Forse nasceranno due nuovi parchi naturali in Sardegna.


Evento eccezionale in Sardegna: forse nasceranno i due nuovi parchi naturali, quello di Gutturu Mannu, nel cuore della foresta mediterranea di maggiore estensione, e di Tepilora.

Ambedue le aree proposte interessano particolarmente foreste demaniali, oggi interessate da mutamenti gestionali ancora dai contorni non ben definiti.

La Giunta regionale, su istanza degli Enti locali interessati, ha recentemente licenziato le due proposte di legge istitutive con le deliberazioni n. 18/15 del 20 maggio 2014 (Gutturu Mannu, cartografia) e n. 18/16 del 20 maggio 2014 (Tepilora, cartografia).

A 25 anni dalla legge quadro regionale sulle aree naturali protette (legge regionale Sardegna n. 31/1989), con due soli parchi naturali regionali istituiti (Molentargius – Saline e Porto Conte), finora non certo considerati esempi di successo, si tratta di un primo, timido, segnale positivo per una svolta nella politica di tutela del territorio ed equilibrata crescita economico-sociale.

Monti Sibillini

Monti Sibillini

Le aree naturali protette.

I parchi naturali e, in particolare, i parchi nazionali sono la vera “cassaforte ambientale” in Italia.

I 23 parchi nazionali salvaguardano direttamente oltre 1,5 milioni di ettari (il 5% del territorio nazionale). Ad essi si aggiungono 27 aree marine protette147 riserve naturali statali3 altre aree protette di carattere nazionale134 parchi naturali regionali365 riserve naturali regionali e altre 171 aree protette regionali.

Complessivamente 870 aree naturali protette che tutelano oltre 3,163 milioni di ettari terrestri e oltre 2,3 milioni di ettari di mare (vds. elenco ufficiale delle aree naturali protette, 6° aggiornamento, deliberazione Conferenza Stato-Regioni del 17 dicembre 2009).

I parchi naturali generano ormai un fatturato diretto e indiretto superiore ai 9 miliardi di euro annui, con una ricaduta economico-sociale diffusa, nonostante il drastico taglio dei trasferimenti finanziari statali degli anni scorsi: nel 2011 sono stati solo 25 milioni di euro i fondi trasferiti ai soli parchi nazionali, 80 milioni nel 2012, poco più, 83,2 nel 2013.      Forse si può iniziare a sperare.

Lupo italiano o appenninico (Canis lupus italicus)

Lupo italiano o appenninico (Canis lupus italicus)

parchi nazionali e le altre aree naturali protette d’Italia generano un giro d’affari di 2 miliardi di euro all’anno e un fatturato pari a 9 miliardi di euro, con un’occupazione di 86 mila posti di lavoro (4 mila diretti, 17 mila per servizi, 65 mila per turismo, agricoltura, artigianato, commercio), con 2.450 centri visita, strutture culturali e circa 34 milioni in media di visitatori ogni anno.

Gruppo d’Intervento Giuridico onlus

P.S.   i parchi nazionali sarebbero in realtà 24, ma l’ottusa e autolesionista ostilità preconcetta di taluni interessati soggetti sardi ha fatto sì che il parco nazionale del Gennargentu-Golfo di Orosei sia in un limbo giuridico: non è vivo e non è morto.   Anche la sola presenza di un flusso turistico di 100 mila visitatori annui nelle zone del parco nazionale del Gennargentu–Golfo di Orosei, per una presenza media di soli tre giorni ciascuno, calcolando una spesa giornaliera complessiva di soli 100 euro, significherebbe una ricaduta economica diffusa di 30 milioni di euro annui.   Per qualcuno è superflua…

 Parco del Gennargentu, manifesto listato a lutto

 

dal sito web istituzionale della Regione autonoma della Sardegna

Ambiente: Giunta approva Ddl istituzione dei parchi di Gutturu Mannu e Tepilora.

Le proposte di istituzione delle aree parco sono entrambe nate dalla volontà delle popolazioni locali e sono diretta espressione della volontà dei comuni aderenti di tutelare i loro territori, luoghi di elevato valore naturalistico e di potenzialità ancora inespresse di sviluppo economico sostenibile.

CAGLIARI, 20 MAGGIO 2014 – “Per la prima volta in Sardegna due parchi naturali regionali nascono dal basso, per espressa volontà delle comunità locali e delle loro amministrazioni”. Così ha commentato l’assessore della Difesa dell’ambiente Donatella Spano, dopo che la Giunta ha adottato i due disegni di legge da lei proposti che istituiscono i parchi naturali regionali di Gutturu Mannu e di Tepilora.
“Ci auguriamo un iter veloce in Consiglio”, ha aggiunto Donatella Spano, e ha spiegato: “Sono certa che i consiglieri presteranno molta attenzione alla richiesta che viene dalle popolazioni delle due zone”.

Gennargentu, nevaio

Gennargentu, nevaio

Si tratta della conclusione di un lungo percorso intrapreso già da alcuni anni dai Comuni interessati, che ha rischiato di essere vanificato a seguito dello scioglimento del precedente Consiglio regionale, che non aveva esaminato i disegni di legge a suo tempo proposti.
Le proposte di istituzione delle aree parco sono entrambe nate dalla volontà delle popolazioni locali e sono diretta espressione della volontà dei comuni aderenti di tutelare i loro territori, luoghi di elevato valore naturalistico e di potenzialità ancora inespresse di sviluppo economico sostenibile.
Per questo motivo l’Assessore Donatella Spano ha ritenuto di accogliere e far proprie le istanze dei territori, che hanno riconfermato in occasione di un recente incontro la volontà di procedere con l’istituzione del parco, riproponendo in Giunta i due disegni di legge.
Una scelta politica strategica: come più volte spiegato nel corso della campagna elettorale, infatti, la nascita di nuove aree protette deve essere legata all’esplicita volontà delle popolazioni, per evitare alcuni errori commessi in passato.
Le due aree interessate ricadono nei territori dei Comuni di Pula, Villa San Pietro, Siliqua, Domus de Maria, Uta, Assemini, Santadi, Capoterra e Sarroch, per un totale di 19.685 ettari, per quanto riguarda il proposto parco di Gutturu Mannu, mentre il parco di Tepilora interessa i Comuni di Bitti, Lodè, Torpè e Posada per una superficie totale di 7.878 ettari.

