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Il giorno del ricordo.


Esodo degli Italiani da Pola (1947)

Esodo degli Italiani da Pola (1947)

In Italia dal 2005 (legge n. 92/2004) il 10 febbraio si celebra il giorno del ricordo in memoria delle vittime delle foibe e dell’esodo giuliano-dalmata negli anni ‘40-’50 del secolo scorso.

Circa 350 mila nostri connazionali furono costretti in un clima di violenza a lasciare le loro terre.

Una pesantissima e crudele pulizia etnica.  

Anche Trieste e il suo territorio furono interessati dal pesante clima di violenza.

Al clima di violenza, purtroppo di lunga data sulle rive dell’Adriatico, in precedenza, contribuirono duramente anche gli italiani.

bambina esule giuliana

bambina esule giuliana

Al di là delle politiche dei governi, spesso esacerbate da crudo sciovinismo, chi ne ha pagato le tristi conseguenze sono state fondamentalmente le persone comuni, senza alcuna difesa.

Conoscere, ricordare, è importante e fondamentale, per comprendere ed evitare che queste vicende si ripetano.

Stefano Deliperi, Gruppo d’Intervento Giuridico onlus

 

P.S.   è importante informarsi, leggere, confrontare le tesi e le opinioni: solo la conoscenza e l’obiettività unita alla reciproca comprensione delle ragioni delle comunità e dei singoli permette di superare odi etnici che hanno avvelenato l’Europa per troppo tempo[1].

 

 

Qui la storia di un’ostetrica italiana, Giovanna Moscardin (31 anni).

Qui la storia di una ragazza italiana di Parenzo, Mafalda Codan, sopravissuta alle carceri jugoslave.

Qui la storia di un ebreo italiano, di Fiume: Angelo Adam.

Qui la storia di tre sorelle: Fosca (17 anni), Caterina (19 anni) e Albina Radecchi (21 anni).

Qui la storia di Norma Cossetto (24 anni) e di Giovanni Radeticchio (sopravvissuto all’infoibamento).

Qui la storia di un prete di campagna (don Francesco Bonifacio, 34 anni)

 

esodo giuliano-dalmata

esodo giuliano-dalmata

 

Elena Pezzoli.

Elena Pezzoli nacque a Spalato nel 1902 ed era una docente di lettere del Liceo classico “Petrarca” di Trieste.     La professoressa, membro del C.L.N., aveva avuto un ruolo attivo nella Resistenza contro la Germania nazista.    A guerra finita, durante l’occupazione jugoslava di Trieste, il 20 maggio 1945 venne prelevata da alcuni uomini in abiti borghesi e portata a Villa Segrè, sede del Commissariato del Secondo Settore dipendente dall’Armata Popolare, le truppe jugoslave del maresciallo Tito.  La notte del 21 maggio 1945 fu torturata e se ne sentivano i lamenti, così come le cinghiate.         Lì operava la cosìddetta squadra volante, un gruppo di comunisti italiani al servizio delle truppe del maresciallo Tito.  Fra essi Nerino Gobbo, noto Comandante Gino, originario di Rovereto (TN), Commissario del popolo comandante del Secondo Settore, già gappista.

Il 9 giugno 1945 la professoressa Pezzoli semplicemente sparì e non se ne seppe più nulla.

Nel 1946 Silvana Spagnol, membro del C.L.N. di Trieste e coinquilina di Elena Pezzoli, ne denunciò la scomparsa e le relative circostanze al Comando Alleato di Trieste.      Senza alcun esito.

La squadra volante venne ritenuta responsabile di almeno diciotto infoibamenti.  Bastonava e seviziava i prigionieri, alcuni di essi erano costretti a bastonarsi reciprocamente e a metter la testa nel secchio delle feci. Alla fine vennero arrestati dagli stessi jugoslavi per l’eccessiva crudeltà.

Con sentenza del 17 gennaio 1948 la Corte d’Assise di Trieste condannò in contumacia Nerino Gobbo a 26 anni di reclusione.   Il torturatore assassino (così definito dai magistrati triestini) non fece un giorno di galera, ma diventò uomo politico nella Jugoslavia socialista, sindaco di Isola d’Istria, parlamentare e dirigente industriale. Morì nel maggio 2012.

In Italia ebbe la grazia dal Presidente della Repubblica Giuseppe Saragat, interviste agiografiche dove affermò di “cadere dalle nuvole” sulla sorte di Elena Pezzoli e una pensione I.N.P.S. di lire 532.500 per tredici mensilità annue, con circa 30 milioni di lire di arretrati.

 

esodo degli Italiani da Pola

esodo degli Italiani da Pola

 

(foto da Wikipedia, da mailing list storiche)

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[1]  una bibliografia, per chi volesse approfondire:

  • VV., “Istria nel tempo: manuale di storia regionale dell’Istria con riferimenti alla città di Fiume”, Centro di Ricerche Storiche di Rovigno, 2006
  • Claudia Cernigoi, Operazione Foibe – Tra storia e mito, Edizioni Kappa Vu, Udine, 2005
  • Mafalda Codan, Diario di Mafalda Codan in: Mario Dassovich, Sopravvissuti alle deportazioni in Jugoslavia, Istituto Regionale per la Cultura Istriana – Unione degli Istriani – Bruno Fachin Editore – Trieste 1997 ISBN 8885289541
  • Paolo De Franceschi, Foibe, prefazione di Umberto Nani, Centro Studi Adriatici, Udine 1949
  • Federico Goglio: “Foibe : inferno a nord-est”, Editore Baranzate di Bollate Cidal, 2001
  • Alessandra Kersevan, Un campo di concentramento fascista. Gonars 1942-1943, Kappa VU, Udine, 2003
  • Patrick Karlsen, Frontiera rossa. Il Pci, il confine orientale e il contesto internazionale 1941-1955, LEG, Gorizia, 2010
  • Jožko Kragelj,Pobitim v spomin: žrtve komunističnega nasilja na Goriškem 1943-1948, Goriška Mohorjeva, Gorizia 2005
  • Giancarlo Marinaldi (vero nome Carlo Gonan),La morte è nelle foibe, Cappelli, Bologna 1949
  • Adamo Mastrangelo,Foibe, ciò che non si dice, Calendario del Popolo, Luglio 2008, Nicola Teti Editore
  • Luciano Monzali, Italiani di Dalmazia. Dal Risorgimento alla Grande Guerra vol 1. Le Lettere. Firenze, 2004
  • Luciano Monzali, Italiani di Dalmazia. 1914-1924 vol 2. Le Lettere. Firenze, 2007
  • Gianni Oliva, Le stragi negate degli italiani della Venezia Giulia e dell’Istria, Mondadori, Milano 2003, ISBN 88-0448978-2
  • Frank Perme e altri,Slovenia, 1941, 1948, 1952: Anche noi siamo morti per la patria, Milano 2000.
  • Luigi Papo,L’Istria e le sue foibe, Settimo sigillo, Roma, 1999
  • Luigi Papo,L’ultima bandiera. Storia del reggimento Istria, L’Arena di Pola, Gorizia 1986
  • Eno Pascoli,Foibe: cinquant’anni di silenzio. La frontiera orientale, Aretusa, Gorizia 1993
  • Pierluigi Pallante,La tragedia delle foibe, Editori Riuniti, Roma 2006
  • Arrigo Petacco,L’esodo. La tragedia negata degli italiani d’Istria, Dalmazia e Venezia Giulia, Mondadori, Milano 1999
  • Raoul Pupo (aprile 1996).Le foibe giuliane 1943-45 .
  • Raoul Pupo,Il lungo esodo. Istria: le persecuzioni, le foibe, l’esilio, Milano, Rizzoli, 2005. ISBN88-17-00562-2
  • Raoul Pupo, Roberto Spazzali,Foibe, Bruno Mondadori, 2003. ISBN 88-424-9015-6
  • Raoul Pupo,Trieste ’45, Laterza, Roma-Bari 2010 ISBN 978-88-420-9263-6
  • Leonardo Raito,Il PCI e la resistenza ai confini orientali d’Italia, Temi, Trento, 2006
  • Franco Razzi,Lager e foibe in Slovenia, E.VI, Vicenza 1992
  • Guido Rumici, I nomi, i luoghi, i testimoni, i documenti, Mursia, Milano 2002
  • Giorgio Rustia,Contro operazione foibe a Trieste a cura dell’Associazione famiglie e congiunti dei deportati italiani in Jugoslavia e infoibati, 2000
  • Fulvio Salimbeni,Le foibe, un problema storico, Unione degli istriani, Trieste 1998
  • Cesare Salmaggi-Alfredo Pallavicini,La seconda guerra mondiale, Mondadori, 1989 ISBN 88-04-39248-7
  • Giacomo Scotti,Dossier Foibe, Manni, San Cesario (Le), 2005
  • Frediano Sessi,Foibe rosse. Vita di Norma Cossetto uccisa in Istria nel ’43, Marsilio, Venezia 2007.
  • Giovanna Solari,Il dramma delle foibe, 1943-1945: studi, interpretazioni e tendenze, Stella, Trieste 2002
  • Roberto Spazzali,Foibe: un dibattito ancora aperto. Tesi politica e storiografica giuliana tra scontro e confronto, Lega Nazionale, Trieste 1990
  • Roberto Spazzali,Tragedia delle foibe: contributo alla verità, Grafica goriziana, Gorizia 1993
  • Giampaolo Valdevit (cur.),Foibe, il peso del passato. Venezia Giulia 1943-1945Istituto regionale per la storia del movimento di liberazione nel Friuli-Venezia Giulia, Trieste 1997

 

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  1. max
    febbraio 10, 2016 alle 7:45 am

    forse e scrivo forse abbiamo lasciato queste usanze nel secolo scorso in europa.
    non si puo’ dire cosi’nel resto del mondo…
    il cammino evolutivo dell’uomo e’ ancora lungo e la meta ( la somiglianza al creatore chiuque esso sia o qualunque cosa esso sia). la ns parte migliore, quella solidale e misericordiosa dovra’ emergere e primeggiare su quella retriva e becera che ancora portiamo nel dna.

    • Mara
      febbraio 12, 2016 alle 4:09 pm

      Bravo Max!

  2. febbraio 10, 2016 alle 1:30 pm

    Sono stata a Basovizza e ricordo il grande impatto emotivo della visita

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