Home > "altri" animali, biodiversità, caccia, difesa del territorio, Italia, società, sostenibilità ambientale > Inizia la stagione venatoria, iniziano gli “incidenti” di caccia.

Inizia la stagione venatoria, iniziano gli “incidenti” di caccia.


Pernice sarda (Alectoris barbara, foto Raniero Massoli Novelli)

Pernice sarda (Alectoris barbara, foto Raniero Massoli Novelli)

Siamo alle prime giornate della stagione venatoria 2016-2017 e iniziano gli “incidenti” di caccia.

Anche in Sardegna.

Giampaolo Porcu, 52 anni, di Teti (NU), è stato ferito gravemente alla testa e alla scapola da un colpo sparato dal proprio fucile e rimbalzato sulla roccia durante una battuta di caccia nelle campagne del centro barbaricino.   E’ stato ricoverato d’urgenza all’Ospedale “S. Francesco” di Nuoro.   Indagano i Carabinieri della Compagnia di Tonara per verificare l’esatto svolgersi dei fatti.

Nelle campagne di Gonnosnò (OR) Attilio Zuddas, 48 anni, vigile del fuoco, è stato ferito da un compagno di caccia durante una battuta alla Pernice sarda. E’ stato curato all’Ospedale “SS. Trinità” di Cagliari e sarà operato venerdi prossimo.

Cinghiale (Sus Scrofa)

Cinghiale (Sus Scrofa)

Finora in tutta Italia nel corso dell’attuale stagione di caccia 2016-2017 (qui tutti i dati aggiornati: http://www.abolizionecaccia.it/notizie/dicacciasimuore.html) si è giunti già a 3 morti (tutti cacciatori) e a 7 feriti (6 cacciatori, 1 persona comune).

Secondo i dati della Lega per l’Abolizione della Caccia (L.A.C.), nella stagione di caccia 2015-2016 in tutta Italia vi sono stati 38 morti (37 cacciatori, 1 persona comune) e 84 feriti (69 cacciatori, 15 persone comuni).

Non esiste un dato preciso riguardo il numero di morti e feriti fra gli altri animali, le stime sono dell’ordine dei decine di milioni.

Al di là delle diverse posizioni sulla caccia, crediamo che sia il caso di fare una volta per tutte un’approfondita e seria riflessione quantomeno sulle condizioni di sicurezza della caccia, ormai da tempo divenuta oggettivamente un’attività pericolosa per chiunque frequenti boschi e campagne.

Gruppo d’Intervento Giuridico onlus, Amici della Terra, Lega per l’Abolizione della Caccia

 

 

cartello "battuta di caccia al cinghiale in corso"

cartello “battuta di caccia al cinghiale in corso”

stagione di caccia 2016-2017 in Sardegna.

* feriti: Giampaolo Porcu (52 anni, di Teti), ferito alla testa e alla scapola da un colpo di rimbalzo partito dal proprio fucile (campagne di Teti, 25 settembre 2016); Attilio Zuddas (48 anni), ferito al volto da un colpo sparato da un compagno di battuta (campagne di Gonnosnò, 25 settembre 2016).

 

bossoli abbandonati in campagna da cacciatori

bossoli abbandonati in campagna da cacciatori

A.N.S.A., 25 settembre 2016

Cacciatore si ferisce alla testa.   Incidente durante una battuta nel nuorese. Colpito di rimbalzo.

Incidente di caccia all’alba nelle campagne di Teti (Nuoro) dove un cacciatore, Giampaolo Porcu, di 52 anni, residente a Teti, è rimasto ferito alla testa e alla scapola da un colpo sparato dal suo stesso fucile che è rimbalzato su una roccia.

Le sue condizioni sono gravi ma non sarebbe in pericolo di vita. L’uomo è stato subito soccorso dai compagni e quindi sul posto è intervenuta una ambulanza del 118 che lo ha trasportato nell’ospedale San Francesco di Nuoro. I carabinieri della Compagnia di Tonara hanno avviato le indagini per accertare le esatte modalità dell’incidente

 

cartello divieto di caccia - fondo chiusoda La Nuova Sardegna, 25 settembre 2016

Teti, cacciatore ferito durante una battuta: è grave.

L’uomo è stato colpito alla fronte da una fucilata, ancora non si conosce la dinamica dell’incidente.

 

Germano reale (Anas platyrhynchos)

Germano reale (Anas platyrhynchos)

da L’Unione Sarda, 25 settembre 2016

Teti, incidente di caccia in campagna.  Ferito alla testa uomo quarantenne.