Consulta la Delibera del 20 maggio 2014, n. 18/15
Consulta la Delibera del 20 maggio 2014, n. 18/16

 

il massiccio del Gennargentu innevato visto dalla Giara

il massiccio del Gennargentu innevato visto dalla Giara

(foto C.B., J.I., S.D., archivio GrIG)

  1. M.A.
    Maggio 24, 2014 alle 9:11 am

    Mah si..vediamo se verranno accolte le esigenze dei cittadini che vi abitano e soprattutto vediamo se funzioneranno o diventeranno l’ennesime porcilaie per i cinghiali nonché serbatoi di peste suina. Però dato che si vuol credere nel “turismo verde” è giusto provarci. Ogni qual volta si tenti di sponsorizzare un parco in Sardegna, si pubblicizzano gli indotti economici dei parchi d’oltre mare, e tutto ciò è curioso. Da sardo vedo già la mia terra come un parco. Noi viviamo immersi nel verde. È vero bisogna tutelarlo, ponendo dei vincoli, come per esempio il taglio della legna. Se io dovessi o volessi godermi una bellissima mattina di primavera non me ne andrei innun parco, se ho dei bellissimi Monti a 5 minuti da casa. È vero, magari non ci saranno servizi, ma la bellezza della natura è trovarla (gestita bene) ma incontaminata. Le alte regioni hanno un impronta ecologica ben più consistente rispetto la nostra, e spesso chi si vuole godere la natura e non i giardinetti pubblici e costretto a macinare km in auto per raggiungere quelle oasi preservate dal cemento. Senza considerare che il più grande “handicap” per quella forma di turismo sono i km di spiagge nelle nostre coste..ed essendo un turista..se dovessi scegliere di venire in Sardegna per godermi spiagge e mare o frequentare parchi tra zecche e cinghiali..beh la scelta è più che semplice. Senza contare il fatto che il verde va tutelato specialmente in questa stagione dagli incendi boschivi che devastano la nostra Isola. Comunque diamo una chance a chi crede in questa forma di turismo!

  2. Maggio 24, 2014 alle 9:19 am

    da Sardinia Post, 24 maggio 2014
    Due nuovi parchi naturali. Ma quello del Gennargentu?: http://www.sardiniapost.it/cronaca/parchi-naturali-gennargentu/

    • Pietro Pirredda Arzachena (Sardegna )
      Maggio 25, 2014 alle 12:50 am

      Vorrete dire la proposta che voleva far nascere il defunto obbrobio? Mettetevi il cuore in pace, la popolazione di quelle zone non si farà cirquire cosi facilmente ed il disegno che era stato fatto sulle cartine topografiche rimarrà un amaro (per voi) ricordo!

  3. Carlo Poddi
    Maggio 24, 2014 alle 10:18 am

    Vedo in maniera positiva la proposizione dei parchi annunciati. Questo anche nell’ottica di fornire un modello di turismo integrato che vede la risorsa naturale come componente fondamentale di un modello economico che sposa produzione con mantenimento delle peculiarita produttive unita a servizi (es: guide escursionistiche con la possibilita di utilizzare le varie strutture esistente nella creazione di una rete di accoglienza). Inoltre voglio ricordare l’importanza della condivisione del progetto del parco con le popolazioni che mette una marcia in più anche in termini di sicurezza (incendi – bracconaggio etc..) del parco stesso…

    • Pietro Pirredda Arzachena (Sardegna )
      Maggio 25, 2014 alle 12:53 am

      Ma sei veramente Co Vito di ciò che scrivi o stai leggendo da una rivista del WWF??? Per per favore…..da quando in quà i parchi in Sardegna servono a qualcosa? Li fanno solo per impedire la caccia – stop. Non producono nulla fuorchè stipendi!

      • Occhio nudo
        Maggio 25, 2014 alle 6:50 PM

        “Li fanno solo per impedire la caccia- stop” addirittura. Non saranno cacciatori, non tutto per fortuna, a ragionare esclusivamente con il parametro del proprio interesse e a non considerare minimamente gli effetti positivi che un parco potrebbe avere sul territorio? Pensare che un parco venga istituito solo per far dispetto a qualche cacciatore somiglia a delirio di onnipotenza. E, di grazia, cosa prorrebbe di buono la caccia per il territorio sardo?

      • Pietro Pirredda - Arzachena (Sardegna)
        Maggio 26, 2014 alle 11:46 am

        Egregio “occhio nudo” chi ti dice che gli interessi siano propri e non della collettività. ….Magari sei tu e poche anime animaliste anti-caccia che vorrebbero il parco solo per impedire anche ad altre categorie di fruire e vivere il territorio.
        Chi è l’egoista???? Ma fammi il piacere e non cercare di fare la morale a Me o altri che la pensiamo diversamente te solo perchè io e tanti altri usiamo correttamente il cervello!!!!!!!!!!

  4. Pietro Pirredda Arzachena (Sardegna )
    Maggio 25, 2014 alle 12:47 am

    Scandaloso, assurdo! Ecco i primi risultati delle elezioni. In Sardegna non servono a nulla i
    Parchi già esistenti ed ora ne vogliono fare altri. Venghino signori venghino, nascono nuove poltrone e nuovi stipendi per politici trombati e fannulloni…..
    Vedremo come andrà a finire………

    • Maggio 25, 2014 alle 11:21 am

      chi vive nei territori interessati non la pensa come te 😉

      da La Nuova Sardegna, 25 maggio 2014
      Bitti. Ciccolini: «Il Parco è la salvezza». Plauso del primo cittadino all’ok della giunta regionale per Tepilora.

