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Si può sapere se quei capanni-bunker di caccia sono legittimi?


Serle, Altopiano di Cariadeghe, capanno di caccia

Serle, Altopiano di Cariadeghe, capanno di caccia

Le associazioni ecologiste Lega per l’Abolizione della Caccia – Lombardia e il Gruppo d’Intervento Giuridico onlus hanno inviato (4 giugno 2015) una nuova richiesta di informazioni ambientali e adozione degli opportuni provvedimenti riguardo ben 21 capanni-bunker di caccia situati sull’Altopiano di Cariadeghe, in Comune di Serle (BS).

Coinvolti, come con la precedente  (28 marzo 2015), il Ministero per i beni e attività culturali, la Soprintendenza per i beni ambientali e architettonici di Brescia, il Corpo forestale dello Stato, il Comune di Serle, i Carabinieri del N.O.E. e, per eventuali aspetti di competenza, la Procura della Repubblica presso il Tribunale di Brescia.

Curiosamente, infatti, non è finora pervenuta alcuna risposta inerente la legittimità o meno delle strutture fisse destinate all’attività venatoria, ma il Comune di Serle ha pensato bene di indire un asta (deliberazione Giunta comunale n. 41 del 20 aprile 2015) per affittare “gli appostamenti fissi di caccia di proprietà comunale”, limitando “ad un anno venatorio l’assegnazione … dato atto che sono in corso accertamenti tecnici in merito ad un esposto presentato da una associazione ecologista”.

Serle, Altopiano di Cariadeghe, capanno di caccia (loc. Bus del Zel)

Serle, Altopiano di Cariadeghe, capanno di caccia (loc. Bus del Zel)

Quindi, qui abbiamo un “Comune imprenditore” che affitta i “suoi” capanni di caccia e, finora, non è stato in grado di fornire le informazioni richieste sulla sussistenza o meno delle necessarie autorizzazioni amministrative all’installazione…

L’Altopiano di Cariadeghe è un sito di importanza comunitaria (S.I.C., direttiva n. 92/43/CEE), tutelato con vincolo paesaggistico (decreto legislativo n. 42/2004 e s.m.i.) e vincolo idrogeologico (regio decreto n. 3267/1923 e s.m.i.) e le strutture edilizie permanenti, quali i capanni di caccia in muratura e metallo, devono quantomeno esser autorizzate sotto il profilo paesaggistico e urbanistico-edilizio.

Il piano di gestione del S.I.C. ne prevede un ulteriore puntuale regolamentazione, che non pare esistere.

Al pari di quanto effettuato con un’ampia campagna di accertamenti e interventi in Veneto, che ha portato alla rimozione di numerosissimi altane e capanni di caccia abusivi e al conseguente ripristino ambientale, L.A.C. e Gruppo d’Intervento Giuridico onlus intendono avviare analoghe verifiche nel Bresciano, dove pare siano comuni tali appostamenti fissi per l’attività venatoria realizzati fin troppo disinvoltamente.

Già a Lumezzane e sul Lago d’Iseo è stato possibile rinvenire situazioni analoghe di fortemente dubbia legittimità che attendono un definitivo ripristino ambientale e della legalità.

Lega per l’Abolizione della Caccia – Lombardia       Gruppo d’Intervento Giuridico onlus

 

Serle, Altopiano di Cariadeghe, pannello illustrativo S.I.C.

Serle, Altopiano di Cariadeghe, pannello illustrativo S.I.C.

 

 

(foto L.A.C.)

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  1. Mara
    giugno 10, 2015 alle 7:14 am

    Questi ipocriti imbecilli scrivono sul pannello del Parco: “vietato campeggio” e “rispetta la natura”…….Dovrebbero aggiungere “distruggi pure, a noi interessano solo i voti”.

  2. Cristiana Verazza
    giugno 10, 2015 alle 12:15 pm

    No, è una vigliaccata che si aggiunge alla vigliaccata.

  3. M.A.
    giugno 10, 2015 alle 1:12 pm

    Premetto che da vedere sono un obbrobrio, un pugno in un occhio! se dall’esposto presentato si evince che la loro presenza è legittima perché non rifarli con materiali eco-compatibili più consoni all’ambiente naturale in cui si trovano? certi paesi europei insegnano!

  4. Genius Loci
    giugno 10, 2015 alle 5:18 pm

    Siamo alle solite “arroganze” di una solita categoria che continua ad accampare diritti sul territorio di tutti.
    Ben vengano gli interventi del GrIG per il ripristino della legalità, in una regione che si definisce “moderna”.

