Home > aree urbane, beni culturali, biodiversità, coste, difesa del territorio, grandi opere, Italia, paesaggio, pianificazione, Regione Sardegna, sostenibilità ambientale, zone umide > Il Ministero per i Beni e le Attività Culturali fermi l’efficacia provvisoria del piano paesistico stravolto!

Il Ministero per i Beni e le Attività Culturali fermi l’efficacia provvisoria del piano paesistico stravolto!


ginepro, mare, cielo

ginepro, mare, cielo

Le associazioni ecologiste Amici della Terra, Lega per l’Abolizione della Caccia e Gruppo d’Intervento Giuridico onlus hanno chiesto (8 novembre 2013) al Ministro per i Beni e Attività Culturali, al Direttore generale per il Paesaggio, le Belle Arti, l’Architettura e l’Arte contemporanee del Ministero per i Beni e le Attività Culturali e al Direttore regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici per la Sardegna l’adozione di formali provvedimenti di contestazione in sede amministrativa e giudiziaria nei confronti della deliberazione Giunta regionale Sardegna n. 45/2 del 25 ottobre 2013 con cui è stato adottato (art. 11 della legge regionale Sardegna n. 4/2009), l’aggiornamento e la profonda revisione del piano paesaggistico regionale – P.P.R. (1° stralcio costiero).

Hanno anche chiesto l’adozione di conseguenti atti di direttiva e indirizzo ai Soprintendenti per i Beni Architettonici, Paesaggistici, Storici, Artistici ed Etnoantropologici di Cagliari e di Sassari affinchè, nell’ambito delle rispettive competenze, emanino i necessari pareri[1] nel corso delle procedure di autorizzazione paesaggistica (art. 146 del decreto legislativo n. 42/2004 e s.m.i.) in senso negativo, qualora siano riferibili a interventi di modifica territoriale determinati dal piano paesaggistico così modificato.

Come noto, da comunicato pubblicato sul sito web istituzionale della Direzione regionale per i Beni Culturali e  Paesaggistici per la Sardegna si è avuta formale conferma della mancata positiva conclusione delle procedure di co-pianificazione Ministero per i Beni e Attività Culturali – Regione autonoma della Sardegna, necessarie per legge (artt. 143 e 156 del decreto legislativo n. 42/2004 e s.m.i.) e per puntuali accordi sottoscritti (protocollo d’intesa Ministero B.A.C-Regione del 19 febbraio 2007, disciplinare tecnico dell’1 marzo 2013).

Tuttavia, la deliberazione di adozione del piano modificato è stata pubblicata sul B.U.R.A.S. digitale n. 49 – parti I e II – del 31 ottobre 2013 e, da allora, vi sono numerose disposizioni del piano paesaggistico così stravolto spiegano già i loro effetti in via provvisoria  (art. 87, comma 2°, delle norme tecniche di attuazione del piano e art. 12, comma 3°, del D.P.R. n. 380/2001 e s.m.i.).

Gallura, cantiere edile sulla costa

Gallura, cantiere edile sulla costa

Con palese gravità, come già denunciato pubblicamente, numerose disposizioni delle norme tecniche di attuazione del piano (es. artt. 5, 12, 15, 69, 77) consentono fin dalla mera adozione la radicale modifica di “beni paesaggistici” tutelati dalla legge (art. 134 del decreto legislativo n. 42/2004 e s.m.i.).

Le associazioni ecologiste Amici della Terra, Lega per l’Abolizione della Caccia e Gruppo d’Intervento Giuridico onlus chiedono, pertanto, un urgente intervento del Ministro per i Beni e Attività Culturali e degli Organi centrali e periferici del Ministero che, avendo come punto fermo quanto già espresso pubblicamente, fermi subito l’efficacia delle illegittime previsioni del piano paesaggistico recentemente stravolto.

Naturalmente, potranno seguire ulteriori azioni per la salvaguardia dell’ambiente e del paesaggio della Sardegna, auspicabilmente con altre associazioni ambientaliste e culturali.

Amici della Terra, Lega per l’Abolizione della Caccia e Gruppo d’Intervento Giuridico onlus

Sardegna, costa meridionale

Sardegna, costa meridionale


[1] Il parere del Soprintendente è obbligatorio e vincolante (art. 146, comma 5°, del decreto legislativo n. 42/2004 e s.m.i.), come da giurisprudenza (es. Cons. Stato, Sez. VI, 4 ottobre 2013, n. 4914).

(foto per conto GrIG, S.D., archivio grIG)

  1. novembre 8, 2013 alle 6:06 PM

    Ma una raccolta firme\ invio email di massa come per il qatar? non sarà di certo efficace quanto la vostra azione, però…

    Che poi, ho visto la puntata di “Dentro la Notizia” sull’argomento.. per carità! se i sardi davvero si informano con trasmissioni di questo tipo.. siamo messi malissimo. Deliperi, non l’hanno invitata? Tiana non mi è sembrato tanto diverso dall’imprenditore edile che aveva di fianco. ha fatto una pessima figura.

    • novembre 8, 2013 alle 10:15 PM

      l’invio di e-mail è sempre valido, naturalmente!
      Ormai sono parecchie centinaia 😉
      Non saprei, non ho visto la trasmissione nè mi hanno invitato, sorry.

      Stefano Deliperi

  2. Avatar di Raimondo Cossa
    Raimondo Cossa
    novembre 8, 2013 alle 6:38 PM

    Forza, bisogna fermare queste concezioni medioevali del territorio. Fermiamo speculatori continentali, regionali e la masnada di ingegnerucoli e geometrini locali (senza offesa per ingegneri e geometri seri) che gli sostengono e che giocano a fare profitto sulle spalle di popolazioni e territori.

  3. novembre 8, 2013 alle 10:20 PM

    da Sardinia Post, 8 novembre 2013
    L’appello degli ambientalisti: “Il Ministero blocchi il nuovo Piano paesaggistico”: http://www.sardiniapost.it/politica/lappello-degli-ambientalisti-il-ministero-blocchi-il-nuovo-piano-paesaggistico/

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    Il Ministero verso l’impugnazione del Piano paesaggistico di Cappellacci: http://www.sardiniapost.it/politica/ministero-verso-limpugnazione-piano-paesaggistico-di-cappellacci/

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    Pps, Cappellacci contro il Mibac: “Nessuna volontà di cementificare”: http://www.sardiniapost.it/politica/pps-cappellacci-contro-il-mibac-nessuna-volonta-di-cementificare/

  4. novembre 8, 2013 alle 10:26 PM

    da L’Unione Sarda on line, 8 novembre 2013
    Regione, ambientalisti contro nuovo Ppr “Il ministero blocchi il provvedimento”: http://www.unionesarda.it/articolo/cronaca_sardegna/2013/11/08/regione_ambientalisti_contro_nuovo_ppr_il_ministero_blocchi_il_provvedimento-6-339381.html

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    Mibac verso impugnazione nuovo Ppr. Affondo del Governo contro Cappellacci: http://www.unionesarda.it/articolo/cronaca_sardegna/2013/11/08/mibac_verso_impugnazione_nuovo_ppr_affondo_del_governo_contro_cappellacci-6-339399.html

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    da Tiscali Notizie, 8 novembre 2013
    Appello degli ambientalisti al Governo: “Bloccate il Pps di Cappellacci”: http://notizie.tiscali.it/regioni/sardegna/articoli/13/11/08/bloccare-pps-ambientalisti-appello.html

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    da La Nuova Sardegna on line, 8 novembre 2013
    Il ministero dei Beni culturali passa all’offensiva sul Pps di Cappellacci. Il Mibac sta valutando la possibilità di impugnare la delibera regionale del Pps della Regione Sardegna ma anche di proporre un ricorso alla Corte Costituzionale basato sul conflitto di competenze tra Stato e Regione: http://lanuovasardegna.gelocal.it/sassari/cronaca/2013/11/08/news/il-ministero-dei-beni-culturali-passa-all-offensiva-sul-pps-di-cappellacci-1.8077228

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    A.N.S.A., 8 novembre 2013
    Mibac verso impugnazione Pps.
    Annuncio sottosegretario su ricorso a Tar e Corte Costituzionale: http://www.ansa.it/web/notizie/regioni/sardegna/2013/11/08/Mibac-verso-impugnazione-Pps_9590735.html

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    da Casteddu online, 8 novembre 2013
    Cala Giunco e Porto Carbonara, alt cemento nei gioielli di Villasimius
    Nuova doccia fredda per Zuncheddu e gli altri imprenditori. In questa intervista il sindaco Tore Sanna spiega perchè le bellezze di Villasimius non saranno intaccate neppure dal nuovo piano paesaggistico: http://www.castedduonline.it/area-vasta/hinterland/10622/cala-giunco-e-porto-carbonara-alt-cemento-nei-gioielli-di-villasimius.html#sthash.n5lk8qY6.dpuf

  5. novembre 9, 2013 alle 10:42 am

    da La Nuova Sardegna, 9 novembre 2013
    L’alt dal governo: «No al cemento». Duro scontro fra il sottosegretario Borletti e Cappellacci Il Mibac: confermati i ricorsi alla Corte costituzionale e al Tar. (Pier Giorgio Pinna)

    SASSARI. Confermato: il governo dichiara guerra al Pps di Cappellacci e ribadisce in termini formali il ricorso a Corte costituzionale e Tar. Si fa rovente la bagarre su cemento, coste e piano paesaggistico. Dà fuoco alle polveri il sottosegretario ai Beni culturali Ilaria Borletti, che accusa Cappellacci di aver aperto un conflitto con le Soprintendenze dimenticando le linee del suo predecessore e consegnando l’isola «a una visione che prevede un aumento gigantesco e capillare di costruzioni». Il presidente della Regione risponde duramente insieme con il capogruppo del Pdl in Consiglio Pietro Pittalis. Ma alla fine la stessa Borletti, controreplicando al governatore che parla di «pregiudizi politici infondati». riafferma la volontà d’impugnare il piano della giunta Cappellacci. Insomma, la lotta è senza quartiere. E il perché appare semplice: in gioco c’è la difesa del territorio dell’isola e la sua integrità. Tanto che il ministero non lesina le critiche. «La scusa è sempre la solita: con la gravissima crisi economica che in Sardegna sta uccidendo l’economia delle famiglie, non si può rinunciare allo sviluppo almeno nell’edilizia – commenta Ilaria Borletti – Ma la distruzione del paesaggio toglierebbe all’isola la sua eccezionalità che, se valorizzata, sarebbe un volano di crescita a lungo termine». Non finisce qui. Segue l’altro durissimo botta e risposta Borletti-Cappellacci. Prima il governatore, insieme con il capogruppo del Pdl, nega qualsiasi «volontà cementificatoria». Poi Pietro Pittalis dice di essere stanco «delle lezioncine di baronetti radicali chic difensori dell’ambientalismo ipocrita». Al termine, la bordata del sottosegretario: la sospensiva sarebbe necessaria anche per evitare la coesistenza di due norme, il Piano paesaggistico regionale del 2006 e quello attuale, «spesso dissonanti tra loro». Inoltre, chiarisce l’esponente del governo, se è vero che la giunta sarda gode di autonomia sulla procedura di redazione di questi progetti, «più sentenze della Consulta hanno dichiarato illegittime norme regionali che si ponevano in contrasto con disposizioni previste dal Codice dei beni culturali». A partire – ricorda ancora – dall’articolo 135 che al primo comma «dispone che la pianificazione paesaggistica sia effettuata congiuntamente tra Ministero e Regioni». «Al contrario del presidente Ugo Cappellacci, non sono in campagna elettorale e dunque mi è più facile guardare ai problemi e alle questioni dal punto di vista amministrativo e generale del bene comune, inteso come cosa pubblica», osserva in definitiva il sottosegretario Ilaria Borletti. La quale, nella sua replica, fa capire al governatore di aver letto attentamente la delibera della giunta. «Al netto delle fantasiose definizioni usate nel dibattito, il vero punto in discussione sono i poteri dello Stato, inteso come centrale e decentrato nelle regioni, e il loro interno equilibrio: non bazzecole», è la sua lapidaria conclusione.

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    E in Sardegna nuovo appello degli ecologisti.

    Il ministero per i Beni e le attività culturali fermi l’efficacia provvisoria del Piano paesaggistico della Sardegna. Lo hanno chiesto ieri le associazioni ecologiste Amici della Terra, Lega per l’abolizione della caccia e Gruppo d’intervento giuridico. Le organizzazioni denunciano presunte illegittimità nel documento e un profondo stravolgimento delle regole del Ppr varato nel 2006 dall’allora governatore Renato Soru. Le tre associazioni hanno sollecitato «l’adozione di formali provvedimenti di contestazione in sede amministrativa e giudiziaria» nei confronti della deliberazione della Giunta del 25 ottobre scorso e invitato le Soprintendenze a emanare pareri negativi nel corso delle procedure di autorizzazione paesaggistiche necessarie per legge. Ricordando che la revisione del Piano è avvenuta senza la positiva conclusione del processo di co-pianificazione con il ministero, gli ambientalisti sottolineano che anche in questa fase provvisoria le norme tecniche di attuazione «consentono la radicale modifica di beni paesaggistici tutelati dalla legge».

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    Il Fai: atto unilaterale della Regione. Il presidente nazionale del Fondo per l’ambiente parla di «delibera ingiustificata».

    MILANO. «La Regione autonoma della Sardegna ha adottato lo scorso 25 ottobre, con la delibera di giunta numero 45/2, un atto amministrativo non giustificato e unilaterale, che tende a sostituire il Ppr approvato nel 2006 col Piano paesaggistico del sardi». Così il presidente del Fondo italiano per l’ambiente, l’archeologo e studioso di fama internazionale Andrea Carandini. Il quale ricorda come il provvedimento sia stato per questo motivo «già condannato dalla direzione regionale della Sardegna del Mibac». «Si è trattato di un’azione fuori dalla co-pianificazione con il ministro dei Beni e delle attività culturali e del turismo prevista dal Codice del paesaggio – dichiara il presidente del Fai – E noi adesso auspichiamo la ripresa di un percorso condiviso con il ministero, perché si ponga riparo a uno strappo che non trova ragione d’essere». «Il Piano paesaggistico regionale della Sardegna del 2006 – prosegue Andrea Carandini – è stato il primo innovativo in Italia. Contiene la felice idea di considerare la fascia costiera come un “unicum” degno della massima tutela, in quanto bene che appartiene ai aardi e alla comunità nazionale. Con l’approvazione preliminare della giunta del 25 ottobre si è invece rotto questo principio. E si è tornati a quella visione frantumata che ha consentito di distruggere pezzi pregiatissimi del territorio, sacrificandolo alla speculazione edilizia». Il Fai si augura pertanto che il residente della Regione della Sardegna, Ugo Cappellacci, voglia rivedere quanto approvato e recedere dal proseguire nello strappo con gli organismi dello Stato demandati dalla Costituzione a far osservare il bene e l’interesse comuni. In questo senso è pronto ad appoggiare il Mibac «nell’ottica della tutela del patrimonio comune attuata nello spirito di una leale collaborazione fra le varie istituzioni della Repubblica». Il Fai si rammarica inoltre di un altro aspetto. E cioè che l’attuale giunta regionale non abbia dedicato risorse umane ed economiche sufficienti per mettere i Comuni nelle condizioni di adeguare i piani comunali (Puc) al Ppr, «ammettendo di fatto quelle inadempienze che sono uno degli alibi usati per invalidare le regole che il progetto elaborato da Renato Soru ha stabilito in osservanza delle leggi costituzionali». «Quel Ppr», sostiene ancora il Fai, «non è solo un documento fondativo del paesaggio come valore identitario, ma è anche una proposta di sviluppo economico in cui la sostenibilità è un cardine, connessa intrinsecamente com’è all’idea del rispetto del paesaggio nelle sue articolazioni reali e nelle percezioni della comunità». Uno sviluppo che voglia apparire sostenibile sia dal punto sociale che economico – sempre secondo il Fondo italiano per l’ambiente – dev’essere per tutti questi motivi guidato da regole certe. «D’altra parte, l’incertezza non incoraggia gli investitori intelligenti, di cui la Sardegna ha un bisogno straordinario e che sono motivati dalla salvaguardia delle peculiarità paesaggistiche e ambientali dei luoghi dell’isola», sostiene il Fai in ultima analisi. E anche per discutere di questi problemi il Fondo per l’ambiente terrà a Cagliari il 28 novembre un convegno intitolato “Sardegna Domani”. Le finalità? «Far emergere e sviluppare questo diverso modello di sviluppo che già sta germogliando nell’isola», concludono i dirigenti dell’istituzione.

  6. novembre 10, 2013 alle 11:35 am

    da La Nuova Sardegna, 10 novembre 2013
    Piano paesaggistico sotto tiro. Il Mibac: col Pps coste a rischio cemento. Ecco perché il ministero dà l’alt alla giunta regionale: teme costruzioni indiscriminate, meno vincoli e un’edilizia selvaggia.

    SASSARI. Invasione di costruzioni a meno di 300 metri dal mare. Mancata tutela del patrimonio naturalistico come entità unica, omogenea, non frammentabile. Minori freni e vincoli su fiumi, stagni, aree protette, centri storici. In sintesi: uno sviluppo che ferisce il paesaggio dell’isola. E che minaccia di travolgerlo, insieme con i tratti distintivi dell’isola sul piano geografico e storico. Sono accuse precise, durissime. Ma circostanziate. Le muove il Mibac a Cappellacci. E sono le stesse contestazioni alla base dello scontro istituzionale di queste settimane sulla rotta Cagliari-Roma. Uno scontro con pochi precedenti, sempre più aspro ora che si va verso l’impugnazione del Pps da parte dello Stato davanti a Tar e Corte costituzionale. Analisi e prospettive. Così chi pensava che dalla capitale venissero sollevate solo questioni formali – magari legate alle pur importantissime procedure di co-pianificazione previste dalla legge ma dimenticate dalla Regione – oggi è costretto a ricredersi. Perché il conflitto sta entrando già adesso nel merito effettivo dei problemi. E in gioco c’è il futuro ambientale della Sardegna. Per capirlo basta soffermarsi un po’ di più sulle spiegazioni date dal sottosegretario ai Beni culturali in queste ultime giornate arroventate da polemiche infuocate. Programmazioni in contrasto. Nei rilievi critici di Ilaria Borletti non ci sono appelli generici o astratti contro il possibile stravolgimento del paesaggio sardo. C’è molto di più: il suo atto d’accusa si configura come una vera requisitoria. «Il nuovo piano, chiamato “paesaggistico dei sardi” è differente da quello voluto dalla giunta di centrosinistra nel 2006: è stato infatti adottato come “approvazione preliminare dell’aggiornamento e revisione” del precedente progetto del governatore Renato Soru – sottolinea la rappresentante del governo – Ma le modifiche sono diverse da quelle concordate in precedenza col ministero. E sono state elaborate senza la partecipazione degli organi ministeriali. Eppure, con loro, la Regione aveva sottoscritto un accordo per la redazione congiunta, intesa riconfermata dall’attuale giunta il primo marzo di quest’anno». Fiumi e centri storici. Ilaria Borletti incalza chiarendo come la programmazione dell’esecutivo guidato da Capellacci preveda «un allentamento del grado di tutela sia nei 300 metri dalla battigia della costa marina sia in altre zone di particolare pregio». Aree di cui fa un dettagliato elenco. Puntualizzando, per esempio, che «per i centri storici, o i corsi d’acqua pubblica, solo quelli dichiarati d’interesse paesaggistico dalla Regione saranno soggetti a restrizioni, mentre gli altri, cosiddetti “irrilevanti”, potranno essere modificati entro i 150 metri dall’argine». Ma naturalmente si tratta di definire i termini. Che cosa s’intende? Con quali criteri si dà corpo a quest’aggettivo sul piano tecnico? E con quali altri sotto il profilo di una oggettività svincolata da clientele? «Nelle zone perimetrate dai provvedimenti di vincolo ministeriale preesistenti sono state poi indicate norme d’uso non concordate», denuncia ancora il sottosegretario. Così in definitiva il Pps, sempre nell’analisi della Borletti, «di fatto integra al suo interno le disposizioni del Piano casa, con modifiche sostanziali di molte zone tutelate». Situazioni emblematiche. Il sottosegretario cita come esempio il litorale di Arzachena. Dove, tiene a rimarcare, con i provvedimenti varati dalla giunta Cappellacci si potrà procedere «attraverso demolizioni dei piccoli fabbricati agropastorali preesistenti, successive ricostruzioni con forti aumenti di cubatura e accorpamenti di volumetrie con sagome del tutto dissimili da quelle originarie». Discorso analogo fa l’esponente governativo per la normativa sarda sui campi da golf, denunciando il rischio che gli impianti sorgano «in aree dominate dalla macchia mediterranea e povere di risorse d’acqua, ostacolando così il riconoscimento del valore di bene paesaggistico». Un confronto serrato. Come risponde la giunta alle contestazioni sui contenuti del Pps? Cappellacci, in un botta e risposta col Mibac andato avanti sin quasi a notte fonda, ribadisce la sua linea. Per lui la posizione del sottosegretario è frutto di pregiudizi politici. Tanto che fa dire a tarda sera al suo portavoce: «Borletti non solo non conosce il Pps, ma neanche il disciplinare tecnico sottoscritto tra la direzione generale dell’assessorato e quella competente del ministero di cui è sottosegretario, e neppure le norme d’attuazione dello Statuto sardo e le leggi in vigore sulla revisione biennale del piano della Regione». «Ciò – conclude il presidente – rende più grave e triste l’inopportuno intervento di cui è protagonista il sottosegretario: nel malaugurato caso dell’impugnazione, non farebbe altro che confermare la slealtà già palesata». In ultima analisi, il presidente della giunta “maltratta” il sottosegretario e non commenta più il fatto che già una decina di giorni fa il Mibac aveva ufficialmente preso le distanze da un Pps che garantisce più case, ville e residenze sulle coste e produce meno freni all’edilizia selvaggia. Ma con risposte del genere – sostengono parecchi tra gli oppositori di Cappellacci in Consiglio – il governatore adotta «la calcolata tattica di fingere di non sapere che il governo, di fronte a tante inadempienze e a visioni contrastanti con le norme nazionali, avrebbe di sicuro sollevato un conflitto di attribuzioni tra poteri dello Stato». Circostanza che, sempre stando a queste interpretazioni, il presidente avrebbe previsto di utilizzare a suo favore in campagna elettorale. Contando di poter lanciare accuse di “neocolonialismo” e solleticare nelle urne il più classico vittimismo contro Roma e il governo delle larghe intese. Gli interrogativi. Ma nel conflitto restano senza risposte i quesiti sollevati sulla sostanza della delibera. Borletti fra l’altro caldeggia uno stop «per evitare la coesistenza di due norme paesaggistiche dissonanti». «Non siamo d’accordo su come attribuire queste competenze? _ chiede il sottosegretario _ E allora facciamolo decidere agli organi preposti: ogni altra soluzione appare una fuga dalle responsabilità e un’offesa ai sardi che, non dimentichiamolo, hanno contribuito tanto a fare l’Italia». A ben vedere, una volta cassato il Pps com’era scontato, secondo molti osservatori si dovrà capire se tutte le conseguenze di questo passaggio fossero state calcolate a fondo. E se l’azione di trasparenza e chiarificazione del Mibac non si rivelerà invece un boomerang per il centrodestra in campagna elettorale.

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    Il piano di Cappellacci Assalto eversivo all’ambiente.
    Lo statuto impone il “rispetto degli obblighi internazionali e degli interessi nazionali” quindi la Convenzione europea del paesaggio e il codice Urbani. (Carlo Dore)

    L’assalto eversivo al Piano Paesaggistico. Con la pubblicazione sul sito della Regione delle norme tecniche di attuazione si è dissipato il mistero che avvolgeva i contenuti del nuovo Piano paesaggistico regionale (Ppr), ora Piano paesaggistico dei Sardi (Pps), recentemente approvato dalla giunta Cappellacci. Le modifiche rispetto al Piano approvato nel 2006 dalla giunta Soru sono notevoli, rilevanti e, soprattutto, pericolose. Basti pensare, ad esempio, al sostanziale inserimento nel PPS delle leggi regionali sul Piano casa, e della legge sullo sviluppo del turismo golfistico, alla facoltà concessa ai comuni di operare prima dell’adeguamento dei Puc al Piano paesaggistico ed al concreto rischio che vengano recuperate le vecchie lottizzazioni sulla fascia costiera a suo tempo bloccate perché in contrasto con il Ppr. Una cosa è certa. Il presidente Cappellacci e i suoi collaboratori, per pagare la cambiale sottoscritta in favore dei “poteri forti” in vista delle elezioni del 2008 e nella speranza di ottenere la riconferma nelle elezioni del prossimo anno, approvando il nuovo piano, hanno posto in essere l’ennesimo comportamento eversivo ai danni di uno dei principi base della vigente Costituzione. Il principio dell’art. 9, secondo cui, fra i compiti primari della Repubblica, è prevista la tutela del paesaggio che, insieme alla tutela dell’ambiente, è considerato valore primario ed assoluto, in quanto determinante per la tutela della salute e della qualità della vita. Non è bastato che le leggi in precedenza citate siano state impugnate dal governo davanti alla Corte Costituzionale denunciando la violazione del principio costituzionale in questione. Profittando della lentezza della Consulta nell’esaminare le questioni sottoposte al suo esame, Cappellacci – non contento dei guai giudiziari nei quali è coinvolto- continua imperterrito sulla sua strada, facendosi forte del principio secondo cui la Regione, essendo dotata di competenza primaria, non solo in materia urbanistica, ma anche in materia di tutela del paesaggio, ha pieno diritto di modificare a suo piacimento il Piano Paesaggistico per il quale “non deve chiedere l’autorizzazione a nessuno”, né osservare i pareri del Ministero dei beni culturali che, a suo avviso, devono essere considerati semplici suggerimenti dei quali la Regione non sarebbe obbligata a tener conto. Ora è ben vero che anche la Regione ha competenza legislativa in materia paesaggistica, tanto è vero che, ad esempio, a suo tempo, ha potuto legittimamente approvare la (provvidenziale) legge salva coste. Ma è anche vero che tale competenza legislativa non è né assoluta, né tanto meno esclusiva, ma, incontra i limiti previsti dall’art. 3 dello Statuto regionale che impone alla Regione il “rispetto degli obblighi internazionali e degli interessi nazionali, nonché delle norme fondamentali delle riforme economico-sociali della Repubblica”. Il che significa che è tenuta a rispettare sia la Convenzione europea del paesaggio, sottoscritta il 20 ottobre dl 2000 e ratificata con la legge n.14/2006, sia il Codice del paesaggio (o Codice Urbani), che è unanimemente considerato una norma fondamentale delle riforme economico sociali della Repubblica. Ebbene il Codice del paesaggio prevede che, tanto la redazione, quanto le eventuali modifiche dei Piani Paesaggistici regionali debbano passare attraverso la concertazione istituzionale fra il Ministero dei Beni Culturali (che, fra l’altro, in tema di tutela del paesaggio, ha un ruolo prevalente in quanto ha il compito di individuare le linee fondamentali dell’assetto dell’intero territorio nazionale) e le Regioni, con la partecipazione delle associazioni per la tutela degli interessi diffusi, escludendo, di conseguenza, che le Regioni possano decidere in autonomia. Come, invece, pretende il presidente Cappellacci che, con il suo comportamento illegittimo, espone sia la Regione, sia gli stessi privati a gravi conseguenze.

    • novembre 10, 2013 alle 11:46 am

      da La Nuova Sardegna, 10 novembre 2013
      Via alle osservazioni al nuovo Pps. Orosei, il Comune chiederà alcune integrazioni in base alle esigenze del territorio. (Angelo Fontanesi)

      OROSEI. Non solo il Ministero, per sue ragioni e competenze, ma anche gli enti locali, per altre necessità o ambizioni, hanno tempo sino al 30 di novembre per presentare eventuali osservazioni al nuovo Piano paesaggistico dei sardi, pubblicato sul Buras lo scorso 31 ottobre, che la giunta Cappellacci vorrebbe sovrapporre al Ppr di soriana ispirazione. E il Comune di Orosei si appresta a farlo. Anzi invita i cittadini a consultare il nuovo strumento di governo del territorio regionale dal sito della Regione e quindi avvicinarsi in Comune per predisporre eventualmente una piattaforma di osservazioni comune. «Come amministrazione – spiega il primo cittadino Franco Mula – vorremmo sfruttare questa opportunità per chiedere alcune integrazioni al Pps che riteniamo utili e più attinenti alle esigenze e alle realtà del nostro territorio». Sostanzialmente i «miglioramenti» considerati auspicabili dal sindaco riguardano modifiche su tematismi e vincoli che il Pps by Cappellacci ha recepito integralmente dal Ppr. Nello specifico il Comune di Orosei vorrebbe una nuova perimetrazione del centro matrice, un alleggerimento sui vincoli di intervento all’interno della fascia tra i 300 metri i due chilometri dal mare e una delimitazione più dettagliata e attuale delle zone umide o di quelle di particolare interesse ambientale e boschivo. Secondo il pensiero della maggioranza l’attuale centro matrice è molto più esteso del centro storico previsto nel vecchio Prg e comprende vie e fabbricati al di fuori dei suoi reali confini. All’interno della fascia costiera il Comune vorrebbe invece avere la possibilità di autorizzare alcune aree sosta attrezzate per camper mentre come zone umide o di particolare interesse naturalistico sarebbe ora censite aree che hanno perso da tempo questi requisiti. Queste le osservazioni allo studio da parte del Comune alle quali potranno essere sommate anche quelle dei cittadini.

  7. novembre 10, 2013 alle 12:01 PM

    da L’Unione Sarda, 9 novembre 2013
    Conflitto di competenze sul Pps. Il governo ricorre alla Consulta? Il sottosegretario Borletti: chiederemo la sospensiva di validità. (Lorenzo Piras)

    Lo scontro sul Piano paesaggistico ravviva il fuoco della controversia col governo. Dopo l’intervento della direzione regionale e del ministro Bray, ieri è stata Ilaria Borletti Buitoni, sottosegretario dei Beni culturali, a bocciare il Pps, preannunciando l’impugnazione al Tar della delibera di adozione e un ricorso alla Consulta per il conflitto di competenze tra Stato e Regione.
    IL SOTTOSEGRETARIO. Per Borletti Buitoni, in una lettera pubblicata ieri su La Stampa , i piani paesaggistici che stanno per essere varati in Sardegna e Sicilia sarebbero «il presupposto per una definitiva distruzione del paesaggio anche vicino alle coste». E poi: «Il presidente Cappellacci ha dichiarato guerra alla Soprintendenza e dimenticando le linee di chi lo ha preceduto, Soru, sta rapidamente consegnando l’Isola a una visione che prevede un aumento gigantesco e capillare di costruzioni».
    IL GOVERNATORE. La replica di Cappellacci non si è fatta attendere e, con la sua, quella del capogruppo del Pdl Pietro Pittalis, che dietro la sortita di Borletti Buitoni («siamo stanchi delle lezioncine dei baronetti radical chic, difensori dell’ambientalismo ipocrita») vede l’ombra di Renato Soru (definito «un viceré sardo-piemontese»). Il presidente parla di «pregiudizio politico» che conferma i sospetti di «indebita ingerenza politica in passaggi tecnici». Ancora Cappellacci: «Non posso che consigliare al sottosegretario un’attenta lettura degli atti approvati perché è evidente che non ha dato neppure uno sguardo. Basterebbe un esame superficiale per comprendere che non c’è alcuna volontà cementificatoria». E poi: «La Regione non ha dichiarato guerra a nessuno e ha cercato la leale collaborazione istituzionale anche laddove non era tenuta. Collaborazione venuta meno dal governo». Conclusione: «Andremo avanti, non abbiamo niente da rimproverarci».
    L’ATTACCO. Ilaria Borletti Buitoni in serata è ritornata all’attacco: «Il vero punto in discussione sono i poteri dello Stato – inteso come centrale e decentrato nelle regioni – e il loro interno equilibrio. Il nuovo piano, chiamato “Piano paesaggistico dei sardi”, differente da quello della giunta Soru nel 2006, è stato infatti adottato come “approvazione preliminare dell’aggiornamento e revisione” del precedente Piano di Soru. Le modifiche sono diverse da quelle concordate con il Ministero». E poi: «Il nuovo piano appare prevedere un allentamento del grado di tutela sia nei 300 metri dalla battigia della costa marina, in altre zone di particolare pregio paesaggistico, quali i centri storici, o i corsi d’acqua pubblica (solo quelli dichiarati d’interesse paesaggistico dalla regione saranno soggetti a restrizioni, gli altri, cosiddetti “irrilevanti”, potranno essere modificati entro i 150 metri dall’argine) e anche nelle zone perimetrate dai provvedimenti di vincolo ministeriale preesistenti sono state indicate norme d’uso non concordate. Il Pps, inoltre, integra al suo interno (articolo 58), di fatto, le norme del Piano casa, con modifiche sostanziali di molte zone anche fortemente tutelate come la costa di Arzachena».
    IL RICORSO. Quindi il sottosegretario conclude: «Per questo il ministero sta valutando la possibilità sia di impugnare la delibera regionale di adozione del Piano davanti al Tribunale amministrativo sia di proporre un ricorso alla Corte Costituzionale basato sul conflitto di competenze tra Stato e Regione con contestuale richiesta di sospensiva della validità del Piano Cappellacci. Una sospensiva che si renderebbe necessaria anche per evitare la coesistenza di due norme paesaggistiche, il Ppr del 2006 e il Pps attuale, spesso dissonanti tra loro».
    LA CONTROREPLICA. Alessandro Serra, portavoce di Cappellacci, infine precisa: «Nel malaugurato caso che il Ministero decidesse di impugnare la delibera di adozione non farebbe altro che confermare la slealtà già palesata con l’inerzia della struttura. Peraltro, sarebbe anche opportuno che il sottosegretario approfondisse la conoscenza delle sentenze della Consulta senza limitarsi alla lettura di quelle che sembrano a lei favorevoli».

    ———————————-

    Scontro. Altolà di Fai ed ecologisti: «Il Piano 2006 non si tocca».

    Anche gli ecologisti attaccano il Ppr. Amici della Terra, Lega per l’abolizione della caccia e Gruppo d’intervento giuridico denunciano presunte illegittimità e chiedono al ministro di bloccare la pianificazione. Inoltre, sollecitano «l’adozione di formali provvedimenti di contestazione in sede amministrativa e giudiziaria» nei confronti della delibera del 25 ottobre e invitano le Soprintendenze «a emanare pareri negativi nel corso delle procedure di autorizzazione paesaggistica». Secondo il Fondo ambiente italiano (Fai) «il piano del 2006 non deve essere stravolto». Il presidente Andrea Carandini prende posizione contro «un’azione unilaterale fuori dalla co-pianificazione». Per il Fai «il Ppr del 2006 è stato il primo Piano paesaggistico innovativo in Italia. Contiene la felice idea di considerare la fascia costiera come un unicum degno della massima tutela. Principio che si è rotto». Carandini chiude: «Auspico la ripresa di un percorso condiviso col ministero».

    ———————————–

    Hanno detto.

    «Il sottosegretario legga gli atti approvati perché è evidente che non ha dato neppure uno sguardo».
    «Le modifiche apportate al Piano sono diverse da quelle concordate con il Ministero».

  8. Avatar di marcella
    marcella
    novembre 10, 2013 alle 4:38 PM

    Sì, promuovete una raccolta di firme, non credo che abbiano poco peso e sono sicura che ne arriverà una valanga come nel caso del Qatar, appunto.

  9. novembre 12, 2013 alle 2:46 PM

    da L’Unione Sarda, 12 novembre 2013
    Ppr, l’assalto ambientalista. Legambiente, Italia Nostra, Fai,Wwf e Inu contro le nuove norme:
    «Annulla ogni tutela del territorio, pronti a ricorsi in sede giudiziaria». (Lorenzo Piras): http://www.regione.sardegna.it/rassegnastampa/1_146_20131112090243.pdf

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    L’intervista. Il capogruppo del Pdl in Consiglio regionale difende la programmazione. Pittalis: «Restituiremo l’Isola ai sardi»: http://www.regione.sardegna.it/rassegnastampa/1_146_20131112090327.pdf

  10. novembre 13, 2013 alle 3:03 PM

    dal blog di Salviamo il Paesaggio, Difendiamo i Territori, 12 novembre 2013
    Invia anche tu una mail per difendere il paesaggio della Sardegna, patrimonio di tutti! (http://www.salviamoilpaesaggio.it/blog/2013/11/invia-anche-tu-una-mail-per-difendere-il-paesaggio-della-sardegna-patrimonio-di-tutti/)

    Ad ottobre è stato adottato dalla Giunta Regionale l’aggiornamento e la revisione del Piano Paesaggistico della Regione Sardegna. L’obiettivo fondamentale è stato fin dall’origine la modifica radicale di quell’odiato piano paesaggistico regionale (P.P.R.), che, pur con alcune carenze significative, consente la salvaguardia degliambiti costieri della Sardegna.

    Se n’è già parlato nel nostro sito con l’articolo “Salviamo la Sardegna dal cemento. Ora o mai più!” dello scorso giugno e la vicenda ha avuto rilevanza anche sulla stampa regionale e nazionale.

    Il parere non può che essere negativo e preoccupante in considerazione di scelte pianificatorie “spregiudicate e sciagurate” tra cui:

    * fiumi e torrenti minori non inclusi nei beni paesaggistici
    * norme transitorie che consentono nuove realizzazioni e aumenti di volumetrie fino al 15% per interventi edilizi e ristrutturazioni e fino al 25% per strutture ricettive anche nella fascia costiera di 300 m. dalla battigia
    * la ripresa di impattanti progetti edilizi previsti da vecchi piani
    * la possibilità di edificare in aree agricole indipendentemente dalla qualificazione professionale del richiedente
    * quella di realizzare, in accordo comuni-regione, nuove strutture residenziali e ricettive connesse ai campi da golf anche in aree tutelate.

    Le associazioni ecologiste Amici della Terra, Lega per l’Abolizione della Caccia e Gruppo d’Intervento Giuridico onlus propongono a tutti di inviare il seguente messaggio:

    DESTINATARI

    Copia gli indirizzi qui sotto e incollali nel campo ”destinatario“

    gabinetto@beniculturali.it
    mbac-udcm@mailcert.beniculturali.it
    presidente@regione.sardegna.it
    presidenza@pec.regione.sardegna.it
    presidenzaconsiglio@consregsardegna.it
    grigsardegna5@gmail.com

    OGGETTO:

    Appello contro lo stravolgimento del piano paesaggistico regionale

    TESTO DEL MESSAGGIO:

    Al Ministro per i Beni e Attività Culturali,
    Al Presidente della Regione autonoma della Sardegna,
    Al Presidente del Consiglio regionale della Sardegna

    Ho appreso con grande preoccupazione degli accordi presi fra il Presidente della Regione autonoma della Sardegna, i sindaci di Arzachena e di Olbia e il fondo d’investimento Qatar Holding (proprietà della famiglia reale del Qatar) per la realizzazione di numerose iniziative immobiliari sulle coste delle Sardegna, in particolare in Gallura, per un importo di un miliardo di euro in più anni.

    Ricordo che un importo analogo è già a disposizione della Sardegna ogni anno e da parecchi anni grazie ai fondi comunitari, per uno sviluppo diffuso e armonico con i valori ambientali dell’Isola.

    Investimenti come questo devono essere valutati alla luce delle vigenti norme di salvaguardia ambientale, in primo luogo il piano paesaggistico regionale.

    Esprimo la più forte contrarietà alla modifica e allo snaturamento del piano paesaggistico regionale per accogliere questa e altre proposte edificatorie.

    Cordiali saluti,

    [Nome e cognome… ]

    E’ ora di rimboccarsi le maniche per difendere l’ambiente e il territorio della Sardegna, domani può essere troppo tardi: diffondiamo l’appello ad amici, parenti, conoscenti, mailing list, su siti web e blog, scriviamo e facciamo scrivere. Facciamoci sentire, ora.

    Amici della Terra, Lega per l’Abolizione della Caccia e Gruppo d’Intervento Giuridico onlus

  11. Avatar di Dante
    Dante
    novembre 14, 2013 alle 1:44 PM

    Dopo 6 anni, parliamo di coste e di ambiti costieri e in funzione di una maggiore edificabilità dei suoli e di incremento dei volumi e questo è funzionale ad un progetto politico noto ma delle zone interne non sene parla nemmeno per sbaglio e i paesi dell’interno stanno perdendo ogni aspetto tipico, che faccia dire vedendoli…..è in Sardegna. Criminali, sciacalli, predoni. Meglio Soru.

  12. novembre 14, 2013 alle 2:37 PM

    fosse solo questo…

    da La Nuova Sardegna, 14 novembre 2013
    ITALIA NOSTRA. «Esclusi dall’adozione del Pps». Chiesti atti e verbali degli incontri, ma l’assessorato resta in silenzio.

    CAGLIARI. Nel corso dell’iter di adozione del nuovo piano paesaggistico regionale non c’è stato alcun processo partecipativo, le associazioni ambientaliste sono state escluse e negli incontri convocati dalla direzione generale della pianificazione sono state fornite informazioni parziali, inesatte e distorte sulla reale attività di revisione del Ppr: lo sostiene Italia Nostra in una nota dai contenuti durissimi, l’ultima di una lunga serie di iniziative pubbliche intraprese dall’associazione per contrastare quella che si annuncia come l’avvio di un nuovo sacco delle coste sarde. Italia Nostra sostiene di «aver rilevato che nelle procedure di modifica del Ppr, oltre a non essere stata garantita la concertazione istituzionale e la partecipazione dei soggetti interessati, come si apprende dalle dichiarazioni del Ministero dei Beni Culturali, non è stata garantita neppure quella delle associazioni portatrici di interessi diffusi». Nell’esprimere «forti preoccupazioni per i disastri ambientali e paesaggistici conseguenti alla delibera adottata dalla giunta regionale e considerati i numerosi dubbi sulla legittimità della stessa, anche al fine di attivare tutte le iniziative utili a garantire la salvaguardia dei valori ambientali-paesaggistici – è scritto ancora nella nota – abbiamo chiesto all’assessorato all’Urbanistica copia del verbale redatto nell’ultimo incontro del 10 ottobre scorso con le associazioni ambientaliste, gli enti locali e gli ordini professionali, ma a distanza di oltre un mese dalla riunione non è ancora stato trasmesso».

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