      • Pietro Pirredda - Arzachena (Sardegna)
        Maggio 26, 2014 alle 11:42 am

        Ti riferisci sucuramente agli amministratori di quei territori non a chi il territorio lo vive. Sempre il solito, in un progetto che interessa l’ambiente si incontrano la parte politica e la parte tecnica e non viene mai interessato chi il territorio lo vive! Volete che sia approvato dalla gente del territorio? Indire un referendum sarebbe la cosa più giusta!

      • Giusy
        agosto 16, 2016 alle 8:30 am

        Il sindaco Ciccolini esprime esattamente i sentimenti dei suoi concittadini, dei quali faccio parte e dunque parlo con cognizione di causa. Tepilora non è il Gennargentu, era un territorio “perso”, totalmente inutilizzato, perciò non è strano che la popolazione veda con favore l’istituzione del parco.

  5. Giusy
    Maggio 25, 2014 alle 9:52 am

    Noi indigeni siamo felicissimi dell’istituzione del parco di Tepilora, la aspettiamo da tempo. Si tratta di un territorio “improduttivo” perché inadatto al pascolo o alle coltivazioni, ma è splendido per escursioni e campeggio. Speriamo bene.

    • Pietro Pirredda - Arzachena (Sardegna)
      Maggio 26, 2014 alle 11:40 am

      PErche fin ora non ci siete potuti andare a fare escursioni? poi Per campeggiare ci vuole l’autorizzazione non come si fa in Italia che si piazza la tenda nonostante vi sia il divieto e poi non controlla quasi mai nessuno se non dopo svariati giorni. Se poi si fa un vero e proprio campeggio ci vuole la VAS. La si chiede erroneamente per il Piano Faunistico Venatorio Regionale………
      Senza ciò sarebbe deleterio per l’ambiente permettere il campeggio dove non passerebbero poi i servizi addetti al ritiro dell’immondizia.
      Quindi qualsiasi posto può essere scelto da chiunque per pick nick basta ritirare la propria immondizia. Memore di altri parchi, questi territori sono più sporchi di siti dove i parchi non esistono.
      Ripeto i parchi in ItaGlia servono solo a racimolare poltrone e stipendi. Si è mai chiesto nessuno perchè Tepilora (e tantissimi siti italiani) è bella cosi com’è? Magari la gente del posto l’ha voluto sempre cosi senza che venga il GRIGGHINO di turno a dire che li va bene fare un parco….

      • giusy
        agosto 15, 2016 alle 8:15 PM

        Risulta evidente che tu non conosci Tepilora… altrimenti sapresti che già da molti anni è una zona protetta da guardie forestali e utilizzata di recente per campeggi scout, con le infrastrutture necessarie, che costano, e i soldi della Regione sono attesi da tempo. Io sono una normalissima cittadina di quella zona e so per certo che i miei compaesani attendono da anni il decollo del parco, cacciatori compresi, i quali evidentemente hanno terreni di caccia molto migliori di questo.

  6. M.A.
    Maggio 26, 2014 alle 2:21 PM

    Per Occhio Nudo: oltre a incentivare cultura e tradizioni sarde ed essere un attività fortemente ricreativa per tantissi sardi, ci aggiungerei anche salvaguardia per gli incendi, con pulizia del bosco e delle poste, e perché no la creazione di un “certo” indotto economico, senza contare che riequilibria in tempi brevi anche il rapporto tra attività antropiche e capacità portanti. Se bisogna aspettare i tempi della natura in modo tale che da sola riesca a trovare quell’equilibrio per ogni singola specie, oggi di specie sopratutto ungulati come i cinghiali ne saremo invasi e molti orti.. Comunque, un parco può essere vittima di ritorsioni a causa dei vincoli che impone per legge a persone che in certe località la campagna la vive a 360º per 365 giorni l’anno. Comunque non tema per la caccia, sig. Pirredda, sarà questione di poco tempo e saremo autorizzati a fare battute ai cinghiali anche dentro le aree prottette (peste suina..). Stia pur tanquillo che anche l’opinione pubblica e molti di coloro che si reputano ambientalisti o ecologisti saranno favorevoli dal punto di vista ecologico e/o etico. Sempre però che non preferiscano che lo Stato in futuro autorizzi le forze dell’ordine a compiere delle vere e proprie carneficine, con migliaia di carcasse che verrebbero incenerite e non mangiate poco per volta da chi vuole cacciare. A questo punto però i concetti etici di ambientalismo ed ecologia, rispetto della vita animale e della natura andrebbero a farsi benedire e credo proprio che ciò non lo vogliano nemmeno loro! Vabbe ora lasciatemi esultare che ho appena saputo che un eurodeputato fortemente anticaccia non è stato rieletto. 😀

    • Pietro Pirredda Arzachena (Sardegna )
      Maggio 26, 2014 alle 5:31 PM

      Ottimo Intervento. M.A. ma chi è il tizio che non prenderà i nostri soldi al parlamento Europeo? Mi sa tanto che…cosi per intuito fosse nelle liste PD…

      • Maggio 26, 2014 alle 5:41 PM

        parli di un certo Berlato, il paladino delle doppiette? 😉

        Scherzi a parte, stai sereno. Andrea Zanoni, non eletto pur con 40 mila voti, non abbandona la partita.

        Stefano Deliperi

  7. Maggio 26, 2014 alle 3:03 PM

    da L’Unione Sarda, 26 maggio 2014
    Bitti, Torpè, Lodè e Posada sperano nel sì del Consiglio regionale. Parco di Tepilora, attesa nei Comuni alluvionati. (Marilena Orunesu) (http://www.regione.sardegna.it/rassegnastampa/1_231_20140526092823.pdf)

    La giunta regionale dà il via libera all’istituzione del parco di Tepilora, atteso da quattro Comuni provati dall’alluvione di novembre: Bitti, Torpè, Lodè e Posada. Il sì dell’esecutivo riaccende le speranze che il percorso, avviato anni fa e incagliato più volte, possa avere un esito felice nell’aula del Consiglio che dovrà pronunciarsi.
    L’APPELLO. «Ora non ci sono più impedimenti per il completamento dell’iter legislativo», commenta il sindaco di Bitti, Giuseppe Ciccolini, che esprime fiducia perché entro l’anno il parco, esteso oltre 7.700 ettari, possa nascere. L’intervento è più che mai necessario, alla luce della devastazione lasciata da Cleopatra. «I comuni di Bitti, Posada, Torpè e Lodè sono stati pesantemente colpiti dall’alluvione e hanno urgentemente bisogno di dotarsi di strumenti per la tutela e la valorizzazione del territorio», aggiunge Ciccolini.
    I FONDI. L’ente parco avrebbe una dotazione finanziaria di 250 mila euro per il primo anno, centomila per il secondo e altrettanto per il terzo. «Questi fondi permetterebbero ai quattro Comuni di avviare l’attività di programmazione», dice il sindaco di Bitti. «Sono certo che nel Consiglio troveremo le sensibilità per portare avanti celermente l’approvazione del disegno di legge». Auspicio già esternato dall’assessore regionale all’Ambiente, Donatella Spano: «Sono certa che i consiglieri presteranno molta attenzione alla richiesta delle popolazioni».
    PREVENZIONE. Davide Boneddu, presidente regionale dell’Ordine dei geologi, sottolinea l’importanza di un parco fluviale nei luoghi colpiti dall’alluvione. «È anacronistico – dice – costruire argini o opere sempre più importanti a protezione degli insediamenti umani quando la natura, almeno in determinati settori, si riprende gli spazi che le competono». Il presidente del Consiglio nazionale dei geologi, Gian Vito Graziano, richiama la prevenzione: «È un fatto culturale, un atteggiamento virtuoso di fronte ai limiti della conoscenza. Altrimenti un evento naturale diventa catastrofico».
    RISORSA ECONOMICA. Il parco risorsa economica. Stefano Deliperi del Gruppo di intervento giuridico parla di cassaforte ambientale. Le aree protette d’Italia generano un giro d’affari di 2 miliardi di euro all’anno e un fatturato di 9 miliardi di euro con 86 mila posti di lavoro (4 mila diretti, 17 mila per servizi, 65 mila per turismo, agricoltura, artigianato, commercio) e 34 milioni di visitatori.

  8. Occhio nudo
    Maggio 26, 2014 alle 4:25 PM

    x Pietro Pirredda – ma quale morale? Lei scrive che si vogliono istituire i parchi naturali solo per far dispetto ai cacciatori e questo non le sembra un pochino esagerato? Non pensa che, forse, esiste qualcuno in Sardegna che, senza essere un animalista psicopatico o moralista come lei ritiene, voglia far crescere il territorio a favore dell’intera popolazione e non solo di una minoranza con il fucile in mano? Quando si parla di parchi naturali si parla di economia che gira, e non solo perchè si vendono cartucce e fucili, ma perchè si predispone un servizio ricettivo, si organizzano escursioni, visite guidate, e si da lavoro a tanta gente. Non concorda?

    x M.C. – e infatti, basta farsi un giro nel parco del Gran Paradiso per vedere come sono tutti disperati per i limiti imposti dal parco. Ma dai! Purtroppo, i numeri non hanno aiutato Andrea Zanoni e l’Europa e l’Italia dovranno fare a meno di un politico serio, onesto e capace, al quale dobbiamo soltanto dire grazie. Meno male che, comunque, qualche capra è passata 😉

  9. Maggio 26, 2014 alle 5:00 PM

    trovo abbastanza ridicolo che un cacciatore “pretenda” addirittura un referendum per l’istituzione dei parchi naturali, quando essi nascono su richiesta dei Comuni interessati, con tanto di deliberazioni dei Consigli comunali.
    E quando mai s’è fatto un referendum per consentire la caccia da qualsiasi parte?
    Cercate di essere seri…..

    Stefano Deliperi

  10. M.A.
    Maggio 26, 2014 alle 5:03 PM

    Occhio nudo sbaglio o il Gran Paradiso non è in Sardegna? 😀 Parlami di Porto Conte come “esempio” di parco in Sardegna. I sardi per cultura e tradizioni, sono molto diversi dai valdostani e senza ombra di dubbio in Valle d’Aosta non hanno km di spiagge nè tanto meno il mare! Ciò che mi sorprende è che il mondo politico isolano non lo vuole capire e chi lo capisce, finge di non capire o peggio fa il “tonto” e cerca di imporre una politica ambientale morta in partenza in Sardegna, almeno che non riesca ad integrarsi con le nostre esigenze e con la nostra cultura. Il parco non era forse nato per proteggere gli Stambecchi? E qui in Sardegna con tutte le aree protette che abbiamo chi dovremmo proteggere :).. i mufloni? Il cervo sardo o i cinghiali?? Ahah no perché se volete li facciamo pascolare anche nei giardinetti pubblici 😀

    • Maggio 26, 2014 alle 5:10 PM

      il fatto stesso che un territorio ospiti un’area naturale protetta è un elemento che attira turismo.
      Ci sono ormai fior di studi specialistici che lo dimostrano e te li abbiamo citati in questo blog più volte.
      Per te il mondo si riduce a quanto ruota intorno a una doppietta.
      Per fortuna le cose non stanno in questi termini, per cui mettiti l’anima in pace 😉

      Stefano Deliperi

      P.S. non ripetere poi le medesime cose per dieci volte di seguito, perchè non verranno pubblicate. Ci siamo dati delle regole su questo blog, come tutti sanno 😉

  11. M.A.
    Maggio 26, 2014 alle 5:22 PM

    Ahahah Deliperi, tranquillo, vedremo i risultati di quei studi e del “turismo verde” in tutti i sensi! E vedremo l’ondata di turisti che saranno curiosi di conoscere l’entroterra. Vedremo anche se noi sardi riusciremo ad attirarli e soprattutto a trattenerli, e riusciamo a far apprezzare le nostre tradizioni anche a chi storcerebbe il naso. Solamente per il fatto che uccidiamo migliaia di agnelli per Pasqua molti intendono boicottare la Sardegna come meta turistica in estate, figurati nel resto dell’anno. Vedremo anche i benefici che porterà ai residenti sul loro rapporto con il territorio in cui vivono. Sono curioso! :D. Diamo tempo al tempo..nel mentre ci godiamo l’estate in attesa dall’apertura a Settembre.

  12. Straccubarattu
    Maggio 26, 2014 alle 5:47 PM

    Noia è poco,io la chiamerei ignoranza pura,nel giusto senso del termine.Chi vive solo cdi campanilismo non si rende conto che una parte di mondo và in un’altra direzione.Un esempio in Australia mangiano pecore,vanno a caccia,mangiano anche i canguri!ma hanno i parchi dove ci vanno tutti non solo i turisti ma anche i locali.

  13. M.A.
    Maggio 26, 2014 alle 6:31 PM

    Straccubarattu, guarda che se in Australia tutto ciò funziona è solamente perché hanno una cultura e un intelligenza differente dalla nostra. La nostra intelligenza è stata distrutta e insultata in 20 anni di Dudù e di europarlamentari come certi del Pd e del sole che ride. L’animalismo becero che è entrato in politica ha inquinato tanti valori sia sul piano etico che sociale. Se oggi sempre più italiani ripudiano una certa cultura rurale, lo dobbiamo a questi personaggi, a tutti coloro che dell’animalismo insensato e ridicolo, giocando sul piano etico, ne hanno fatto un arma solamente per avere un consenso elettorale, e anche a chi nei nuovi movimenti, usando Internet e il wi-fi si sente “più evoluto”. In Sardegna di che cosa pensi che viviamo se non di cultura rurale? Altro che campanilismi. Che cosa si offre al turista, nel turismo verde se non la nostra cultura rurale? E come far venire i turisti se non s’ interviene in questi temi etici? Chiunque abbia Facebook e frequenti per curiosità qualche gruppo animal-ambientalista, può rendersi conto che ci sono svariati tentativi di boicottaggio della Sardegna come meta turistica, proprio perché si ripudia la nostra cultura agropastorale.

  14. Raimondo Cossa
    Maggio 26, 2014 alle 6:56 PM

    L’istituzione di due nuovi parchi naturali in Sardegna, da qualsiasi parte arrivi, rappresenta una crescita sociale e culturale della comunità sarda. Dovremmo essere tutti contenti.
    Ritengo che i parchi non vanno visti solo come opportunità economica, ma come patrimonio collettivo rappresentativo della biodiversità regionale e mediterranea.
    Peccato che qualche cacciatore (per fortuna non tutti) si ostina ancora ad arroccarsi in posizioni fuori dal tempo e con argomentazioni da tzilleris.

    • mara
      giugno 2, 2014 alle 6:50 PM

      Un applauso, Raimondo. Grazie

  15. Straccubarattu
    Maggio 26, 2014 alle 9:30 PM

    Oh M.A.ma perchè non la finisci di dire cazzate?Non sò neanche perchè ti rispondo,ma il concetto,se la tua intelligenza distrutta e insultata è ancora ricettiva,te lo spiega in maniera chiara ed esaustiva Raimondo.La gente ripudia la sardegna,perchè la cultura agro pastorale è quasi sparita per fare spazio a industrie e basi che la hanno resa la regione più inquinata d’Italia.Voglio dirti,che non sono del PD ne DEL SOLE CHE RIDE ne animal-ambientalista e mangio agnelli,ma godo quando visito parchi naturali o zone integre,perchè solo lì mi sento nella mia terra.

    • M.A.
      Maggio 26, 2014 alle 10:18 PM

      Ma dove vivi? Connetti il cervello che mi sembra che l’hai pagato a “straccubarattu” 😀 . O sei di una generazione “andata” o si vede proprio che ti manca una certa cultura d’oltre mare per capire che chi è “pieno di empatia”, cresciuto in mezzo al cemento e stronzate, certe cose che avvengono tradizionalmente in Sardegna, e non mi riferisco alla caccia, non le accetterebbe . Diamo tempo al tempo e vedrai che tutti i nodi vengono al pettine.
      P.S. Curioso che un sardo per sentirsi a casa debba andare in un “parco”…manco vivessi a Milano. Ahah..ci sentiamo..straccubarattu! 😉

  16. Pogo
    Maggio 27, 2014 alle 10:03 am

    Ma voi animalisti non vi siete ancora rassegnati? Gli ogliastrini non vogliono il parco e non hanno sicuramente bisogno di voi per gestire e difendere il Paradiso che hanno conservato intatto in tutti questi anni. Bye bye.

    • Maggio 27, 2014 alle 4:00 PM

      meno male che gli Ogliastrini sono così ricchi da potersi permettere di dir di “no” a una ricaduta economica potenziale di 30 milioni di euro…..e li rappresenteresti tu? Bye, bye.

      Stefano Deliperi

      • Pogo
        Maggio 28, 2014 alle 4:56 PM

        Ricaduta potenziale di 30 milioni? Ahahahahahahahahahahha, si, nei prossimi 12 secoli. Si possono già fare escursioni, visitare i nostri bellissimi luoghi senza un Ente calato dall’altro, ci sono strade, posti dove mangiare e tutto ciò che serve a vivere a contatto con la natura, rispettandola. A casa nostra comandiamo noi e non Lei come testimonia il “NO” di quasi tutti i paesi al Parco, quanto a Lei può pure continuare a frignare in un angolo, crogiolandosi nel Suo brodo.

