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Bomba ecologica nell’area industriale di Cagliari.


Cagliari, rifiuti presso il campo nomadi: diventeranno risorsa energetica?

Cagliari, rifiuti presso il campo nomadi.

Il Corpo forestale e di vigilanza ambientale ha scoperto una vera e propria bomba ecologica nell’area industriale di Cagliari – Macchiareddu: oltre 1.100 metri cubi di materiali e terre inquinati provenienti dalle aree industriali di Portoscuso e di Porto Torres, dall’aeroporto militare di Decimomannu (oggetto di un’azione legale degli Amici della Terra e del Gruppo d’Intervento Giuridico onlus).

La struttura della Ecobonifiche s.r.l.  (controllata dal gruppo Finambiente e Bonifiche, interamente in concordato preventivo, vds. Trib. Roma, Sez. fall., 14 novembre 2012), regolarmente munita di autorizzazione integrata ambientale (determinazione Dir. Ecologia Prov. CA n. 67 del 23 marzo 2010), è stata posta sotto sequestro preventivo su richiesta della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Cagliari (dott. Marco Cocco) e decisione del G.I.P. del Tribunale di Cagliari dott.ssa Maria Cristina Ornano.

E’ indagato per la realizzazione della discarica abusiva di rifiuti pericolosi, nocivi, infiammabili Francesco Salvatori, l’amministratore delegato della Ecobonifiche s.r.l.    La società ha svolto attività di bonifica ambientale fino all’estate 2012, in seguito, pur essendo di fatto inattiva, ha continuato a ricevere e stoccare materiali inquinanti in situazione di grave pericolo ambientale.

Uta, impianti Agrolip, discarica abusiva

Uta, impianti Agrolip, discarica abusiva

Non è certo la prima vicenda di gravissimo inquinamento nella zona industriale di Cagliari – Macchiareddu: basta ricordare il caso dell’impianto di macellazione Agrolip sarda s.r.l., il cui legale rappresentante (Roberto Vivarelli) risponderà di disastro ambientale, gestione illecita di rifiuti, immissione di fumi e scarichi di acque reflue senza autorizzazione, smaltimento abusivo di rifiuti pericolosi davanti al Tribunale di Cagliari.

Il problema dei controlli ambientali, soprattutto nel campo delle bonifiche e smaltimenti di scarti industriali, è di assoluta rilevanza e preminenza in Sardegna – nella mitica isola del sole, del mare e delle vacanze – dov’è la maggiore estensione nazionale di siti contaminati: complessivamente 447.144 ettari rientrano nei due siti di interesse nazionale (S.I.N.) per le bonifiche ambientali del Sulcis-Iglesiente-Guspinese (D.M. n. 468/2001) e di Sassari-Porto Torres (L.n. 179/2002), mentre (31 gennaio 2013) è stato riclassificato quale sito di interesse regionale (S.I.R.) l’Arcipelago della Maddalena (O.P.C.M. 19 novembre 2008).

Gruppo d’Intervento Giuridico onlus e Amici della Terra

 

 

Capoterra, impianto di termudistruzione dei rifiuti Cacip

Capoterra, impianto di termudistruzione dei rifiuti Cacip

 

da L’Unione Sarda, 29 marzo 2014

Bomba ecologica a Macchiareddu. Sigilli a uno stabilimento: un indagato.

Uno stabilimento abbandonato, con oltre 1.100 metri cubi di rifiuti tossico nocivi situati sia all’interno che all’esterno della struttura di proprietà della società Ecobonifiche, è stato sequestrato dagli agenti del Corpo Forestale a Macchiareddu.

Indagato per realizzazione di discarica abusiva Francesco Salvatori, 56 anni di Roma, amministratore della Ecobonifiche Srl l’azienda proprietaria dello stabilimento.

Il sequestro dello stabilimento arriva dopo l’ispezione effettuata il 17 marzo scorso dagli uomini del Corpo forestale e dai tecnici dell’Arpas. All’interno dello stabilimento gli agenti hanno scoperto una vera e propria discarica di rifiuti pericolosi tossico nocivi e infiammabili.

La Ecobonifiche, secondo quanto accertato dalla Forestale, è una società a partecipazione azionaria del gruppo Finambiente e Bonifiche, attualmente in concordato preventivo con provvedimento del tribunale di Roma. Lo stabilimento di Macchiareddu da marzo dello scorso anno – come hanno verificato gli uomini del Corpo forestale – è in stato di abbandono, in una situazione di assoluto pericolo perché manca il funzionamento di sistemi di sicurezza, il personale della società è in cassa integrazione. Dalle indagini è emerso che nello stabilimento si trattavano materiali e terre derivate dalla bonifica di siti inquinati che, dopo la lavorazione, sarebbero dovuti essere smaltiti. Ma secondo la Forestale nonostante lo stabilimento ha interrotto le lavorazioni nell’estate del 2012, ha continuato a stoccare materiale inquinato nel capannone sino al marzo 2013. Lo stabilimento è stato quindi sequestrato. Ma non solo, sottochiave è finita anche la documentazione dell’azienda dalla quale emerge che il materiale inquinato stoccato all’interno risulterebbe proveniente da varie zone della Sardegna come l’area inquinata di Porto Torres, l’area militare di Decimomannu e l’area industriale di Portovesme, tutti appalti cui era impegnata la società Ecobonifiche sino al fallimento.

 

Cagliari, incendio di rifiuti presso il campo nomadi

Cagliari, incendio di rifiuti presso il campo nomadi

da Videolina, 29 marzo 2014

Macchiareddu, rifiuti tossici nello stabilimento abbandonato.

 

 

(foto da La Nuova Sardegna, per conto GrIG, S.D., archivio GrIG)

  1. capitonegatto
    marzo 30, 2014 alle 8:27 am

    Continuate cosi . La denuncia pubblica di questi misfatti e’ l’unico deterrente che puo dare una speranza di cambiamento. Il mio 5×1000 e’ vostro.

  2. Shardana
    marzo 30, 2014 alle 3:15 pm

    Gli uomini della forestale anno accertato che lo stabilimento di macchiareddu è in abbandono dal marzo 2013 e che,nonostante abbia interrotto le lavorazioni nelll’estate del 2012 ha continuato a stoccare materiale inquinato fino al marzo dello scorso anno….Mi chiedo possibile che con il via vai di camion che entravano ed uscivano dallo stabilimento nessuno si sia posto il problema?il materiale tossico nocivo che usciva da portovesme, era regolarmente denunciato come smaltito?Le piccole attività hanno decine di controlli all’anno ,possibile che questi delinquenti possano agire indisturbati e continuare a giocare con la vita della gente per un pugno di posti di lavoro?È veramente vergognoso permettere ancora queste cose.

  3. Valentina
    marzo 31, 2014 alle 8:03 pm

    ci manca totalmente la coscienza ecologica… probabilmente l’unica salvezza per il pianeta Terra è l’estinzione dell’uomo…

  4. Pietro
    aprile 1, 2014 alle 1:58 pm

    Più che di coscienza ecologica c’è carenza di rispetto per la vita,nostra e degli altri.

  5. Shardana
    aprile 1, 2014 alle 7:12 pm

    Mancano anche i controlli seri,quelli che dovrebbero arrivare al momento del delitto in corso,non al ritrovamento del cadavere in putrefazione,quando gli assassini oramai si sono dileguati.Storia vecchia,botte piena e………….

  6. maggio 28, 2014 alle 2:51 pm

    ancora, presso Cagliari.

    da La Nuova Sardegna, 28 maggio 2014
    Rifiuti decomposti, maxi sequestro dei finanzieri.
    Cinquanta tonnellate nauseabonde di carne e altri avanzi di lavorazione di un’azienda ora inattiva trovati a Monastir. Rischio inquinamento per un torrente che scorre in zona: http://lanuovasardegna.gelocal.it/cagliari/cronaca/2014/05/28/news/rifiuti-decomposti-maxi-sequestro-dei-finanzieri-1.9312819

    __________________________________________

    da L’Unione Sarda, 28 maggio 2014
    Cinquanta tonnellate di rifiuti organici. Cagliari, la Finanza sequestra capannone: http://www.unionesarda.it/articolo/cronaca_sardegna/2014/05/28/cinquanta_tonnellate_di_rifiuti_organici_cagliari_la_finanza_sequestra_capannone-6-369834.html

  7. novembre 6, 2014 alle 5:12 pm

    e ancora.

    da La Nuova Sardegna, 6 novembre 2014
    Cumuli di rifiuti pericolosi, sigilli su un’area di dieci ettari.
    Capannoni, fabbricati e un laboratorio chimico dell’ex Dicovisa chiusa da vent’anni sono stati sequestrati nella zona industriale dai forestali di Capoterra, si tratta di materiale che doveva essere smaltito: http://lanuovasardegna.gelocal.it/cagliari/cronaca/2014/11/06/news/cumuli-di-rifiuti-pericolosi-sigilli-su-un-area-di-dieci-ettari-1.10258659

    __________________________________

    da L’Unione Sarda, 6 novembre 2014
    Bomba ecologica ad Assemini. Rifiuti pericolosi abbandonati: http://www.unionesarda.it/articolo/cronaca_sardegna/2014/11/06/bomba_ecologica_ad_assemini_rifiuti_pericolosi_abbandonati-6-394406.html

  8. novembre 13, 2014 alle 2:58 pm

    è allucinante che il C.A.C.I.P., il consorzio industriale gestore dell’area, non abbia idea di che cosa ci sia nel posto che amministra…..

    da L’Unione Sarda, 13 novembre 2014
    Macchiareddu al microscopio. “Bombe ecologiche” nell’area industriale, indaga la Procura. (Andrea Piras) (http://www.regione.sardegna.it/rassegnastampa/1_231_20141113091250.pdf)

    Prima i vasconi in acciaio colmi di fanghi inquinanti, i silos pieni di idrocarburi aromatici. Era la discarica dimenticata dentro la fabbrica, la bomba ecologica scovata dalla Forestale negli stabilimenti chiusi della Ecobonifiche spa alla fine dello scorso marzo. Arrivarono i sigilli, nell’azienda di Macchiareddu-Grogastu. Li impose la Procura (sequestro firmato dal gip Maria Cristina Ornano su richiesta del pm, Marco Cocco), li misero i ranger.
    I CASI. Altra storia, quasi identico il copione. A finire sotto la lente della magistratura gli stabilimenti dell’ex Dicovisa, azienda specializzata nella lavorazione di distillati finita nel 2006 sotto l’egida della Maver, società competente nella commercializzazione di metalli ferrosi. Ebbene, i dieci ettari dell’azienda di Macchiareddu, i capannoni industriali, le vasche di cemento armato e gli unici silos rimasti dopo lo smantellamento degli impianti, addirittura il vecchio laboratorio per le analisi dei distillati sono diventati una discarica immensa. Ancora rifiuti nocivi. L’amnesia istituzionalizzata di chi ha scelto di andar via dimenticandosi di bonificare. E lasciando nell’area industriale di Cagliari, Assemini, Uta e Capoterra, un’ennesima bomba innescata. Questione di giorni. Giovedì scorso la Forestale ha messo anche qui i sigilli su ordine del gip Giovanni Massidda che ha accolto le richieste del pubblico ministero Giangiacomo Pilia.
    L’INDAGINE. Casi isolati? Magari. Sta di fatto che Macchiareddu è ora sotto la lente del Corpo forestale a cui la Procura ha dato mandato esplorativo per verificare se esistano altre emergenze. Se, insomma, nascoste tra le aziende in piena attività, ci siano fabbriche chiuse che hanno lasciato nell’area industriale un’eredità di vero rischio ambientale e situazioni di preoccupante degrado. Ecobonifiche è ancora sotto sequestro e nello stabilimento restano i veleni. Tra cui fanghi e terre inquinate asportate da siti industriali e destinate ad essere trattate negli impianti dell’area Cacip. Il Tribunale di Roma ha nominato un amministratore giudiziale che dovrebbe trovare una soluzione per la bonifica, magari sfruttando i fondi residui del gruppo. A Macchiareddu, in pochi ci credono. Sta di fatto che le due bombe ecologiche hanno la miccia ancora accesa. E potrebbero scoppiare.
    GLI 007. A mettere in guardia gli 007 del Corpo forestale e di vigilanza ambientale (le indagini sono condotte dalla competente stazione di Capoterra, dagli investigatori guidati dal commissario Fabrizio Madeddu sotto il comando del direttore dell’Ispettorato provinciale Giuseppe Delogu) sono stati diversi allevatori della zona che avevano denunciato il forte degrado di alcuni lotti abbandonati e gravi patologie nei loro animali che pascolano nei terreni adiacenti l’area industriale di Macchiareddu. Indicazioni precise, evidentemente, sulle fabbriche-scempio. Aree che dopo il blitz dei ranger hanno anche avuto la necessità di accurati sopralluoghi da parte dei tecnici dell’Agenzia regionale per l’ambiente. Proprio nel caso dell’ex azienda dei distillati l’Arpas ha parlato esplicitamente (lo ha scritto nella relazione inviata al magistrato) di «abbandono di rifiuti derivanti dalla cessazione dell’attività produttiva con possibile contaminazione dei terreni e delle falde, soprattutto per quanto riguarda la sostanza liquida di natura idrocarburica».
    LE PERPLESSITÀ. C’è da chiedersi come sia possibile che aziende importanti possano aver chiuso i battenti lasciando il lotto in condizioni così preoccupanti. Consorzio industriale disattento? Addirittura cieco rispetto a ciò che avviene in casa propria? Spiega il presidente Salvatore Mattana, nominato di recente alla guida del Cacip, da lungo tempo commissariato: «Il Consorzio conosce il nome dell’azienda che chiude ma non può certo entrare all’interno del lotto industriale non di sua proprietà. Sarebbe un abuso. Il Consorzio svolge tra l’altro una funzione amministrativa Il consorzio svolge finzione amministrativa nell’assegnazione delle aree e di fornitura dei servizi. Comunque sia ho già chiesto una ricognizione delle aziende con cessata attività». Un lavoro d’indagine interna, insomma, tra le oltre cinquecento imprese che insistono sui novemila ettari di Macchiareddu.

  9. dicembre 10, 2014 alle 2:53 pm

    ma anche nella zona industriale di Thiesi non si scherza…..

    da L’Unione Sarda, 10 dicembre 2014
    Operazione “Pestilentia”. Blitz in Campania e nel Lazio, 17 indagati. Sigilli all’azienda di Thiesi. Traffico di scarti suini e ovini: in cella i titolari della Lem. (Massimo Ledda): http://www.regione.sardegna.it/rassegnastampa/1_56_20141210095439.pdf

    _________________________________________

    da La Nuova Sardegna, 10 dicembre 2014
    Mangimi dai rifiuti, 8 nel mirino della Dda. Operazione Pestilentia: arrestati dalla Forestale 4 dirigenti dell’azienda Lem, obbligo di dimora per quattro autisti dei Tir. (Stefano Ambu): http://consiglio.regione.sardegna.it/rassegnastampa/pdf/104240_Mangimi_dai_rifiuti_8_nel_mirino_della_Dda.pdf

  10. gennaio 26, 2015 alle 2:53 pm

    da L’Unione Sarda, 24 gennaio 2015
    Un’emergenza dimenticata tra diossina e idrocarburi. (Enrico Fresu): http://consiglio.regione.sardegna.it/rassegnastampa/pdf/106345_Unemergenza_dimenticata_tra_diossina_e_idro.pdf

    ————————————

    «Stiamo rispettando i tempi previsti»: http://consiglio.regione.sardegna.it/rassegnastampa/pdf/106346_Stiamo_rispettando_i_tempi_previsti.pdf

    ____________________________________________________

    da La Nuova Sardegna, 24 gennaio 2015
    Spano: «Sulle bonifiche non c’è nessun passo indietro»: http://consiglio.regione.sardegna.it/rassegnastampa/pdf/106339_Spano_Sulle_bonifiche_non_ce_nessun_passo_i.pdf

  11. novembre 19, 2015 alle 2:51 pm

    A.N.S.A., 18 novembre 2015
    Morti di tumore, Gdf in azienda Cagliari. Si sospetta inquinamento killer, controlli alla Sanac. (http://www.ansa.it/sardegna/notizie/2015/11/18/morti-di-tumore-gdf-in-azienda-cagliari_d63c91d4-83e1-4f73-9566-f7474b01ff89.html)

    CAGLIARI, 18 NOV – Guardia di finanza da questa mattina al lavoro alla Sanac di Macchiareddu, l’azienda che produce mattoni refrattari per altiforni, venduti anche all’Ilva di Taranto. Sotto i riflettori delle Fiamme gialle, secondo quanto si è appreso, ci sarebbero i resti della produzione della azienda.

    Gli accertamenti sono stati richiesti dalla Procura di Cagliari nell’ambito di un’inchiesta legata alla morte dubbia di alcuni operai: si sospetta che i decessi, tutti provocati da tumore, siano riconducibili a un esteso inquinamento provocato, secondo l’accusa, dall’attività industriale.

    Di qui l’apertura di un fascicolo – finora nessun indagato – con l’ipotesi di reato di omicidio colposo e, appunto, di inquinamento. I finanzieri avrebbero iniziato a scavare nelle vicinanze della Sanac per verificare l’eventuale presenza di materiale inquinante e resti di lavorazione potenzialmente nocivi. Al momento non si conosce l’esito del controllo, sicuramente bisognerà attendere le analisi chimiche su materiali e sostanze trovati durante gli scavi.

    _________________________________________________

    da La Nuova Sardegna, 18 novembre 2015
    Cagliari, operai morti di tumore: indagini per inquinamento alla Sanac.
    La Guardia di finanza su richiesta della procura ha avviato una serie di scavi attorno allo stabilimento che produce mattoni refrattari per altiforni: http://lanuovasardegna.gelocal.it/cagliari/cronaca/2015/11/18/news/cagliari-operai-morti-di-tumore-indagini-per-inquinamento-alla-sanac-1.12468642?ref=hfnscaer-2

    _____________________________________________________

    da L’Unione Sarda, 19 novembre 2015
    Veleni a Macchiareddu indaga la Procura, blitz della Guardia di Finanza: http://www.unionesarda.it/articolo/cronaca/2015/11/19/veleni_a_macchiareddu_indaga_la_procura_blitz_della_guardia_di_fi-68-446132.html

  12. febbraio 26, 2016 alle 2:48 pm

    nel mentre si attende il nuovo piano di gestione dei rifiuti per la discarica di servizio all’inceneritore Tecnocasic.

    da CagliariPad, 26 febbraio 2016
    Cacip: stop a nuova discarica Macchiareddu.
    Tutto questo in attesa della definizione del nuovo piano regionale di gestione dei rifiuti. Lo ha deciso l’assemblea del consorzio, su proposta del presidente del Consorzio Salvatore Mattana: http://www.cagliaripad.it/news.php?page_id=26688

  13. luglio 29, 2016 alle 10:09 pm

    ancora a Macchiareddu.

    A.N.S.A., 29 luglio 2016
    Rifiuti,sequestrata area in Z.I.Cagliari.
    Operazione della Gdf davanti stabilimento Sanac a Macchiareddu. (http://www.ansa.it/sardegna/notizie/2016/07/29/rifiutisequestrata-area-in-z.i.cagliari_9157f5ab-3394-4f9d-b49b-80f950b33956.html)

    Avevano interrato a tre metri di profondità agenti inquinanti catalogati come rifiuti speciali pericolosi industriali, oli sintetici, miscele bituminose contenenti catrame, scorie di cemento e mattoni. I militari delle Fiamme gialle del Reparto operativo aeronavale di Cagliari hanno sequestrato un’area grande 16mila metri quadri davanti allo stabilimento della Sanac nel polo industriale di Cagliari, a Macchiaredu.

    Qui sono stati sepolti illegalmente 70mila tonnellate di rifiuti pericolosi. Iscritte nel registro degli indagati per disastro ambientale e inquinamento tre persone: il direttore pro tempore dello stabilimento Sanac e due operatori che anno eseguito i lavori. La Sanac si trova ai margini di un sito di importanza comunitaria, Stagno di Cagliari, Saline di Macchiareddu, laguna di Santa Gilla, zona riconosciuta dall’Unione Europea quale habitat da tutelare.

    INCHIESTA DELLA PROCURA DI CAGLIARI – Il sequestro dell’area di 16 mila metri quadri all’esterno dello stabilimento Sanac effettuato dai militari delle Fiamme gialle del Reparto operativo aeronavale e della Stazione, nella Z.I. di Cagliari Macchiareddu, è stato richiesto dal pm Marco Cocco, della procura di Cagliari, che coordina le indagini e che ha iscritto nel registro degli indagati per disastro ambientale e inquinamento tre persone.

    Il provvedimento è stato già convalidato dal Gip. L’operazione è stata denominata Underground. Le indagini dei militari sono partite lo scorso anno con un primo controllo e una serie di carotaggi, alcuni a novembre del 2015, per accertare possibili contaminazioni del territorio derivanti da scarti di lavorazione, come oli e altre sostanze nocive pericolose abilmente occultate nel sottosuolo, non smaltite secondo le normative.

    In questo modo i finanzieri sono riusciti a individuare e sequestrare l’area all’interno della quale erano stati interrati, a circa tre metri di profondità, circa 70.000 tonnellate di materiale che dovrà essere smaltito e bonificato.

  14. Carlo Forte
    luglio 30, 2016 alle 10:06 am

    Guardia Finanza,cosa aspettate a scavare a portovesme?A controllare il traffico Di camions da e per la porcovesme?Perchè nel Sulcis si continua ad uccidere con il silenzio?

  15. maggio 16, 2017 alle 2:58 pm

    e ancora.

    A.N.S.A., 16 maggio 2017
    Arresti Fluorsid per disastro ambientale. Industria fa capo al presidente del Cagliari Calcio Giulini. (http://www.ansa.it/sito/notizie/topnews/2017/05/16/arresti-fluorsid-per-disastro-ambientale_7507fcff-c330-4f93-af59-ef31e5e16ba7.html)

    CAGLIARI, 16 MAG – Con l’accusa di disastro ambientale sono stati eseguiti numerosi arresti alla Fluorsid di Macchiareddu, fra vertici aziendali e ditte d’appalto.
    L’azienda, che fa capo al presidente del Cagliari Calcio, Tommaso Giulini, si trova nella zona industriale del capoluogo.
    Ad eseguire gli ordini di custodia cautelare, emessi dal pm Marco Cocco, sono stati gli agenti del Nucleo investigativo del Corpo forestale.

    ____________________________

    da La Nuova Sardegna, 16 maggio 2017
    Sette arresti per disastro ambientale nella Fluorsid del presidente del Cagliari calcio.
    Blitz del corpo forestale nell’area industriale di Macchiareddu: l’accusa è associazione a delinquere. In corso il sequestro dell’azienda: http://lanuovasardegna.gelocal.it/cagliari/cronaca/2017/05/16/news/sette-arresti-per-disastro-ambientale-nella-fluorsid-del-presidente-del-cagliari-calcio-1.15345567

    _________________

    da L’Unione Sarda, 16 maggio 2017
    Macchiareddu, raffica di arresti. In cella i vertici della Fluorsid: http://www.unionesarda.it/articolo/cronaca/2017/05/16/macchiareddu_raffica_di_arresti_in_cella_i_vertici_della_fluorsid-68-601440.html

    _____________

    da Sardinia Post, 16 maggio 2017
    Arrestati i vertici della Fluorsid di Macchiareddu per disastro ambientale: http://www.sardiniapost.it/cronaca/arrestati-i-vertici-della-fluorsid-di-macchiareddu-per-disastro-ambientale/

  16. gennaio 31, 2018 alle 10:06 pm

    una sentenza di condanna.

    da L’Unione Sarda, 31 gennaio 2018
    Traffico di scarti animali. Dieci condanne a Cagliari: http://www.unionesarda.it/articolo/cronaca/2018/01/31/traffico_di_scarti_animali_dieci_condanne_a_cagliari-68-692736.html

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