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Cagliari, Poetto e baretti: fine, per ora, di una commedia di provincia.


Cagliari, Poetto, sequestro preventivo dei "baretti"

Cagliari, Poetto, sequestro preventivo dei “baretti” (2013)

 

Uno degli argomenti che negli ultimi mesi “agitano” il palcoscenico di provincia cagliaritano è certamente la vicenda dei “baretti”.

Per chiunque non viva nella “città del sole” potrà sembrare strano l’eccesso di clamore sulla vicenda. E in buona parte è davvero curioso.

Sono una ventina i locali fra la strada litoranea e la spiaggia del Poetto, dove molti cagliaritani amano recarsi per vivere con maggiore intensità e frequenza la “loro” spiaggia, fin troppo maltrattata dallo squallido “ripascimento, da ristoranti abusivi, da rifiuti portati dalla maleducazione dei bagnanti.

Sono sorti, con autorizzazioni provvisorie e stagionali, nel 1987. E alla fine della stagione estiva 1987 dovevano esser smontati.

Manco per sogno. 

Sono stati ingranditi, sono comparsi cemento e infissi. Sono rimasti permanentemente sul litorale fino all’aprile 2011, quando la gran parte sono stati rimossi.  Per parecchi anni i gestori hanno guadagnato su un bene ambientale pubblico al di fuori di ogni regola.

Cos’è accaduto recentemente?  Dopo ricorrenti polemiche, nel 2009 la Procura della Repubblica presso il Tribunale di Cagliari aveva avviato un procedimento penale per abusivismo edilizio sotto il profilo paesaggistico e sotto il profilo urbanistico.

Nonostante tutto, l’allora sindaco di Cagliari Emilio Floris aveva emanato (2010) un’ordinanza per evitare la rimozione dei “chioschi”, guadagnando sul campo un rinvio a giudizio.

Cagliari, Poetto, lavori ampliamento chiosco (2007)

Cagliari, Poetto, lavori ampliamento chiosco (2007)

In seguito tutti i gestori dei baretti sono stati condannati per abusivismo edilizio.

Oggi il sequestro preventivo (art. 321 cod. proc. pen.) eseguito dalla Guardia costiera e dalla Polizia municipale su disposizione della magistratura.

La spiaggia del Poetto, infatti, è tutelata con vincolo paesaggistico (art. 142, comma 1°, lettera a, del decreto legislativo n. 42/2004 e s.m.i.) e con vincolo di conservazione integrale (art. 2, comma 1°, lettere a, g, della legge regionale n. 23/1993), ricade conseguentemente in area di tutela ambientale assoluta del piano paesaggistico regionale (è classificata “campi dunari e sistemi di spiaggia”, fra i beni paesaggistici ambientali ex art. 143 del decreto legislativo n. 42/2004 e s.m.i.) ed è individuata come zona “H” del vigente piano urbanistico comunale.

Ricordiamo che, dopo anni di inattività comunale in materia, l’attuale Amministrazione ha avviato le procedure di variante del piano urbanistico comunale di Cagliari – P.U.C. per l’individuazione delle c.d. spiagge urbane (Poetto, Giorgino) con le nuove zone urbanistiche “GHLn” (dove sarebbero autorizzabili piccole strutture permanenti a servizio della balneazione, fra cui chioschi) e per l’approvazione definitiva del piano di utilizzo dei litorali – P.U.L., già adottate rispettivamente con deliberazioni Consiglio comunale n. 75 e n. 76 del 31 ottobre 2012 e riguardo cui è stata avviata la procedura di valutazione ambientale strategica, attualmente in corso.

Cagliari, Poetto, sequestro preventivo dei "baretti" (2013)

Cagliari, Poetto, sequestro preventivo dei “baretti” (2013)

Nella primavera 2012 i “baretti” sono stati rinnovati con una tipologia unica, a parte due che – pur oggetto di analoghi provvedimenti di rimozione – hanno beneficiati di provvedimenti cautelari del T.A.R. Sardegna per motivazioni puramente formali.   A dicembre 2012 sono stati destinatari di ordinanze di rimozione in quanto sono stati autorizzati – e potevano essere autorizzati – soltanto quali strutture temporanee e precarie. Solo dopo l’approvazione del P.U.L. potranno esser realizzate strutture permanenti.

Il Sindaco Massimo Zedda e l’Assessore comunale all’urbanistica Paolo Frau ne hanno spiegato motivazioni e percorsi futuri con lettere aperte e interventi, ma invano.

Si è scatenata una vera e propria tempesta di polemiche, con ripetute prese di posizione per il mantenimento dei chioschi.   Sono intervenuti il Presidente della Regione Cappellacci, l’Assessore regionale dell’urbanistica Rassu e il suo capo di gabinetto Tavolacci, numerosi consiglieri comunali, alcuni fra i maggiori esponenti di S.E.L. (il partito del sindaco Zedda ha chiesto anche una norma di legge regionale transitoria), vari “esperti” di diritto amministrativo, giornalisti e chi più ne ha più ne metta.

La stessa maggioranza di centro-sinistra al Comune di Cagliari si è spaccata.

Per tenacia si sono distinti i Ballero: Benedetto, docente di diritto costituzionale presso l’Università di Cagliari, per l’occasione “ospitato” anche dal “collega” Andrea Pubusa, Francesco, appassionato difensore nell’aule del Consiglio comunale, e Stefano, secondo notizie stampa avvocato della maggior parte dei “baretti”.    Pareri autorevoli, ma non proprio disinteressati, pare.

Cagliari, Poetto, baretti, tavola progettuale

Cagliari, Poetto, baretti, tavola progettuale

Il “fronte pro baretti” argomenta fondamentalmente sulla proroga delle concessioni demaniali fino al 2015 stabilita dalla legge n. 25/2010, come riconosciuto anche dalla giurisprudenza amministrativa (Cons. Stato, sez. VI, 27 dicembre 2012, n. 6682). In estrema sintesi, a essa dovrebbero seguire proroghe urbanistiche e paesaggistiche ovvero nuovi atti autorizzativi.

Tesi suggestiva, sebbene non tenga conto dell’assenza di qualsiasi automatismo fra concessioni demaniali e autorizzazioni urbanistiche e paesaggistiche, nonché dell’attuale situazione di abusivismo edilizio dei preesistenti chioschi, oggetto di procedimento penale in corso.  Allo stato attuale possono essere autorizzate solo opere precarie, temporanee ed effettivamente amovibili: un’eventuale “proroga” a qualsiasi titolo costituirebbe un modo per aggirare il requisito della temporaneità/precarietà del manufatto.

Ovviamente il rilascio di eventuali autorizzazioni con il presente quadro giuridico e sotto gli occhi della magistratura inquirente sarebbe a rischio e pericolo di amministratori e dirigenti comunali.

Dovrebbero far felici politici in campagna elettorale, avvocati, amministratori regionali (e già amministratori comunali cagliaritani inconcludenti sul punto), anime belle a prezzo delle loro responsabilità personali.

E oggi – si ricorda – l’ovvia conclusione: il sequestro preventivo (art. 321 cod. proc. pen.) eseguito dalla Guardia costiera e dalla Polizia municipale su disposizione della magistratura.

Il Poetto e Cagliari non hanno bisogno di quest’ennesima commedia di provincia: c’è bisogno invece di recupero della legalità e di norme per il recupero e la gestione corretta e ambientalmente sostenibile della spiaggia, autentico “pezzo” dell’identità cagliaritana.   E’ così difficile capirlo?

Gruppo d’Intervento Giuridico onlus e Amici della Terra

Cagliari, Poetto, sequestro preventivo dei "baretti" (2013)

Cagliari, Poetto, sequestro preventivo dei “baretti” (2013)

(rendering progettuali da La Nuova Sardegna, foto per conto GrIG, S.D., archivio GrIG)

  1. capitonegatto
    aprile 6, 2013 alle 4:54 pm

    Sino a quando alcune lobby , gruppi interessati, faranno leva su personaggi politici , per ottenere e mantenere privilegi in aperto contrasto con la legalita’, il paese non fara’ passi avanti verso una convivenza piu civile , ma sempre piu gente credera’ che si potra’ fare quello che si vuole solo per la sola convenienza personale. Questo degrado morale va fermato con tutti i mezzi, e le sole ordinanze non bastano, occorre che le istituzioni diano giuste alternative, in modo tale da garantire l’uso di un bene in cui gli utenti possano capire che un minor degrado e migliore qualita’ di servizio puo dare maggiore soddisfazione .

  2. aprile 6, 2013 alle 5:56 pm

    da Casteddu online, 6 aprile 2013
    “Baretti Poetto, commedia di provincia: in spiaggia riportiamo la legalità”: http://www.castedduonline.it/baretti-poetto-commedia-provincia-spiaggia-riportiamo-legalit%C3%A0

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    da Sardinia Post, 6 aprile 2013
    Cagliari, sigilli ai chioschi del Poetto. Concessioni a rischio: http://www.sardiniapost.it/cronaca/cagliari-sigilli-ai-chioschi-del-poetto-blitz-della-della-capitaneria-di-poryo/

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    da CagliariPad, 6 aprile 2013
    Poetto: i gestori dei baretti rischiano di perdere le concessioni.
    Il sequestro e l’eventuale demolizione dei chioschetti potrebbero non essere le conseguenze più gravi per i titolari delle attività. Lapidaria l’ordinanza del Gip Cristina Ornano: “La permanenza temporanea si riferisce solo alla stagione balneare”: http://www.cagliaripad.it/news.php?page_id=2091

  3. Shardana
    aprile 7, 2013 alle 12:57 am

    Troppo semplice prendersela con i gestori dei baretti.I veri colpevoli come sempre non pagano e generano disperazione tra i lavoratori.Chi risarcirà per mancato guadagno tutti quei bar in regola che non hanno più lavorato perchè tutta Cagliari si riversava a quelli non in regola del poetto ?Come faranno i gestori dei chioschi a fare fronte ai loro impegni economici se li fanno chiudere?Cosa avete fatto in questi 25 anni controllori….le vostre omissioni hanno generato un esercito di nuovi poveri.Vergognatevi

    • aprile 7, 2013 alle 10:09 am

      perfettamente d’accordo: i “baretti” andavano sequestrati fin da vent’anni fa, quando sono rimasti in piedi pur senza autorizzazioni.
      Da allora si doveva iniziare quel percorso di legalità e controlli (piano attuativo, piano del litorale, concessioni demaniali, autorizzazioni paesaggistiche, ecc.) che avrebbe permesso di avere servizi di spiaggia, lavoro, corretta gestione anche sotto il profilo ambientale e sanitario.
      Non è stato fatto. Questa amministrazione comunale è la prima in vent’anni che sta provando a farlo.
      In particolare l’amministrazione Floris è durata 10 anni e l’attuale Presidente della Regione Cappellacci è stato per anni assessore al bilancio: ora tutta questa gente dovrebbe solo tacere.

      Stefano Deliperi

  4. aprile 7, 2013 alle 1:27 pm

    da CagliariPad, 7 aprile 2013
    Chioschetti al Poetto: la storia infinita di una “commedia di provincia”.
    L’associazione ambientalista Gruppo di intervento giuridico ripercorre tutta la vicenda dei baretti dalla loro nascita, nel 1987, agli ultimi sviluppi giudiziari: http://www.cagliaripad.it/news.php?page_id=2094

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    da La Nuova Sardegna, 7 aprile 2013
    POETTO » SIGILLI DELLA PROCURA. Baretti sequestrati, politica in ginocchio. L’assessore all’Urbanistica Frau: «L’abbiamo detto in tutti i modi, questo era il rischio». Martedì legge in consiglio regionale. (Alessandra Sallemi)

    CAGLIARI. Estate senza baretti. Si appanna la speranza che la legge salvachioschi in discussione martedì in consiglio regionale possa rimediare al paradosso cagliaritano per eccellenza: i baretti, squisita e spontanea tradizione locale, non trovano una legge che dia loro finalmente diritto di soggiorno. La notizia dei sigilli messi ieri mattina dalla Guardia costiera e dai vigili urbani a 15 chioschetti del Poetto cagliaritano è esplosa seminando sconcerto e preoccupazione. Il gip Cristina Ornano, dopo aver soppesato attentamente la relazione della polizia giudiziaria sulla presenza fuorilegge dei baretti al Poetto di Cagliari, su richiesta del pm Gaetano Porcu ha firmato il provvedimento cautelare del sequestro preventivo che li ha messi fuorigioco per chissà quanto tempo. Ovviamente ieri si sono levate alte le grida di chi contesta una decisione che colpisce lavoratori e clienti, ma le date dimostrano che davvero tutto questo si poteva evitare, come avevano sostenuto il sindaco Massimo Zedda e l’assessore all’Urbanistica Paolo Frau: i chioschi di legno dovevano essere demoliti in ottobre, una proroga laboriosamente costruita dal Comune aveva trascinato la scadenza fino al 31 gennaio, ancora dopo questo termine si era concesso informalmente altro tempo e sono passati più di tre mesi. Il sequestro che ieri ha fatto inorridire tante persone nella realtà delle cose (le date) è arrivato a primavera inoltrata, «quando – commentava ieri Frau – se i titolari avessero demolito, nel frattempo si sarebbero rinnovate le concessioni demaniali sopra le quali innestare le autorizzazioni temporanee perché non c’è ancora il piano di utilizzo del litorale che, forte della variante al piano urbanistico approvata dal consiglio comunale, nella fascia dei 300 metri dal mare prevede una piccola quantità di volumetrie». I baretti, già ridimensionati sulle linee guida emanate dal Comune in vista proprio delle nuove norme per l’uso del litorale. La situazione adesso è molto delicata: l’ordinanza di 32 pagine del gip è stata notificata al Comune, il quale dovrà varare il provvedimento amministrativo conseguente, cioè ordinare le demolizioni. Il prossimo rischio cui bisogna prestare tutta l’attenzione necessaria è questo: se i titolari dei baretti non demoliranno, insistendo quindi nel reato dell’occupazione della spiaggia al di fuori dei tempi concessi, potrebbero perdere il diritto alla concessione demaniale stessa. Non sfugge a nessuno il fatto che i titolari dei baretti nei mesi scorsi abbiano prestato orecchio a tutti coloro che annunciavano soluzioni miracolistiche per una buona ragione: demolire un chiosco come quelli del Poetto costa circa trentamila euro. Il punto è che le soluzioni ideate non rimediavano al problema, cioè non correggevano la situazione giuridico-amministrativa dei baretti di Cagliari autorizzati a lavorare per la sola stagione balneare e invece attivi ancora alle soglie di Capodanno. L’assessore Frau: «I chioschi sono un problema di leggi, il consiglio regionale ha espresso la volontà di varare provvedimenti legislativi, ieri il sindaco Zedda al consiglio per le autonomie locali ha caldeggiato il provvedimento che consente la permanenza nei 300 metri dal mare a tutte le strutture che si trovavano nelle spiagge ancora nell’ottobre 2012». I baretti di Cagliari, appunto.

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    REAZIONI. Tocco (Pdl): «Un atto dovuto» Un titolare: «Meglio morire».

    CAGLIARI. Tante le reazioni al sequestro giudiziario dei baretti. Gruppo di intervento giuridico e Amici della terra stigmatizzano il comportamento di coloro che (politici, avvocati e giornalisti) in questi mesi hanno fatto credere che ci fossero soluzioni diverse da quelle indicate dal comune di Cagliari. Il sindaco Massimo Zedda: «Quello che è successo oggi è stata la nostra preoccupazione in tutti questi mesi, sin dall’atto del rilascio delle concessioni per il 2012 si era condiviso con i titolari un percorso che, a fronte dell’impegno per lo smontaggio delle strutture alla scadenza delle concessioni,l’amministrazione avrebbe rinnovato le autorizzazioni in 45 giorni. Se su questo percorso non fossero intervenute interferenze esterne che ne hanno bloccato la realizzazione oggi non ci troveremmo in questa situazione, continueremo a lavorare alla ricerca di strade perché il Poetto possa offrire ai frequentatoti della spiaggia tutti i servizi che sono ormai una tradizione della città». In margine a un convegno, l’assessore regionale al Turismo, Luigi Crisponi, ha espresso perplessità sull’intera vicenda dei baretti del Poetto di Cagliari, «in un periodo di crisi si parla di far crescere il turismo e poi ci si ritrova davanti a situazioni come queste». Il nodo è: ma se il consiglio regionale vara la legge che autorizza le strutture temporanee presenti nei litorali nell’ottobre 2012 a restare montate fino al dicembre 2013, si apre uno spiraglio anche per i baretti sotto sequestro? Gli avvocati avranno da lavorare. Intanto i titolari dei baretti esprimono immensa preoccupazione. Uno di loro, sul web: se un sequestro riguarda l’unica fonte di sussistenza tante vale essere condannati a morte. Il consigliere comunale e regionale Pdl Edoardo Tocco: «Si tratta di un atto dovuto; ora è necessario ancora una volta agire con urgenza e salvare la stagione estiva»

  5. aprile 8, 2013 alle 2:57 pm

    da La Nuova Sardegna, 8 aprile 2013
    Poetto, stagione chiusa con i sigilli. (http://lanuovasardegna.gelocal.it/cagliari/cronaca/2013/04/07/news/baretti-sequestrati-politica-in-ginocchio-1.6842201) Domani nell’aula del consiglio regionale si discute la «leggina» che dovrebbe salvare in extremis le attività sull’arenile. (Alessandra Sallemi)

    CAGLIARI. Complice il vento qualcuno ieri al Poetto ha trovato un varco fra i sigilli giudiziari e ha rimediato una sedia da cui contemplare il mare spazzato dal maestrale con i surfisti in azione, ma nient’altro. Serrande abbassate, ombrelloni chiusi, sedie accatastate, i 15 baretti che dovevano essere smontati entro il 31 dicembre 2012 ieri erano vuoti e inoperosi, cinturati su disposizione del magistrato da Guardia costiera e vigili con cartelli che avvertono: vietato entrare e avvicinarsi. La storia dei baretti di Cagliari è davvero l’esempio della pessima condotta burocratica delle amministrazioni cittadine che alla fine ha creato il paradosso: quando si ristabilisce la legalità, questa viene percepita come nemica. Per rispettare la legge, infatti, il comune di Cagliari gestito dalla giunta Zedda nell’autunno scorso aveva sollecitato i titolari affinché i baretti venissero demoliti e ricostruiti: una follia economica (smontare i baretti costa 30 mila euro ciascuno), ma una condizione necessaria per ripristinare la legalità violata e finita sotto inchiesta da parte della magistratura. Abusi edilizi prima, occupazione indebita della spiaggia dall’autunno 2012 a oggi, i baretti che ricadono nel comune di Cagliari in queste settimane hanno trovato l’attenzione del consiglio regionale che domani deve discutere proprio della norma salvachioschi. Sabato è intervenuta la magistratura che non si può neppure accusare di eccessiva rapidità visto che ha messo i sigilli tre mesi dopo la scadenza addirittura della proroga dell’autorizzazione: non è chiaro, adesso, se la legge che domani sarà discussa dal consiglio possa incidere nella procedura giudiziaria in corso. La norma, per tutta la regione, proroga al 31 dicembre 2013 l’autorizzazione a tenere montati i manufatti nei 300 metri dal mare. Una decisione che s’innesta nell’azione correttiva dell’inadempienza dei comuni sardi che ancora non hanno varato il piano di utilizzo del litorale, il pul. Un altro assurdo della vicenda Cagliari è che il capoluogo è uno dei due soli comuni sardi ad aver adottato il pul dove si prevede la possibilità di tenere montati i chioschetti sulla spiaggia una volta che, questi sono stati portati a volumetrie consentite. Il punto è che il pul è ancora in viaggio quindi continua a valere la regola che le costruzioni sulla spiaggia vengono smontate a fine stagione balneare. Valeva anche al tempo della giunta Floris, che faceva finta di niente. L’assurdità del pasticcio e la colpevolezza di chi ha fatto finta di niente si comprende per intero quando si va a vedere cosa succede a Quartu, dove ci sono baretti come a Cagliari: nulla. Il Comune ai tempi della giunta di centrosinistra si era dotato di un regolamento accolto nel piano urbanistico.

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    Le prospettive. Niente scappatoie, prevale la legalità. (Mauro Lissia)

    Se il consiglio regionale varerà a tempo di record la leggina salva-baretti i titolari delle attività commerciali sotto sequestro potranno ricorrere al tribunale del riesame contro l’ordinanza di sequestro firmata dal gip Cristina Ornano, rivendicando la scappatoia contenuta nella norma: proroga fino a dicembre 2013. La leggina regionale è però in palese contrasto con il piano paesaggistico regionale e in assenza del piano di utilizzo dei litorali anche col piano urbanistico della città. Di conseguenza il pm Gaetano Porcu avrà la facoltà di eccepirne l’incostituzionalità alla Consulta. Se il tribunale valuterà come «non infondata» l’eccezione – il che appare scontato – ogni decisione sarà sospesa in attesa che il giudice delle leggi decida e i sigilli resteranno. Nel frattempo i titolari dei quindici baretti abusivi, che per mesi hanno creduto alle sirene regionali e alla cronaca della speranza, perderanno anche la concessione demaniale per le attività sulla spiaggia, prorogata a sua volta sino alla fine del 2015.

  6. Shardana
    aprile 8, 2013 alle 3:08 pm

    Ora più che tacere questa gente dovrebbe solo pagare è ora di finirla con questi privilegi

  7. Shardana
    aprile 8, 2013 alle 6:46 pm

    Ma come mai nella spiaggia di quartu e in tutte le altre della sardegna “I baretti -ristoranti”continuano ad esistere?Scusatemi ma non riesco a capire…..esistono leggi diverse a seconda dei paesi o dei litorali?Se non c’è differenza nelle concessioni,perchè c’è nell’applicazione della legge?😳

    • aprile 8, 2013 alle 8:35 pm

      sul litorale di Quartu S. Elena è vigente il “Regolamento per l’installazione di manufatti amovibili nel litorale di Quartu S. Elena” (delibera C. C. n. 144 del 5 agosto 1998), approvato quale “piano particolareggiato” (strumento attuativo del P.U.C.) e sotto il profilo paesaggistico (decreto legislativo n. 42/2004 e s.m.i.) dall’Assessorato reg.le P.I. e BB.CC. – Ufficio tutela paesaggio con nota n. 1162 del 18 settembre 1998.
      A Cagliari, molto probabilmente, non è così.
      Il P.U.C. individua l’area come zona “H”, inedificabile.
      Per averne certezza sarebbe necessario leggere il provvedimento G.I.P. di sequestro preventivo.
      Per altri Comuni costieri sardi è necessario, analogamente, verificare quali strumenti di pianificazione siano vigenti, oltre alle norme di legge e al P.P.R.

      Stefano Deliperi

  8. Shardana
    aprile 8, 2013 alle 9:12 pm

    Grazie,ma continuo a non campire come sia possibile usare 2pesi🍹🍷🍔🍟🍕è 2 misure⛺

    • aprile 8, 2013 alle 9:35 pm

      ma non è proprio così: “peso” e “misura” dei “baretti” cagliaritani era chiaro: l’autorizzazione provvisoria scade al 31 ottobre 2012, poi devi smontare.
      Spiace veramente dirlo,perchè sono cagliaritano e i “baretti” mi piacciono, ma se non si rispetta “peso” e “misura” che cosa ci si deve aspettare?
      Arriva Berlusconi e sistema tutto?
      Arriva Grillo e sistema tutto?
      Arriva Cappellacci (mi vien da ridere…) e sistema tutto?
      Viene qui l’Olandesina e il pulito tornerà? Più probabile 😉

      Stefano Deliperi

  9. Shardana
    aprile 9, 2013 alle 10:43 am

    Non intendevo quelli di Cagliari,ma quelli del resto della sardegna.Su cappellacci più che da riderete dopo le notizie di stamattina mi viene da piangere😢

  10. aprile 9, 2013 alle 10:36 pm

    da CagliariPad, 9 aprile 2013
    Baretti, Zedda attacca Cappellacci: “Senza sua opposizione sarebbero già aperti”.
    Il sindaco di Cagliari critico dopo l’approvazione del documento: “Non è quello concordato”. Poi si rivolge al Governatore: “Pensa al proprio tornaconto elettorale personale”: http://www.cagliaripad.it/news.php?page_id=2142

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    Salva baretti, la Regione approva la legge. Ma resta l’incognita Poetto dopo i sigilli.
    Il Consiglio vota all’unanimità, con l’astensione dell’Udc, il provvedimento che potrebbe consentire ai chioschi di rimanere in piedi sino a tutto il 2013: http://www.cagliaripad.it/news.php?page_id=2138

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    “Baretti giù a fine stagione”: la Procura dà ragione al Comune.
    Il gip Cristina Ornano nell’ordinanza: “La permanenza temporanea dei chioschi bar in questione è stata perciò riferita alla sola stagione balneare”. E sposa così la linea di Zedda e Paolo Frau, a lungo contrastata dalla Regione: http://www.cagliaripad.it/news.php?page_id=2117

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    da Casteddu online, 9 aprile 2013
    Sì in Regione alla legge salva-baretti, ok alla proroga al 31 dicembre: http://www.castedduonline.it/s%C3%AC-regione-legge-salva-baretti-ok-proroga-31-dicembre

    Salva baretti, Zedda frena: “Tempi lunghi, approvato un testo stravolto”: http://www.castedduonline.it/salva-baretti-zedda-frena-tempi-lunghi-approvato-testo-stravolto

    Poetto, Cappellacci contro Zedda: il sindaco il nuovo Schettino di Cagliari: http://www.castedduonline.it/poetto-cappellacci-contro-zedda-sindaco-nuovo-schettino-cagliari

  11. Shardana
    aprile 10, 2013 alle 9:09 pm

    I baretti li sono e li resteranno,se nò rimarrebbero coinvolti i nostri cari controllori e i nostri cari politici e,tutti quelli che con il loro silenzio hanno permesso la distruzione del poetto.💰💰💰💰💰💰💰💰💰💰💰💰💰💰💰💰💰💰💰💰💰💰💰💰💰💰💰💰💰

  12. aprile 11, 2013 alle 2:58 pm

    da La Nuova Sardegna, 11 aprile 2013
    Procura pronta a fermare la leggina “salvabaretti”. La norma approvata dal consiglio regionale non cambia la sorte dei chioschi che restano illegali perché in contrasto con il Ppr e con le prescrizioni del Puc. (Mauro Lissia)

    CAGLIARI. La leggina approvata in tutta fretta dal consiglio regionale non cambierà la sorte dei quindici baretti abusivi messi sotto sequestro dalla Procura e che si vorrebbe tenere in piedi in vista dell’estate: modificato su richiesta del Comitato delle autonomie locali il testo originario, è la stessa legge a spegnere sul nascere qualsiasi speranza quando al secondo comma dell’articolo uno prevede «il mantenimento delle opere e dei manufatti già esistenti e regolarmente autorizzati a servizio della fruizione turistico-ricreativa e della balneazione anche se diretti a soddisfare esigenze funzionali meramente stagionali». In sostanza la legge stabilisce che gli uffici comunali dovrebbero compiere «verifiche di conformità rispetto alle disposizioni del decreto» mettendo in relazione opere abusive – non autorizzate e sotto sequestro giudiziario – con la nuova leggina, che però non le autorizza. Un pasticcio imbarazzante, considerato che nessuna norma potrebbe rendere legali strutture costruite in zona h, dove non è prevista alcuna volumetria, in aperto contrasto con il piano paesaggistico regionale e prima che venga approvato quello stesso Pul – piano di utilizzo del litorale – che la Regione ha già respinto. Sembra quasi una legge che invita a ignorare le leggi, rabberciata alla meglio nel tentativo di dimostrare che si voleva fare qualcosa. La realtà è un’altra: coi chioschi sotto sequestro per abuso edilizio e occupazione illegale di suolo in area demaniale gli uffici comunali sono obbligati ad avviare la pratica di decadenza dalle concessioni demaniali, che – si badi bene – non garantiscono il diritto di costruire ma solo quello di gestire servizi di spiaggia: ombrelloni, lettini e sdraio. Perse quelle, che erano state prorogate fino al 2015 malgrado le condanne penali rimediate dai titolari, i prossimi permessi per gestire chioschetti dovranno essere messi a gara, come stabiliscono le norme europee. Se poi qualcuno spera in un provvedimento di dissequestro da parte del riesame, sbaglia di grosso: anche se questa leggina sgangherata venisse applicata, la Procura è pronta a impugnarla davanti alla Corte Costituzionale. Il che sospenderebbe qualsiasi decisione per tempi imprevedibili. Una cosa è certa: l’amministrazione Zedda non ha alcuna responsabilità per questa situazione, le interferenze di cui il sindaco ha parlato ci sono state e hanno alimentato speranze infondate tra i titolari dei baretti. E’ la politica che ha creduto di poter prevalere sulla legge, ma non funziona così. Almeno non sempre.

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    da L’Unione Sarda, 11 aprile 2013
    Resta il problema del sequestro dei chioschi: si attendono le decisioni del Tribunale e del Comune. Poetto,stagione ancora a rischio. La legge salva-baretti approvata dalla Regione non è decisiva. Sui chioschi pende anche il rischio della decadenza
    della concessione demaniale. Gli imprenditori non hanno ancora visto rinnovata la propria licenza, scaduta nel 2012. (Michele Ruffi): http://www.regione.sardegna.it/rassegnastampa/1_146_20130411090546.pdf

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    Il fallimento della politica. Mesi di proposte ma la strada è ancora lunga: http://www.regione.sardegna.it/rassegnastampa/1_146_20130411090639.pdf

  13. Shardana
    aprile 11, 2013 alle 3:07 pm

    Chiedo ancora per curiosità signor deliperi….Le concessioni che regolano il posizionamento di chioschi-bar-ristoranti nelle spiagge sarde variano a secondo del comune o sono uguali per tutta la sardegna?

    • aprile 12, 2013 alle 4:51 pm

      i chioschi devono essere autorizzati con concessione demaniale, con autorizzazione paesaggistica (in base al decreto legislativo n. 42/2004 e s.m.i. e al P.P.R.), con autorizzazione urbanistico-edilizia (in base allo strumento urbanistico comunale – P.U.C., P.R.G., P. di F. – e agli strumenti attuativi vigenti – es. piano particolareggiato, P.U.L., ecc.).

      Stefano Deliperi

  14. aprile 11, 2013 alle 5:59 pm

    il T.A.R. Sardegna si pronuncia in sede cautelare (http://www.giustizia-amministrativa.it/DocumentiGA/Cagliari/Sezione%202/2013/201300213/Provvedimenti/201300114_05.XML).

    N. 00114/2013 REG.PROV.CAU.

    N. 00213/2013 REG.RIC.

    REPUBBLICA ITALIANA

    Il Tribunale Amministrativo Regionale per la Sardegna

    (Sezione Seconda)

    ha pronunciato la presente

    ORDINANZA

    sul ricorso numero di registro generale 213 del 2013, proposto da:

    Alessandro Murgia, rappresentato e difeso dagli avv.ti Marcello Vignolo, Massimo Massa e Pilar Sanjust, presso il cui studio in Cagliari, piazza del Carmine n. 22, è elettivamente domiciliato;

    contro

    Comune di Cagliari, rappresentato e difeso dall’avv. Francesca Frau, dell’Ufficio Legale dell’ente presso la cui sede in Cagliari, via Roma, n. 145, è elettivamente domiciliato;

    per l’annullamento

    previa sospensione dell’efficacia,

    della determinazione 11 febbraio 2013 n. 1176, con la quale il Dirigente del Servizio Edilizia Privata del Comune di Cagliari ha annullato in autotutela la concessione edilizia n. 896/2006C rilasciata al ricorrente per l’esecuzione dei lavori consistenti nella realizzazione di una struttura turistico – balneare con strutture amovibili su concessione demaniale in Comune di Cagliari, località Poetto;

    della nota prot. n. 04005 del 7/1/2013, con la quale è stato comunicato ai sensi dell’art. 10 bis della l. 241/1990 l’avvio del procedimento volto all’annullamento in autotutela della concessione edilizia n. 896/2006C.

    Visti il ricorso e i relativi allegati.

    Visto l’atto di costituzione in giudizio del Comune di Cagliari.

    Vista la domanda di sospensione dell’esecuzione del provvedimento impugnato, presentata in via incidentale dalla parte ricorrente.

    Visto l’art. 55 cod. proc. amm.

    Visti tutti gli atti della causa.

    Ritenuta la propria giurisdizione e competenza.

    Nominato relatore per la camera di consiglio del giorno 10 aprile 2013 il dott. Alessandro Maggio e uditi per le parti i difensori come specificato nel verbale.

    Considerato:

    a) che il manufatto autorizzato con la concessione edilizia n. 896/2006C e sulla base di questa realizzato, non presenta i caratteri della precarietà;

    b) che l’annullamento d’ufficio di una concessione edilizia non necessita di espressa e specifica motivazione sul pubblico interesse al ritiro (Cons. Stato, Sez. IV, 30/7/2012 n. 4300; 6/10/2010 n. 7342; Sez. V, 19/6/2009 n. 4053).

    P.Q.M.

    Il Tribunale Amministrativo Regionale per la Sardegna (Sezione Seconda)

    Respinge la domanda cautelare proposta.

    Compensa le spese della presente fase cautelare.

    La presente ordinanza sarà eseguita dall’Amministrazione ed è depositata presso la segreteria del tribunale che provvederà a darne comunicazione alle parti.

    Così deciso in Cagliari nella camera di consiglio del giorno 10 aprile 2013 con l’intervento dei magistrati:

    Francesco Scano, Presidente

    Alessandro Maggio, Consigliere, Estensore

    Tito Aru, Consigliere

    L’ESTENSORE IL PRESIDENTE

    DEPOSITATA IN SEGRETERIA

    Il 10/04/2013

    IL SEGRETARIO

    (Art. 89, co. 3, cod. proc. amm.)

  15. aprile 12, 2013 alle 2:57 pm

    da L’Unione Sarda, 12 aprile 2013
    Il Sindacato italiano degli stabilimenti: «Assistiamo al teatro dell’assurdo». Rischia anche l’Emerson. Il caos dei baretti:si prola un nuovo sequestro. (Michele Ruffi): http://www.regione.sardegna.it/rassegnastampa/1_146_20130412084908.pdf

    ____________________________

    da Sardegna Quotidiano, 12 aprile 2013
    Poetto Emerson, il Tar: illegittimo. Salvabaretti, pressing del Pd: http://www.regione.sardegna.it/rassegnastampa/1_56_20130412083639.pdf

    _____________________________

    da La Nuova Sardegna, 12 aprile 2013
    Il Tar manda le ruspe anche all’Emerson. Bocciato il ricorso contro la demolizione. Il sindacato balneari: «Siamo al teatro dell’assurdo, amministrazioni incapaci». (Stefano Ambu)

    CAGLIARI. Quasi tutti i baretti chiusi e sotto sequestro. Ma ora anche il Tar spegne le speranze di una delle attività che finora era riuscita a rimanere aperta: i giudici hanno respinto il ricorso cautelare presentato dai legali del tiotolare dell’Emerson Alessandro Murgia contro il provvedimento del Comune secondo il quale il chioschetto era incompatibile con il piano paesistico regionale. Chiarissima la motivazione: «Il manufatto – dice il Tar, l’estensore è Alessandro Maggio – non presenta i caratteri della precarietá». Ora l’ordinanza di demolizione dovrà essere eseguita, a meno che i legali dell’Emerson non ottengano una sospensiva dal Consiglio di Stato in attesa che il Tar si pronunci sul merito della questione. È l’ultimissima puntata dell’infinito caso Poetto. Per il resto dei chioschetti, i quindici colpiti dal provvedimento di sequestro preventivo scattato sabato scorso ad opera della Procura con i sigilli apposti dalla Guardia costiera, non resta che aspettare. Che cosa? Da una parte la risposta del gip alla richiesta di dissequestro dei manufatti presentata dai legali dei titolari. Dall’altra gli sviluppi della cosiddetta leggina approvata martedì scorso dal consiglio regionale. Su questo versante tutti attendono le mosse del Comune. Le schermaglie a distanza tra Regione e Municipio poche ore dopo il sì al provvedimento (in teoria) “salva baretti” fanno capire che le cose non saranno semplici. La più classica delle corse corso il tempo. La prossima settimana sarà decisiva per capire se la stagione estiva sarà davvero a rischio. Protestano i rappresentanti dei commercianti: «A Cagliari si sta consumando un teatro dell’assurdo – spiega il presidente regionale sindacato italiano balneari, Alberto Bertolotti – l’apice drammatico della incapacità delle amministrazioni locali a gestire un asset territoriale così importante e strategico come il demanio turistico». Nel mirino anche il cambio di gestione in riva al mare: «Avevamo già denunciato – dice Bortolotti – a fine 2009 il grave pericolo in cui la Regione stava mettendo il comparto delle imprese balneari con la cessione della delega amministrativa ai Comuni senza averne prima formato le necessarie competenze e stabilito le risorse». La leggina? Soddisfazione per l’azione bipartisan, ma il Sib ha anche qualcosa da dire: «L’intempestività del provvedimento segna la drammatica diversità di passo tra i tempi della politica e del mondo reale e delle necessità dei nostri territori». Per Gianluigi Molinari, coordinatore della Fiba (Federazione balneari affiliata a Confesercenti) la legge “è un grande passo avanti per permettere agli operatori nelle zone demaniali di poter lavorare risolvendo gran parte dei loro problemi di natura amministrativa”.

  16. aprile 13, 2013 alle 5:25 pm

    da La Nuova Sardegna, 13 aprile 2013
    Poetto, tutti in difesa dell’Emerson. Confcommercio, Confesercenti e Pdl attaccano il Comune, giudicato miope e incoerente nell’applicare la legge. (Stefano Ambu)

    CAGLIARI. Un altro baretto, l’Emerson, che traballa dopo l’ultima sentenza del Tar. E le associazioni che rappresentano gli operatori balneari si arrabbiano. Soprattuto con il Comune. «Qual è la logica o l’interesse pubblico? – attacca Gianluigi Molinari, coordinatore regionale della Fiba-Confesercenti, riferendosi al provvedimento dell’amministrazione che ha poi portato al ricorso dei titolari respinto dal tribunale nei giorni scorsi – è un’attività che dà prestigio a tutta la città, dove approdano molti dei turisti che sbarcano a Cagliari e che ha ottenuto diversi riconoscimenti, un’attività che ha fatto conoscere la spiaggia del Poetto attraverso il sito Tripadvisor.it?». Molinari rincara la dose: «Non parliamo di un palazzo in costruzione- continua- bensì di una struttura turistico-balneare regolarmente autorizzata dallo stesso Comune che nel periodo estivo dà lavoro a 50 persone». Reazioni, tutt’altro che salti di gioia, anche dal Sindacato italiano Balneari (Sib-Confcommercio). «Il 29 maggio 2012 TGCom 24, citando Tripadvisor – spiega il presidente Alberto Bortolotti – definiva il Poetto una delle 10 spiagge più belle d’Italia grazie all’Emerson. Oggi rimaniamo attoniti e sbigottiti per le conseguenze giudiziarie della scelta del Comune di Cagliari di annullare dopo 7 anni una propria concessione edilizia di una struttura come l’Emerson, prestigiosa attività con decine di dipendenti che ora si trova anch’esso a rischio demolizione». Siluri indirizzati verso via Roma, Municipio. “Il Comune di Cagliari – continua – ha aggiunto disastro a disastro: 50 buste paga in fumo, 50 famiglie a casa. E non sono bastati decreti e leggi da parte della Regione per far rinsavire un Comune che brancola nel buio». All’attacco anche il consigliere regionale Carlo Sanjust: «Non si capisce la scelta – spiega in una nota – del comune di Cagliari che annulla, dopo 7 anni, una concessione edilizia di un chiosco in attività con tanto di dipendenti. Mi consta che il Consiglio di Stato abbia accertato l’illegittimità di una concessione edilizia rilasciata a meno di 300 metri dallo stagno (palazzo Gallinara), ma non mi sembra che il Comune abbia annullato tutte le altre concessioni di palazzi che sono stati realizzati a meno di 300 metri dallo stagno».

    ———————-

    da Casteddu online, 12 aprile 2013
    “Il Comune vuole fare chiudere l’Emerson: questa vicenda è uno scandalo”. (Maurizio Bistrusso): http://www.castedduonline.it/comune-vuole-fare-chiudere-lemerson-questa-vicenda-%C3%A8-scandalo

  1. aprile 6, 2013 alle 5:02 pm

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