      • Maggio 28, 2014 alle 5:05 PM

        lei parla per slogan e si dimostra anche ignorante, nel senso proprio del termine: al “famigerato” D.P.R. 30 marzo 1998 istitutivo del parco nazionale del Gennargentu-Golfo di Orosei si era giunti dopo ben tre intese Stato – Regione (1992, 1995 e 1998), proprio la Provincia di Nuoro (allora comprensiva anche dell’Ogliastra) era stata individuata quale ente gestionale provvisorio fino alla nomina degli organi definitivi.

        Su 24 Comuni interessati ben 18 avevano formalmente aderito al parco nazionale, 3 avevano aderito con condizioni, uno non si era espresso per le dimissioni del proprio sindaco (Orgosolo) e solo due (Desulo e Talana) avevano opposto un rifiuto formale: perchè in Barbagia ed Ogliastra esiste la “democrazia al contrario” e l’area protetta non è potuta partire con i Comuni favorevoli?

        Inoltre, a titolo d’esempio, Il programma comunitario Feoga 1994-1999 (sottoprogramma sviluppo rurale) fra i vari interventi finalizzati proprio al decollo del parco aveva distribuito circa 35 miliardi di vecchie lire in favore di 161 interventi anche fra tanti oppositori del parco.

        Possono essere citati tanti altri “fiumi di denaro pubblico” già giunti in nome della tanto vituperata area protetta nel campo delle progettazioni, degli interventi di infrastrutturazione e così via.

        Ripeto: meno male che gli Ogliastrini sono così ricchi da potersi permettere di dir di “no” a una ricaduta economica potenziale di 30 milioni di euro. Che poi li rappresenteresti un “Pogo”, così “coraggioso” da rimanere anonimo, mi pare tutto da dimostrare. Bye, bye.

        Stefano Deliperi

      • Pogo
        Maggio 28, 2014 alle 7:04 PM

        Non vedo perché dovrei firmarmi col mio nome visto che siamo in un’area di discussione.
        L’epiteto “Ignorante” se lo tenga per Lei, visto che non l’ho offesa.
        Ma andiamo ai fatti: il D.P.R. come sa meglio di me, è stato cassato dal TAR su ricordo dei Comuni di Orgosolo, Baunei, Arzana, Villagrande Strisaili, Seulo, Gairo, Urzulei. Ma erano contro il parco anche quasi tutti gli altri Comuni. Quindi tutti questi paesi a favore non li vedo.
        Forse l’area protetta non è partita perché i Comuni non erano tanto favorevoli come Lei dice o perché i Comuni favorevoli c’entravano geograficamente poco col Gennargentu o col Golfo di Orosei?
        La molto presunta ricaduta da 30 milioni di euro i sindaci sono andati a vederla nel Parco Nazionale d’Abruzzo e non ne hanno visto traccia.
        In sintesi a Lei, essendo ambientalista, che Le importa che ci sia o no un Ente Parco? L’ambiente è tutelato e rispettato? Si, allora non vedo dove stia il problema. Baunei, Arzana, Gairo, Villagrande, Urzulei e via dicendo gli altri paesi, possono vantare posti incontaminati bellissimi e fruibili, paesaggi mozzafiato, finché sono conservati così bene e gelosamente, ripeto,dove sta il problema? Il problema, semplicemente, non c’è.

      • Maggio 28, 2014 alle 9:05 PM

        vedi, Pogo, io non ti ho minimamente offeso.

        Ho parlato di “ignorante, nel senso proprio del termine”, in senso etimologico: “che non ha sufficiente padronanza di una materia” (http://dizionari.corriere.it/dizionario_italiano/I/ignorante.shtml).

        E quanto scrivi ancora lo conferma: ignori.

        La nota sentenza T.A.R. Sardegna, sez. I, 7 aprile 2008, n. 626 che ha posto fine alla “querelle” nel campo della giustizia amministrativa riguardo l’istituzione del parco nazionale del Gennargentu – Golfo di Orosei è sorta dal ricorso n. 1343/1998 del Comune di Gairo (con intervento ad adiuvandum del Comune di Urzulei ed intervento ad opponendum del WWF) per l’annullamento del D.P.R. 30 marzo 1998 istitutivo del parco nazionale del Gennargentu – Golfo di Orosei e del relativo Ente Parco.

        Quindi, non anche i “Comuni di Orgosolo, Baunei, Arzana, Villagrande Strisaili, Seulo”, come hai affermato.

        Inoltre, la sentenza T.A.R. Sardegna, sez. I, 7 aprile 2008, n. 626, “pronunciando definitivamente sul ricorso in epigrafe, lo dichiara improcedibile per la sopravvenuta carenza di interesse a ricorrere”, perchè l’art. 1, comma 573°, della legge n. 266/2005 (legge finanziaria 2006) ha stabilito che «La concreta applicazione delle misure disposte ai sensi del decreto del Presidente della Repubblica 30 marzo 1998, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 110 del 14 maggio 1998, avviene previa intesa tra lo Stato e la regione Sardegna nella quale si determina anche la ripartizione, tra i comuni interessati, delle risorse finanziarie già stanziate sulla base dell’estensione delle aree soggette a vincolo. I comuni ricadenti nell’area individuata potranno aderire all’intesa e far parte dell’area parco attraverso apposita deliberazione dei propri consigli».

        Quindi, non è vero che “il D.P.R. … è stato cassato dal TAR”, come hai affermato.

        La sorte del parco nazionale del Gennargentu – Golfo di Orosei è lasciata a un’eventuale futura “intesa” (art. 1, comma 573°, della legge n. 266/2005).

        Sarebbe la quarta, dopo le altre che ho riportato prima (e che non smentisci nè puoi smentire).

        In buona sostanza si tratta di una vera e propria pagliacciata istituzionale, con Enti locali che prima deliberano a favore e poi si nascondono al sorgere di proteste ben orchestrate da una campagna stampa diretta da L’Unione Sarda di Antonangelo Liori, oggi in ben altre faccende coinvolto.

        Si vuol fare una nuova “intesa”? Bene. Non si vuol fare? Bene lo stesso.

        I vincoli ambientali ci sono e rimangono e quei Comuni – oggi in crisi nera lavorativa e demografica – perdono un’occasione unica per avere uno strumento di equilibrata crescita economico-sociale.

        Quanto all’anonimato, Pogo, che posso dirti? Fai come vuoi. Quando non si difendono le proprie idee a viso aperto, vuol dire che valgono poco o ci si crede poco…

        Stefano Deliperi

  17. straccubarattu
    Maggio 27, 2014 alle 7:37 PM

    Mi dispiace confessartelo,ma sono di una generazione che và alla grande e mi addolora che non sia così anche per tè.Dai discorsi che fai mi sà che sei tu che non sei mai andato ah ah ah ah ah ti saluto M.A.

  18. Pietro Pirredda Arzachena (Sardegna )
    Maggio 28, 2014 alle 10:10 PM

    In un acceso botta e risposta su chi sia a favore dei parchi e chi non lo sia, da parte del Grig e degli animalisti più convinti, vi è una visione di danaro da far spendere a chi dovrebbe fuire di un ambiente da sempre preservato e tutelato da chi lo vive. In Italia i parchi hanno tutti fallito perchè si è presa la cartina, si è fatto un segno e poi si sono creati gli uffici. Dopo sono stati inseriti in questi uffici fior fior di non so che a non fare nulla. Mai che si pensi alla gestione del territorio perchè è insito del pensiero dell’animalista medio (legato alle favole?) che l’ambiente si gestisce da solo. I parchi esistenti in Sardegna sono esempi di mala gestione in cui bbondano mondezzai.
    Tutta la Sardegna è da sempre un parco, voi ci volete speculare sopra -legalmente intendo-? Ricordo che in base alla Legge 157/92 in territorio agro silvo pastorale da precludere alla caccia deve essere tra il 20 % e il 30%! In regioni come la Campania o l’Abruzzo questo limite è stato superato arrivando al 50%. Si è diminuito?? No!! Contravvenendo ad una legge dello stato…ma voi su questo non fate ricorsi al TAR! La legalità deve valere su tutti i fronti anche su ciò che per ideologia non vi va a genio!
    Queste regioni da mè menzionate sono invase da parchi inutili. Di questo 50% fanno parte zone altamente inquinate o radioattive.
    Grig, dato che continui a sciolinare numeri (milioni di euro derivanti dalla gestione dei nostri soldi che arriverebbero agli impiegati dei parchi), avete già pensato anche ai nomi che potrebbero essere posati su quelle poltrone?

  19. Pietro Pirredda Arzachena (Sardegna )
    Maggio 28, 2014 alle 10:40 PM

    Ho espresso il mio pensiero, non sono d’accordo col tuo/vostro punto di vista. Non ritengo giusto che creare un parco in un territorio già vergine sia una ricetta per creare posti di lavoro.
    Alcune zone che si vogliono trasformare in parchi sono “zone H” di rispetto assoluto e altre ricadenti nelle aree Natura 2000! I parchi in Italia sono una stortura.
    Ripeto e sottolineo – parere personale che non ha nulla a che fare sul fatto che sono un cacciatore. Come cacciatore lotto da sempre per la salvaguardia dell’ambiente e della biodiversità. Odio gli abusivismi e le speculazioni umane.
    Su questi temi lottiamo fianco a fianco!

    • Maggio 28, 2014 alle 10:49 PM

      Pietro, ci sono da anni fior di studi specialistici sulle ricadute economiche derivanti dalla presenza di aree naturali protette sul territorio.
      Non si tratta di “invenzioni” ambientaliste. Altro che “storture”, spesso e volentieri sono un utilissimo “strumento” di gestione e promozione di territori marginali, ormai in via di spopolamento.
      Se hai voglia e tempo, fai qualche rapida ricerca su internet, contatta direttamente imprese e cooperative che lavorano “nei” parchi (qui ne trovi una, per esempio: http://www.lamacina.it/) e avrai più di qualche sorpresa.

      Stefano Deliperi

  20. mara
    giugno 2, 2014 alle 7:00 PM

    Invito i Signori Pietro, Pogo ed M.A a fare un viaggetto. Se non possono di persona, qui c’è il link di un Parco stupendo, che conosco bene e funziona benissimo. Basta solo la buona volontà e molto buon senso. Interessante anche la parte “Vivere nel Parco”… naturalmente si può!
    http://www.pngp.it/

  21. giugno 7, 2014 alle 10:42 am

    da La Nuova Sardegna, 6 giugno 2014
    Santa Teresa di Gallura, Capo Testa diventa area marina protetta.
    Il ministero dell’Ambiente ha avviato le procedure burocratiche: http://lanuovasardegna.gelocal.it/olbia/cronaca/2014/06/06/news/santa-teresa-di-gallura-capo-testa-diventa-area-marina-protetta-1.9373357

  22. ottobre 1, 2014 alle 2:53 PM

    da L’Unione Sarda, 1 ottobre 2014
    Il sì della commissione Ambiente alla tutela di “Tepilora” e “Gutturu Mannu”.
    Dalla devastazione al parco. Uno scudo verde sulla Baronia. (Celestino Tabasso): http://www.regione.sardegna.it/rassegnastampa/1_231_20141001083341.pdf

  23. ottobre 14, 2014 alle 2:48 PM

    da L’Unione Sarda, 14 ottobre 2014
    Il Wwf: anche noi nella gestione del nuovo parco: http://consiglio.regione.sardegna.it/rassegnastampa/pdf/101443_Il_Wwf_anche_noi_nella_gestione_del_nuovo_p.pdf

