Home > "altri" animali, salute pubblica, società > Bestialità umana a Palau.

Bestialità umana a Palau.


bovini in spiaggia

bovini in spiaggia

Nella notte fra domenica 19 e lunedi 20 aprile 2015 nelle campagne di Coluccia, in Comune di Palau (OT) alcuni non conosciuti “selecontrollori” hanno abbattuto diversi bovini allo stato brado, compresi alcuni vitelli, in forza di un’ordinanza comunale (la n. 3 del 16 aprile 2015).

Da un video qui reperibile (https://www.facebook.com/nuraku.sardegna/videos/vb.1685335676/10203086625201604/?type=2&theater, https://vimeo.com/125457083) del quale sconsigliamo la visione a persone particolarmente sensibili, almeno un vitello appare lasciato ad agonizzare.

Sgozzato.

Ora Comune di Palau e Azienda ASL n. 2 di Olbia fanno a gara per scansare qualsiasi responsabilità e, soprattutto, danno di immagine, mentre il Corpo forestale e di vigilanza ambientale ha avviato sacrosanti accertamenti sulla vicenda.

I bovini allo stato brado erano una mandria di proprietà di un allevatore locale (Angelo Sanna), deceduto nel 1996. Da allora vagano liberi nella zona di Coluccia, a cavallo fra Palau e S. Teresa di Gallura.

Da tempo il Comune di S. Teresa di Gallura ne aveva previsto l’abbattimento (vds. ordinanza sindacale contingibile e urgente n. 12 del 27 marzo 2013), dopo aver ritenuto l’impraticabilità della cattura (ordinanza n. 113 del 14 ottobre 2011), analogamente al Comune di Palau.

Ma è questo il modo di agire in un Paese che si pretende civile?

Gruppo d’Intervento Giuridico onlus

paesaggio agricolo

paesaggio agricolo

 

dal sito web istituzionale del Comune di Palau, 20 aprile 2015

Abbattimento capi bovini nel territorio comunale: precisazioni del Sindaco.

In merito all’abbattimento di capi bovini nel territorio del Comune di Palau, il sindaco precisa che l’amministrazione ha avviato un’inchiesta interna per verificare se ci siano state delle inadempienze nell’applicazione dell’ordinanza comunale da parte dei “Selecontrollori” abilitati e incaricati dell’abbattimento dei suddetti bovini per ragioni di “pubblica sicurezza e incolumità”.
In merito all’abbattimento di capi bovini nel territorio del comune di Palau, il sindaco precisa che l’amministrazione ha avviato un’inchiesta interna per verificare se ci siano state delle inadempienze nell’applicazione dell’ordinanza comunale da parte dei “Selecontrollori” abilitati e incaricati dell’abbattimento dei suddetti bovini per ragioni di “pubblica sicurezza e incolumità”.

Il sindaco di Palau, Francesco Pala, precisa: “Siamo stati avvertiti a cose fatte e stiamo cercando di capire come sia stato possibile che l’ordinanza comunale venisse disattesa in termini operativi”. Pala spiega che “l’intervento doveva avvenire previa autorizzazione del sindaco e/o del responsabile comunale del settore Vigilanza, mentre si è proceduto questa mattina presto senza informare preventivamente la polizia locale di Palau.

Ecco perché il Comune non ha potuto preavvisare  la cittadinanza, come avrebbe voluto. Inoltre, come è prescritto nell’ordinanza sindacale, è stata disattesa la fascia oraria nella quale era consentito l’intervento, cioè dopo le 18 e sino alle 24, per tutelare la sicurezza della popolazione”.

In merito al video che ritrae due vitelli apparentemente sgozzati, il sindaco Pala condanna un simile atto di barbarie e sottolinea: “Faremo tutto ciò che è necessario per accertare eventuali responsabilità”.

 

Sardegna, paesaggio agrario

Sardegna, paesaggio agrario

 

dal sito web istituzionale dell’A.S.L. n. 2 di Olbia, 20 aprile 2015

Abbattimento bovini inselvatichiti nel comune di Palau: la precisazione dell’Asl di Olbia.

OLBIA, 20 APRILE 2015 – In merito all’abbattimento dei capi bovini avvenuta in data odierna nel territorio del Comune di Palau, la Asl di Olbia, attraverso il Servizio Veterinario di Sanità animale, precisa quanto segue:

Al Servizio di Sanità Animale della Asl di Olbia spettano il compiti di prevenzione, controllo, certificazione sugli animali allevati nel territorio dell’ASL 2; nell’ambito di questa attività, ha contribuito, in sede di Conferenza di Servizi (che vedeva sedute allo stesso tavolo l’amministrazione comunale di Palau e le forze dell’ordine del territorio), ad individuare, negli anni, le varie forme di intervento per provvedere alla “cattura” del branco delle mucche inselvatichite che vagavano in località “Coluccia”, nell’agro di Palau.

Per una questione di sicurezza e incolumità pubblica, negli anni si sono attuate diverse tecniche per la cattura dei bovini in stato di abbandono e senza marchio auricolare (prescritto dal regolamento UE N. 1053/2010).

