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Cemento sulle dune di Badesi, mancano le valutazioni ambientali.


Badesi, cantiere edilizio in area dunale (marzo 2013)

Badesi, cantiere edilizio in area dunale (marzo 2013)

Con molta lentezza iniziano a giungere le prime risposte significative alle richieste di informazione a carattere ambientale inoltrate (26 dicembre 2012, 25 ottobre 2012, 25 agosto 2011) in merito all’intervento immobiliare in corso presso le dune di Badesi (OT).

Ha iniziato il Servizio regionale tutela paesaggistica per la Provincia di Olbia Tempio, che (nota n. 1322//XIV.12.2 del 10 gennaio 2013) ha chiesto all’Ufficio tecnico del Comune di Badesi informazioni “in particolare circa la validità del P. di L. approvato dalla Soprintendenza di Sassari, ai sensi e per gli effetti dell’art. 12 della legge n. 1497/39, nel quale sussistono le opere in fase di realizzazione, al fine di verificare le condizioni di cui all’art. 3, lett. c, l.r. 28/98 circa il mantenimento delle condizioni della subdelega”

In pratica, vuol conoscere se sussista o meno un piano di lottizzazione tuttora vigente, proprio una delle richieste delle associazioni ecologiste Amici della Terra e Gruppo d’Intervento Giuridico onlus, tuttora priva di risposta.

Badesi, cantiere edilizio in area dunale (marzo 2013)

Badesi, cantiere edilizio in area dunale (marzo 2013)

Non si sa, però, se l’Ufficio tecnico abbia o meno risposto.  Alle richieste ecologiste, infatti, il Comune di Badesi non ha mai risposto, pur essendo l’accesso alle informazioni a carattere ambientale un diritto, non “una specie di accanimento”, come ha affermato il sindaco di Badesi Toni Stangoni.

E’ giunta anche comunicazione da parte della Soprintendenza per i beni architettonici, paesaggistici, storici, artistici ed etnoantropologici di Sassari (nota prot. n. 4969 del 4 aprile 2013) con la quale s’informa dell’emanazione di parere favorevole n. 14/2011 per l’edificazione di otto unità immobiliari nel “lotto T” in favore di Giovanni Andrea Stangoni, in variante di precedente autorizzazione paesaggistica rilasciata in sede comunale n. 6852 del 21 agosto 2008 (dieci unità immobiliari). In seguito, è stata autorizzata una seconda variante in favore di Le Case della Sardegna s.r.l. con provvedimento unico S.U.A.P. n. 5/2013 del 10 gennaio 2013 per l’edificazione di nove unità immobiliari.

Inoltre, sempre a Baia delle Mimose, presso le dune di Badesi, è stata autorizzata la realizzazione di un numero non conosciuto di unità immobiliari (Badesi 6A) in favore di MDR s.r.l. – Giovanni Andrea Stangoni (posizione paesaggistica n. 50/2012) con provvedimento unico S.U.A.P. n. 2/2012 del 26 settembre 2012.

Badesi, cantiere edilizio sulle dune (dicembre 2012)

Badesi, cantiere edilizio sulle dune (dicembre 2012)

Nemmeno la Soprintendenza sassarese ha detto qualcosa sulla vigenza o meno del vecchio piano di lottizzazione (rep. n. 1104 del 3 ottobre 1975): permangono parecchi dubbi, vista la durata decennale (art. 28 della legge n. 1150/1942 e s.m.i. e art. 10 conv.) e la non conoscenza di eventuali atti di proroga o nuovi atti convenzionali; secondo la giurisprudenza dominante, la scadenza del termine comporta l’inedificabilità dei residui comparti e singoli lotti non realizzati.

Ma le novità di maggiore rilievo riguardano la perdurante assoluta assenza di alcun preventivo svolgimento della procedura di verifica di assoggettabilità – screening riguardo i lavori attualmente in corso.

Infatti, il Servizio S.A.V.I. dell’Assessorato della Difesa dell’Ambiente della Regione autonoma della Sardegna, con nota prot. n. 7354 del 3 aprile 2013 ha dichiarato di aver richiesto al Comune di Badesi anche con precedenti note prot. n. 22067 del 29 settembre 2011 e n. 27517 del 25 novembre 2011 “la documentazione amministrativa e tecnica utile a verificare se le opere in questione debbano essere assoggettate alle procedure di Valutazione di Impatto Ambientale e di Incidenza Ambientale, ai sensi del D. Lgs. 152/2006 e ss.mm.ii., della DGR 34/33 del 2012 e del DPR 357/1997 e s.m.i.”.

Secondo quanto reso noto dal Servizio regionale S.A.V.I., dal settembre 2011, cioè da più di 18 mesi, il Comune di Badesi non avrebbe nemmeno risposto alle sue richieste. Pur tuttavia – a lavori ampiamente in corso – il cantiere non è stato fermato.

Badesi, cartello "inizio lavori", cantiere sulle dune

Badesi, cartello “inizio lavori”, cantiere sulle dune

Si ricorda in proposito che la realizzazione di villaggi turistici aventi determinate dimensioni (“villaggi turistici di superficie superiore a 5 ha, centri residenziali turistici ed esercizi alberghieri con oltre 300 posti-letto o volume edificato superiore a 25.000 m3, o che occupano una superficie superiore ai 20 ha, esclusi quelli ricadenti all’interno dei centri abitati”) – come quello in argomento – dev’essere preceduta da positiva conclusione di procedura di verifica di assoggettabilità – screening (direttiva n. 2011/92/UE, allegato II, punto 12, lett. c), che ha modificato ed integrato le precedenti direttive n. 97/11/CE e n. 85/337/CEE; decreto legislativo n. 152/2006 e s.m.i.; legge regionale n. 1/1999 e s.m.i.; deliberazione Giunta regionale n. 24/24 del 23 aprile 2008, allegato B), estesa a  ampliamenti e/o modifiche al fine di verificarne gli impatti cumulativi, come da giurisprudenza costante.

Le associazioni ecologiste Amici della Terra e Gruppo d’Intervento Giuridico onlus hanno quindi chiesto (16 aprile 2013) al Ministero dell’ambiente, al Servizio regionale S.A.V.I., al Corpo forestale e di vigilanza ambientale l’emanazione di provvedimenti di sospensione dei lavori in assenza del rispetto della normativa sulle valutazioni ambientali (art. 29 del decreto legislativo n. 152/2006 e s.m.i.).

Informata la magistratura competente e la Commissione europea, affinchè possa valutare il rispetto della normativa comunitaria in materia di salvaguardia degli habitat (direttiva n. 92/43/CEE) e di valutazioni sugli impatti ambientali (direttiva n. 2011/92/UE).

dune

dune

Le spiagge (costituenti parte del demanio marittimo, art. 822 e ss. cod. civ.) e la fascia dei 300 mt. dalla battigia marina sono tutelate con specifico vincolo di conservazione integrale (legge regionale n. 23/1993), l’area in argomento, sul mare e ricoperta in buona parte da macchia mediterranea evoluta, è tutelata con specifico vincolo paesaggistico (decreto legislativo n. 42/2004 e s.m.i.) e interessa il sito di importanza comunitaria – SIC “Foci del Coghinas” (direttiva n. 92/43/CEE sulla salvaguardia degli habitat naturali e semi-naturali, della fauna e della flora, D.P.R. n. 357/1997 e s.m.i.).

Sarà possibile, finalmente, sapere se il cantiere incombente sulle dune di Badesi sia stato legittimamente autorizzato o meno?

E, qualora non lo fosse, saranno bloccati i lavori?

Gruppo d’Intervento Giuridico onlus e Amici della Terra

Servizio S.A.V.I. Ass.to Difesa Ambiente R.A.S. nota prot. n. 7354 del 3 aprile 2013

Servizio S.A.V.I. Ass.to Difesa Ambiente R.A.S. nota prot. n. 7354 del 3 aprile 2013

Ministero dell'ambiente, cartografia del S.I.C. "Foci del Coghinas" (ITB010004)

Ministero dell’ambiente, cartografia del S.I.C. “Foci del Coghinas” (ITB010004)

(foto per conto GrIG)

  1. aprile 18, 2013 alle 12:42 pm

    da CagliariPad, 18 aprile 2013
    Cemento sulle dune di Badesi, protestano gli ecologisti.
    Gli ambientalisti chiedono chiarezza sulle valutazioni ambientali: “Vogliamo sapere se il cantiere sia stato legittimamente autorizzato. Qualora non lo fosse: verranno bloccati i lavori?”: http://www.cagliaripad.it/news.php?page_id=2308

  2. Occhio nudo
    aprile 18, 2013 alle 5:58 pm

    Incredibile, semplicemente incredibile.

    • Anna
      aprile 23, 2013 alle 1:56 am

      Credibile, invece. Assai credibile.
      L’apparato di controllo spesso, assai spesso, esercita un controllo men che burocratico e, soprattutto, non c’è sul campo. E se c’è…..è lo stesso.
      Mi chiedo: ma con tutte le competenze di questo e di quest’altro, in questo ed in quell’altro campo, deve essere sempre il GRID a sollevare le questioni?
      E dire che la repubblica indipendente non sovrana di Badesi sostiene di volerle tutelare le dune e spende (ha speso) denari (europei) per farlo. Cono dei BRAVI, davvero BRAVI. Ed ovviamente come lo conoscono e lo tutelano loro il LORO territorio, nessuno può competere. Bravi davvero BRAVI

  3. Juri
    aprile 18, 2013 alle 11:39 pm

    A quanto si legge, il Comune di Badesi non risponde neppure alle richieste della Regione. Nel frattempo è in corso di distruzione un compendio dunale a circa 200 m dalla battigia, in virtù di un piano di lottizzazione di cui non si riesce neppure a capire se sia ancora vigente o meno.
    Mi chiedo come sia possibile che ad un’amministrazione comunale venga consentito tutto ciò e soprattutto per quale motivo l’Autorità Giudiziaria non intervenga, almeno in via cautelare, per consentire, prima del completamento dello scempio, che vengano accertate le questioni dirimenti sollevate dall’Amministrazione regionale e statale. Che ben potrebbero, a quanto si legge, decretare l’illegittimità complessiva dell’edificazione in atto.
    Una vicenda veramente assurda e molto preoccupante. E le foto dell’articolo gridano vendetta.

  4. aprile 19, 2013 alle 9:19 am

    da La Nuova Sardegna, 19 aprile 2013
    Villaggio sulle dune a Badesi, scende in campo la Regione. Il Servizio di vigilanza chiede al Comune di Badesi tutte le carte. Gli ambientalisti: «Allora chi ha dato le autorizzazioni?». (Pier Giorgio Pinna) (http://lanuovasardegna.gelocal.it/olbia/cronaca/2013/04/19/news/villaggio-sulle-dune-a-badesi-scende-in-campo-la-regione-1.6911509)

    BADESI. Puc e a capo. Colpo a sorpresa, a Baia delle mimose, nel villaggio turistico in costruzione vicino alle dune. La Regione dà una mano agli ecologisti del Gruppo d’intervento giuridico. Con una nota dai toni formali, gli uffici del Savi chiedono al Comune «tutta la documentazione amministrativa e tecnica per valutare se il progetto vada assoggettato alle procedure di valutazione ambientale». «Ma proprio la mancanza di questo preventivo screening è la dimostrazione di come quei lavori non siano in realtà mai stati autorizzati in termini ufficiali», fanno notare i rappresentanti dell’associazione che lotta per la difesa di questo tratto della costa settentrionale sarda dove sfocia il Coghinas. E adesso qualcuno in paese riflette sul fatto che tutti i più recenti provvedimenti del Piano urbanistico comunale (il Puc, appunto) non hanno mai avuto il disco verde da parte dell’opposizione.
    La svolta segue di poco i primi accertamenti avviati dalla magistratura e da altri enti sul caso. Richiesto di un commento, il sindaco di Badesi ribadisce le proprie posizioni. «Siamo sereni e abbiamo già inoltrato al Servizio di vigilanza ambientale tutte le carte: carte richieste, è bene sottolinearlo, unicamente in base all’esposto presentato dal Gruppo d’intervento giuridico _ spiega Toni Stangoni, che nel centro turistico di duemila abitanti guida una lista civica ed è al terzo mandato _ A me pare che quest’associazione si accanisca nei confronti del nostro Comune, al contrario di quanto fanno altre dandoci fiducia». «A ogni modo quei lavori sono fatti al di fuori dall’area d’interesse comunitario attorno al fiume e quindi questa procedura della Via non è dovuta _ prosegue il sindaco _ Perché allora i dirigenti di questo gruppo non vengono qui a Badesi a confrontarsi con noi anziché continuare a inondarci di sollecitazioni?».
    In una riunione del consiglio comunale convocata per lunedì scorso, comunque, si sono affrontati temi diversi, compresa un’altra lottizzazione, ma nessuno ha tirato fuori dal cilindro quest’importante sviluppo. Le argomentazioni avanzate dagli ecologisti sull’operazione immobiliare appaiono chiare. Dice infatti il loro rappresentante e portavoce Stefano Deliperi: «Secondo quanto reso noto dal Savi, a partire dal settembre 2011, il Comune non avrebbe nemmeno risposto alle sue richieste e nonostante ciò il cantiere non è mai stato fermato».
    Ma quali sono le caratteristiche del complesso vacanze al centro della bagarre? Il centro sta sorgendo a 250 metri dal mare, a ridosso delle dune, in un’area oggi incompatibile con la legge salvacoste voluta da Renato Soru quand’era governatore. È composto di due blocchi: uno destinato a una novantina di residence, l’altro a nove ville. L’intera operazione viene curata da una società con base in Lombardia, la Casa Bianca Italia Spa. Imprenditori e amministratori sostengono che il via libera è stato reso possibile dal fatto che si tratta di una vecchia lottizzazione, con autorizzazioni più volte rinnovate negli anni.
    Interpretazione che evidentemente non trova d’accordo gli ambientalisti del Gruppo d’intervento giuridico. Tant’è vero che il Grig si è appellato anche alle soprintendenze, al ministero, alla Forestale, persino alla Commissione europea. «Perché _ come chiosa Deliperi _ le spiagge e la fascia dei 300 metri dalla battigia sono tutelate con specifico vincolo di conservazione integrale. E quest’area, ricoperta in buona parte da macchia mediterranea, è salvaguardata da ulteriori vincoli paesaggistici». «Ma ora sarà finalmente possibile sapere se il cantiere incombente sulle dune di Badesi sia stato legittimamente autorizzato», è la conclusione di Deliperi. E nel frattempo si profila un punto fermo sul Puc, ancora da decifrare a fondo.

  5. Shardana
    aprile 19, 2013 alle 11:39 am

    Incredibile è come potete ancora pensare che non ci sia la complicità delle istituzioni in questo genere di delinquenza.Se sei fuori dal circuito allegro,come prendi in mano il pennello sposti una tegola o poti un albero a casa tua te li ritrovi tutti lì,forestale,carabinieri,vigili urbani,ufficio tecnico…questo succede nel mio paese e siccome tutto il mondo è paese lasciò a voi le conclusioni.Una volta ad un ragazzo la forestale ha fatto rimettere a terra le pigne secche che aveva raccolto nella pineta e voleva utilizzare per il camino.Il terreno della pineta in esame è invaso dalle pigne secche e sicuramente il prelevarle sarebbe un’ottima azione preventiva contro gli incendi e non andrebbe certo ad intaccare l’habitat naturale del luogo. Cosa che invece a vedere dalle foto succede a badesi e permettetemi vi posso garantire in quasi tutta la sardegna e tutti lo sanno.Chi ha i soldi costruisce dove e quando vuole dimostratemi i il contrario.Perchè non provano in trentino a costruire in quel modo se ci riescono.SARDEGNA COLONIA

  6. Occhio nudo
    aprile 19, 2013 alle 12:57 pm

    Troppo comodo spacciarci per coloni, questa è Sardegna furbetta, nè più nè meno di quanto accade nel resto d’Italia.

  7. Shardana
    aprile 20, 2013 alle 6:39 pm

    Scusami occhio nudo ma forse non ci siamo capiti………per me più che coloni siamo colonizzati

  8. aprile 20, 2013 alle 9:21 pm

    L’ha ribloggato su Il blog di Fabio Argiolas.

  9. Shardana
    aprile 25, 2013 alle 11:47 am

    Qualche news sul cemento a badesi?Grazie

  1. maggio 1, 2013 alle 11:16 am
  2. maggio 13, 2013 alle 12:18 pm

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