  24. ottobre 22, 2014 alle 2:52 PM

    A.N.S.A., 21 ottobre 2014
    Nascono parchi Gutturu Mannu e Tepilora.
    Quasi 30 mila ettari e 14 comuni. Spano, basi per sviluppo. (http://www.ansa.it/sardegna/notizie/2014/10/21/nascono-parchi-gutturu-mannu-e-tepilora_ef16133f-5c4c-48f4-940d-e93e3d5c4671.html)

    CAGLIARI, 21 OTT – Il Consiglio regionale ha istituito due nuovi parchi: Gutturu Mannu (19.750 ettari) e Tepilora (7.877 ettari). Il primo riguarda i comuni di Pula, Villa San Pietro, Siliqua, Domusdemaria, Uta, Assemini, Santadi, Capoterra, Sarroch e Teulada. Per la gestione ci sarà anche il Wwf. Il Tepilora riguarda invece i comuni nuoresi di Bitti, Lodè, Posada e Torpè. Per l’assessore Donatella Spano lo scopo è “porre le basi per promuovere nei territori interessati uno sviluppo economico e sociale”.

    ____________________________________________________________

    da La Nuova Sardegna, 22 ottobre 2014
    Tepilora e Gutturu Mannu, sì ai parchi voluti dalla gente: http://consiglio.regione.sardegna.it/rassegnastampa/pdf/101893_Tepilora_e_Gutturu_Mannu_si_ai_parchi_volut.pdf

  25. ottobre 25, 2014 alle 4:57 PM

    da La Nuova Sardegna, 25 ottobre 2014
    Parco Tepilora, i sindaci: «È un risultato storico».
    I commenti di Ciccolini (Bitti), Spanu (Lodè), Dalu (Torpè) e Tola (Posada) «È stata dura ma ce l’abbiamo fatta, ora si passa alla programmazione». (Paolo Merlini): http://lanuovasardegna.gelocal.it/nuoro/cronaca/2014/10/24/news/parco-tepilora-i-sindaci-e-un-risultato-storico-1.10177462

  26. settembre 18, 2015 alle 2:52 PM

    da L’Unione Sarda, 18 settembre 2015
    BITTI . Presentato il regolamento provvisorio per la gestione del parco regionale.
    Tepilora, tredici regole d’oro nell’oasi di tutela ambientale:

    Fai clic per accedere a 1_231_20150918090158.pdf

  27. giusy
    novembre 13, 2015 alle 5:05 PM

    http://www.hinterlandcagliari.it/areavasta/ca/55-teulada/7300-parco-gutturu-mannu,-su-carla-medau-presidente-non-c%E2%80%99%C3%A8-accordo-5-sindaci-non-si-presentano.html
    Invece per il parco di Tepilora l’accordo tra i sindaci c’è e, anche se lentamente, si procede con l’organizzazione. La popolazione ha accolto con favore questo parco, anche i cacciatori, forse perchè hanno terreni di caccia migliori. Oltretutto tutele e divieti esistevano già in precedenza, perchè è un luogo dove esistono specie animali e vegetali protette.

  28. agosto 4, 2016 alle 10:20 PM

    la Giunta regionale della Sardegna stanzia, con la deliberazione G.R. 2 agosto 2016, n. 45/24 (http://www.regione.sardegna.it/documenti/1_274_20160804094017.pdf), circa 20 milioni di euro per interventi relativi ai parchi naturali e le aree protette marine in Sardegna.
    Se son rose, fioriranno.

  29. aprile 27, 2017 alle 10:12 PM

    altri fondi per i parchi naturali sardi.

    A.N.S.A., 27 aprile 2017
    Parchi: Regione stanzia 10 milioni.
    Spano, da Giunta grande attenzione per risorse ambientali: http://www.ansa.it/sardegna/notizie/2017/04/28/parchi-regione-stanzia-10-milioni_c25f6597-c4a6-42ee-8828-ccd784a31491.html

    _____________

    da L’Unione Sarda, 27 aprile 2017
    Parchi e aree marine protette: 10 milioni in arrivo per la Sardegna: http://www.unionesarda.it/articolo/cronaca/2017/04/27/parchi_e_aree_marine_protette_10_milioni_in_arrivo_per_la_sardegn-68-594627.html

    ____________

    da Sardinia Post, 27 aprile 2017
    Parchi e aree marine protette, dalla Giunta 10,5 milioni: ecco la ripartizione: http://www.sardiniapost.it/ambiente/parchi-e-aree-marine-protette-dalla-giunta-105-milioni-ecco-la-ripartizione/

  30. giugno 15, 2017 alle 2:50 PM

    da La Stampa, 14 giugno 2017
    Sardegna, il parco di Tepilora è Patrimonio dell’Unesco.
    Dai monti rocciosi di Lula alle spiagge di Posada: 8 mila ettari di natura diventano «Riserva della Biosfera». (Nicola Pinna): http://www.lastampa.it/2017/06/14/italia/sardegna-il-parco-di-tepilora-patrimonio-dellunesco-3OkPwqnhjGAECuI8eDRyqO/pagina.html

  31. marzo 22, 2018 alle 2:48 PM

    bellissima notizia 🙂

    da La Nuova Sardegna, 21 marzo 2018
    Parco di Tepilora, ritorna l’aquila scomparsa dal ’78.
    Posada, nei prossimi mesi saranno rilasciati 25 esemplari di “s’abilastru” Il progetto è sostenuto anche da Forestas e Istituto per la protezione ambientale. (Sergio Secci): http://www.lanuovasardegna.it/nuoro/cronaca/2018/03/21/news/parco-di-tepilora-ritorna-l-aquila-scomparsa-dal-78-1.16622562?ref=hfnsnuec-7

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