Nel corso della Conferenza di Servizi del 13.04.2015 si è stabilito di procedere, come ultima ratio, all’abbattimento degli animali secondo le prescrizioni della normativa vigente, attraverso la tecnica dell’ “abbattimento selettivo”, già utilizzato nell’Arcipelago della Maddalena per il contenimento della popolazione di ibridi di cinghiale.
Il ruolo dei Veterinari, oggi, era quello di accertare la morte dei bovini per disporne lo smaltimento delle carcasse, effettuato dall’amministrazione comunale.

Si precisa che, stamane, all’arrivo degli operatori della Asl di Olbia, gli animali erano già morti.

Gallura, costa

Gallura, costa

(foto per conto GrIG, S.D., archivio GrIG)

Annunci
  1. M. A.
    aprile 21, 2015 alle 5:41 pm

    Oh Grig, ma perché non si smette con questo finto “buonismo”!? Perché bisogna discostare il concetto di “civiltà” con la soppressione di un animale/da carne!? E poi ci si lamenta se qualcuno in questi temi viene trattato da ebete. Viviamo in Sardegna, in Italia, non a Disneyland!

    • aprile 21, 2015 alle 5:43 pm

      a te piacerà anche sgozzare vitelli e lasciarli agonizzare come “tipica usanza sarda”, a noi e a tante altre persone non piace.
      Fattene una ragione.

      Stefano Deliperi

    • aprile 21, 2015 alle 5:44 pm

      Finto “buonismo”?? Ma ti sembra questo il modo corretto di intervenire per risolvere il problema? O fa sempre parte della tradizione sarda di squartare il vitello per strada?

      • Mara
        aprile 21, 2015 alle 9:49 pm

        Deve arruolarsi con l’isis, se gli piace sgozzare…
        M.A. non ti vergogni mai? Qui si parla di abbattimenti “selettivi” indispensabili, (e non si capisce come mai alla ASL di Olbia non conoscano l’uso dei proiettili anestetizzanti), non dell’uso di pratiche primitive e incivilii. Hai presente la differenza fra una morte rapida e una lunga agonia? NO? Sei tu che vivi a Disneyland.
        Comune di Palau e ASL di Olbia: FATE SCHIFO.

    • teresa
      aprile 21, 2015 alle 6:10 pm

      M.A.In Italia e in Sardegna il maltrattamento animale è vietato dalla legge.Bisogna fare delle leggi per tutelare gli animali,(anche quelli da allevamento ),perchè purtroppo ci sono degli”ebeti”che non capiscono e per i quali non c’è differenza tra l’ abbattere un’animale causandogli meno dolore possibile o sgozzarlo lasciandolo al suo destino.Lei dev’essere uscito ieri dalle caverne (o dall’ovile se preferisce,con il massimo rispetto per le pecore!)

  2. teresa
    aprile 21, 2015 alle 5:51 pm

    Mi immagino il livello mentale di questi”selecontrollori”:cavernicoli ignoranti.Complimenti al sindaco per avergli dato questo incarico svolto in modo etico e civile!

  3. M. A.
    aprile 21, 2015 alle 5:57 pm

    Scusami Grig ho visto il video. Quel vitello, come qualsiasi altro animale da carne non muore a suon di coccole. Capisco benissimo che siete di Cagliari, quindi in attività rurali, come la mecellazione di un capo di bestiame, siete del tutto estranei (almeno penso da come vi scandalizzate). Sono contrazione muscolari pre morte, tipiche di ogni animale. Quel vitello non muore diversamente di come muoiono migliaia di animali destinati alla macellazione domestica all’interno degli ovili sardi. È naturale. Per arrivare nel piatto fanno quella fine, al posto di essere in un mattatoio appeso ad un gancio è stato macellato in loco. Dov’è lo scandalo?

    • aprile 21, 2015 alle 10:22 pm

      nessuno, Homo sapiens sapiens o “altro” animale, muore “a suon di coccole”.
      Il resto non ha bisogno di ulteriori commenti da parte mia.

      Stefano Deliperi

    • max
      aprile 22, 2015 alle 7:36 am

      M.A. hai un problema,grosso problema. se 6 un bucolico agreste e quindi hai familiarita’primitiva con i bovini conoscerai senz’altro un buon veterinario in grado di aiutarti.
      le tue affermazioni o sono un tentativo provocatorio di attirare l’attenzione su un grande tuo disagio ( ti senti solo nella campagna bucolica? vai al bar come fanno tutti i bifolchi…!) o + semplicemente le tue intime frequentazioni ovine ti hanno snaturato ovvero ti hanno fatto perdere la tua umanita’ ( cosi’ ti dovrebbe essere + chiaro).
      amati di +; non scrivere c……e.

      • M. A.
        aprile 22, 2015 alle 12:29 pm

        Ahahah è dire che a volte riesci a costruire dei bei discorsi e dimostri di avere un cervello! Dimostri di avere empatia verso i bovini in delle pratiche di macellazione tanto vecchie quanto il mondo, ma dimostri il contrario in certi commenti che scrivi nei confronti di certi uomini. Fai pace con il cervello. Esiste la libertà di pensiero in questo blog o no?

  4. max
    aprile 21, 2015 alle 6:13 pm

    mi pare una vicenza surreale; si abbattono bovini bradi ritenuti pericolosi ( ?) e si demanda ad altri l’esecuzione ma non si sa quando e ci si trova con la cosa fatta ( ?) inoltre le carcasse anziche’ essere utilizzate a scolpo alimentare ( se la condanna a morte non ha ricevuto la grazia) devono essere smaltite.
    non siamo a disneyland ma propio a ebetland!

  5. Emma
    aprile 21, 2015 alle 6:27 pm

    Orrore

  6. Juri
    aprile 21, 2015 alle 6:32 pm

    Mi chiedo se M.A. voglia fare il troll a tutti i costi oppure dica clamorose fesserie a sua insaputa. Un vitello sgozzato lasciato ad agonizzare è un atto inumano e se tu confondi la condanna di una tale barbarie con “buonismo” sei messo molto, molto male. E dovresti preoccuparti e pure tanto.

  7. riccardo
    aprile 21, 2015 alle 7:06 pm

    la macellazione viene eseguita in ben altro modo! e poi potevano affidare regalare quelle vacche ad un allevatore….

  8. aprile 21, 2015 alle 10:40 pm

    il Corpo forestale e di vigilanza ambientale sta già indagando e siamo sicuri che farà il suo dovere fino in fondo.

    A.N.S.A., 21 aprile 2015
    Mucche abbattute a Palau: Lav, è strage.
    Pronta denuncia a procura Tempio, no scaricabarile sindaco-Asl: http://www.ansa.it/sardegna/notizie/2015/04/21/mucche-abbattute-a-palau-lav-e-strage_e9c0777a-8671-462d-9adb-9a1b5e61e971.html

  9. Alessandro Nonnoi
    aprile 21, 2015 alle 11:02 pm

    Il sig. M.A. che come ogni vigliacco non ha il coraggio di farsi identificare, è un meschino provocatore che gioca a fare il bastian contrario per puro divertimento, mostrando una meschinità inverosimile. Io vivo in un paese e abbiamo una differente concezione sul macello degli animali da carne. Ma non sto qui a dare spiegazioni. Penso che la cosa migliore sia ignorare le provocazioni. L’estinzione fa parte della selezione naturale, i più competitivi sopravvivono ai buzzurri.

  10. M.A.
    aprile 22, 2015 alle 12:25 am

    Non mi reputo un provocatore anzi, esprimo democraticamente il mio pensiero pur sapendo di non essere in linea con gli ideali del blog, Lo scambio di opinioni arricchisce d’altronde Il mondo è bello perchè è vario no?. Io ho senz’altro vissuto certe realtà e so benissimo che partendo da un pesce pescato fino ad arrivare ad un animale di grande mole la morte, in qualsiasi modo venga arrecata al soggetto (per stordimento, per recisione dei vasi sanguigni etc) è caratterizzata da quei spasmi muscolari. Ho difficoltà nel capire se vi disturba il fatto di vedere un vitello sgozzato, la morte in diretta o la morte dell’animale in un luogo non consono alla macellazione? Se fosse questo, sarebbe morto nello stesso identico modo appeso ad un gancio di un mattatoio. Per ciò che a voi può sembrare “orrido” per altri è semplicemente un mestiere o normalità vissuta in determinati contesti culturali rurali. Abbiamo idee e opinioni culturali diverse in merito. Tutto qui. se vi piace di più la chiamerei consapevolezza della filiera “dal campo alla tavola”,
    (Mi darebbe fastidio sapere che la carne sia stata sprecata e di conseguenza anche la vita dell’animale che sarebbe potuto essere una grande fonte economica per qualche allevatore in difficoltà).

    • max
      aprile 22, 2015 alle 1:46 pm

      M.A. non te la prendere su alcune cose hai ragione ma tutti orridiamo di fronte alla sofferenza inclusa quella animale e nel caso specifico come scrivo sopra e’ inclusa in una vicenda surreale. da quello che scivi si denota che comunque hai una certa sensibilita’anche se scrivi in modo un po’ provocatorio ergo ;
      absolvo peccatis istuis. amen…

  11. Agente_007
    aprile 22, 2015 alle 11:30 am

    Indagini della forestale….. ok, però se si leggono i nomi di coloro che sono stati autorizzati a sparare (vedi ordinanza n.3/2015) compare un agente della forestale…

  12. aprile 22, 2015 alle 4:49 pm

    da La Nuova Sardegna, 22 aprile 2015
    PALAU. L’Enpa salverà le mucche: proposta per adottarle.
    L’ente di protezione le vuole sedare e portare nella penisola in un’area dedicata. Ma è polemica. Esposto della Lav in Procura. Santa Teresa non firma l’ordinanza: http://lanuovasardegna.gelocal.it/regione/2015/04/22/news/l-enpa-salvera-le-mucche-proposta-per-adottarle-1.11283454

  13. M.A.
    aprile 22, 2015 alle 6:11 pm

    Max ti ringrazio, sapevo che non mi sbagliavolta su di te. Non sono una persona sadica o cinica ne nei confronti degli animali e tanto meno degli uomini. Io rispetto l’animale sia in vita sia durante la morte, sono il nostro cibo. Uccidere per nutrirsi, che piaccia o meno, fa parte dell’umana natura. Ho visto tanti animali morire prima di finire nei piatti, quindi ti posso garantire che quel vitello non è morto diversamente di come muoiono altri animali da carne, prima sparato o stordito e poi sgozzato. È morto in un campo sotto gli occhi di tutti e non in un locale di un mattatoio o in un ovile, ecco perché crea sconcerto. Quanti ci mangiano e si riempiono lo stomaco grazie all'”umana bestialità “??. Concludo ricordando a tutti che finalmente ci stiamo accingendo ad andare all’Expo di Milano con il nostro piatto tipico tradizionale che rappresenterà la Sardegna, il porcetto arrosto, tipico per destare scandalo e sensibiltà ai più empatici. Anche loro muoiono da centinaia di anni come quei vitelli e in più vengono cucinati interi su degli spiedi e non a pezzi, con ancora le sembianze dell’animale che erano quando ancora erano in vita. La mia non è provocazione.. è solamente obbiettività o presa di coscienza. Questo articolo è stato creato ad hoc per suscitare indignazione, vorrei ricordare anche ai più sensibili degli utenti, che in questo caso la macellazione (pur da me giustificata), non è stata compiuta dal “pastore sardo trologodita e cavernicolo”, ma dallo Stato tramite le sue istituzioni ad opera di agenti incaricati. La tecnica di macellazione è sempre quella che piaccia o no. Spero di essere stato chiaro ed esaustivo. Buona serata!

    • max
      aprile 23, 2015 alle 7:11 am

      se scrivi cosi’6 inattaccabile; sicuramente la cosa pero’ poteva essere gestita in modo meno primitivo. di questo me ne darai atto…

  14. riccardo s.
    aprile 22, 2015 alle 9:03 pm

    m.a. ma ddu cumprendis ca una bestia no si bocit diaici? per me sia chi ha firmato l’ordinanza sia chi l’ha messa in pratica sono ignoranti (ignorano i metodi di macellazione)…. e invece di sprecare così quegli animali potevano regalarli ad un allevatore…..

  15. aprile 23, 2015 alle 1:47 pm

    Non voglio mangiar carne di esseri senzienti, proprio perché in questi anni di vita ho l’onore di avere la possibilità di una coscienza, memoria, capacità di scelta, comprensione e ‘umanità’. Capisco che molti uomini mangiano la carne animale per nutrirsi. Se molti non si cibassero di carne ovini, bovini e suini scomparirebbero dalla terra o sarebbero confinati in misere riserve per vedersela immagino con carnivori. Vorrei che tutti gli animali fossero trattati con rispetto. Che gli animali avessero anni di vita felice per se stessi (per quanto possibile) prima che alcuni debbano essere sacrificati a favore dell’uomo e del proprio ‘gruppo’ diciamo così.
    Odio la zootecnia per galline, ovini, bovini, suini. Che gli animali abbiano un prato verde su cui correre o ruspare e il sole su di loro per quel poco di tempo concesso alla loro vita.
    La carne per chi la mangiasse costerebbe di più, ma sarebbe più sana e sarebbe in quantità minore: ne guadagnerebbe la salute anche dei mangiatori di carne.

  16. aprile 23, 2015 alle 2:58 pm

    ecco com’è possibile peggiorare la penosa gestione di una situazione dove è mancato in primo luogo il buon senso.

    da La Nuova Sardegna, 23 aprile 2015
    PALAU. Disseppellita la carcassa della mucca: troppo vicina alla spiaggia.
    Dopo la mattanza dei bovini di Coluccia tra Comune e Asl non c’è intesa sul luogo dove seppellire i resti: http://lanuovasardegna.gelocal.it/olbia/cronaca/2015/04/23/news/disseppellita-la-carcassa-della-mucca-troppo-vicina-alla-spiaggia-1.11289779

    ______________________________________________________________________

    qui, invece, un po’ di buon senso.

    da Il Corriere della Sera, 23 aprile 2015
    IL CASO. Liberati i cavalli selvaggi dell’Aveto. «Ora diventino patrimonio di tutti».
    L”associazione «Nel Cuore» e Wild Horse Watching hanno riaperto il recinto e consentito agli animali di tornare in libertà. Brambilla: «Sono unici, vanno tutelati»: http://www.corriere.it/animali/15_aprile_22/rinchiusi-cava-selvaggi-aveto-mobilitazione-social-9c5cc720-e90e-11e4-88e2-ee599686c70e.shtml

  17. M.A.
    aprile 23, 2015 alle 4:31 pm

    Buonasera signor Porcu, vede non ho mai giudicato nessuno per le sue idee, ne in questo Blog ne nella vita. Però mi piacerebbe che rifletesse su quello che ha scritto. Mi piacerebbe perché la società odierna si sta avvicinando sempre di più alle sue idee e alla sua visione e per me questo non è un bene in quanto potrebbe diventare un problema delle prossime generazioni . Empatia a parte, come sa esiste una catena alimentare, e se escludessimo per un istante l’uomo che in molti ecosistemi si trova al vertice o quasi, alcuni animali sono predestinati ad essere cibo di altri animali, fin dalla nascita.in natura vengono concepiti come cibo per altri animali. Vivono la loro vita biologica (nascono, crescono e si riproducono) ed infine muoiono divenendo energia vitale per un altro essere. Il concetto del bel prato verde dove gli animali saltellando, brucano l’erba, vivono sotto il sole in mezzo ai fiori di un bel prato e muoiono per anzianità..è una fantasia ingenua e bambinesca da cartone animato. Anche se l’uomo non esistesse su questo pianeta la morte per nutrizione esisterebbe ugualmente. Poiché l’uomo esiste, ha la capacità, fa parte di quel disegno ed è inserito nella catena alimentare, con tutta l’empatia che vuole non vedo perché non possa cibarsene. Inoltre, il pascolo brado destinato a questi animali è del tutto ecosostenibile: l’acqua utilizzata per il foraggio dei pascoli è solamente quella caduta dal cielo, a differenza dell’allevamento da stalla dove, come sapete, per produrre 1kg di carne si necessita di enormi quantità d’acqua (produzione mangimi, pulizia stalle etc etc).
    Vorrei esprimere il mio dissenso o meglio il mio schifo nei confronti di un’azione contro natura, per non aver destinato la carne di quelle mucche e vitelli a qualche mensa della caritàs previo controllo veterinario da parte della ASL.

    • aprile 24, 2015 alle 10:03 am

      Buon giorno, Signor M. A. Concordo con lei su alcuni punti e vorrei puntualizzarne altri. Come è chiaro dal mio cognome ‘Porcu’ sono sardo e solo per (chiamiamolo qui) destino non sono un allevatore di animali. Ciò di cui parlo ‘animali sui prati’ l’ho conosciuto da molto vicino. Quella che ho conosciuto era una civiltà uomini – animali quasi accettabile. Nessun animale è nato ‘per essere mangiato’. Molti animali (e uomini) seguendo la legge (naturale) del più forte si mangiano quelli più deboli. Gli animali (e le piante, non senzienti) difendono il proprio gruppo e specie con diverse strategie a cominciare dalla elevata procreazione. L’uomo non è in cima alla catena alimentare: è solo uno degli anelli. Non sostengo la visione bucolica secondo cui gli erbivori debbano pascolare e far nulla fino alla morte per vecchiaia, anzi penso che lo scotto che debbano pagare in prodotti (latte e carne…) sia utile per esistere in ‘collaborazione’ con l’uomo. Il problema è l’ignoranza umana, il non rispetto delle leggi per il miglior trattamento a favore degli animali, l’assenza stessa di queste leggi, l’assoluto maltrattamento degli animali da parte della zootecnia che li considera, neppure come vegetali, ma solo da oggetti vili. Mentre la viltà sta esattamente nell’ignoranza, nell’oppressione degli uomini: sia macellai, sia allevatori, sia veterinari e sia mandanti di questi animalicìdi squilibrati. I mandanti cioè i consumatori.

  18. fra
    aprile 24, 2015 alle 12:25 am

    M.a.
    Scusa ma di cosa parliamo…
    É opinabile che la soluzione sia l’abbattimento (ma per me é abbastanza poco credibile che non si riesca con la cattura).
    Non é opinabile il modo, cioé che vada fatto senza lasciar soffrire gli animali in ogni caso in modo selettivo e pulito. E magari non facendo andare sprecate le loro morti. E questo anche se sono ‘animali da carne’ come li hai definiti tu: non devono soffrire inutilmente.
    Se non ci comportiamo bene su questo?
    Ebbene SI’ perdiamo punti in civiltà.
    E parecchi.
    ( ps, ma la razza che prolifera di più senza controllo da anni non sono sedicenti gestori della cosa pubblica senza scrupoli? Per quelli cosa si propone, cattura o abbattimento?)

    • Mara
      aprile 24, 2015 alle 8:43 am

      CATTURA E ABBATTIMENTO.

    • M. A.
      aprile 24, 2015 alle 4:24 pm

      Sig. Porcu e fra..io sono d’accordo sul fatto che il modello di allevamento sardo per intenderci (a pascolo brado) sia il più etico (per la vita vissuta dall’amimale) e più ecosistenibile per l’ambiente (minor consumo d’acqua, minor consumo di suolo ed emissioni dei mezzi agricoli per la produzione di mangimi). Anche io sono contro la moderna zootecnia. Che ha straricoluzionato la vita rurale e animale. Ciò in cui discosto dal vostro pensiero è semplicemente sulla morte dell’animale. È bene evidenziare e chiarire che il concetto di morte è “brutale” per definizione. Quando si parla di animali da carne si parla di “abbattimento” quando ci si rivolge ad animali d’affezione (Cani, gatti etc) si parla di “soppressione” quella attuata dal veterinario. Ciò vale non perché una mucca o un vitello valga meno di un cane, ma perché la macellazione delle carni destinate al consumo umano godono di un disciplinare dove dopo aver stordito l’animale ( pistola captiva ad esempio) venga sgozzato quando ancora il cuore “pompa” per eliminare più sangue possibile dalle carni onde evitare contaminazione batterica, in quanto ottimo terreno di coltura per la proliferazione di microrganismi. La macellazione funziona così e continua ad avere le caratteristiche ataviche non perché l’uomo è brutale e crudele, ma perché la “soppressione” non è attuabile ad animali destinati al consumò umano. Inoltre, è un operazione talmente veloce, se pur brutale che le sofferenze dell’animale sono irrisorie..con la pistola captiva il trauma cerebrale manda l’animale in coma, idem per la recisione della giugulare degli agnelli (tipica macellazione sarda); il mancato aflusso di sangue al cervello causa una condizione comatosa e i movimenti che ai percepiscono sono solamente spasmi involontari della muscolatura..ma quando sopraggiungono l’animale è già in stato di morte cerebrale. Per quelle specie nocive menzionate da fra proporrei la CATTURA e L’ARRESTO.

      • aprile 24, 2015 alle 9:06 pm

        Signor M.A., grazie per essere contro la moderna zootecnia. Ma come agire ora per contrastarla? In tutto il mondo sta aumentando la consapevolezza e il rispetto per gli animali. Alcuni fanatici soprattutto cacciatori e ignoranti sadici ostentano la propria crudeltà che fortunatamente produce anche un moto di rifiuto se non di vomito, nelle persone dotate di sensibilità umana. Lei prima parlava di leggi. Le leggi sugli animali che io conosco sono solo a favore degli umani. I veterinari non sono ‘medici degli animali’ ma servono solo per ‘garantire’ la salubrità delle carni. Uccidere gli animali davanti agli altri animali, in situazioni allucinanti, in un’età di vita mai vissuta, grida alla vendetta divina. Quando arriverà la liberazione? Mai? Ma non esiste mai.

  19. M.A.
    aprile 24, 2015 alle 11:16 pm

    Signor Porcu, essere contro la zootecnia significa essere contro un modello di allevamento che spoglia gli animali della loro dignità di animali in nome di un fatturato economico. La zootecnia del nostro secolo è causa di questi nuovi sentimentalismi e pietismi nei confronti degli animali, che non vengono visti più come cibo ma come “oggetti umanizzati”.Squallido non trova? E’ che hanno fatto i buoni legislatori per farci rendere meno amara la pillola? Leggi sul benessere animale. Sa cosa penso? che sono una bella fregatura per tutti, per gente come lei, per gli allevatori e per gli stessi animali. Servono solamente a gonfiare “certe tasche” ma stia tranquillo che gli animali faranno la pessima vita da animali da allevamento intensivo. La zootecnia si contrasta promuovendo la cultura rurale, il ritorno della vita in campagna, ai pascoli, e non allevamenti in batteria, la cultura della “qualità” (in termini altamente salutistici di carne e derivati), piuttosto che la “quantità” a basso prezzo che sfornano i capannoni o meglio lagher industriali. L’attività venatoria è figlia di quella cultura rurale. Nella cultura rurale esiste il rispetto dell’animale prima e della carne poi. Nella cultura rurale vi è piena consapevolezza e rispetto della morte dell’animale. Non cìè sadismo. il sadismo lo vedo più in un imprenditore in giacca e cravatta che lucra sul suo bestiame fino allo sfinimento piuttosto che in un cacciatore che esce la domenica col fucile a spare a un cinghiale. Il dolore e la sofferenza si sentono nei mattatoi dove gli animali prima di morire si accorgono del destino in cui vanno in contro già percependo l’odore del sangue dei propri simili. Il dolore è più acuto ad opera della lama fredda del macellaio su un animale inerme piuttosto che ad opera del piombo caldo sparato su un verro in mezzo al bosco che si presenta carico di adrenalina (quindi anestetizzato) in virtù della fuga.
    Ci sono vari aspetti che non si conoscono signor Porcu. Esistono dei signorotti e dei politici che gli appoggiano rilanciando il settore turistico che si dilettano nella pesca “no Kill”, quel tipo di pesca che consiste nella cattura del pesce e la sua immediata liberazione. Moda che si sta diffondendo anche in Sardegna, vede di recente le proposte per attirare turisti nelle zone dell’interno. Vede signor Porcu, oltre ad essere un cacciatore sono anche occasionalmente pescatore, e posso garantirle che il pesce combatte e muore tra gli spasmi proprio come quei vitelli. Questi signori e anche politici che praticano questo passatempo, dopo hanno anche il coraggio di criticare la caccia, poichè liberando il pesce si sentono con la coscienza pulita. Ma non vi trova tanto sadismo nel vero senso della parola? Sa qual’è la differenza tra queste persone e il sottoscritto? se io devo esercitare una violenza fisica e psicologica nei confronti di un animale lo faccio con il fine ultimo d ucciderlo e mangiarlo, non incuto dolore insensato con il macabro scopo di divertirmi sulla pelle e il dolore di un altro. Da quanti pescatori sarà pescato quel pesce? quanta sofferenza dovrà subire nel corso della vita? chi è il più sadico? non è tutto oro ciò che luccica..anzi!

  20. maggio 3, 2015 alle 1:05 am

    Dove sono state seppellite tutte le bestie? Ma sono tutte sepolte o qualcuna manca perchè magari l’hanno depezzata e mangiata?

  21. maggio 8, 2015 alle 2:56 pm

    da L’Unione Sarda, 8 maggio 2015
    PALAU. Corpo Forestale. Vacche abbattute a Coluccia: sette indagati. (http://www.regione.sardegna.it/rassegnastampa/1_146_20150508092944.pdf)

    Per l’abbattimento della vacche di Coluccia (una decina di capi inselvatichiti “eliminati” il 20 aprile scorso) il Corpo Forestale ha denunciato sette persone. Alla fine dell’inchiesta condotta dal personale della stazione di Palau e dagli uomini dell’Ispettorato di Tempio (coordinati dal comandante Giancarlo Muntoni) sono stati segnalati alla Procura della Repubblica i “selecontrollori” (cacciatori specializzati con qualifica per l’abbattimento controllato di animali) che hanno proceduto all’operazione. Stando all’informativa dei forestali, i cacciatori non hanno osservato il contenuto dell’ordinanza del sindaco di Palau Francesco Pala che imponeva una serie di prescrizioni per l’abbattimento dei capi bovini. Il primo cittadino aveva firmato il provvedimento dopo anni di proteste e segnalazioni di persone che lamentavano la pericolosità delle vacche. In particolare per la circolazione stradale. Il fatto è che, sempre secondo i forestali, il personale incaricato dell’abbattimento, non ha avvertito preventivamente sindaco, comandante della Polizia locale di Palau e carabinieri (così come imponeva l’ordinanza per la sicurezza della popolazione) dell’avvio delle operazioni. Inoltre non sarebbero stati rispettati gli ordini di Pala riguardo agli orari della “battuta”. Il Corpo Forestale ha segnalato anche le modalità di abbattimento di un vitello (non di altri capi, come riportato dai diversi media) raggiunto da un proiettile al collo e “finito” con un coltello, usato per allargare la ferita. La Lav ha presentato un esposto alla Procura di Tempio. Procede il pm Angelo Beccu. ( a. b. )

  22. Mara
    maggio 8, 2015 alle 9:17 pm

    Gli “addetti all’abbattimento”, presumibilmente cacciatori, non sono neppure capaci di centrare un vitello (peso medio 300 kg) e “allargano la ferita con un coltello”.
    Siamo alla follia completa. Non servono ammende né carcere, qui c’è bisogno del manicomio criminale.

    • M.A.
      maggio 9, 2015 alle 9:24 am

      Mara mara..un giorno ci illuatrerai le tecniche di macellazione di un vitello, se non si un coltello per recidere i vasi, non saprei proprio! È stato un operazione gestita malissimo e sono convinto che i responsabili debbano pagare non per l’orrore (che ha suscitato in te e persone come te) ma per la mal gestione dell’operazione. Dubito che i selecontrollori si siano svegliati e organizzati una mattina di loro spontanea volontà.

      • Mara
        maggio 9, 2015 alle 3:47 pm

        Incredibile M.A.: ma non avevi, proprio TU, descritto vividamente la macellazione con freddo coltello… ecc. proprio qui sopra? Io ammazzo solo le zanzare e le mosche per autodifesa, (ma giuro che mi dispiace) figurati se posso insegnare qualcosa a un cacciatore-carnivoro da Oscar come te! Sono solo stupita – per dirla con un eufemismo – che un selecontrollore come tu lo chiami non riesca con un fucile a centrare un bersaglio piuttosto voluminoso e ritenga necessario avventarsi sulla preda per “finirla” con il coltello. Tutto ‘sto coraggio contro mucche e vitelli inermi. Mi piacerebbe vedere il coraggioso idiota “finire” con la stessa tecnica un rinoceronte malamente ferito….Anche solo un cinghialetto…
        A te no?

  23. maggio 9, 2015 alle 3:30 pm

    Signor M.A., mi spiace di rispondere con enorme ritardo. Non sono d’accordo con lei sulla forma di alcune sue frasi che sostanzialmente riporto “La zootecnia è causa di questi nuovi sentimentalismi e pietismi nei confronti degli animali, che non vengono visti più come cibo ma come “oggetti umanizzati”. Squallido… E’ che hanno fatto i buoni legislatori? Leggi sul benessere animale. Sa cosa penso? che sono una fregatura per tutti, per gente come lei, per gli allevatori e per gli stessi animali. Servono solamente a gonfiare “certe tasche”. Gli animali faranno una pessima vita in allevamento intensivo. La zootecnia si contrasta promuovendo la cultura rurale, il ritorno della vita in campagna, ai pascoli, e non allevamenti in batteria, la cultura della “qualità” (in termini altamente salutistici di carne e derivati), piuttosto che la “quantità” a basso prezzo che sfornano i capannoni o meglio lagher industriali.” —
    Signor M.A., d’accordo sulla sostanza, con lei, mi per permetto qualche puntualizzazione sulla forma.
    Far passare come ‘sentimentalismi e pietismi’ le ondate di rabbia, purtroppo impotente, di milioni di persone davanti allo scempio, alla barbarie, alla bestialità ingiusta e crudele verso gli animali è riduttivo. Uomini bestiali per ignoranza, per guai mentali abbastanza frequenti, per culture complesse non riconducibili a semplice ignoranza e guasti mentali: maltrattano, torturano e uccidono con orrore una enorme quantità di animali, come sanno fare, e fanno, con una discreta quantità di esseri umani nemici o non amici. Questi non considerano gli animali “oggetti umanizzati” ma li rispettano quanto i propri escrementi; si sentono assoluti padroni della loro vita e giocano sulla loro morte ‘come il gatto col topo’. Tipiche la roulette russa e la crocifissione che significa appunto io ti fisso a farti male più a lungo che posso: quando ti decidi a morire fallo pure, anche se allora finisce il mio divertimento. (continuo)

  24. maggio 9, 2015 alle 3:34 pm

    Le leggi sul benessere animale sono ridicole più della regolamentazione sulle trasfusioni scritta dai vampiri. Sono fatte per togliere agli animali ciò che noi intendiamo per vivere e lasciar loro dal primo giorno ciò che chiamiamo carne da mangiarci noi umani
    L’attività venatoria è stata, nella storia, prima una necessità umana, poi un commercio per far soldi, poi uno sport, ora una crudeltà.
    Il cacciatore non uccide gli animali che servirebbero a lui e alla sua famiglia per sfamarsi, uccide per festeggiare con gli amici, per regalare selvaggina, per vantarsi, per sport con armi assolutamente impari e antisportive (è tremendamente più sportivo un assalto alla baionetta), per portare in campagna i cani. Uccide animali che non conosce e disprezza (non si uccide chi si ama o si stima: uno può uccidere la suocera, la compagna che vuole lasciarlo, non di solito il proprio figlio, il proprio cane o cavallo). Il cacciatore vuole avere un fucile che sa adoperare all’occasione per difendersi da uomini nemici. Ma per questo uccide animali che hanno diritto universale di vivere come il suo cane. Perché non alleviamo i cani in batteria come facciamo con polli e bovini, per dar loro il cambio per cinque anni?

  25. M.A.
    maggio 9, 2015 alle 8:37 pm

    Si Mara io ho descritto quella macellazione, e ti dico che a parer mio è più crudele rispetto alla caccia.Qui non si parla di caccia. Una mucca, non scappa. Magari allo stato brado non si fanno avvicinare dall’uomo per essere stordite con la pistola captiva prima di recidere la giugulare, ergo la necessità di utilizzare armi da fuoco. Probabilmente brucava quando gli hanno sparato, non corre, non ha paura, niente adrenalina per l’animale, niente anestetizzante naturale. Devi capire Mara che quando si spara un animale di grosse dimensioni se pur si centra il bersaglio in organi vitali non sempre la morte è immediata, a volte è necessario intervenire una seconda volta in maniera diversa, utilizzando le tipiche pratiche della macellazione rurale, ossia un coltello. Con i cinghiali idem con patata. Ciò avviene specialmente per non rovinare le carni.
    Signor Porcu, abbiamo vedute diverse lo so, non pretendo che mi capisca. Io non condanno la morte per nutrizione. Condanno il modo in cui essa viene arrecata, il mancato rispetto dell’animale (è orribile assistere alla morte degli agnelli o dei maiali nei mattatoi in processi industriali uccisi a centinaia da un team di macellai che partecipando in maniera alternata in tutte le fasi). E’ del tutto differente nella cultura rurale dove si sente e si rispetta le fasi della morte di quell’animale, ma il tutto si conclude con una vera festa, perchè la morte di quell’animale è vita per noi, l’animale diventa carne ossia cibo motivo di festa e non un squallido processo industriale spogliato di tutte le sue essenze. A caccia grossa l’allegria dei cacciatori rappresenta quest’allegria. Questo non è un post dedicato alla caccia, ma voglio informarla che io come molti altri cacciatori uccidono il cinghiale alla stessa maniera e con lo stesso scopo per cui si pesca la spigola, si raccolgono le lumache, i funghi e gli asparagi..uguale preciso e identico. Sono cresciuto in un ambiente dove gli animali si rispettano da vivi e si mangiano da morti. Il cacciatore non è tanto meno la figura romantica che vuol far passare qualcuno, ma non è nemmeno il mostro crudele che violenta la natura e gli animali. Il cacciatore è natura, e quando si incontra uno tra i boschi bisogna guardarlo allo stessa maniera con il quale si guarda il raccoglitore di funghi, sono in mezzo al bosco per fare la stessa cosa, uno cerca un fungo e l’altro il cinghiale. Alla prossima puntata. Non tarderà il Grig a pubblicare un post sulla caccia, e li essendo in tema potremo parlare dell’argomento quanto vuole, mi stia bene.

    • Mara
      maggio 10, 2015 alle 8:33 am

      OK M.A: mi hai convinta. Dici che a settant’anni posso prendere il porto d’armi? 🙂

  26. max
    maggio 10, 2015 alle 10:06 am

    alla fine della fiera e senza fare discorsi etici si poteva risolvere in 2 modi:
    a) catturarli e regalarli a bisognosi o fattorie didattiche
    b) macellarli secondo i crismi e banchettare alla prima sagra ” agratis”o con raccolta fondi per vacche bisognose o atre entita’viventi.
    sgozzarli e lasciarli li’ sa di laboratorio di didattica x futuri integralisti isiss.

    • Mara
      maggio 11, 2015 alle 7:24 am

      Applauso a Max, come sempre lucido e conciso!

      • Toro
        settembre 4, 2015 alle 8:08 pm

        Bene, dopo qualche mese si può sapere come è finita la storia?
        Le mucche che fine hanno fatto?
        Qualcuno è in galera?
        È stato insabbiato tutto?

  27. settembre 25, 2015 alle 11:25 pm

    da La Nuova Sardegna, 11 settembre 2015
    Mucche di Coluccia, la Procura archivia ma la Lav si oppone.
    Palau, l’indagine aperta contro un gruppo di cacciatori La caccia era stata autorizzata dal sindaco Francesco Pala. (Giampiero Cocco): http://lanuovasardegna.gelocal.it/olbia/cronaca/2015/09/11/news/mucche-di-coluccia-la-procura-archivia-ma-la-lav-si-oppone-1.12077139

  1. aprile 22, 2015 alle 7:49 am

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: