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Firenze: affittasi bar ristorante Ponte Vecchio, prezzi modici.


Firenze, divieto di accesso a Ponte Vecchio per la Festa Ferrari (29 giugno 2013)

Firenze, divieto di accesso a Ponte Vecchio per la Festa Ferrari (29 giugno 2013)

E’ sconcertante la disinvoltura e la superficialità con cui il sindaco di Firenze Matteo Renzi gestisce l’amministrazione della Città, in questo caso l’uso personalistico delle bellezze che essa racchiude e conserva da centinaia di anni e che da centinaia di anni rende fruibile a tutti.

Fino a sabato 29 giugno 2013, dove l’ultima mercificazione per non dire privatizzazione pro tempore, ha riguardato uno dei simboli cittadini per eccellenza, il Ponte Vecchio, dove è stata allestita una location per una festa della Ferrari, e far godere così di una serata in totale intimità gli amici Montezemolo, Briatore & Co.

Tutto ciò senza un ufficiale e normativo preavviso, così che i cittadini, e i molti turisti che quotidianamente visitano la nostra bella, e aimè, umiliata città, si sono visti sbarrare l’accesso allo storico ponte.

La sorpresa è stata grande per le molte persone che si sono inspiegabilmente viste negare il passaggio dalle Forze dell’ordine e dalla presenza di alcuni “buttafuori” impiegati per l’occasione, negando così la visita e imponendo l’allungamento del tragitto per poter attraversare il fiume da altri ponti.

Firenze, Ponte Vecchio, festa Ferrari (29 giugno 2013)

Firenze, Ponte Vecchio, festa Ferrari (29 giugno 2013)

La giustificazione è stata di una pochezza e di un cinismo senza pari. Così il sindaco ha commentato con astio verso chi protestava sull’accaduto, nella newsletter irradiata ieri via email da Palazzo Vecchio, in cui ha strumentalizzato addirittura i bambini disabili: “En passant, abbiamo anche recuperato circa 120mila euro, l’equivalente del taglio che abbiamo ricevuto sul capitolo delle vacanze per i bambini disabili. Io credo che chiudere tre ore Ponte Vecchio per questi motivi sia doveroso per un Sindaco. Lo rifarei, nonostante le polemiche. Voi che ne pensate?”.

Aggiungerei che le ore non erano 3 ma 8 circa, e dei famosi 120mila euro per adesso non ce n’è traccia alcuna. Gli atti ufficiali raccontano di soli 13mila euro.

Lo spazio pubblico – in particolare quand’è un bene culturale-simbolo della Città – deve essere goduto da tutti e liberamente, perché l’idea che il patrimonio artistico serva per far cassa sottraendolo alla fruizione collettiva è l’esatto contrario del concetto di città-bene comune. Credevamo di aver visto abbastanza, e non vogliamo immaginare se questa persona diventasse Presidente del Consiglio italiano, cos’altro potrebbe svendere, privatizzare o affittare al magnate o allo sceicco di turno.

Elena Romoli, Gruppo d’Intervento Giuridico onlus – Toscana

 

 

da Il Fatto Quotidiano, 3 luglio 2013

Da Ponte vecchio al Colosseo. Italia (s)vendesi ai privati. Una strategia che esclude i cittadini. Matteo Renzi sequestra Ponte Vecchio e lo trasforma in location per una festa della Ferrari. Ecco il progetto politico del futuro leader della Sinistra italiana: un piccolo gruppo di super-ricchi che si appropria dei beni comuni mentre i buttafuori tengono alla larga i cittadini.  Tomaso Montanari

