Il Cervo sardo nei nostri boschi e foreste.


Cervo sardo (Cervus elaphus corsicanus)

Cervo sardo (Cervus elaphus corsicanus)

Fra la fine di agosto e l’intero mese di settembre avviene la stagione riproduttiva del Cervo Sardo (Cervus elaphus corsicanus).

E’ il periodo del censimento, condotto da parte dell’Ente Foreste della Sardegna (E.F.S.).

La situazione di uno degli altri animali più rappresentativi della Sardegna è in via di grande miglioramento grazie ad una politica di protezione attuata seriamente a partire dagli anni ’80 del secolo scorso, quando sembrava avviato ad una inesorabile estinzione.   

Oggi si stimano più di 5.000 esemplari di Cervo sardo in libertà.

Importantissima in proposito l’attività svolta dall’Azienda foreste demaniali della Regione autonoma della Sardegna (oggi E.F.S.) e dal WWF con la riserva di Monte Arcosu.

I problemi per il Cervo Sardo (distruzione degli habitat, bracconaggio, ecc.) non mancano, tuttavia oggi sono affrontati con spirito, metodi ed energia diversi.

Cervo sardo ucciso (Pattada, febbraio 2012)

Cervo sardo ucciso (Pattada, febbraio 2012)

Eppure continuano, crudeli e cruenti, gli episodi di bracconaggio come quello del 30 ottobre 2013 a Monte Arcosu (Uta), che ha visto protagonista in negativo un dipendente regionale-bracconiere, così come quelli più recenti del febbraio 2012 sul Monte Lerno (Pattada) e quello – fortunatamente conclusosi con la salvezza del cervo – del settembre 2012 a Sa Spindula (Villacidro).

Insomma, l’attenzione ecologista e di tutta l’opinione pubblica deve rimanere ben desta sulle sorti del re delle foreste della Sardegna.

Gruppo d’Intervento Giuridico onlus

impronte di Cervo sardo (Cervus elaphus corsicanus)

impronte di Cervo sardo (Cervus elaphus corsicanus)

 

piccolo di Cervo sardo (Cervus elaphus corsicanus)

piccolo di Cervo sardo (Cervus elaphus corsicanus)

qui il censimento Cervo sardo 2013 (Rapporto e dati del censimento 2013)

qui il censimento Cervo sardo 2011 (Rapporto e dati del censimento 2011)

qui il Rapporto e dati del censimento Cervo sardo 2009 [file .pdf]

qui il Rapporto su 16 anni di censimenti del Cervo sardo nell’oasi naturale WWF di Monte Arcosu (2005)

 

 

Cervo sardo, areale in Sardegna

Cervo sardo, areale in Sardegna

Cervo sardo, areale in Sardegna

Cervo sardo, areale in Sardegna

 

Scheda biologica (da www.sardegnambiente.it)

Cervus elaphus corsicanus
Classe: Mammalia
Ordine: Artiodactyla
Famiglia: Cervidae
Genere: Cervus
Nome sardo: Cherbu, cérbu, chelvu, chervu.

Origine zoogeografica: Neartica, Paleartica
Areale di distribuzione: La sottospecie è endemica della Sardegna e della Corsica. Attualmente, in Sardegna, l’areale naturale di distribuzione è situato nell’Arburese, nel Sarrabus e nel Sulcis. Di recente insediamento (2003) nella Provincia di Sassari, è la popolazione libera presente nel Monte Lerno di Pattada, che è stimata in circa 150 esemplari. L’origine del cervo sardo non è ancora stata del tutto chiarita. L’ipotesi più accreditata è quella di Azzaroli e Baccetti che attribuiscono la presenza della sottospecie ad un’introduzione da parte dell’uomo in epoca preistorica di C. elaphus, originario delle regioni neartica e paleartica, e una sua rapida speciazione in C. elaphus corsicanus. Pròtomi di cervi ornano navicelle nuragiche dell’ VIII – VI sec. a.C. e spade votive della stessa epoca, con stilizzate figure di cervo, venivano offerte alle divinità.

Cervo sardo (Cervus elaphus corsicanus)

Cervo sardo (Cervus elaphus corsicanus)

Identificazione: Il cervo sardo si distingue dalla specie nominale europea per alcuni caratteri morfologici come adattamento alle condizioni di insularità. Le dimensioni del corpo sono inferiori rispetto a quelle del cervo europeo. Il maschio raramente raggiunge un peso di 130 kg con un’altezza al garrese di 100 cm mentre la femmina non supera i 70-80 kg di peso e gli 80 cm di altezza. Il corpo è snello ed elegante con tronco allungato, spalla arrotondata e muscolosa, petto largo e groppa dritta. Il collo è lungo e sottile, la testa è di forma triangolare allungata e termina con un muso nudo. Le orecchie sono molto grandi, gli occhi sono ovali, grandi ed espressivi, con evidenti fosse lacrimali. Da queste viene secreto un liquido oleoso ed odoroso che serve per marcare il territorio. Gli arti, piuttosto corti, sono esili ma molto forti. Il mantello è liscio, fitto e setoloso con una colorazione tendenzialmente più scura rispetto al cervo rosso; in estate è bruno-rossicccio, in inverno è più scuro e tende al grigio bruno; presenta inoltre una stria nerastra, particolarmente evidente in estate, che va dalla testa alla radice della coda. Nel maschio adulto la parte inferiore del collo è ricoperta da un fitto lungo e scuro pelame detto criniera. La pomellatura è una caratteristica dei soli cerbiatti. La muta avviene due volte l’anno, in primavera (aprile) e in autunno (settembre). Le corna, presenti solo nel maschio, vengono dette “palchi”, “armatura”, “trofeo”, differiscono da quelle dell’europeo per le dimensioni raggiungendo una lunghezza massima di 70 cm ed un peso di circa 1 kg per asta, rispetto agli oltre 8 kg della nominale. Le ramificazioni risultano più semplici, si hanno generalmente 4 o 6 punte contro le 16 – 24 del cervo europeo. Sono prive della caratteristica corona, mentre la parte terminale dell’asta presenta una formazione allargata e tendente ad appiattirsi, fino a dare una forma finale a forcella. Vengono perse nel periodo compreso tra metà febbraio e metà marzo, quindi, dopo 1-2 settimane, ricrescono e la loro formazione è completa verso la metà di luglio. Nella fase di neoformazione, le corna sono rivestite da un tessuto cutaneo molto vascolarizzato detto “velluto”, che al termine dello sviluppo si secca e viene rimosso mediante strofinamento su alberi ed arbusti.

Cervo sardo (Cervus elaphus corsicanus)

Cervo sardo (Cervus elaphus corsicanus)

Habitat ed Ecologia: Specie considerata “intermedia” tra i “brucatori” ed i “pascolatori”, rispetto al daino più spiccatamente tendente verso i brucatori, abita le formazioni forestali con macchia mediterranea con chiarie e radure. Come il daino soffre, a differenza invece del muflone, le pendenze eccessive e l’elevata rocciosità. Si nutre sia di piante erbacee, graminacee, leguminose, cardi e rovi, che degli arbusti della macchia mediterranea, di cui usa scortecciare i fusti (“fregoni”). La struttura sociale del cervo è di tipo matriarcale, il nucleo familiare è costituito da una femmina adulta, il piccolo dell’anno e quello dell’anno precedente. Spesso sono riunite in branco con i rispettivi piccoli e guidate dalla femmina madre più anziana. Anche i maschi di età superiore ai due anni formano un branco dominato dal più forte e la cui posizione gerarchica viene conquistata in seguito al combattimento o alla semplice valutazione a distanza degli avversari.
Riproduzione: Il cervo è una specie poliginia e si accoppia con più femmine per annata costituendo gli harem. Il periodo degli amori ha inizio da fine agosto e si protrae fino a tutto settembre, i maschi in grado di riprodursi, si isolano dai più giovani e si portano nelle aree di riproduzione, qui si accoppiano con le femmine che vi si trovano (da 3 a 5). Questi territori, che rimangono gli stessi di anno in anno, vengono “marcati” con urina, secreti ghiandolari e scortecciamenti. L’harem viene segnalato e difeso anche attraverso il bramito, tipico verso dei maschi riproduttivi, emesso durante la stagione degli amori. Il bramito è forte, talora breve spesso lungo e gutturale, il verso delle femmine è invece breve e simile ad un abbaio. Dopo una gravidanza di circa 32 settimane, da metà aprile a metà maggio, le femmine partoriscono un piccolo che viene allattato per tre – quattro mesi. L’unità di base della struttura sociale del cervo, così come anche per il daino, è costituita dalla femmina con il piccolo dell’anno e la figlia ,”sottile” (più raramente il figlio, “fusone”) dell’anno precedente. Talora si formano branchi di femmine (10-12 individui, al massimo una ventina) guidati dalla femmina più anziana; i maschi di età superiore ai due anni hanno la tendenza ad aggregarsi in piccoli gruppi in cui domina il maschio più forte.

escrementi di Cervo sardo (Cervus elaphus corsicanus)

escrementi di Cervo sardo (Cervus elaphus corsicanus)

Fattori di minaccia: Il Cervo ha subito in Sardegna un fortissimo declino nel trentennio 1955 – 1985 a causa della caccia, del bracconaggio e della perdita di habitat. Nonostante il successivo incremento numerico, attualmente gli individui appartengono a popolazioni distanti tra loro, le quali non possono incontrarsi a causa dell’assenza di corridoi di collegamento tra le foreste isolane.
Status di conservazione: Specie vulnerabile a livello regionale, nazionale, europeo e mondiale.
Grado di Protezione: Convenzione di Berna, All. III; DIR. CEE 43/92, All. B,D (*sp. prioritaria); L. 157/92; L.R.23/98.

 

 

 

(cartografia da J.Doneddu, Il Cervo Sardo, Edizioni Sole, 2012, foto J.I., S.D., archivio GrIG)

  1. M.A.
    settembre 17, 2014 alle 9:01 am

    Vorrei sapere cosa ne pensi la Coldiretti. Per quanto riguarda i censimenti, nella zona dell’arburese, dire che sono sottostimati è riduttivo. Il cervo in quell’area sta ampliando i suoi areali e spesso non è difficile trovarlo in periferia dei paesi e in luoghi ben lontani dai boschi in cui viveva ed è stato reintrodotto in origine.

  2. Nico
    settembre 17, 2014 alle 11:03 am

    spero proprio che l’Efs prosegua le reintroduzioni del Cervo Sardo nel centro-nord Sardegna, così da farlo ritornare in tutta l’isola; anche la Coldiretti si metterebbe l’anima in pace perché diminuirebbe la pressione (per modo di dire) nelle aree dove ora stanno aumentando.

  3. settembre 20, 2014 alle 5:19 PM

    da La Nuova Sardegna, 20 settembre 2014
    Il cerbiatto ferito si avvicina a una casa e si lascia medicare.
    Tra Ingurtosu e Montevecchio è ormai frequente vedere i cervi che girano per le strade e qualcuno oltrepassa anche i cancelli delle palazzine. (Luciano Onnis): http://lanuovasardegna.gelocal.it/cagliari/cronaca/2014/09/20/news/il-cerbiatto-ferito-si-avvicina-a-una-casa-e-si-lascia-medicare-1.9965193

  4. giannantonio
    ottobre 9, 2014 alle 5:56 PM

    http://www.unionesarda.it/articolo/cronaca_sardegna/2014/10/09/incornato_da_un_cervo_ferito_un_escursionista-6-390129.html

    Dalle poche notizie riportate, mi sembra che ci siano molte analogie con quanto successo con Daniza: speriamo che la vicenda venga gestita con professionalità e che il cervo non faccia la fine dell’orso. Non mi sembra questo il caso, vista la presenza di una guida, ma sarebbe auspicabile una maggiore attenzione da parte di chi frequenta le campagne senza valutare i pericoli in cui può incorrere (immagino cosa sarebbe potuto succedere a Monte Pauli se l’incontro fosse avvenuto con un cinghiale intento a difendere i propri cuccioli).

  5. Genius Loci
    ottobre 9, 2014 alle 7:28 PM

    Parole sagge giannantoni. Che serva da monito per tutti gli escursionisti che con scarsa competenza si avventurano nei boschi e foreste sarde.
    Fanno bene i cacciatori a frequentare boschi e foreste con mute di cani e ….armati.
    Non si sa mai!

  6. ottobre 9, 2014 alle 8:57 PM

    in tanti anni non mi è mai capitata una cosa simile – pur essendomi trovato molte volte a brevissima distanza – e ho sentito soltanto di rarissimi casi in cui un Cervo sardo abbia “attaccato” un uomo: solo quando non poteva fuggire ed era minacciato.
    Qui, dalle scarne informazioni, probabilmente la “comitiva” ha “invaso” il territorio del Cervo maschio in bramito e non ha avuto “vie di fuga” percorribili.

    Stefano Deliperi

    —————————–

    da La Nuova Sardegna, 9 ottobre 2014
    Cervo in amore carica gruppo di escursionisti, incornato un medico 35enne.
    Castiadas, il ferito ha corso il rischio di morire dissanguato ma è stato curato da un altro sanitario. Centrato anche un tempiese. (Gian Carlo Bulla) (http://lanuovasardegna.gelocal.it/cagliari/cronaca/2014/10/09/news/cervo-in-amore-carica-gruppo-di-escursionisti-incornato-un-medico-35enne-1.10083677)

    Foto: http://lanuovasardegna.gelocal.it/foto-e-video/2014/10/09/fotogalleria/medico-incornato-da-un-cervo-sull-altopiano-di-monte-paulis-1.10083951

    CASTIADAS. Poteva trasformarsi in tragedia l’insolito incidente capitato nella tarda mattinata di oggi nell’altopiano di Monte Paulis, nei pressi della linea di demarcazione tra i comuni di Castiadas, Sinnai, Maracalagonis e Muravera, in località “Sa Perda Spaccata,” a monte di “ S’Acqua Callendi. Un cervo adulto ha caricato una comitiva di escursionisti, composta da una decina di persone, che stava effettuando una passeggiata guidata in uno degli areali più numerosi del cervo sardo.
    L’ungulato sicuramente non ha gradito la presenza di estranei nel perimetro di sua pertinenza durante il periodo degli amori, e senza perdere un attimo li ha caricati.
    Ad avere la peggio è stato Luca Deriu, una medico di 35 anni di Cagliari, incornato alla coscia. Per sua fortuna della comitiva faceva parte anche un altro medico che è riuscito ad arrestare la copiosa emorragia. Sarebbe altrimenti morto dissanguato.
    Anche un altro escursionista, C.P., di Tempio, è rimasto ferito, in modo lieve.
    Entrambi i feriti sono stati soccorsi prima dai compagni di escursione, poi, da una pattuglia di agenti del corpo forestale e di vigilanza ambientale della stazione di Castiadas allertata dal centro operativo provinciale di Cagliari dell’ispettorato ripartimentale, dopo la segnalazione effettuata dalla guida degli escursionisti.
    Il comandante della pattuglia dei ranger, l’assistente Mario Piroddi, costatata l’impervietà dei luoghi, inaccessibili all’ambulanza del 118, e la gravità delle ferite riportate da Luca Deriu, ha chiesto l’intervento dell’elisoccorso. Dopo appena pochi minuti si è levato in volo dall’aeroporto di Alghero un elicottero dei vigili del fuoco che ha issato a bordo i due feriti e li ha trasportati all’ospedale Brotzu di Cagliari.
    Il ferito lieve è stato dimesso mentre Luca Deriu è stato ricoverato.

    _______________________________________

    da L’Unione Sarda, 8 ottobre 2014
    Medico incornato da cervo. Collega blocca l’emorragia. L’animale ha attaccato una comitiva nelle montagne di Castiadas. (http://www.unionesarda.it/articolo/cronaca_sardegna/2014/10/09/incornato_da_un_cervo_ferito_un_escursionista-6-390129.html)

    Il cervo imbizzarrito lo incorna, rischiando di tranciargli l’arteria femorale e il collega che si trova con lui riesce a salvargli la vita, bloccando l’emorragia in attesa dell’arrivo dei soccorsi. Tragedia sfiorata giovedì sull’altopiano di Monte Paulis nel comune di Castiadas. Un medico, Luca Deriu, di 35 anni, è stato ricoverato all’ospedale Brotzu, un altro giovane, anche lui ferito dal cervo, è stato invece già dimesso. L’episodio è avvenuto poco dopo le 13. Deriu e il collega erano impegnati in una escursione insieme ad altre nove persone che, come loro, fanno parte di una associazione di volontariato che si occupa di assistenza alle persone portatrici di handicap. Nella comitiva, infatti, c’erano anche alcuni disabili. Il gruppo si è fermato per qualche minuto ed è stato avvicinato dal cervo. L’animale sembrava docile, tanto che uno di loro ha provato a offrigli un pezzo di pane. Proprio in quel momento però si sono avvicinate due ragazze in bicicletta e il cervo, probabilmente disturbato, si è imbizzarrito: ha tentato di infilzare il giovane che gli tendeva la mano con il pane ferendolo di striscio al ginocchio e alla pancia. Deriu è subito intervenuto per allontanarlo e l’animale lo ha incornato, perforandogli la gamba e andando a pochi centimetri dall’arteria femorale. Mentre gli altri escursionisti cercavano di far fuggire il cervo, l’altro medico ha soccorso il 35enne, tamponando la ferita con una garza. Il cervo sarebbe tornato due volte alla carica, obbligando gli escursionisti a cercare rifugio anche sugli alberi. Poi è fuggito prima dell’arrivo di una pattuglia del Corpo forestale della Stazione di Castiadas guidata dall’assistente Mario Piroddi. Deriu è stato trasportato al Brotzu in elicottero: ha rischiato la vita ma le sue condizioni ora non sarebbero gravi.

    __________________________________________

    da Sardinia Post, 10 ottobre 2014
    Castiadas, medico incornato da un cervo imbizzarrito. Salvato da un collega: http://www.sardiniapost.it/cronaca/castiadas-medico-incornato-cervo-salvato-dal-collega/

  7. Pietro
    ottobre 9, 2014 alle 10:28 PM

    Poverino, c’è rimasto male e si è incazzato perchè si aspettava il companatico.Ma statevene a casa che è meglio……..

  8. Genius Loci
    ottobre 10, 2014 alle 11:56 am

    Vorrei tornare sull’argomento tralasciando l’ironia.
    Un mio amico che fa la guida ambientale escursionistica mi ha spiegato che fra le guide iscritte al registro regionale delle guide (L.R. n° 20 del 18.12.2006, di “educazione” AIGAE, esistono tacite norme deontologiche che suggeriscono di non far avvicinare comitive agli animali selvatici (cavallini della Giara, fenicotteri, gruccioni, …..e cervi, ecc.) per non disturbarli nel loro ambiente naturale, tantomeno nella delicata fase degli accoppiamenti.
    Ora, se la guida della nostra comitiva era in regola, ha certamente e con “leggerezza” trascurato il codice deontologico. Diversamente stava svolgendo abusivamente una professione. Andrebbe denunciato e sanzionato.

    • giannantonio
      ottobre 10, 2014 alle 1:56 PM

      Il paradosso é che in campagna i rischi maggiori sono rappresentati dai cani, randagi e non: quando sono in gruppo rappresentano un vero pericolo; molto spesso un semplice bastone é sufficiente a scoraggiarli ma bisogna averlo a portata di mano al bisogno e allontanarsi senza mai voltare le spalle. Particolarmente aggressivi sono i maremmani a guardia delle greggi per cui quando si avvista un gregge é prudente non avvicinarsi.

  9. agosto 12, 2015 alle 6:30 PM

    una “muta di cani” in agosto?

    da La Nuova Sardegna, 12 agosto 2015
    Arbus, cervo inseguito dai cani si tuffa in mare e annega davanti ai bagnanti.
    Inutile il tentativo di un uomo di riportarlo sulla spiaggia. La splendida femmina è spirata in pochi istanti. (Luciano Onnis): http://lanuovasardegna.gelocal.it/cagliari/cronaca/2015/08/12/news/arbus-cervo-inseguito-dai-cani-si-tuffa-in-mare-e-annega-davanti-ai-bagnanti-1.11925095

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