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Le richieste di permessi minerari “Sardara” e “Guspini” vanno respinte!


Sardegna, paesaggio agrario

Sardegna, paesaggio agrario

L’associazione ecologista Gruppo d’Intervento Giuridico onlus ha inoltrato (5 giugno 2014) uno specifico atto di intervento con “osservazioni” nei procedimenti di richiesta di permessi minerari “Sardara” e “Guspini” presentati dalla società aretina Tosco Geo s.r.l. per ampie aree del Campidano:

* “Sardara”: nei territori comunali di San Gavino Monreale, Gonnostramatza, Collinas, Sanluri, Sardara, Lunamatrona, Villanovaforru (Prov. VS), per un’estensione complessiva pari a Kmq. 79,5;

* “Guspini”: nei territori comunali di San Gavino Monreale, Gonnosfanadiga, Villacidro, Guspini, Arbus e Pabillonis (Prov. VS), per un’estensione complessiva pari a Kmq. 79,5.

Interessati l’Assessorato regionale dell’industria – Servizio attività estrattive, il Servizio regionale valutazione impatti (S.A.V.I.), la Commissione europea, i Ministeri dell’ambiente e per i beni e attività culturali.

L’atto di intervento ecologista chiede che venga dichiarata l’improcedibilità delle istanze di permesso di ricerca mineraria, in quanto non risultano svolti e conclusi positivamente i relativi procedimenti di verifica di assoggettabilità (screening), finalizzati a considerare necessario o meno per ubicazione, risorse naturali, contesti economico-sociali interessati lo svolgimento del successivo e puntuale procedimento di valutazione di impatto ambientale (V.I.A.).

Bombo (gen. Bombus) su un fiore

Bombo (gen. Bombus) su un fiore

Infatti, i progetti di ricerca delle risorse geotermiche devono essere assoggettati a preventiva e vincolante procedura di verifica di assoggettabilità (direttiva n. 2011/92/UE, allegato II, punto 2, lettera d, sub-lettera i; art. 20 del decreto legislativo n. 152/2006 e s.m.i., allegato 4 alla parte II, punto 2, lettera b; art. 31 della legge regionale n. 1/1999 e s.m.i.; deliberazione Giunta regionale n. 34/33 del 7 agosto 2012, allegato B1, punto 2, lettera b).     Era stato lo stesso Servizio Attività estrattive e recupero ambientale dell’Assessorato dell’industria della Regione autonoma della Sardegna ad affermare chiaramente – su istanza ecologista (14 agosto 2013) relativa a casi analoghi – “che non può che confermare e condividere quanto rilevato e osservato da codesta Associazione (il Gruppo d’intervento Giuridico onlus, n.d.r.) … non è intenzione dello scrivente rilasciare alcun permesso di ricerca senza che si sia preliminarmente espletata la procedura di verifica/VIA, come stabilito dalla legge” (nota prot. n. 20107 del 4 settembre 2013).

In ogni caso, risulta estremamente importante l’art. 5, comma 5°, delle Linee guida per la disciplina della ricerca e della coltivazione delle risorse geotermiche a scopi energetici nel territorio della Sardegna (allegato A della deliberazione Giunta regionale n. 34/41 del 7 agosto 2012) perché prevede il rilascio del permesso di ricerca da parte dell’Assessorato regionale dell’industria – Servizio attività estrattive “subordinato all’intesa con i comuni territorialmente competenti”, ai sensi dell’art. 8 della legge regionale n. 15/2002, espressa con le modalità di cui all’art. 6, comma 30°, lettera b, della legge regionale n. 13/2003 (deliberazione favorevole del Consiglio comunale adottata a maggioranza semplice).  Attenzione: l’intesa o il diniego formale devono avvenire antro 60 giorni dalla richiesta, altrimenti il procedimento va avanti ugualmente.

Quindi, saranno i Comuni territorialmente interessati a decidere, in definitiva, se accettare o meno le ricerche minerarie nel proprio territorio: quando negano l’intesa, le Società minerarie abbandonano il campo, come accaduto nel marzo 2014 per le ricerche minerarie proposte sul Montiferru (OR).

campo di grano

campo di grano

Nel corso degli ultimi anni la Sardegna sembra diventata la terra promessa della ricerca di risorse energetiche: ben 11 istanze per permessi di ricerca, per un estensione di svariate migliaia di ettari, due delle quali già accolte.

Alle tante richieste di permesso di ricerca per risorse geotermiche si sommano, le richieste per ricerche di idrobarburi e gas naturale: il più noto progetto “Eleonora” da parte della Saras s.p.a., avverso il quale c’è una vera e propria sollevazione popolare dei territori interessati, quello off-shore (2010) della Puma Petroleum s.p.a. nel Mar di Sardegna, oggi di fatto resa impossibile in quanto rientrante nel recentissimo decreto del Ministro dello sviluppo economico 4 settembre 2013, con cui sono state escluse tutte le aree marine protette e le acque territoriali entro le 12 miglia marine dalla costa, e quello sempre off-shore della Schlumberger Italiana s.p.a. nel mare a ovest della Sardegna, attualmente oggetto di procedimento di V.I.A. (nel quale interverremo prossimamemte).

L’assenza di un piano energetico-ambientale regionale (P.E.A.R.S.) vigente e aggiornato comporta l’assenza di una vera e propria politica energetica regionale effettivamente rispettosa dei valori ambientali, idrogeologici, storico-culturali.   Da qui le tante richieste da parte di molti operatori privati, l’estrema discrezionalità da parte della Regione autonoma della Sardegna, le molte proteste da parte di associazioni, comitati, intere collettività locali.

Un vero far west, insomma, su cui era stato chiesto il pronunciamento dei candidati alla carica di Presidente della Regione autonoma della Sardegna con una lettera aperta: l’attuale Presidente della Regione Francesco Pigliaru aveva annunciato una sostanziale moratoria.

La difesa strenua di ambiente e salute pubblica da parte delle associazioni ecologiste vede in prima linea gli Amici della Terra e il Gruppo d’Intervento Giuridico onlus, ma ha bisogno dell’aiuto di chiunque abbia a cuore il presente e il futuro di questa povera Terra e dei suoi abitanti.

Gruppo d’Intervento Giuridico onluse Amici della Terra

 

Libellula

Libellula

(foto S.D., archivio GrIG)

  1. luglio 2, 2014 alle 6:51 pm

    l’Assessorato dell’industria della Regione autonoma della Sardegna (Servizio attività estrattive e recupero ambientale) ha comunicato (nota prot. n. 18196 del 2 luglio 2014) che i procedimenti di richiesta di permessi minerari “Sardara” e “Guspini” presentati dalla società aretina Tosco Geo s.r.l. per ampie aree del Campidano sono tuttora sospesi “in attesa dell’acquisizione … dell’esito positivo delle procedure in materia di valutazione di impatto ambientale”.

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