NON È UN EPISODIO, è la strategia del sindaco commensale di Briatore. L’assessore al Turismo di Renzi, Sara Biagiotti, ha convocato per giovedì prossimo una riunione che inaugura il “percorso di realizzazione di un brand della città, in prospettiva di una politica di sfruttamento commerciale del brand stesso”. Firenze non come comunità civile e politica, né tantomeno come città di cultura, ma come brand, marchio, griffe da sfruttare a fini esplicitamente commerciali. Lo scorso novembre Renzi dichiarò solennemente: “Gli Uffizi sono una macchina da soldi, se li facciamo gestire nel modo giusto”. Ma gli Uffizi sono – per ora – statali, e Renzi si deve accontentare di sfruttare il “suo” Palazzo Vecchio e le piazze della città. Così a gennaio il Salone dei Cinquecento è diventato la location di una sfilata di moda di Ermanno Scervino, lo stilista che veste il sindaco e la moglie. E, in aprile, Piazza Ognissanti e Piazza Pitti sono state chiuse ai fiorentini per la celebrazione del matrimonio bolliwodiano di un magnate indiano. Ma, come sempre, Renzi non si inventa nulla: si limita a estremizzare il modello corrente. Nella stessa Firenze, la Soprintendenza riserva gli Uffizi a Madonna per una visita privata (inclusa la guida della soprintendente Cristina Acidini, in veste di personal shopper ‘culturale’), e poco dopo affitta sempre gli Uffizi allo stilista Stefano Ricci per una sfilata di moda “neocoloniale” aperta da una tribù di Masai, che corrono brandendo scudi e lance di fronte al Laocoonte di Baccio Bandinelli, sotto lo sguardo incredulo dei ritratti cinquecenteschi della Gioviana. Per la gioia di un Occidente narcisista che balla sul-l’abisso, tutto è merce, tutto è in vendita: gli abiti griffati, il museo e perfino i Masai, portati a Firenze come bestie da serraglio e numero da circo. Segue una cena stile “cafonal” sul terrazzo degli Uffizi: con gli invitati che arrivano sui jet privati e con Matteo Renzi ospite d’onore. Ma anche la Curia arcivescovile non è da meno. La sfilata inaugurale di Pitti 2011, per esempio, si è tenuta nella chiesa di Santo Stefano al Ponte: una chiesa sconsacrata, ma perfettamente leggibile come luogo sacro e appartenente alla Curia stessa. Le modelle si sono spogliate nella cripta, hanno sfilato nella navata dove un tempo spirava l’eterea spiritualità di una pala del Beato Angelico, e hanno posato – seminude – per i fotografi su un altare dove per secoli si è celebrato il sacrificio eucaristico. E non è stato un incidente. Il sito www. santostefanoal-ponte. com definisce la chiesa “una location elegante e singolare, ideale per organizzare eventi esclusivi nel cuore di Firenze”, “mentre la cripta sottostante, ideale per gli eventi più ristretti, ha una capacità massima di novanta persone”. Amen. Ma lo stesso vento spira in tutta Italia. A Venezia la Punta della Dogana è da tempo trasformata nella showroom personale di François Pinault, e l’anno scorso i veneziani non hanno potuto guardarvi i fuochi d’artificio per la Festa del Redentore, perché il milardario francese, proprietario di Christie’s, dava una cena-privata-in-spazio-pubblico. A Roma il Colosseo, anch’esso ridotto a un brand, è al centro di una privatizzazione targata Della Valle. Sempre a Roma don Alessio Geretti, sacerdote organizzatore di mostre assai vicino al cardinal Bertone, celebra numerose serate mondane a pagamento alla Galleria Borghese. A Napoli, invece, la stessa cosa avviene in salsa nazional-popolare: Piazza Plebiscito viene recintata e resa accessibile solo a pagamento per il concerto di Bruce Springsteen, tra roventissime polemiche.

Firenze, Ponte Vecchio

Firenze, Ponte Vecchio

MA LA PRIVATIZZAZIONE non riguarda solo gli spazi pubblici. Il governo Letta ha appena presentato un disegno di legge che permetterebbe di noleggiare a pagamento i quadri contenuti nei depositi dei musei italiani (un’idea di Domenico Scilipoti), e la sottosegretaria ai Beni culturali Ilaria Borletti Buitoni (eletta in Parlamento come capolista lombarda di Lista Civica, cui aveva donato ben 710. 000 euro) continua a ripetere che siccome lo Stato non funziona bisogna lasciargli solo la tutela, e affidare la gestione ai privati (come il Fai, di cui la Borletti era fino a ieri presidente). Il crimine più grande del corrottissimo Verre, scrisse Cicerone nel 70 avanti Cristo, non era stato l’aver saccheggiato il patrimonio artistico delle città siciliane, ma quello di aver fatto mettere agli atti che i siciliani l’avessero “privatizzato” spontaneamente: e per di più che lo avessero fatto parvo pretio, cioè per una somma irrisoria. Ed è quel che accade anche oggi: affittare Piazza del Plebiscito per un evento commerciale costa meno di 5000 euro; per visitare gli Uffizi come ha fatto Madonna ce ne vogliono meno di 10. 000; per farci correre i Masai, 30. 000. Ma anche privatizzare Ponte Vecchio non è carissimo: 100. 000 euro e sei granduca per una notte (cultura e buon gusto esclusi, ovvio). Ma il punto non è questo: il punto è che la missione che la Costituzione assegna al patrimonio è essere inclusivo, non esclusivo; è costruire l’eguaglianza, non celebrare il lusso di pochi; è renderci tutti più civili, non umiliare chi non arriva alla fine del mese. In nuovo, feroce feudalesimo gli spazi pubblici delle città italiani che ci hanno fatto, per secoli, cittadini tornano oggi a farci sudditi, anzi schiavi: del mercato, del denaro, di una politica senza progetto.

 

 

(foto E.R., archivio GrIG)

  1. Anark
    luglio 4, 2013 alle 8:42 am

    I partiti sono morti, dopo il movimento non ci resta altro che la rivoluzione civile….stanno rischiando grosso..

  2. Occhio nudo
    luglio 4, 2013 alle 8:48 am

    E questo vorrebbe governare l’Italia? “Io decido, io faccio, io, io, io”, il potere è un piacere troppo grande per poter essere contenuto nelle piccole teste di piccoli uomini.

  3. luglio 4, 2013 alle 8:51 am

    L’ha ribloggato su barbatustirolese.

  4. luglio 4, 2013 alle 8:54 am

    La sua logica è sempre quella del profitto e non di socializzare la bellezza dell’arte e dell’ambiente.
    Infatti sta contribuendo in fretta a demolire il partito con il quale non ha mai avuto alcuna affinità ideale e storica.

  5. sergio
    luglio 4, 2013 alle 9:48 am

    peccato che uno sciopero dei pubblici servizi che impedisce di godere di un bene collettivo non sia trattato con la stessa ostilita’.
    La cessione momentanea di un bene pubblico a fronte di un corrispettivo si chiama affitto e riguarda molti beni pubblici (case negozi ecc,,) .
    Esiste poi lo strumento della concessione con la quale si privatizzano momentaneamente con corrispettivi spesso scandalosi adirittura le spiagge.
    Questa e’ la solita demagogia e tentativo di mettere in cattiva luce chi e’ inviso a certa sinistra.

  6. elena romoli
    luglio 4, 2013 alle 12:12 pm

    Caro Sergio, qui non è questione di destra e sinistra, (anche basta!) ma di usare una città a scopi personali e propagandistici, e in questo caso, purtroppo non il primo in 4 anni, non c’è un corrispettivo messo a disposizione dei cittadini, ma piuttosto una pericolosa deriva nella svendita di una civiltà e di una cultura. Non si può sempre quantificare tutto in denari o in piaceri politici di singoli soggetti, senza contare, se hai letto bene, che Ponte Vecchio vale molto di più di 13000 euro al giorno.

    E la verità, troppo spesso tradita a piacimento, non è un dettaglio, anche se purtroppo a volte sembra non interessare la maggior parte dell’opinione pubblica. Oltre lo scoop e la demagogia c’è il rispetto dell’intelligenza delle persone e di quello per la nostra storia.

    Perciò voglio scomodare addirittura Abraham Lincoln, che saggiamente dichiarò che: “Si può ingannare tutte le persone una volta, si può ingannare una persona tutte le volte, ma non si potranno mai ingannare tutte le persone tutte le volte”

    Ps: riguardo al paragone con gli scioperi non so cosa risponderti, francamente non so trovare un collegamento che non sia strumentale.

  7. Tommaso Fattori
    luglio 4, 2013 alle 12:58 pm

    il vero contributo è quello di Montezemolo & C al “progetto personale” di Matteo Renzi e alla sua eterna campagna elettorale. Questo ennesimo “favore” frutterà a Renzi “appoggi” e “donazioni” alla sua Fondazione e al suo comitato elettorale, perennemente alla ricerca di soldi. Il Ponte Vecchio è strumento di uno scambio privato, nè più nè meno: si tratta cioè di uso privato di un bene comune da parte di un Sindaco che che non ha mai avuto intenzione di fare il Sindaco

  8. Alessio Rivola
    luglio 7, 2013 alle 8:55 pm

    Preferisco non commentare!
    Tipico comportamento da ex (??!!??) democristiano, neo berlusconista e filo briatorista!
    Spero non debba mai governare l’Italia(stan!).
    Voglio vedere le ricevute dei 120 €, ma temo non sarà possibile!

  9. Alessio Rivola
    luglio 7, 2013 alle 8:58 pm

    In effetti paragonare il sacrosanto diritto allo sciopero con la (s)vendita dei beni artistici e di quelli comuni non puà che essere strumentale!
    Poi continuare ad asserire che il PD rappresenti la sinistra è quasi altrettanto strumentale!

  10. luglio 8, 2013 alle 7:23 pm

    riceviamo da Ornella De Zordo, consigliere comunale di Firenze, e pubblichiamo volentieri.

    Comunicato stampa

    Cena Ferrari su Ponte Vecchio, De Zordo e Grassi: “I 120.000 euro dichiarati da Renzi non esistono”.
    Nessun taglio per vacanze bambini disabili.

    I 120.000 euro con cui il sindaco Renzi aveva maldestramente giustificato l’affitto di Ponte Vecchio per la cena di gala della Ferrari non esistono.

    Lo ha confermato oggi in aula la Giunta in risposta alla nostra interrogazione che chiedeva lumi in merito, visto che dagli atti ufficiali non si trovava riscontro alcuno della cifra che la Ferrari avrebbe, secondo quanto detto dal Sindaco, dato al Comune di Firenze.
    Le uniche entrate che risultano sono 13.000 euro per restauro Pala e circa 17.000 per occupazione suolo pubblico: nello specifico 2.489 euro per l’occupazione di Ponte Vecchio, 11.295 euro per piazza Ognissanti e 2.719 euro per lungarno Vespucci.

    Anche la destinazione dei presunti 120.000 euro per sopperire, come ha scritto il sindaco, al “taglio che abbiamo avuto sul capitolo delle vacanze per i bambini disabili” é risultato un incredibile bluff: nessun taglio operato da ente terzo, solo una demagogica e inqualificabile utilizzazione di una categoria debolissima per motivare, facendo leva sulla sensibilità personale, una operazione che ha portato come unico risultato una grande visibilità mediatica del Sindaco e un piacere a possibili futuri supporter elettorali. È sull’uso dello spazio pubblico e dei beni culturali abbiamo già abbondantemente detto.

    La cosa non finirà qui, perché questa vicenda merita ulteriori approfondimenti sui quali stiamo lavorando.

    ——————–

    Comunicato stampa

    Ponte Vecchio, Grassi e De Zordo : “L’occupazione del suolo pubblico per il Ferrari Cavalcade su Ponte Vecchio riporta la data del giorno dopo.”
    Nell’atto si obbligava a lasciare sempre liberi 3,5 metri lineari sul Ponte, come è possibile farlo rispettare il giorno dopo ?

    “La vicenda ha davvero qualcosa di clamoroso: – affermano i Consiglieri comunali Tommaso Grassi e Ornella De Zordo – l’atto di concessione dell’occupazione del suolo pubblico per l’area di Ponte Vecchio della Direzione Sviluppo Economico risulta essere datato 1* luglio, ovvero il giorno dopo la cena del gran gala’ di Ponte Vecchio del Ferrari Cavalcade.”

    “Come si può ritenere che siano state rispettate tutte le norme e i regolamenti se anche le autorizzazioni sono successive all’evento ? Ormai a Firenze con l’Amministrazione Renzi tutto può accadere, ma temiamo che in questa occasione si sia superato ogni limite di decenza. Peraltro nelle autorizzazioni si legge che dovevano essere lasciati ‘sempre liberi’ 3,5 metri lineari sul Ponte: inutile sottolineare che i tavolini, i loghi della Ferrari, le fioriere e i nastri, che tenevano lontano turisti e residenti forse troppo scomodi per i ferraristi, durante tutta la durata del gala’ occupavano tutto il Ponte Vecchio: ma l’atto del Comune è arrivato il giorno quando le Ferrari erano già lontane da Firenze.”

    “Sulla vicenda il Sindaco Renzi ha fatto una pessima figura e ha utilizzato mezzucci della peggior politica per coprire il suo operato, come annunciare 120.000 euro per coprire un buco di bilancio sulle vacanze per i ragazzi disabili quando non c’erano nè i soldi nè il taglio, utilizzando la Citta’ e i suoi monumenti, sfruttando il proprio potere discrezionale per accaparrarsi nuovi supporter e facendo favori a soggetti economici forti che magari potrebbero nel momento giusto restituire il favore.”

  11. elena romoli
    luglio 9, 2013 alle 2:45 pm

    Con la Ferrari su Ponte Vecchio il sindaco sbanda- da Il manifesto
    Riccardo Chiari

    FIRENZE
    Dei 120mila euro che secondo Matteo Renzi sarebbero stati devoluti dalla Ferrari per le vacanze estive dei bambini con disabilità, almeno al momento, non c’è traccia. Di più, l’amministrazione nega che fossero stati disposti tagli al delicato settore. In compenso è a disposizione di tutti, grazie al lavoro di Tommaso Grassi e Ornella De Zordo, l’atto di concessione dell’occupazione del suolo pubblico per l’area di Ponte Vecchio. Datato primo luglio. Cioè il lunedì successivo alla cena di gala del 29 giugno sul Ponte Vecchio, «Ferrari Cavalcade», per i cosiddetti top client del Cavallino. Appuntamento mondano che già aveva fatto discutere a causa del divieto di passaggio dei comuni mortali su quello che, ancorché di mirabile valore artistico e architettonico, resta pur sempre un percorso pedonale cittadino.

    All’abituale prosopopea del sindaco Matteo Renzi, questa volta rispondono i fatti. Che hanno la testa dura, osservano i due consiglieri di opposizione di Sel e Perunaltracittà. Grassi e De Zordo hanno spulciato le carte e presentato un’interrogazione alla giunta. «Dagli atti ufficiali – riepiloga Tommaso Grassi – non si trova alcun riscontro della cifra che la Ferrari avrebbe, secondo quanto detto dal sindaco, dato al comune di Firenze. Le uniche entrate che risultano sono i 13mila euro per il restauro della Pala al museo di Santa Maria Novella, e circa 17mila euro per l’occupazione di suolo pubblico: 2.489 euro Ponte Vecchio, 11.295 euro per piazza Ognissanti e 2.719 euro per lungarno Vespucci, dove erano state messe in mostra le Ferrari».
    Non è finita: «Quanto all’atto di concessione per il Ponte Vecchio, il documento firmato dalla Direzione comunale sviluppo economico ha la data del primo luglio. Per giunta nelle autorizzazioni si legge che dovevano essere lasciati ‘sempre liberi’ tre metri e mezzo lineari sul Ponte. Inutile sottolineare che i tavolini, i loghi della Ferrari, le fioriere e i nastri, che tenevano lontano turisti e residenti, occupavano interamente il Ponte Vecchio».

    Colpo finale: «Dei 120 mila euro non c’è traccia. Anzi, gli assessori Saccardi e Biagiotti hanno detto che non ci sarà alcun taglio ai servizi vacanze dei bambini disabili. Peccato che Renzi, nella sua e-news, abbia scritto il contrario».
    La replica di Palazzo Vecchio si ferma alla datazione della concessione: «Nel momento in cui si è realizzata la manifestazione, tutte le autorizzazioni erano materialmente presenti – sostiene Sara Biagiotti – l’atto finale per la concessione del suolo pubblico per lo svolgimento dell’evento è un atto dovuto, costituito dalla somma di più documenti e procedimenti che erano stati già formalizzati». Ma l’evento, al di là dell’arrivo o meno del benefit di 120mila euro della Ferrari, sta iniziando a costare parecchio anche a Renzi.

  12. Alessio Rivola
    luglio 25, 2013 alle 11:28 am

    Riciao a tutt*,
    grazie a Ornella adesso sappiamo – anche se già ce lo immaginavamo! – che il “caro” “sindaco” (sic!) Fonzie (ops … volevo dire Renzi!) ci ha preso “leggermente” per i fondelli!
    Che strano da lui non me lo sarei “mai” aspettato!

    Saluti amari!

  1. gennaio 4, 2016 alle 6:22 pm

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