La “truffa” dell’energia eolica in Italia.


Assemini, Macchiareddu, centrale eolica

Assemini, Macchiareddu, centrale eolica

 

 

 

 

Può un’energia da fonte rinnovabile, un’energia “pulita”, diventare dannosa per l’ambiente e la società?

Purtroppo sì.

E’ il caso dell’energia eolica, così come viene realizzata in Italia.

Lo affermano in modo estremamente documentato varie associazioni ecologiste come gli Amici della Terra, Italia Nostra, Gruppo d’Intervento Giuridico, WWF.

Lo spiega molto bene Riccardo Bocca, in un ampio servizio giornalistico per L’Espresso.

Buona lettura.

Gruppo d’Intervento Giuridico onlus

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da L’Espresso, 20 giugno 2013

Inchiesta. Energia e Ambiente. Processo al vento. La moltiplicazione degli impianti. Gli incentivi a pioggia. Il costo per i cittadini. Ecco i vizi dell’eolico all’italianaRiccardo Bocca

 

 

(foto C.B., archivio GrIG)

  1. max
    giugno 21, 2013 alle 7:25 am

    l’eolico come QUALUNQUE infrastruttura o servizio ( ciclo dei rifiuti ad esempio) puo’ essere un’opportunita’di business lecito e non ( non annoio con un lungo elenco di attivita’in odore di MAFIE al plurale con la connivenza e la sponsorizzazione di politicanti e GOVERNI).
    circa invece l’aspetto estetico, qui’, superato l’aspetto comico della questione circa l’impatto ambientale, sarei curioso di sapere cosa ne pensano i detrattori circa i tralicci dell’alta tensione, o le dighe, o gli impianti di risalita, o i ripetitori multicanale/multifreuquenza ecc.
    per non parlare dei paesi o delle citta’ dove l’obrobio urbanistico impera indisturbato.
    come diceva toto’; ma mi faccia il piacere…

    • Juri
      giugno 21, 2013 alle 11:48 am

      Te lo dico subito. Un singolo generatore eolico è alto mediamente 100 metri (come un palazzo di 35 piani, tanto per capire) e ha un rotore del diametro di 100-120 metri. Un traliccio dell’alta tensione è alto 20-30 metri, non ha rotori e non richiede il grande basamento in cemento necessario per i generatori eolici (con relativi scavi e riempimento con decine di metri cubi di calcestruzzo). Le centrali eoliche richiedono decine di chilometri di nuova viabilità, una linea elettrica no.
      Dunque, il danno ambientale di una centrale eolica è di diversi ordini di grandezza superiore e poiché sono state realizzate in zone di grande pregio ambientale e paesaggistico, il risultato è stato devastante (in regioni come la Sardegna). Basta farsi un giro nella Gallura devastata per capire.

      • max
        giugno 21, 2013 alle 3:21 pm

        x Juri: quello che scrivi e’ condivisibile tecnicamente, tuttavia dovremmo domandarci perche’ nei paesi civili ( cioe’ non l’italia) ovunque ti giri vedi pale eoliche. non possiamo neppure affermare che sono dei barbari perche quando giri olanda, danimarca, germania, austria , svizzera ecc vedi solo belle case ed un’urbanistica degna di un paese evoluto; esattamente quello che non vedi da noi dove baracche di lamiera si alternano a case mai finite nell’attesa di un condono o dei soldi che non arriveranno mai. quindi cosa desumiamo? che i civili sono tali solo nei centri abitati?
        qual’e’ l’alternativa? le mini pale eoliche una x casetta?e una palona x condominio? nessuno obietterebbe? io credo invece che siamo un paese di anarcoidi piu’ propensi a dire no che essere propositivi.

      • Juri
        giugno 21, 2013 alle 6:39 pm

        È vero, anche nel nord Europa l’eolico ha invaso il territorio creando non pochi problemi al paesaggio anche lì, ma in quelle infinite pianure (che si estendono immutate per centinaia di chilometri) l’impatto di una centrale eolica è infinitamente inferiore di quanto avviene in un territorio come quello sardo. Per quanto riguarda le valutazioni sull’abisso urbanistico che ci separa da quelle terre è inutile dire che sei stato fin troppo soft nei giudizi, basta farsi un giro nei paesi dell’entroterra sardo per prendersi uno spavento davanti al disastro edilizio che ha stravolto quasi tutti i comuni.

  2. Michele
    giugno 21, 2013 alle 8:05 pm

    Con tutta evidenza Max purtroppo non tiene conto che le centrali eoliche così come concepite, progettate e realizzate in Italia e in Sardegna in questi anni sono delle vere e proprie infrastrutture della “grande industria” e promosse da questa! Proprio per questo, e dovendo essere localizzate in aree caratterizzate da elevata ventosità quindi in genere nelle cosidette “terre alte”, la loro realizzazione prevedeva approfondite valutazioni di impatto ambientale. Che poi queste valutazioni si siano rivelate un vero e proprio “via” libera dipende come più volte ho avuto di scrivere in questo blog, soprattutto in Sardegna che con le sue zone di grande pregio ambientale e paesaggistico, uniche nel Mediterraneo, viene visitata proprio da danesi, tedeschi e altri popoli ai quali mancano viceversa zone così estese di “wilderness” (anche per lòa presenza di centarli eoliche), è il risultato devastante della mancanza di “anticorpi” democratici degni di questo nome! Ben vengano le inchieste dell’Espresso ma da sole non bastano; per non essere ripetitivi e ovvi come quelli che “io l’avevo detto” ci vogliono inchieste altro che!

  3. giugno 21, 2013 alle 11:14 pm

    L’ha ribloggato su Fabio Argiolas.

  4. max
    giugno 22, 2013 alle 6:49 am

    bene tutto corretto e condivisibile…
    nasce quindi la domanda;proseguiamo con i combustibili fossili come voleva il cane di supercortemaggiore negli anni ’50?
    siamo onesti; mi pare che a fronte di qualunque soluzione alternativa si aprino cori di protesta. ho visto persino progetti di fotovoltaico nel medio campidano ( cioe’ in mezzo AL NULLA) bocciati perche zona a vocazione agicola ( di che; di sterpaglie?).
    torno a ripetere; temo che ci nascondiamo dietro motivazioni legate all’impatto sull’ambiente perche’non riusciamo a proporre nulla di alternativo alle proposte che le company sponsorizzate dalle amministrazioni locali presentano.

  5. Shardana
    giugno 22, 2013 alle 11:37 am

    Concordo max….Sicuramente tutto diventa impattante dal punto di vista ambientale ma con le scelte giuste e non quelle dettate dagli amici degli amministratori non ci sarebbe questa diffidenza.Arrestiamo i banditi del tempo e guardiamo al futuro.Certo che se guardate il caso portovesme dove oramai è una giungla e l’eolico è sempre a favore degli avvelenatori e non delle popolazioni sono contrario anch’io.Poi se vogliamo parlare seriamenteche ne dite della decrescita?

  6. Michele
    giugno 22, 2013 alle 6:32 pm

    Non concordo Max; infatti è fin troppo facile per Te contrapporre allo scempio delle centrali eoliche delle grandi lobby industriali (vai ad Ulassai se non non ci credi..) all’ultimo scampolo di risorse che abbiamo quello dei combustibili fossili. Eh no! E’ proprio questo il ricatto che ha consentito lo sbarco indiscriminato delle centrali eoliche in Sardegna con il superamento di qualsiasi Valutazione di Impatto Ambientale in barba a qualunque equilibrata considerazione e ad un serio bilancio costi-benefici. E ha ragione Shardana: se vogliamo possiamo parlare seriamente di decrescita, di costi dell’energia (in Sardegna + 38 % rispetto alla media nazionale non certo perchè non abbiamo l’eolico visto che ormai siamo pieni di centrali, o no?), di energia che non viene impiegata perchè quando c’è vento in Sardegna c’è troppa energia proprio da fonte eolica, possiamo parlare di tante cose ma non delle solite litanie comode solo alle lobby “industriali”. Siamo nel 2013 e di Ottana, Portotorres, Macchiareddu e Co., nate dalle solite politiche del ricatto ci stiamo ancora leccando le ferite. Ma ci vogliamo svegliare, possibile che una seria politica energetica che non consideri strumentalmente la Sardegna (al solo scopo di riempirla di centrali eoliche obsolete e ripudiate ormai da mezza Europa) regione industriale come la Lombardia o altre regioni dell’Europa Centrale, non possa scaturire dai tanti cervelli che abbiamo e che non temono di essere assoldati dalle lobby industriali per uno sviluppo davvero sostenibile? Il problema è etnico: qualunque cosa cali dall’alto o dall’estero al popolo Sardo va bene; questo è il problema dei problemi, perchè di soluzioni ce ne sono già tante salvando anche quanto di più caro abbiamo ancora nella nostra Terra. Salute.

  7. giugno 24, 2013 alle 7:24 pm

    “…centrali eoliche obsolete e ripudiate ormai da mezza Europa…”

    Ripudiate da chi? E dove di preciso?

  8. Michele
    giugno 25, 2013 alle 6:22 pm

    Inglesi, tedeschi, danesi (informazioni anche sulla stampa già di alcuni anni fa) che stanno puntando ad un eolico diverso.

  9. luglio 23, 2013 alle 2:44 pm

    da L’Unione Sarda, 23 luglio 2013
    Carbonia. Pale eoliche, parola alla Regione. (Andrea Scano): http://consiglio.regione.sardegna.it/rassegnastampa/pdf/78807_Pale_eoliche_parola_alla_Regione.pdf

  10. dicembre 5, 2013 alle 2:42 pm

    da L’Unione Sarda, 5 dicembrte 2013
    San Gavino e Villacidro. Coinvolti oltre cento proprietari nei due Comuni. Parco eolico con polemiche. Favorevoli e contrari alle 14 torri alte 80 metri. (Gigi Pittau): http://www.regione.sardegna.it/rassegnastampa/1_82_20131205094758.pdf

  11. febbraio 24, 2015 alle 2:54 pm

    se cade una pala eolica, aprire l’ombrello non basta 😉

    da La Nuova Sardegna, 24 febbraio 2015
    Paura a Calangianus: precipita turbina.
    La Procura della Repubblica mette sotto sequestro le pale eoliche della centrale Suntronic: sono cadute da trenta metri di altezza in mezzo alle vigne. (Giampiero Cocco): http://lanuovasardegna.gelocal.it/olbia/cronaca/2015/02/23/news/paura-a-calangianus-precipita-turbina-1.10922955

  12. giugno 19, 2015 alle 2:52 pm

    non sono ancora disponibili le relative deliberazioni di Giunta regionale conclusive dei rispettivi procedimenti di valutazione di impatto ambientale (V.I.A.):

    *

    *

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    da La Nuova Sardegna, 17 giugno 2015
    Eolico nel Sarcidano, per l’elettrodotto c’è il no della Giunta. (Ivana Fulghesu): http://consiglio.regione.sardegna.it/rassegnastampa/pdf/114129_Eolico_nel_Sarcidano_per_lelettrodotto_ce_i.pdf

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    da L’Unione Sarda, 17 giugno 2015
    Via libera per due parchi eolici nel Sassarese: http://consiglio.regione.sardegna.it/rassegnastampa/pdf/114115_Via_libera_per_due_parchi_eolici_nel_Sassar.pdf

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