  5. M.A.
    giugno 10, 2015 alle 6:19 pm

    prima di tutto bisognerebbe giudicare la legittimità di questi appostamenti fissi sicuramente datati, In base alla risposta delle autorità, se sono abusivi si buttano giù con buona pace dei cacciatori, vorrà dire che utilizzeranno appostamenti di fortuna e smontabili in giornata, se sono legittimi invece si accettano con buona pace degli ambientalisti, magari buttando giù quella ferraglia ed utilizzando come scritto sopra del materiale ecocompatibile con l’ambiente. Se l’avversione a queste strutture è solamente ideologica dettata dall’uso che si fa ossia contro la caccia, quest’avversione perde di significato. Se è puramente estetica in quanto quella ferraglia non ci sta a far niente in natura, se legittime si ricostruiscono se abusive si buttano giù.
    Se invece disturba proprio la struttura in se, pur costruita in grazia di Dio, con materiali consoni all’ambiente in cui si trova, mi piacerebbe trovare coerenza e chiedere di eliminare baracche e baracchette destinate a boy scout, angoli cottura, rifugi etc etc. Che ci stanno a fare in natura? Non credete? Anch’esse sono destinate all’utilizzo di una categoria ben specifica.

  6. Genius Loci
    giugno 11, 2015 alle 12:30 pm

    E no, M.A. Si diceva che si tratta di semplice “ripristino della legalità”, che mi pare un concetto su cui anche tu sei d’accordo ultimamente.
    Non capisco però il paragone che fai con baracchette e burattini (secondo te), categorie che usano gli angoli di cottura autorizzati, invece di bivaccare dove capita e con angoli cottura improvvisati.
    Inoltre, categorie che usano e godono del territorio senza prelevare niente.
    Qui sta la sostanziale differenza.

  7. M.A.
    giugno 11, 2015 alle 1:13 pm

    Primo: bisogna ancora valutarne la legittimità o meno di suddette strutture.
    Secondo: il prelievo è legale e autorizzato dallo Stato, a pagamento tramite tasse (se no sarebbero bracconieri).
    Terzo: il mio ragionamento è dettato dal fatto che in Natura non esistono solo “baracche” con funzione di capanno di caccia, ma esistono tanti tipi di “baracche” (autorizzate).
    Quindi se non danno fastidio le altre baracche ma solo i capanni come struttura, il problema è solo ideologico.
    A parer mio anche se legittimi andrebbero buttati giù e costruiti in grazia di Dio con gli stessi materiali delle altre baracche che a quanto pare non creano disturbo. Pensa che belli che sarebbero quei capanni se costruiti con gli stessi materiali delle baite al posto di quella ferraglia. (Obbiettivamente sono veramente brutti da vedere in mezzo al verde).

  8. Genius Loci
    giugno 11, 2015 alle 9:32 pm

    Ancora non ci siamo M.A.
    Al secondo punto, riguardo al “prelievo legale autorizzato dallo Stato”, le tasse pagate servono esclusivamente a giustificare una lobby.
    La tua logica di “pago e mi diverto” e abbondantemente superata da risvolti socio/culturali e da concetti di sostenibilità.
    I tuoi capanni, anche se mascherati da materiali compatibili con l’ambiente, o da baite, sempre luoghi di rapina sono, o di morte.
    Ancora una volta, qui sta la sostanziale differenza.

  9. M.A.
    giugno 11, 2015 alle 10:26 pm

    Genius occhio che stai rischiando di incartarti tu sul concetto di “legalità”. La mia logica del “pago e mi diverto, uccido e mangio” e abbondantemente tutelata dallo Stato dalla 157/92 ergo è LEGALE. Se quei capanni risultano abusivi, si porta una ruspa e si radono al suolo. stop finisce li, in caso contrario se dimostrata la legittimità si dovrebbero rifare con materiali compatibili con l’ambiente. Questo per me è ambientalismo e rispetto della legalità.il resto sono puerili e sterili convinzioni ideologiche o meglio chiacchiere da “forum”..

    • giugno 11, 2015 alle 10:38 pm

      mi permetto di intervenire: il punto è che, finora, nessuno è stato in grado di affermare in modo documentato che quei capanni di caccia – bunker siano stati autorizzati sotto il profilo paesaggistico/ambientale e sotto il profilo urbanistico.
      Nemmeno quel Comune (Serle) che ha messo a bando il relativo affitto.
      Ci lucra, ma finora non ha dimostrato che siano legittimi.

      Stefano Deliperi

  10. Genius Loci
    giugno 12, 2015 alle 11:06 am

    M.A., continui a glissare sulla sostanziale differenza.
    Saluti.

  11. agosto 20, 2015 alle 3:03 pm

    il Comune di Serle – Area Edilizia privata, Urbanistica, Ambiente, con note prot. n. 2101 del 3 aprile 2015 e n. 4374 dell’11 agosto 2015, ha reso noto, anche alle altre varie Amministrazioni pubbliche competenti, che “che l’Amministrazione Comunale sta svolgendo gli opportuni controlli che, per la loro complessità, richiedono una tempistica difficilmente quantificabile. Sarà cura di questa Amministrazione Comunale, all’esito dei controlli, di relazionare sugli esisti degli stessi e sulle determinazioni assunte”.

    Considerato il fatto che è lo stesso Comune di Serle ad “affittare” i capanni di caccia, è piuttosto curioso che debba svolgere “complessi controlli” per sapere se siano autorizzati o meno.

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