 

Gonnosnò, caccia alla pernice con incidente: impallinato vigile del fuoco.

 

(foto Raniero Massoli Novelli, L.A.C., )

Annunci
  1. M.A.
    settembre 25, 2016 alle 8:17 pm

    E’ un’attività rischiosa. Ma chi la pratica, come il sottoscritto, lo fa consapevole che esce da casa e che l’incidente è umano. Vivo. mi godo la giornata di caccia, utilizzo tutte le precauzioni del caso, ma non ci penso. Vado a caccia, con lo stesso spirito con cui ognuno di noi quotidianamente entra nella propria automobile. L’incidente è possibile ma nessuno pensa “oggi potrebbe capitare a me”, ma tutti siamo coscienti del rischio. A volte non bastano nemmeno tutte le precauzioni o norme di buona condotta per scongiurare gli incidenti. A volte non è nemmeno il fucile a ferirti, ma una suola di uno scarpone troppo liscia, o il cuore di un sessantenne stanco di battere. (E’ un’attività impegnativa fisicamente, specialmente la caccia vagante dove si cammina anche per 7 ore ininterrottamente con 30° in mezzo alle pietre.)
    Per il resto che dire? Copio e incollo il commento di un utente che ho trovato sul web perchè è quello che ho sempre sostenuto:
    “per quelli che come al solito commentano contro la caccia dico solo una cosa:
    quest’anno quanti ne sono morti annegati? non vedo l’ora di farli smettere di nuotare.
    Quest’anno quanti ne sono morti sulle Alpi? non vedo l’ora di farli smettere di scalare le montagne.
    Quest’anno quanti ne sono morti sulle strade a causa di incidenti stradali? non vedo l’ora che facciano smettere di guidare l’automobile….”

    • settembre 25, 2016 alle 8:22 pm

      e quanti incespicano e cadono sul marciapiede?
      Domande che lasciano il tempo che trovano.
      Il fatto é che ci sono dei rilevanti problemi di sicurezza, di preparazione dei cacciatori, di incolumità della stragrande maggioranza dei non cacciatori.

      • M.A.
        settembre 25, 2016 alle 8:56 pm

        Aboliamo i marciapiedi!? 😀 Abbiamo discusso cento volte su questo tema. La domenica l’1,5% circa della popolazione paga una concessione governativa e regionale per essere in quel giorno e in quel posto. Considerando tutti i limiti e distanze da strade e abitazioni, e luoghi off limits alla caccia, nel restante territorio siamo autorizzati dall’articolo 882 del Codice Civile. Il rischio per i non-cacciatori non si pone in Sardegna per chi vuole cercare funghi o farsi una passeggiata, sono frequentabili senza timore il LUNEDI’, MARTEDI’, MERCOLEDI’, VENERDI’ e SABATO (a differenza del resto d’ITALIA dove la caccia negli ATC è consentita 5 giorni su 7).
        Se un non cacciatore è tanto voglioso di uscire proprio nei giorni di caccia, e non vuole rischiare il GIOVEDI’ e la DOMENICA, si reca in un bel parco o una bella riserva che voi sponsorizzate tanto! O no? Non è democratico?
        Il rischio dell’attività venatoria dev’essere ridotto il più possibile, e dev’essere soprattutto giustamente limitato ai soli cacciatori che sono consapevoli del rischio che corrono, che non sono dei “lilloni” che cadono dalle nuvole, vivono nel fantasy e giocano a sparacchiare senza capire che il fucile è un’arma.
        Un’associazione ecologista però non ha nessun diritto, a mio avviso, di condannare o screditare l’attività venatoria per degli incidenti che capitano a dei cacciatori!. E’ come se un’associazione di ciclisti, si lamentasse della sicurezza stradale per degli incidenti che capitano agli automobilisti! Che senso ha?? e’ logico che chi guida ed utilizza un mezzo (la macchina) è soggetto al pericolo. Il rischio zero non esiste e non esisterà mai in nessuna attività di questo lo so e mi auguro che ne siate consapevoli!

      • settembre 25, 2016 alle 10:26 pm

        tutto questo è molto bello, ma continua a esser ben poco digeribile dalla stragrande parte degli italiani che un tizio vada in giro armato e spari con così poca perizia e prudenza da beccare una persona che raccoglie le olive (https://gruppodinterventogiuridicoweb.com/2015/10/21/stagione-venatoria-2015-2016-in-sardegna-iniziano-i-consueti-feriti-umani/) o spari contro una casa dove giocano bambini (https://gruppodinterventogiuridicoweb.com/2015/11/01/idioti-e-criminali-armati/) o colpisca un camionista al volante (http://iltirreno.gelocal.it/regione/toscana/2016/08/26/news/camionista-alla-guida-ferito-al-volto-da-un-proiettile-da-caccia-1.14016741) o impallini un malcapitato ciclista (http://ilsaronno.it/2015/09/21/cacciatore-spara-e-colpisce-ciclista-di-passaggio/) o compia amenità simili.
        Ci sono dei rilevanti problemi di sicurezza, di preparazione dei cacciatori, di incolumità della stragrande maggioranza dei non cacciatori e molti di voi cacciatori continuano a non voler capire.
        Che pretendi? Un applauso?

        Stefano Deliperi

      • M.A.
        settembre 25, 2016 alle 10:58 pm

        Deliperi non facciamo di tutta l’erba un fascio. Qui riporti incidenti di caccia in tutto il territorio italiano. Generalizzare non ha nessun senso, perchè la realtà venatoria SARDA è un’altra musica. E’ come mischiare il jazz con il rock. In Sardegna, ti ripeto, le giornate di caccia settimanali sono fisse per tutti solamente il GIOVEDI’ e la DOMENICA per tutti, e non 5 giorni su 7 ad eccezione delle due giornate di silenzio venatorio, con le 3 giornate a scelta del cacciatore sulle 5 disponibili così come avviene nelle restanti regioni Italiane. In questo modo, la campagna in Sardegna è fruibile a tutti e non solo ad uso e consumo dei cacciatori in quanto si sono formati degli equilibri tra attività venatoria e mondo agro-pastorale.In ultimo, a differenza del resto d’Italia, la pressione venatoria risulta limitata non solo perchè si caccia solamente per due giornate, ma perchè la caccia in Sardegna è concessa solo ai SARDI o di origini sarde, e non a chiunque paghi così come accade nel resto d’Italia. Di conseguenza siamo circa 40000 cacciatori, per un’estensione immensa. e ciascun cacciatore gode a disposizione più del doppio degli ettari rispetto ad un cacciatore continentale (19 cacciatori/ettaro). Gli incidenti in Sardegna sono limitati per ovvie ragioni rispetto al resto d’Italia.
        Da qui a pretendere che gli incidenti non accadano neanche ai cacciatori però mi fa sorridere. Vuoi che un operaio non si sia mai pestato un dito con il martello o un cuoco o macellaio tagliato un dito con un coltello? Se qualche cacciatore si ferisce a caccia cosa ci trovate di strano?Utilizza un fucile! Vi parte l’imput emaptico animalaro, che vi porta a ripudiare quest’attività per questo motivo? Avete lo stesso approccio per qualsiasi incidente? o come sempre è solamente il pretesto per dire no alla caccia! Un cacciatore è soggetto ad un incidente di caccia, tanto quanto un automobilista ad un incidente stradale! Muoiono tantissimi giovani ogni giorno. Facciamo corsi di guida sicura obbligatori per tutti? finiranno così gli incidenti?

      • settembre 25, 2016 alle 11:19 pm

        i primi due “incidenti” citati sono accaduti in Sardegna.
        O vogliamo parlare del povero bambino ucciso in una battuta di caccia al Cinghiale (http://lanuovasardegna.gelocal.it/nuoro/cronaca/2012/11/14/news/e-morto-il-bimbo-ferito-a-caccia-1.6026675) sempre in Sardegna?
        Non c’è più sordo di chi non vuol sentire.

        Stefano Deliperi

      • M.A.
        settembre 25, 2016 alle 11:51 pm

        La storia del bambino la ricordo bene, e se non erro il bambino era vicino al babbo durante una battuta di caccia al cinghiale. E’ stato ferito da un proiettile di rimbalzo a poca distanza dal padre. Partecipando attivamente alla battuta era soggetto al rischio tanto quanto il padre, l’unica differenza è che non aveva la consapevolezza del rischio che correva.
        La prima volta che io ho partecipato ad una battuta di caccia grossa, avevo 18 anni. Frequento la natura da quando ho 6 anni, prima funghi, asparagi. L’avere i cani in casa e portarli in campagna a funghi vederli scovare la selvaggina ha fatto emergere il mio istinto venatorio che coltivo anno dopo anno fino ad oggi. Durante la caccia grossa, mi è capitato altre volte di vedere bambini/adolescenti figli di colleghi in una battuta al cinghiale, ma mai dalla parte di chi spara (nelle poste) ma esclusivamente dalla parte di chi urla (battitori) ben lontani dalle poste e da qualsiasi pericolo.
        Il fatto che fosse un bambino, e non un uomo adulto, dispiace ancora di più. E’ una storia che non sarà dimenticata mai. Come ricordo con tristezza la storia di un ragazzo battitore che a fine giornata tornando alla macchina è stato raggiunto da una palla sparata ad un cinghiale. Nella macchina se non ricordo male aveva la torta dei suoi 18 anni. Sono storie toccanti, sinceramente mi commuove ricordarle. Come in ogni morte prematura, sono delle storie, che mi insegnano la precarietà della vita, quanto nulla sia scontato e che il nostro passaggio in questa vita abbia una durata prestabilita che è indipendente dall’età, dalla bontà d’animo, o dalla voglia di vivere di una persona.

      • settembre 26, 2016 alle 6:40 am

        sono assolutamente d’accordo, la nostra é una vita precaria, però è nostro dovere – di tutti – attivarci perché non diventi ancora più precaria.
        Buona giornata.

        Stefano Deliperi

      • M.A.
        settembre 26, 2016 alle 11:09 am

        Quando si affrontano temi del genere, entrano in campo tutte le credenze filosofiche, religiose o spirituali di cui ognuno di noi è portatore. Io non credo al karma, non credo in entità spirituali o robe simili, sono un fatalista ovvero ciò che accade era destino che accadesse.
        Se si pensa che eliminando alla radice il problema (in questo caso la caccia, le auto o qualsiasi altro mezzo/pericolo) si elimina i mali (in questo caso la morte), a mio avviso si sbaglia.
        Quest’anno ho perso un amico. Salvato letteralmente da una bruttissima infezione che gli ha causato un amputazione degli arti. Era in fin di vita, a fortunatamente si è ripreso e stava conducendo una vita tranquilla finché un giorno è morto in un incidente stradale andando al mare. Eppure aveva lottato e vinto una grossa battaglia.
        Per me non esistono nè SE e nè MA.
        “SE non fosse stato in quel posto NON sarebbe morto,”
        “Se non fosse andato in discoteca sarebbe ancora vivo e vivrebbe la sua vita”
        “SE fosse rimasto a casa, oggi sarebbe con noi!….”
        io sono per il “SE è andata così, vuol dire che in qualsiasi modo, doveva andare così!”

        Buona giornata anche a te.

  2. anna
    ottobre 20, 2017 alle 11:14 pm

    Morite divertendovi. Ammazzatevi senza timore. Bravissimi.

  3. M.A.
    ottobre 21, 2017 alle 11:42 am

    Cara Anna, dal punto di vista umano il suo è un commento pietoso. Morire divertendosi è una morte tragica come un’altra. Non trovo differenza tra il morire a caccia, o in discoteca o ancora il morire facendo sci o trekking, in auto o a casa sul divano. Ne conviene con me che tanto tutto si conclude in una cassa di legno e in un loculo del cimitero, in ogni caso. Cara signora, sa quanto godiamo nell’uccidere un coniglio o pescare una spigola/orata?? Il godimento non è nell’ammazzare o strappare la vita dell’animale e trionfare l’uomo che domina la natura, perchè quella è una sfera emotiva che fa parte della predazione (l’azione in atto). il vero godimento è quando si celebra quella morte nel piatto, quando si assaporano le carni. Per chi come noi caccia, pesca o raccoglie sappia che quando un animale/pesce è in vita possiede la dignità di animale e va rispettato in quanto tale (antispecismo), ma dal momento che perde la vita poichè è nel diritto naturale dell’uomo secondo la biologia umana e l’antropologia, quell’animale non è un cadavere, ma semplicemente carne. Mi spiego meglio se vuole. Vedere un cinghiale morto è come vedere 40 kg di bistecche e fettine acquistate dal macellaio, con ancora la pelle addosso. Non esiste nessuna differenza. Una è trasformata l’altra no.
    Il vero problema è che il paraocchi empatico di cui siete dotati vi impone di rinnegare e disgustarvi del fatto che altri uomini nell’era del digitale, dove vedete l’ essere umano talmente evoluto da essere distaccato anni luce dalla natura, si arroghino il diritto di esercitare ciò che l’evoluzione ha concesso alla nostra specie: “uccidere per nutrirci”. Eh si signora mia, ma tutto ciò non è solamente legale, ma anche etico per le persone normali, salvo quelle ipocrite che hanno interessi contrari o ignoranti, nel senso che ignorano e fanno finta di non vedere al di là del proprio naso per non farsi del male.

  1. No trackbacks yet.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: