Home > acqua, difesa del territorio, giustizia, inquinamento, paesaggio, Regione Sardegna, rifiuti, salute pubblica, sostenibilità ambientale > Miniera dismessa di Furtei: privatizzare i profitti, socializzare le perdite.

Miniera dismessa di Furtei: privatizzare i profitti, socializzare le perdite.


 

Le associazioni ecologiste Amici della Terra e Gruppo d’Intervento Giuridico hanno inoltrato (8 luglio 2013) una nuova circostanziata richiesta di informazioni ambientali e adozione degli opportuni provvedimenti riguardo le iniziative regionali prese per contrastare la pesantissima crisi ambientale conseguente all’abbandono della miniera d’oro di Santu Miali, a Furtei (VS).

In particolare si chiede di conoscere quali attività siano state poste in essere  per la messa in sicurezza del cantiere minerario, per la bonifica ed il ripristino ambientale e, soprattutto, per il pagamento delle spese da parte del Soggetto concessionario privato

Interessati il Ministro dell’ambiente, il Presidente della Regione autonoma della Sardegna, l’Assessore regionale dell’industria, i Sindaci di Furtei, Segariu, Sardara, Serrenti e Guasila,  il Direttore generaleo dell’A.R.P.A.S., il Corpo forestale e di vigilanza ambientale, i Carabinieri del N.O.E.  Per opportuna conoscenza e per le attività di competenza la richiesta è stata inviata anche al Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Cagliari ed al Procuratore regionale della Corte dei conti.

Precedente istanza (4 settembre 2009) era stata inviata al momento dell’abbandono del cantiere estrattivo da parte della Società mineraria senza porre in essere le necessarie operazioni di messa in sicurezza e di ripristino ambientale, visto l’utilizzo pluriennale di cianuro, mercurio e altri metalli pesanti, nonostante la presenza della Regione autonoma della Sardegna nella titolarità del capitale sociale.

Furtei, miniera dismessa, da www.tafter.it

Furtei, miniera dismessa, da http://www.tafter.it

Qual è la situazione attuale?

Dopo i primi interventi di emergenza da parte della Giunta regionale (deliberazione n. 34/20 del 20 luglio 2009– stanziamento di 250 mila euro – e deliberazione n. 37/7 del 30 luglio 2009 – predisposizione del piano di caratterizzazione), l’Esecutivo isolano con la deliberazione n. 43/42 del 6 dicembre 2010, con grave ritardo, ha affrontato sul piano finanziario la pesantissima crisi ambientale conseguente all’abbandono della miniera d’oro di Santu Miali, fino a quel momento vigilata solo grazie all’abnegazione dei dipendenti licenziati dalla società mineraria. La progettazione e realizzazione  dei lavori di ripristino ambientale sono stati affidati alla società in house I.G.E.A. s.p.a. come di seguito sinteticamente indicato:

*  progettazione e realizzazione di un impianto di trattamento delle acque provenienti dal bacino sterili e dalle cavità ex minerarie ubicate nelle aree di coltivazione denominate “Is Concas, Su Masoni e Sa Perrima”;

*  progettazione e realizzazione della messa in sicurezza delle medesime aree, con eventuale impermeabilizzazione del fondo e delle pareti e la ricostruzione volumetrica del profilo e rinaturazione;

*  progettazione e messa in sicurezza permanente del bacino di accumulo sterili.

L’importo complessivo previsto dei lavori (da completare entro il 2015) è di 16 milioni di euro.

La Giunta regionale – secondo un proprio comunicato stampa dell’1 luglio 2013 – ha recentemente  deliberato di stipulare una convenzione con Igea Spa per l’esecuzione dei servizi relativi alla custodia, gestione e realizzazione dei primi interventi di messa in sicurezza permanente del sito minerario di Santu Miali, secondo le prescrizioni e le indicazioni impartite dall’organo di vigilanza e di polizia mineraria dell’Assessorato dell’Industria.  Il programma operativo presentato prevede una spesa di 2,5 milioni di euro per la conclusione dell’attività geologica, la progettazione e realizzazione dell’impianto di trattamento delle acque contaminate, lo smaltimento dei rifiuti minerari tuttora presenti, l’attività relativa alla caratterizzazione residuale, progettazione messa in sicurezza emergenza ed avvio dell’attività di messa in sicurezza permanente del sito di Is Concas, la gestione ordinaria dei cantieri e dei siti minerari, la custodia ed il mantenimento delle necessarie misure di sicurezza ambientale e la sorveglianza.  ‘Questo intervento – ha spiegato l’assessore Liori – è nell’ambito del piano di sviluppo finalizzato alla bonifica, recupero e riconversione economica delle aree minerarie dismesse. Infatti, nei territori di Furtei, Guasila, Serrenti e Segariu, a seguito dell’abbandono del sito minerario di Santu Miali, conseguente al fallimento della Sardinia Gold Mining Spa, si è determinata una situazione di emergenza ambientale che ha reso necessari una serie di interventi sinora attuati da Igea e, in misura minore, dal Comune di Furtei e dal curatore fallimentare del Tribunale’”.

Furtei, miniera dismessa

Furtei, miniera dismessa

Non si ha, invece, alcuna notizia di iniziative poste in essere dalla Regione autonoma della Sardegna per ottenere il pagamento delle spese per la messa in sicurezza e il ripristino ambientale da parte del Soggetto che rivestiva la qualifica di concessionario minerario, perlomeno mediante l’escussione delle fideiussioni di legge prestate.

Ma come si è giunti a questa situazione? Lo ricordiamo.

La miniera d’oro era stata avviata la produzione attraverso l’allora Ente Minerario Sardo – E.M.SA., presieduto da Giampiero Pinna (poi consigliere regionale P.D.S., poi ancora presidente verde del Parco geominerario della Sardegna fino al successivo commissariamento), l’unico ente regionale posto in liquidazione per eccessive perdite della storia autonomistica sarda (legge regionale n. 33/1998).

All’avvìo delle attività minerarie (primi anni ‘90 del secolo scorso) e, successivamente, le associazioni ecologiste Amici della Terra e Gruppo d’Intervento Giuridico chiesero, con iniziative legali, lo svolgimento del procedimento di valutazione di impatto ambientale – V.I.A., purtroppo senza alcun esito.

Allora, infatti, la Regione autonoma della Sardegna non applicava la direttiva n. 85/337/CEE in materia di V.I.A. per le attività estrattive: lo farà soltanto con la legge regionale n. 15/2008 (art. 8), dopo due procedure di infrazione avviate dalla Commissione europea per mancato recepimento della normativa, su altrettanti ricorsi proprio delle associazioni ecologiste Amici della Terra e Gruppo d’Intervento Giuridico in relazione alle concessioni minerarie rilasciate a Muros (SS), poi fermate dal giudizio negativo da parte della Giunta regionale al termine del procedimento di V.I.A.

La Sardinia Gold Mining s.p.a. (ora in fallimento) era la società mineraria titolare della concessione di estrazione aurifera Santu Miali, le cui azioni vennero in gran parte cedute al partner estrattivo di rilevanza internazionale, e giunsero alla multinazionale Buffalo Gold ltd (Canada).

Con l’esaurimento dello scarso filone aurifero, ha abbandonato il cantiere minerario senza porre in essere le necessarie operazioni di messa in sicurezza e di bonifica ambientale.

Ovvio e scontato. Le condizioni del mercato internazionale dell’oro lo rendevano opportuno in una logica essenzialmente industriale e finanziaria.

47 dipendenti si sono trovati sulla strada.

Furtei, miniera dismessa

Furtei, miniera dismessa

In più, giusto per guadagnarci ancora, secondo le accuse della Procura della  Repubblica presso il Tribunale di Cagliari, ben 10 km. dell’attuale strada statale n. 131 “Carlo Felice” sono stati realizzati negli anni scorsi con l’utilizzo di scarti di lavorazione tossici dell’ex miniera d’oro di Furtei … Accusati di traffico illecito di rifiuti il legale rappresentante della miniera, l’australiano Garry Johnston e Antonino Marcis, di Macomer, che si era aggiudicato il subappalto per la realizzazione della strada. Indagati anche Aldo Serafini, della Todini spa, e il direttore dei lavori dell’Anas, Giorgio Carboni.

Conseguentemente la Regione autonoma della Sardegna, ancora titolare di una partecipazione minoritaria (10%) al capitale sociale della Sardinia Gold Mining s.p.a., ha dovuto metter mani al portafoglio di tutti noi sardi per evitare un disastro ambientale e sociale.

Privatizzare i profitti e socializzare le perdite, l’ennesimo esempio del capitalismo made in Sardistàn.

Se un euro pubblico dev’essere erogato, deve avvenire esclusivamente per il ripristino ambientale di un territorio ampiamente devastato, importi poi da ottenere anche in via coattiva dalla Società mineraria.   Non un soldo deve andare per sostenere ancora il profitto privato.

Per diverso tempo presidente del Consiglio di amministrazione della S.G.M. è stato l’attuale Presidente della Regione Ugo Cappellacci.

Quindi conosce bene la situazione: che aspetta a intervenire risolutivamente?

Amici della Terra e Gruppo d’Intervento Giuridico onlus

macchia meditarranea (ginestre, olivastri, cisto)

macchia meditarranea (ginestre, olivastri, cisto)

(foto da www.tafter.it, Provincia Medio Campidano)

  1. Mara
    luglio 9, 2013 alle 8:07 am

    Troppo impegnato in campagna elettorale.

  2. luglio 9, 2013 alle 9:45 am

    L’ha ribloggato su Fabio Argiolas.

  3. luglio 9, 2013 alle 9:46 am

    Mara :
    Troppo impegnato in campagna elettorale.

  4. luglio 9, 2013 alle 9:56 am

    Igea.. sono gli stessi della bonifica nelle miniere di Campo Pisano e nel Sulcis in generale, giusto?

  5. luglio 9, 2013 alle 3:05 pm

    da Sardegna Oggi, 8 luglio 2013
    Furtei, dubbi sulle bonifiche nella miniera dei veleni. Gli ecologisti “bussano” in Procura.
    Crisi ambientale e bonifiche sospette nella miniera d’oro di Furtei. Il Gruppo d’Intervento Giuridico chiede chiarezza sui provvedimenti adottati dalla Regione per ripristinare i luoghi dopo l’abbandono della Sardinia Gold Mining, la società che aveva in concessione il sito minerario di Santu Miali. (http://www.sardegnaoggi.it/Cronaca/2013-07-08/22335/Furtei_dubbi_sulle_bonifiche_nella_miniera_dei_veleni_Gli_ecologisti_bussano_in_Procura.html)

    CAGLIARI – Le associazioni ecologiste Amici della Terra e Gruppo d’Intervento Giuridico hanno inoltrato una nuova richiesta di informazioni ambientali e adozione degli opportuni provvedimenti riguardo le iniziative regionali prese per contrastare la pesantissima crisi ambientale conseguente all’abbandono della miniera d’oro di Santu Miali, a Furtei.
    “In particolare – scrive Stefano Deliperi – si chiede di conoscere quali attività siano state poste in essere per la messa in sicurezza del cantiere minerario, per la bonifica ed il ripristino ambientale e, soprattutto, per il pagamento delle spese da parte del Soggetto concessionario privato”.
    Tanti i destinatari della lettera inviata dagli ambientalisti: Ministro dell’ambiente, presidente della Regione, assessore regionale dell’industria, i sindaci di Furtei, Segariu, Sardara, Serrenti e Guasila, Arpas, il Corpo forestale e di vigilanza ambientale, i Carabinieri del Noe, ma anche Procura di Cagliari e Corte dei Conti.
    Non si tratta di una novità. Già in passato infatti, nel 2009 dopo che il cantiere della miniera venne abbandonato, le associazioni ambientaliste avevano chiesto chiarimenti sul perchè non ci fosse stata la “messa in sicurezza e il ripristino ambientale, visto l’utilizzo pluriennale di cianuro, mercurio e altri metalli pesanti”.
    La Regione dopo i primi interventi di emergenza “il 6 dicembre 2010, con grave ritardo, ha affrontato sul piano finanziario la pesantissima crisi ambientale conseguente all’abbandono della miniera d’oro di Santu Miali, fino a quel momento vigilata solo grazie all’abnegazione dei dipendenti licenziati dalla società mineraria. La progettazione e realizzazione dei lavori di ripristino ambientale sono stati affidati alla società in house Igea Spa per un importo previsto dei lavori (da completare entro il 2015) di 16 milioni di euro”. Non solo, lo scorso primo luglio l’assessorato all’Industria ha messo sul piatto altri 2,5 milioni di euro per la custodia, gestione e primi interventi di messa in sicurezza della miniera di Santu Miali.

  6. Redskin
    luglio 9, 2013 alle 3:58 pm

    Sono gli stessi che hanno un unico obbiettivo distruggere la sardegna per poi vederla agli invasori.Stessa sorte degli indiani d’America mentre ci scanniamo tra noi loro ci vendono tutto

  7. valerio visioli
    luglio 9, 2013 alle 11:12 pm

    vorrei conoscere quanti soldi ci ha messo la regione, quanti ne dovrà mettere ancora per il ripristino ambientale, quanti operai sono stati impiegati e quanto ci sono costati. E ancora quanti kg d’oro sono stati estratti e che fine hanno fatto…

  8. Redskin
    luglio 10, 2013 alle 11:07 am

    Meglio non saperlo,sicuramente un pò di posti di lavoro per i parenti o quelli sistemati per il voto di scambio e poi per il disastro ambientale nessun problema,tanto nessuno protesterà. È tutto un giro di parenti,cognati,cugini di sindacalisti che portano avanti un sistema in decomposizione.In grillo we trust

  9. Redskin
    luglio 10, 2013 alle 2:41 pm

    Ciao Valerio,non sappiamo di furtei,ma oggi l’unione sarda ha pubblicato in prima pagina “nate per perdere soldi CARBOSUCIS!IGEA!FLUORITE:POZZI SENZA FONDO”. Conti in rosso. Personale3883,a tempo indeterminato238,a tempo pieno. I COSTI Spese personale 178 miloni. Spese rappresentanza,convegni,mostre,pubblicità 8miloni nel 2012,10 milioni nel 2011. IGEA:nel 2011 perdita di 10 milioni.Ha ottenute tuo finanziamenti per 30 miloni. CARBOSULCIS:nel 2011 perdita di 25 miloni.Ha ottenuto finanziamenti 30 miloni nel 2011, 18 milioni nel 2012. Fluorite di silius(in liquidazione):perdita 1 milione e900mila€. 3milioni nel 2011,4 milioni e 800 mila € nel 2012. Capito perchè moriamo di fame in sardegna?Per mantenere una classe politica che con il voto di scambio galleggia.DELINQUENTI

  10. Shardana
    luglio 11, 2013 alle 10:46 am

    Che vergogna,soldi che passano da un parte all’altra…..bel comitato d’affari nel Sulcis… Se hai una attività e ti Cassano per 3 volte senza scontrino ti fanno chiudere.Questi li beccano sempre in flagranza,ma quando è che fermate?

  11. luglio 12, 2013 alle 3:07 pm

    da La Nuova Sardegna, 12 luglio 2013
    Bomba ecologica a Furtei «E ora pagano i sardi». La bonifica con soldi pubblici denunciata da Gruppo giuridico e Amici della Terra I padroni canadesi dovevano occuparsi di reflui e scorie: fuggiti oltre Oceano. (Luciano Onnis)

    FURTEI. I profitti se li sono presi quelli della Sardinia Gold Mining e adesso “io pago” per riparare i devastanti danni ambientali causati dall’estrazione dell’oro a Santu Miali. Quel “io pago” è notoriamente inteso come “cittadino contribuente”, che in tal caso con l’oro del Klondike sardo ha avuto ben poco da spartire e tanto meno da guadagnare. È questo, in sintesi, il pensiero-denuncia delle associazioni ecologiste Gruppo di intervento giuridico e Amici della terra in relazione all’annuncio della giunta regionale, e in particolare dell’assessorato all’Industria, di un finanziamento di 2 milioni e mezzo di euro all’ Igea – società in house della Regione – per mettere in sicurezza il sito di Santu Miali-Is Concas, un’autentica bomba ecologica a rischio di deflagrazione con tutto il suo potenziale di arsenico, cianuro, cadmio, piombo e altri metalli pesanti vari contenuti nei bacini dei reflui. Ebbene, gli ambientalisti di Grig dicono: «Bene, benissimo che si proceda al risanamento ambientale e alla messa in sicurezza della ex miniera, e bene fa la Regione a finanziare l’intervento all’Igea». Ma sostengono anche che non deve essere la Regione, ovvero i sardi, a pagare i conti della “Sardinia Gold Mining”, dato che nella concessione mineraria era scritto in bella evidenza che la società titolare della licenza avrebbe dovuto provvedere al ripristino ambientale e alla depurazione dei reflui di lavorazione. Cosa che non è avvenuta e così la patata bollente è rimasta nelle mani della Regione che deteneva (e formalmente ancora detiene) con la finanziaria Sfirs il 10% delle quote societarie della “SGM spa in fallimento”. Il gruppo canadese “Buffalo Gold” che la controllava se l’è letteralmente svignata oltre Oceano e al risanamento deve provvedere giocoforza mamma Regione. «Privatizzare i profitti e socializzare le perdite, l’ennesimo esempio dal capitalismo made in Sardistàn», asseriscono dal Grig e da Amici della Terra, «Abbiamo saputo dei 2 milioni e mezzo finanziati all’Igea , ma non c’è notizia di iniziative della giunta regionale per ottenere il pagamento delle spese per la messa in sicurezza e il ripristino ambientale da parte del concessionario della licenza mineraria. Perché non farlo mediante l’escussione delle fideiussioni di legge prestate?». O non esistono? «Il governatore Ugo Cappellacci – sostiene il Grig – è stato presidente del CdA della “SGM” e quindi conosce bene la situazione: che aspetta a intervenire risolutamente?».

    ______________________

    da Arrèxini, 12 luglio 2013
    Furtei: privatizzare i profitti, socializzare i danni: http://www.arrexini.info/furtei-privatizzare-i-profitti-socializzare-i-danni/

    __________________________

    dal sito web dell’on. Claudia Zuncheddu, 15 luglio 2013
    Furtei: la RAS pagherà 9 milioni di Euro per le bonifiche di competenza della Sardinia Gold Mining. Dopo il danno anche la beffa: http://www.claudiazuncheddu.net/

  12. Shardana
    luglio 13, 2013 alle 7:35 pm

    Oh GriG,tradiresti i tuoi compagni di merenda?Bohhhh!

  13. Shardana
    luglio 14, 2013 alle 11:27 am

    Oh GriG,mi sà ghe capisce male risponde peggio…. nonnera rivolto non a tè ,ma al presidente dellaCda UDI.Scusami se mi sono espresso in maniera poco chiara,ma mi piace ancora scherzare

  14. Shardana
    luglio 14, 2013 alle 4:36 pm

    Ok,mi spiego meglio.Il governatore udo cappellacci non interviene pur conoscendo la situazione perchè è compagno di merenda dei canadesi.A voi dicevo se eravate al posto di udo(e non ci siete)avreste denunciato i canadesi?Ciao GriG GÖ

  15. Shardana
    luglio 14, 2013 alle 4:40 pm

    È un pò come se Claudio Lolliri avesse denunciato i due tecnici che smaltivano rifiuti tossici della portovesme srl in discariche non controllate o li seppellivano sotto il manto stradale.Capito ora?Giuro,che non scherzo più

  16. novembre 4, 2013 alle 11:04 pm

    da La Stampa, 4 novembre 2013
    Contaminato dal cianuro il lago che nascondeva l’oro. (Nicola Pinna): http://www.lastampa.it/2013/11/04/italia/cronache/contaminato-dal-cianuro-il-lago-che-nascondeva-loro-CDZSYzOu2S43URzGwuIElM/pagina.html

  17. novembre 6, 2013 alle 2:58 pm

    da Sardinia Post, 6 novembre 2013
    VIDEO. Guarda “Cyanide beach”, la spiaggia di cianuro. L’inchiesta di John Dougherty sul disastro ambientale di Furtei.

    ———————–

    I soldi di Furtei alle Cayman, gli speculatori in Arizona: http://www.sardiniapost.it/politica/soldi-di-furtei-alle-cayman-gli-speculatori-arizona/

    ———————

    Cappellacci, così parlò il presidente (della Sardinia gold mining): http://www.sardiniapost.it/politica/cappellacci-cosi-parlo-il-presidente-della-sardinia-gold-mining/

    ___________________________

    da L’Unione Sarda, 6 novembre 2013
    Una bomba al cianuro che minaccia falde acquifere,uomini e animali.
    Scappati i privati, i nove milioni per le bonifiche a carico della Regione. (Antonio Pintori): http://www.regione.sardegna.it/rassegnastampa/1_146_20131106085400.pdf

    —————-

    Interviene anche Pittalis: solo livore sospetto e fuori tempo. Pili: «Colpa di Cappellacci». La replica: «Denunciai io». (Antonio Martis): http://www.regione.sardegna.it/rassegnastampa/1_146_20131106085438.pdf

    ——————–

    Nel 1997 venne prodotto il primo lingotto: 10 anni di estrazione. Dal trofeo al disastro. Quattrocento ettari sventrati e avvelenati: http://www.regione.sardegna.it/rassegnastampa/1_146_20131106085522.pdf

    ———————

    Ci riprovano in Arizona. La Sargold fuggita da Furtei ha chiesto una concessione negli Usa. È partecipata da un fondo di Cayman e ha un a.d.bancarottiere. (Ivan Paone): http://www.regione.sardegna.it/rassegnastampa/1_146_20131106085648.pdf

    —————–

    Rapporto. Uno studio dell’Università inchioda i responsabili: http://www.regione.sardegna.it/rassegnastampa/1_146_20131106085726.pdf

    ——————

    Iglesias. Sull’Igea un’inchiesta per voto di scambio: http://www.regione.sardegna.it/rassegnastampa/1_146_20131106085559.pdf

  18. novembre 7, 2013 alle 2:52 pm

    esiste qualche giornalista che chieda a Mauro Pili dov’era finora?

    da La Nuova Sardegna, 7 novembre 2013
    Da Pili dossier sulla miniera al cianuro. Furtei, il candidato di Unidos denuncia il disastro ambientale lasciato dopo le estrazioni dell’oro. (Luciano Onnis) (http://lanuovasardegna.gelocal.it/cagliari/cronaca/2013/11/07/news/il-dossier-di-mauro-pili-sulla-miniera-al-cianuro-1.8069467; Video: http://video.gelocal.it/lanuovasardegna/locale/furtei-cio-che-resta-della-miniera-d-oro-un-lago-di-cianuro/19962/20010)

    FURTEI. Eccolo, il dossier velenoso che il deputato Mauro Pili, leader del movimento Unidos dopo la fuga dal Pdl, ha messo insieme per smascherare la combine che ci sarebbe stata nel 2009 fra poteri finanziari internazionali e istituzioni sarde (“Regione e dintorni”) attorno alle bonifiche minerarie in Sardegna, prima fra tutte quella nella dismessa miniera dell’oro di Furtei, diventata nel tempo una devastante bomba ecologica al cianuro (e altro ancora) che solo per miracolo non è mai esplosa. Pili, dopo la guerra dichiarata a Tirrenia ed Eni per i presunti soprusi a danno della Sardegna e dei sardi, questo dossier sugli intrecci attorno alla miniera d’oro di Santu Miali – con possibili ripercussioni nelle stanze regionali e precedenti “punture” a Cappellacci anche in chiave pre-elettorale -, lo ha reso pubblico ieri a Cagliari in conferenza stampa, lasciando intendere anche che “non finisce qui”. Già il titolo del dettagliato rapporto, presentato con il supporto di immagini che parlano da sole sul degrado lasciato dai cercatori d’oro della Sgm, la dice lunga: «La grande speculazione sulla testa dei Sardi e della Sardegna». Prim’attore tale mister Morris, ex direttore della società aurifera che ha sventrato le colline fra Furtei, Guasila e Segariu: appare nel report di Pili come il ‘deus ex machina’ delle intricate operazioni svoltesi attorno alla miniera aurifera sarda e alle operazioni di bonifica minerarie in tutta la Sardegna. Il leader di Unidos parla di un «filo rosso tra Mr. Morris e le istituzioni sarde», quindi di «una scalata fatta a colpi di cianuro e forti rapporti con poteri regionali». E ne spiega la dinamica: «Un assalto messo a punto in ogni dettaglio nel dicembre 2009, con tanto di comunicazioni formali alla Borsa dei Metalli di Londra attraverso le trimestrali della neonata King Rose Mining, società gestita dagli stessi che hanno raso al suolo e inquinato le colline di Furtei e dintorni». La King Rose – documenta Pili – «aveva raggiunto un accordo con il semiautonomo governo dell’isola per occuparsi degli sterili nel bacino minerario del Sulcis-Iglesiente-Guspinese. Hanno fatto prima fallire la Sardinian Gold Mining, poi ecco l’accordo di pre-fattibilità con la Regione». Nel verbale della trimestrale trasmesso alla Borsa dei Metalli londinese la King Rose comunica che «grazie ai forti rapporti con le istituzioni, siamo lieti di annunciare che sfrutteremo tutte le aree minerarie della Sardegna». Un progetto che prevede la separazione dei metalli pesanti nelle discariche minerarie (90 milioni di tonnellate di scorie) e fra queste quella di Furtei . «L’annuncio dell’accordo – dice Pili – è stato giocato nelle borse internazionali dei metalli e il titolo della King Rose Mining Lmd di mister Morris è schizzato alle stelle». Chiaro che a guadagnarci sia stato colui che già con la Sardinian Gold Mining aveva realizzato cifre stratosferiche, salvo poi far fallire la società e lasciare cianuro in libertà, scempio ambientale e costi di ripristino e messa in sicurezza a carico della Regione, sua partner minoritaria con il pacchetto Progemisa. «Questo signore è ricomparso nel 2009 negli uffici regionali e dell’Igea – accusa Pili – e gli hanno assurdamente spalancato le porte».

    ____________________________

    da L’Unione Sarda, 7 novembre 2013
    Pili accusa: «Volevano estrarre piombo e zinco con il cianuro». (lorenzo Piras): http://consiglio.regione.sardegna.it/rassegnastampa/pdf/83746_Pili_accusa_Volevano_estrarre_piombo_e_zinco.pdf

    ————-

    Almeno tre anni per bonificare la diga: http://consiglio.regione.sardegna.it/rassegnastampa/pdf/83747_Almeno_tre_anni_per_bonificare_la_diga.pdf

  1. No trackbacks yet.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: