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Depositata un‘interrogazione parlamentare sul cantiere edilizio presso le dune di Badesi (OT).


Badesi, cantiere edilizio in area dunale (maggio 2013)

Badesi, cantiere edilizio in area dunale (maggio 2013)

L’on Nicola Bianchi (primo firmatario), insieme agli on.li Vallascas, Pinna, Cristian Iannuzzi, Corda, Busto, Tofalo (MoVimento 5 Stelle), ha presentato l’interrogazione parlamentare n. 4-00717 del 6 giugno 2013 riguardo il cantiere edilizio con lavori in corso situato presso le dune di Badesi (OT), a breve distanza dal mare e in assenza di positiva conclusione delle prescritte valutazioni ambientali preventive e vincolanti.

In precedenza e sulla medesima attività edilizia in odore d’illegittimità, lo scorso 24 aprile 2013, l’on. Andrea Zanonideputato europeo ecologista indipendente (gruppo Alleanza dei Democratici e dei Liberali per l’Europa), aveva presentato un’interrogazione parlamentare alla Commissione europea, mentre il 15 maggio 2013 era stata l’on. Claudia Zuncheddu (prima firmataria), insieme agli on.li Daniele Secondo Cocco, Carlo Sechi e Giorgio Cugusi (Gruppo SEL (sinistra ecologia libertà) – Sardigna Libera), a presentare l’interrogazione n. 1119/A.

In proposito sono state numerose le richieste di informazioni ambientali e di opportuni interventi inoltrate alle amministrazioni pubbliche e alla magistratura competenti dalle associazioni ecologiste Amici della Terra e Gruppo d’Intervento Giuridico a partire dall’agosto 2011, dalle quali è emersa una situazione di dubbia legittimità del cantiere a due passi dal mare gallurese.

Amici della Terra e Gruppo d’Intervento Giuridico onlus

Badesi, cantiere edilizio in area dunale (marzo 2013)

Badesi, cantiere edilizio in area dunale (marzo 2013)

(foto per conto GrIG)

  1. Nico
    giugno 9, 2013 alle 2:53 pm

    mi chiedo che altro debba accadere perchè sia sequestrato tutto, non basta il cemento nella sabbia?!?

    • Juri
      giugno 10, 2013 alle 4:39 pm

      È un mistero, a questo punto. L’elenco di “dubbi” sulla legittimità dell’intervento è talmente lunga che non si spiega davvero come sia possibile che la devastazione del cordone dunale vada avanti indisturbata.
      Per la serie: prima permettiamo il completamento dello scempio, poi accertiamo se sia legittimo o meno.

  2. Annino Careddu
    giugno 10, 2013 alle 8:47 pm

    le dune di Badesi appartengono all’umanita’ non a quelli pochi sporchi speculatori che delle dune non gliene frega niente

    • giovanni
      giugno 11, 2013 alle 12:29 am

      e che gli venga un colpo, aggiungerei

  3. giovanni
    giugno 10, 2013 alle 10:19 pm

    Rimando a quello che scrissi qui…..spero che la str…za che mi chiamò quella sera stia leggendo!

  4. Shardana
    giugno 13, 2013 alle 11:33 am

    Hey,c’è nessuno?A carloforte nella spiaggia della caletta si costruisce nelle dune,si taglia la vegetazione,si sposta la sabbia da una parte all’altra e L’eco mostro si erge provocatoriamente a dispetto di chi non può costruirsi un cesso.Meditate tabarchini,meditate

  5. Shardana
    giugno 13, 2013 alle 3:54 pm

    Non sono attrezzato,ma vedrò di organizzarmi….

  6. giugno 14, 2013 alle 10:20 pm

    è stata presentata anche l’interrogazione n. 4-00341 lo scorso 11 giugno 2013. (http://www.senato.it/japp/bgt/showdoc/showText?tipodoc=Sindisp&leg=17&id=703253)

    Atto n. 4-00341

    Pubblicato il 11 giugno 2013, nella seduta n. 38

    SERRA , COTTI , NUGNES , LUCIDI , MARTELLI , MORONESE , CIOFFI , BLUNDO , SCIBONA , CIAMPOLILLO , GAETTI , GAMBARO , MUSSINI , PETROCELLI , MORRA , CAPPELLETTI , PEPE , ORELLANA , DONNO , ROMANI Maurizio – Al Presidente del Consiglio dei ministri e ai Ministri dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare, delle infrastrutture e dei trasporti e dello sviluppo economico. –
    Premesso che:
    le spiagge del litorale dunale di Badesi (Olbia-Tempio), costituenti parte del demanio marittimo (art. 822 e seguenti codice civile), e la fascia dei 300 metri dalla battigia marina sono tutelate con specifico vincolo di conservazione integrale ai sensi della legge regionale n. 23/1993. L’area, posta sul mare e ricoperta in buona parte da macchia mediterranea evoluta, è tutelata con specifico vincolo paesaggistico ai sensi del decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42, e successive modificazioni, e interessa il sito di importanza comunitaria (SIC), “foci del Coghinas”;
    nell’area continuano indisturbati i lavori di costruzione per la realizzazione di un nuovo insediamento turistico a ridosso delle dune, in località baia delle Mimose, nome del limitrofo villaggio turistico realizzato nel corso degli anni ’70 e ’80 del secolo scorso;
    risulta agli interroganti che, stando a quanto afferma la società realizzatrice del progetto (gruppo immobiliare “La casa Bianca Italia” SpA), i lavori sarebbero iniziati recentemente in seguito ad una regolare autorizzazione precedente alla legge regionale 25 novembre 2004, n. 8, recante “Norme urgenti di provvisoria salvaguardia per la pianificazione paesaggistica e la tutela del territorio regionale”, cosiddetta legge salva coste;
    il sito rientra in un vecchio piano di lottizzazione (repertorio n. 1104 del 3 ottobre 1975) e vi sono numerosi dubbi sulla sua vigenza, considerato il termine decennale di cui all’art. 28 della legge 17 agosto 1942, n. 1150, e la relativa convenzione, non essendo noti eventuali atti di proroga o nuovi atti convenzionali. Il decorso del termine comporterebbe l’inedificabilità dei residui comparti e singoli lotti non realizzati;
    il servizio regionale tutela paesaggistica per la Provincia di Olbia Tempio, con nota n. 1322//XIV.12.2 del 10 gennaio 2013, ha chiesto all’ufficio tecnico del Comune di Badesi informazioni in particolare circa la validità del piano di lottizzazione approvato dalla Soprintendenza di Sassari, ai sensi e per gli effetti dell’art. 12 della legge n. 1497 del 1939, nel quale sussistono le opere in fase di realizzazione, al fine di verificare le condizioni di cui all’art. 3, lett. c), della legge regionale n. 28 del 1998 circa il mantenimento delle condizioni della subdelega. Analogo quesito è stato formulato anche dalle associazioni ambientaliste “Gruppo d’intervento giuridico” e “Amici della terra” per sapere se sussista o meno un piano di lottizzazione tuttora vigente, che a tutt’oggi non avrebbe ricevuto risposta;
    da notizie di stampa si apprende che la Soprintendenza per i beni architettonici, paesaggistici, storici, artistici ed etnoantropologici di Sassari, con nota prot. n. 4969 del 4 aprile 2013, avrebbe informato dell’emanazione di un parere favorevole n. 14/2011 per l’edificazione di 8 unità immobiliari nel “lotto T” in favore di Giovanni Andrea Stangoni, in variante di precedente autorizzazione paesaggistica rilasciata in sede comunale n. 6852 del 21 agosto 2008 (10 unità immobiliari). In seguito, sarebbe stata autorizzata una seconda variante in favore di “Le case della Sardegna” Srl con provvedimento unico dello sportello unico delle attività produttive (SUAP) n. 5/2013 del 10 gennaio 2013 per l’edificazione di 9 unità immobiliari (si veda un articolo pubblicato su “Il Manifesto sardo”, 1° maggio 2013);
    inoltre, sempre a baia delle Mimose, presso le dune di Badesi, è stata autorizzata la realizzazione di un numero non conosciuto di unità immobiliari (Badesi 6A) in favore di MDR Srl di Giovanni Andrea Stangoni (posizione paesaggistica n. 50/2012) con provvedimento unico SUAP n. 2/2012 del 26 settembre 2012;
    anche la Soprintendenza sassarese non si è ad oggi espressa sulla vigenza o meno del vecchio piano di lottizzazione;
    considerato che:
    la realizzazione di villaggi turistici aventi determinate dimensioni come quelli descritti (villaggi turistici di superficie superiore a 5 ettari, centri residenziali turistici ed esercizi alberghieri con oltre 300 posti-letto o volume edificato superiore a 25.000 metri cubi, o che occupano una superficie superiore ai 20 ettari, esclusi quelli ricadenti all’interno dei centri abitati), ai sensi della normativa nazionale e comunitaria (di cui a: direttiva n. 2011/92/UE, allegato II, punto 12, lett. c), che ha modificato ed integrato le precedenti direttive n. 97/11/CE e n. 85/337/CEE; decreto legislativo n. 152 del 2006 e successive modificazioni; legge regionale n. 1 del 1999 e successive modificazioni; deliberazione della Giunta regionale n. 24/24 del 23 aprile 2008, allegato B), deve essere preceduta da positiva conclusione di procedura di verifica di assoggettabilità o screening, estesa ad ampliamenti e/o modifiche al fine di verificarne gli impatti cumulativi, come da giurisprudenza costante;
    appare pertanto grave la mancata procedura di verifica di assoggettabilità o screening;
    a tal proposito il servizio per lo sviluppo sostenibile, valutazioni ambientali, autorità ambientale e sistemi informativi ambientali (SAVI) dell’Assessorato per la difesa dell’ambiente della Regione autonoma della Sardegna, con nota prot. n. 7354 del 3 aprile 2013, ha dichiarato di aver richiesto al Comune di Badesi, anche con precedenti note prot. n. 22067 del 29 settembre 2011 e n. 27517 del 25 novembre 2011, la documentazione amministrativa e tecnica utile a verificare se le opere debbano essere assoggettate alle procedure di valutazione di impatto ambientale e di incidenza ambientale, ai sensi del decreto legislativo n. 152 del 2006, e successive modificazioni, della deliberazione della Giunta regionale 34/33 del 2012 e del decreto del Presidente della Repubblica n. 357 del 1997″;
    risulta agli interroganti che anche in questo caso il Comune di Badesi non avrebbe fornito alcuna risposta alle richieste;
    le associazioni ecologiste citate hanno quindi chiesto al Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare, al servizio regionale SAVI, al Corpo forestale e di vigilanza ambientale della Sardegna l’emanazione di provvedimenti di sospensione dei lavori in assenza del rispetto della normativa sulle valutazioni ambientali di cui all’art. 29 del decreto legislativo n. 152 del 2006;
    in relazione ai fatti sono stati presentati atti di sindacato ispettivo presso la Commissione europea e presso il Consiglio regionale della Sardegna,
    si chiede di sapere:
    se il Governo sia a conoscenza dei fatti sopra narrati;
    se non ritenga che le opere debbano essere assoggettate alle procedure di valutazione di impatto ambientale e di incidenza ambientale ai sensi del decreto legislativo n. 152 del 2006 e del decreto del Presidente della Repubblica 8 settembre 1997, n. 357;
    se il cantiere sito sulle dune di Badesi sia stato legittimamente autorizzato;
    quali iniziative, nelle opportune sedi, intenda intraprendere, per quanto di competenza, al fine di valutare il rispetto della normativa comunitaria in materia di salvaguardia degli habitat (direttiva n. 92/43/CEE) e di valutazione sull’impatto ambientale (in particolare la direttiva n. 2011/92/UE);
    quali urgenti misure, accertata l’eventuale assenza del rispetto della normativa sulle valutazioni ambientali, intenda assumere al fine di provvedere all’immediata sospensione dei lavori.

  7. MArio
    giugno 15, 2013 alle 12:23 pm

    Esatto e le dune della caletta di Carloforte sono forse meno importanti di quelli di badesi?
    Chioschi (semi)fissi che non vengono smontati parzialmente, lottizzazioni scadute, spostamenti di sabbia dalle dune con mezzi meccanici

    • giugno 15, 2013 alle 2:05 pm

      e tu che ci stai a fare, MArio?
      Come per Shardana: acchiappa una macchina fotografica, scatta qualche foto e mandacela: che aspetti?

  8. Shardana
    giugno 15, 2013 alle 3:39 pm

    Non ho una macchina fotografica,però ho chiesto per le ville e mi è stato detto che quelle sorte sulle dune della caletta fanno parte di un vecchio progetto di lottizzazione degli anni 70 e visto che anche mario ne parla……A questo punto mi chiedo,se fosse vero il fatto il fatto delle lottizzazione,(mi informerò meglio)come mai a badesi decadono e a carloforte si può costruire ? Potrebbe essere una delle solite marchette portate avanti dall’ufficio tecnico nel corso del tempo?Per quanto riguarda le foto appena avrò la possibilità ve le manderò,tanto gli abusi non decadono.

    • giugno 15, 2013 alle 3:51 pm

      il piano di lottizzazione “La Caletta” (con pochi lotti residui) è stato approvato con deliberazione Giunta comunale n. 46 del 27 aprile 1964 ed è provvisto delle necessarie opere di urbanizzazione concluse e collaudate da parecchi anni: conseguentemente è “fatto salvo” dalla medesima normativa tecnica di attuazione del piano paesaggistico regionale – P.P.R.
      Ce ne siamo già occupati più volte negli anni scorsi.
      Si tratta di questo?

  9. Shardana
    giugno 16, 2013 alle 11:39 am

    Si,la lotizzazione riguarda la caletta e si parla di lotti residui che dal 1964 sono stati ripescati in questi anni.È la prima volta che leggo su questa storia,ma ho sentito che “è fatto salvo” dal ppr regionale.Ti ringrazio mi leggerò la legge,ma quando farò le foto te le manderò

  10. MArio
    giugno 16, 2013 alle 5:36 pm

    Vi volevo far presente che qualche mia foto l’avete avuta (non so come) e pubblicata,
    Più precisamente quella della caletta con l’ecomostro e in primo piano la macchina dei carabinieri in quella data i lavori non potevano proseguire in quanto tutti i permessi erano scaduti ma lasciamo perdere all’uff. tecnico ora hanno altri problemi.
    Ora però la spiaggia é in procinto di essere colonizzata dagli ombrelloni (Fissi) non autorizzati dei chioschi volevo chiedervi se é legale tutto ciò?

    • giugno 16, 2013 alle 5:44 pm

      quella foto ci è pervenuta da ambientalisti carlofortini e abbiamo svolto le azioni legali del caso.
      Bisogna vedere se esistono concessioni demaniali e con quali condizioni: devono essere esposte sul posto.

      Stefano Deliperi

  11. Shardana
    giugno 23, 2013 alle 8:45 pm

    Scusami deliperi,ma noi siamo semplici cittadini,che ci vadano la forestale,i carabinieri,i vigili urbani o l’ufficio tecnico a controllare e se non lo fanno a seguito delle segnalazioni denunciateli per omissione di atto di ufficio,boh…

  1. giugno 9, 2013 alle 7:15 am

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