha emesso un’ordinanza in quanto gli allevatori erano esasperati dall’invasione.
    La raccolta dei funghi è sempre stato un hobby salutare e piacevole come la caccia, che ti fa vivere a contatto con la natura. Addirittura molti proprietari dei fondi vuole che sia riconosciuta l’esclusività della raccolta del fungo che ci nasce per rivenderlo, in quanto chi detiene il fondo, ci paga le tasse.
    Alla fine, tra qualche decennio, penso che si arriverà a privatizzare tutto, persino la nostra bene amata fauna.
    Una nascente parte del mondo venatorio vorrebbe l’abolizione dell’art. 842 del codice civile, in maniera tale da eliminare gli ambiti territoriali di caccia istituiti a livello provinciale anche sui terreni privati; ed anche il WWF negli scorsi mesi, si stava convincendo della soluzione per contrastare l’emergenza cinghiali e far si che sia il proprietario del fondo, su cui si trova il cinghiale ad esserne il proprietario, in maniera tale che possa usufruire per una filiera produttiva o autorizzare i cacciatori alla caccia.
    Senza l’ 842, con la privatizzazione della fauna selvatica, appartenente all’imprenditore agricolo (così come nel resto d’Europa), molte delle associazioni per la protezione animale nate come funghi negli ultimi anni, finirebbero di esistere. Nel resto d’Europa non esiste un attivismo così spinto come in Italia, ed uno dei motivi è questo. La fauna non è pubblica. Già oggi, come documentato dal Grig, in certi ATC del nord seppur le ass. ecologiste devono essere presenti per legge, sono di fatto inesistenti in quanto sostituiti con associazioni filo-venatorie, e quando presenti in maniera reale contano come il 2 di picche a briscola, poichè si trovano ad esprimersi sulla gestione della fauna stanziale comprata con i soldi dei cacciatori. Con la creazione di riserve private destinabili ai cacciatori, finirebbe la loro voce in capitolo. Niente più petizioni, niente ricorsi, niente di niente.
    I risarcimenti danni causati dalla fauna cesserebbero di essere elargiti a chiunque imprenditore che vieti la caccia nelle loro terre, spingendo gli agricoltori a far parte delle riserve, senza contare inoltre che i cacciatori pagano e comprano le associazioni ecologiste no. Altri soldi facili, che fungono da specchietto per allodole, per chi detiene fondi destinabili alla caccia.
    La gestione venatoria senza l’art.842 sarebbe molto diversa dall’attuale anche la stesso ISPRA sarebbe spogliato delle sue funzioni, forse servirebbe per dare il suo parere per la migratoria o concedere qualche deroga.

  6. maggio 28, 2017 alle 6:10 pm

    in Provincia di Bergamo.

    da La Repubblica, BG, 27 maggio 2017
    Caccia al tasso, ferito dal padre.
    È in condizioni critiche all’ospedale.
    Situazione preoccupante per E.P., 34 anni, di Villa d’Adda, ferito con un colpo di fucile alla testa tra le vigne sopra il paese alle 5.30 del mattino. Non è escluso che si trattasse di una battuta di caccia per il piano di contenimento di alcune specie animali: http://bergamo.corriere.it/notizie/cronaca/17_maggio_27/ferito-padre-la-caccia-condizioni-critiche-all-ospedale-villa-dadda-594b3c1c-42e6-11e7-bf8f-efa16b87b247.shtml

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