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La Corte dei conti: “pagate per il disastroso ripascimento del Poetto”.


Cagliari, Poetto, Torre spagnola

Cagliari, Poetto, Torre spagnola

La I Sezione giurisdizionale centrale d’appello della Corte dei conti ha sostanzialmente confermato, avvalendosi del potere di riduzione (in primo grado ben 4,8 milioni di euro), le condanne intervenute in primo grado per la vicenda dello scandaloso“ripascimento” del Poetto (Cagliari) al termine del procedimento apertosi l’11 novembre 2011 e dopo le richieste del Procuratore generale della Corte dei conti.

Undici fra “esperti”consulenti, amministratori e funzionari pubblici sono stati condannati al risarcimento in favore dell’Erario dell’importo complessivo pari a 2 milioni 870.575 euro (478.429 euro a titolo di danno d’immagine) in sede di appello, tre sono stati assolti.

Per il biologo Luigi Aschieri – non appellante – la condanna era già diventata esecutiva.

Quattordici fra “esperti”consulenti,amministratori e funzionari pubblici avevano ricorso in appello avverso la pesante sentenza di condanna da parte della Sezione giurisdizionale sarda della Corte dei conti (sent. 21 luglio 2009, n. 1003) al termine del procedimento per danno erariale relativo all’operazione di “ripascimento” della spiaggia.

Cagliari, spiaggia del Poetto con il "ripascimento"

Cagliari, spiaggia del Poetto con il “ripascimento”

Infatti, respinte tutte le eccezioni sollevate dalla difesa, con sentenza Sez. Giurisdizionale Corte dei conti Sardegna, 18 settembre 2008, n. 1830 era stato confermato che (art. 313, comma 6°, del decreto legislativo n. 152/2006 e successive modifiche ed integrazioni) anche il danno ambientale è competenza della Corte dei conti quando sia stato provocato da soggetti sottoposti alla competenza della Corte dei conti (amministratori, funzionari pubblici, ecc.).

Come si ricorderà, la Corte di Cassazione nel luglio 2011 aveva confermato quanto già stabilito dalla Corte d’Appello di Cagliari: assolti i ricorrenti per l’intervento salvifico della santa prescrizione, come era fra le previsioni.   Sarà però il giudice civile a decidere sul risarcimento del danno e sul pagamento delle spese legali delle parti civili costituite, fra cui le associazioni ecologiste Gruppo d’Intervento Giuridico e Amici della Terra, che avevano inoltrato i primi esposti in sede penale ed erariale (marzo e luglio 2002), contribuendo all’avvio delle azioni penali ed erariali.

Le associazioni ecologiste Gruppo d’Intervento Giuridico e Amici della Terra esprimono forte soddisfazione per l’operato della magistratura erariale e riconoscimento per il grande lavoro fatto dalla magistratura penale, pur essendo stato solo parzialmente utile, in attesa che un (bel) po’ di giustizia sia fatta per il Poetto e per i cagliaritani.

Amici della Terra e Gruppo d’Intervento Giuridico

 

 

anatre_in_voloQui Il conto salato di una spiaggia devastata dal “ripascimento”, al Poetto di Cagliari (danno erariale e danno all’immagine), sulla rivista telematica di diritto ambientale Lexambiente.

 

 

Cagliari, Poetto, ripascimento

Cagliari, Poetto, ripascimento

 

 

da L’Unione Sarda on line, 8 febbraio 2013

Poetto, “un danno da tre milioni di euro”.   Sentenza d’appello della Corte dei Conti.

Tra i condannati al rimborso per i danni del ripascimento anche l’ex presidente della Provincia, Sandro Balletto, e l’allora assessore ai Lavori pubblici, Renzo Zirone. Nella prima sentenza il danno era stato quantificato in quasi cinque milioni di euro.

Un risarcimento da 2 milioni 870.575 euro. In primo grado il giudice aveva quantificato in 4 milioni 784.292 euro il danno. E’ quanto ha deciso la prima sezione giurisdizionale centrale di appello della Corte dei Conti confermando (riducendo gli importi) le condanne per i responsabili del ripascimento del 2002 nella spiaggia del Poetto. Nella sentenza della Corte dei Conti, presieduta da Vito Minerva, ha quantificato in 2 milioni 870.575 euro, 478.429 dei quali a titolo di danno d’immagine, il danno patrimoniale riconosciuto alla Provincia di Cagliari.

L’allora presidente della Provincia, Sandro Balletto, dovrà restituire 143.528 euro. L’ex assessore Renzo Zirone 287.057, così come Antonello Gellon, geologo della commissione di monitoraggio dell’intervento. Questi gli altri importi da risarcire: il direttore dei lavori Salvatore Pistis 574.115 euro, un altro direttore dei lavori Andrea Gardu 430.586 così come il responsabile del procedimento Lorenzo Mulas, Andrea Atzeni, Paolo Orru e Giovanni Serra, tecnici addetti al monitoraggio, dovranno pagare 191.372 euro ciascuno, i consulenti della Provincia Paolo Colantoni e Leopoldo Franco ne dovranno sborsare 71.765.

In Appello sono stati assolti Gian Paolo Ritossa e Mario Concas della commissione di collaudo, e l’altro responsabile del procedimento, Sandro Cabras.

Cagliari, spiaggia del Poetto con il "ripascimento"

Cagliari, spiaggia del Poetto con il “ripascimento”

(foto S.D., archivio GrIG)

  1. febbraio 8, 2013 alle 5:29 pm

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  2. febbraio 8, 2013 alle 5:44 pm

    Le condanne sono un grave errore che si ripercuoterà nel futuro della spiaggia. Mi ricordo di una pratica di autorizzazione che avevo chiesto e che non andava avanti perchè nessuno voleva assumersi responsabilità. Basta un ricorso per bloccare tutto e mandare una buona azione come il ripascimento a carte quarantotto.

    • febbraio 8, 2013 alle 7:47 pm

      e sì, proprio un gran successo il “ripascimento” del Poetto..ma per carità!

      • febbraio 9, 2013 alle 12:16 am

        Qual era l’alternativa, lasciare che l’acqua, ormai arrivata quasi alla strada alla “prima fermata”, arrivasse alla rotonda di Viale Lungo Saline? Voi cosa avreste proposto?

  3. febbraio 8, 2013 alle 8:06 pm

    da CagliariPad, 8 febbraio 2013
    Ripascimento, danno da quasi 3 milioni di euro. La Corte dei Conti conferma le condanne.
    In appello dimezzate le sanzioni chieste in primo grado per l’intervento che ha cambiato il Poetto. L’ex presidente Balletto dovrà pagare oltre 140mila euro: http://www.cagliaripad.it/news.php?page_id=1191

    __________________________

    da Sardinia Post, 8 febbraio 2013
    Poetto, pioggia di condanne per il ripascimento 2002: imputati dovranno pagare danni per quasi tre milioni: http://www.sardiniapost.it/cronaca/poetto-pioggia-di-condanne-per-il-ripascimento-2002-imputati-dovranno-pagare-danni-per-quasi-tre-milioni/

    _________________________

    da Casteddu online, 8 febbraio 2013
    Ripascimento Poetto, danno da tre milioni: ecco i nomi di chi dovrà pagare: http://www.castedduonline.it/ripascimento-poetto-danno-da-tre-milioni-ecco-nomi-chi-dovr%C3%A0-pagare

    ____________________________

    da Cagliari.Globalist, 8 febbraio 2013
    Il ripascimento, quel “disastro di incalcolabile entità”.
    Il vero dramma del Poetto risale al 2002. Le polemiche sui baretti in confronto a quel drammatico ripascimento non sono nulla: http://cagliari.globalist.it/Detail_News_Display?ID=50732&typeb=0&Il-ripascimento-quel-disastro-di-incalcolabile-entita-

  4. febbraio 9, 2013 alle 11:12 am

    Stefano :

    Qual era l’alternativa, lasciare che l’acqua, ormai arrivata quasi alla strada alla “prima fermata”, arrivasse alla rotonda di Viale Lungo Saline? Voi cosa avreste proposto?

    hai mai visto l’acqua in Viale Poetto? Caso più unico che raro.
    Il progetto di ripascimento è stato realizzato in maniera ben diversa per tipologia della sabbia, modalità, tempistica e il disastro è stato compiuto.
    Avrebbe avuto effetti comunque limitati nel tempo, infatti a 10 anni di distanza la spiaggia ha sostanzialmente la stessa estensione precedente.
    La spiaggia è un ambiente unico, emersa e – soprattutto – sommersa e il problema risiede nei 2-3 milioni di metri cubi di sabbia dragata a mare, a circa 2 miglia al largo, fino agli anni ’70 del secolo scorso per utilizzarla a fini edilizi.
    Si è così formata una vera e propria “trincea” che pian piano il mare sta colmando, grazie all’erosione della spiaggia emersa.
    Ormai è un fenomeno ampiamente studiato e conosciuto.
    Le alternative sono il “ripascimento” della spiaggia emersa, con mille cautele temporali e metodologiche, o, con le stesse cautele, della spiaggia sommersa.
    E’ necessario comunque il preventivo procedimento di valutazione di impatto ambientale, che – a puro titolo di cronaca – avevamo chiesto invano anche prima dello sciagurato “ripascimento” del 2002.

    • febbraio 9, 2013 alle 3:49 pm

      Certo che ho visto la spiaggia, la frequento sempre d’estate. Conosco bene la storia, di sabbia ne è stata prelevata in quantità anche a Geremeas, anche se li andavano coi barconi piuttosto che con la draga.
      Il problema è che la sabbia stava sparendo, ingoiata dalle voragini lasciate dalle draghe. Adesso si è ridotta quasi come prima del ripascimento, ma cosa sarebbe successo se neanche si fosse fatto quello che è stato fatto nel 2002? Sicuramente l’acqua arriverebbe alla strada, adesso! Le condizioni dell’erosione rimarranno in essere per moltissimo tempo ancora.
      Non sarebbe servito all’arenile mettersi a valutare quali cautele prendere o valutare l’impatto ambientale. Il ripascimento andava fatto e quella adottata era l’unica soluzione possibile, nonostante la difformità dalla sabbia autoctona. Per avere il Poetto come prima bisognerebbe prelevare la rena da altre spiagge, proposta ovviamente irricevibile. Il risultato è che nessuno in futuro si prenderà di nuovo in carico di ripascere il Poetto. Stanno litigando fra chi vuole smontare i baretti e chi li vuole lasciare al suo posto, figuriamoci se si riparla di ripascimento! Povero Poetto!

      • febbraio 9, 2013 alle 5:10 pm

        dei “se” e dei “ma” sono piene le fosse, ciò non toglie che sia stato fatto un bel disastro.

  5. febbraio 9, 2013 alle 11:24 am

    da La Nuova Sardegna, 9 febbraio 2013
    Ripascimento, condannati a risarcire. Balletto, Zirone e gli altri responsabili dei danni arrecati alla spiaggia del Poetto dovranno pagare quasi tre milioni.

    CAGLIARI. I responsabili del ripascimento della primavera 2002 nella spiaggia cagliaritana del Poetto sono stati condannati dalla prima sezione giursdizionale centrale di appello della Corte dei Conti, presieduta da Vito Minerva a pagare i danni arrecati al litorale della città con lo sciagurato intervento del 2002. Il risarcimento è stato quantificato in due milioni 870.575 euro, 478.429 dei quali a titolo di danno d’immagine. I condannati dovranno pagare di tasca non appena il legale della Provincia metterà la sentenza in esecuzione. Per loro resta la speranza legata a un ricorso per Cassazione, che però non sospenderà l’esecutività della decisione. I giudici hanno così sostanzialmente confermato la pronuncia della sezione giurisdizionale della Corte dei conti della Sardegna. Fra i condannati figurano l’ex presidente della Provincia di Cagliari Sandro Balletto e l’allora assessore provinciale ai Lavori pubblici, Renzo Zirone. Per Andrea Atzeni, Paolo Orru e Giovanni Serra, i tecnici addetti al monitoraggio che attestarono il buon esito dell’intervento sulla spiaggia, la somma richiesta è di 191.372 euro ciascuno. Per i consulenti della Provincia Paolo Colantoni e Leopoldo Franco il risarcimento è stato quantificato in 71.765 euro ciascuno. Il giudice d’appello ha assolto invece Gian Paolo Ritossa e Mario Concas della commissione di collaudo e l’altro responsabile del procedimento, Sandro Cabras. In primo grado la Corte dei conti aveva condannato il biologo Luigi Aschieri, che non aveva ricorso in appello e che ora dovrà pagare la sua parte di risarcimento. Nel marzo 2002 la Provincia di Cagliari gestì l’appalto che assegnava i lavori, con un intervento statale di protezione civile finanziato con 30 miliardi di vecchie lire. In pochi giorni la draga olandese Antigoon sparò sulla spiaggia bianca del Poetto tonnellate di sabbia grigia pescata dai fondali del golfo, provocando quello che nel 2007 l’allora procuratore regionale della Corte dei Conti, Mario Scano, definì «un disastro di incalcolabile entità sotto il profilo ecologico e ambientale, in dipendenza della devastazione non reversibile in gran parte del litorale costiero e del deturpamento di una bellezza naturale assoggettata a vincolo». Quando apparve chiaro che la spiaggia aveva cambiato aspetto, diventando grigia, amministratori, esperti ed esecutori dell’opera si affrettarono ad assicurare che il colore sarebbe tornato bianco dopo qualche mareggiata, previsione che negli anni non ha trovato conferma. La nuova sentenza ha ridotto del 40 per cento il danno patrimoniale riconosciuto alla Provincia di Cagliari, che il giudice di primo grado aveva quantificato in quattro milioni 784.292 euro. Balletto – nel processo penale condannato in primo grado per danneggiamento aggravato e poi assolto in appello nel 2009 – dovrà restituire 143.528 euro. Per Zirone (condannato in primo grado nel 2008 per abuso d’ufficio e danneggiamento, reati poi dichiarati prescritti in appello l’anno successivo) il risarcimento dovuto è stato quantificato in 287.057 euro, esattamente quanti ne dovrà pagare Antonello Gellon, geologo della commissione di monitoraggio dell’intervento, che era stato processato per falso ideologico e assolto in primo grado. L’importo più oneroso è quello richiesto al direttore dei lavori Salvatore Pistis (condannato a tre anni in primo grado, reato prescritto): sono ben 574.115 euro. Andrea Gardu (stessa condanna in primo grado, poi reato dichiarato prescritto in appello), altro direttore dei lavori, dovrà pagarne 430.586, tanti quanti Lorenzo Mulas, responsabile del procedimento. Nel corso del procedimento contabile erano stati disposti sequestri di beni, in previsione di una probabile condanna al pagamento dei danni. Ora è arrivato il momento dei conti finali.

    • Giovanni
      febbraio 9, 2013 alle 4:34 pm

      mi chiedo come sia stato possibile assolvere i collaudatori cioè coloro che hanno collaudato con esito positivo i lavori se il ripascimento era stato fatto male perchè hanno collaudato positivamente l’opera ? poichè il collaudo era in corso d’opera potevano far interrompere i lavori. Da queste considerazioni si capisce che la sentenza è farlocca e assurda e si presta ad una sentenza politica più che tecnica. Aschieri si dice che era stato già condannato perchè non ha fatto ricorso. Quindi deve pagare oltre 5 milioni di euro o no ? Non può essergli applicata la stessa condanna di chi ha fatto ricorso. Pertanto lo Stato non i cagliaritani ricava dal Poetto oltre 5 milioni di euro a cui si aggiunge il 50 % per i nuovi condannati. Cioè quasi 8 milioni di euro. E’ così ? ma nulla arriva alla spiaggia che resta così alla mercè dell’erosione. Forse sto sbagliando ?

  6. Giovanni
    febbraio 9, 2013 alle 5:50 pm

    gruppodinterventogiuridicoweb :
    attendi il deposito delle motivazioni e leggile, poi potrai farti un’idea.

    la sentenza è stata pubblicata ? e dopo la pubblicazione occorre aspettare anche le motivazioni ? sembra dalla risposta che tu sappia le motivazioni o mi sbaglio e se le conosci perchè non rispondi ? comunque condividi che dovevano essere condannati anche i collaudatori ? altrimenti non ha senso la condanna generale. Mi rispondi, ovviamente se sai le cose, sicuramente più di me. Non credi che quello che scrive la Nuova sia non esatto non si capisce più nulla di ciò che è avvenuto.
    Grazie

    • febbraio 9, 2013 alle 7:09 pm

      è stato depositato il “dispositivo” della sentenza, in seguito saranno depositate le “motivazioni”, allora si potranno leggere gli argomenti posti a base di una condanna o di un’assoluzione ed eventualmente si potranno criticare.

  7. Giovanni
    febbraio 9, 2013 alle 5:54 pm

    Stefano :
    Certo che ho visto la spiaggia, la frequento sempre d’estate. Conosco bene la storia, di sabbia ne è stata prelevata in quantità anche a Geremeas, anche se li andavano coi barconi piuttosto che con la draga.
    Il problema è che la sabbia stava sparendo, ingoiata dalle voragini lasciate dalle draghe. Adesso si è ridotta quasi come prima del ripascimento, ma cosa sarebbe successo se neanche si fosse fatto quello che è stato fatto nel 2002? Sicuramente l’acqua arriverebbe alla strada, adesso! Le condizioni dell’erosione rimarranno in essere per moltissimo tempo ancora.
    Non sarebbe servito all’arenile mettersi a valutare quali cautele prendere o valutare l’impatto ambientale. Il ripascimento andava fatto e quella adottata era l’unica soluzione possibile, nonostante la difformità dalla sabbia autoctona. Per avere il Poetto come prima bisognerebbe prelevare la rena da altre spiagge, proposta ovviamente irricevibile. Il risultato è che nessuno in futuro si prenderà di nuovo in carico di ripascere il Poetto. Stanno litigando fra chi vuole smontare i baretti e chi li vuole lasciare al suo posto, figuriamoci se si riparla di ripascimento! Povero Poetto!

    condivido quello che scrive Stefano, l’acqua arrivava alla strada, solo chi risponde a Stefano non l’ha vista !!!!

    • febbraio 9, 2013 alle 7:12 pm

      con le mareggiate l’acqua arriva oggi alla strada, anche alla 7^ fermata, per esempio. E ci rimane.
      Prima del “ripascimento” arrivava con qualche rara mareggiata di grande intensità e poi si ritirava.
      Ora, purtroppo, la spiaggia è molto meno permeabile.

      • febbraio 12, 2013 alle 2:39 pm

        Cerchiamo di non arrampicarci sugli specchi, l’acqua che arriva dalle mareggiate è un’altro discorso. Era sotto gli occhi di tutti che piano piano la spiaggia si stava erodendo e che l’acqua stava arrivando alla strada, anche quando c’era calma piatta.

  8. Giovanni
    febbraio 9, 2013 alle 6:09 pm

    Dalla NUOVA
    “Nel corso del procedimento contabile erano stati disposti sequestri di beni, in previsione di una probabile condanna al pagamento dei danni. Ora è arrivato il momento dei conti finali.”
    se questo fosse vero è un fatto gravissimo !!! ma Gellon era della Commissione di monitoraggio ? nel penale lui è stato assolto e gli altri tre o quattro condannati, io non ci capisco più nulla , ma da dove ha preso le notizie la Nuova Sardegna ? E’ il caso di dire: che casotto !!!

  9. Giovanni
    febbraio 9, 2013 alle 7:42 pm

    gruppodinterventogiuridicoweb :
    è stato depositato il “dispositivo” della sentenza, in seguito saranno depositate le “motivazioni”, allora si potranno leggere gli argomenti posti a base di una condanna o di un’assoluzione ed eventualmente si potranno criticare.

    siete GRANDI, bravissimi sapete le cose prima degli interessati e che siano pubblicate. Ottimo lavoro negli interessi della collettività. Complimenti.

    • febbraio 9, 2013 alle 7:58 pm

      Giovanni, con tutto il rispetto, non hai capito niente: noi non conosciamo le motivazioni della sentenza e non si capisce da dove tiri fuori simili affermazioni.
      In questo articolo – come è chiaramente comprensibile da chiunque – c’è la notizia relativa alla sentenza di secondo grado della Corte dei conti sul “ripascimento” del Poetto.
      Se vuoi, vai sul sito http://www.corteconti.it fra qualche settimana e cercala, così ti leggerai le motivazioni e, se riterrai opportuno, le potrai criticare a ragion veduta.

    • Occhio nudo
      febbraio 9, 2013 alle 11:02 pm

      prima si rende noto il “dispositivo” e poi le motivazioni, in genere funziona così, non bisogna essere spie del kgb per saperlo, basta studiare un po’ di diritto. E prima di scrivere a vanvera, basta informarsi.

  10. febbraio 10, 2013 alle 12:51 pm

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  11. Giovanni
    febbraio 11, 2013 alle 7:03 am

    fabioargiolas :
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    a me così non risulta. Questo è quello che avviene in sede penale. Il dispositivo della Corte dei Conti contiene già tutte le motivazioni, ma che dite ??!?!? Ho capito che non avete argomentazioni per chi è stato assolto cioè i collaudatori in corso d’opera, mi chiedo e Vi domando se l’opera è stata realizzata e collaudata significa che è stata fatta a regola d’arte o no ?

    • febbraio 11, 2013 alle 2:41 pm

      Giovanni, abbi pazienza e cerca – soprattutto – di aver rispetto per il prossimo, leggiti qualcosa sull’argomento e fatti almeno un’infarinatura sulla materia.
      Poi ne riparliamo.
      Qui puoi leggere qualcosina per avere una prima idea: http://www.fanpage.it/il-giudizio-di-responsabilita-amministrativo-contabile-presso-la-corte-dei-conti-principi-generali/ .
      Se vuoi, vai sul sito http://www.corteconti.it fra qualche settimana e cercala, così ti leggerai le motivazioni della sentenza e, se riterrai opportuno, le potrai criticare a ragion veduta.

      • Giovanni
        febbraio 11, 2013 alle 4:32 pm

        a me interessa sapere ed è evidente che non sarà scritto nella sentenza se non sinteticamente, perchè sono stati assolti i collaudatori, non per l’incongruenza per la chiamata in causa dalla stessa Corte dei Conti, ma perchè hanno collaudato l’opera ossia la regolare esecuzione della stessa rispetto al progetto. Punto, nessuno risponde o esprime idee in questo senso. Qual’è il vs. parere, ripeto al di la della sentenza. Come sia possibile che un opera sia collaudata e la direzione lavori o chi altri debbano rispondere di un lavoro fatto male. manco di rispetto il prossimo chiedendo toccando questo argomento.

      • febbraio 11, 2013 alle 6:09 pm

        Giovanni, non rigirare la frittata: manchi di rispetto verso chi ti risponde facendo affermazioni destituite di fondamento e adombrando “nebbie”, “reticenze” e “complotti” che non esistono se non nella tua testa: come ti è stato già detto, quando saranno depositate le motivazioni della sentenza di secondo grado della Corte dei conti (Sezione giurisdizionale centrale di appello) potrai leggertela e soddisfare tutte le tue curiosità. Troverai gli argomenti a sostegno delle condanne e delle assoluzioni.
        E gli unici argomenti che contano sono quelli che ritroveremo come motivazioni della sentenza.

  12. Giovanni
    febbraio 12, 2013 alle 7:01 am

    gruppodinterventogiuridicoweb :
    Giovanni, non rigirare la frittata: manchi di rispetto verso chi ti risponde facendo affermazioni destituite di fondamento e adombrando “nebbie”, “reticenze” e “complotti” che non esistono se non nella tua testa: come ti è stato già detto, quando saranno depositate le motivazioni della sentenza di secondo grado della Corte dei conti (Sezione giurisdizionale centrale di appello) potrai leggertela e soddisfare tutte le tue curiosità. Troverai gli argomenti a sostegno delle condanne e delle assoluzioni.
    E gli unici argomenti che contano sono quelli che ritroveremo come motivazioni della sentenza.

    prendo atto che non rispondete perchè è agli occhi di tutti questa incongruenza ! “nebbie”, “reticenze” e “complotti” che sono solo nella vostra testa e non nella mia dimostrano un a vostra grande coda di paglia. Non è che siete collaudatori o amici dei collaudatori, se anche fosse perchè non esprimere la vs. opinione, liberamente. Avete dimiostrato più volte di non sapere di geomorfologia, geologia, idrogeologia, ingegneria, architettura, vulvnologia, sismica, biologia, ecc. eppure avete parlato e discusso di questi argomenti quasi al pari degli esperti. Leggerò la sentenza certo, ma ripeto a me interessava il vs. parere. Chiuso, grazie lo stesso.

    • febbraio 12, 2013 alle 3:01 pm

      quosque tandem abutere, Johannes, patientia nostra?
      Giovanni, prendiamo atto che sei un ignorante, nel senso etimologico del termine: ignori e non t’interessa informarti, non conosci uno straccio di procedura davanti alla Corte dei conti eppure trinci giudizi, pontifichi, tagli i panni addosso.
      Sei presuntuoso e intollerante.
      Per tua informazione gli Amici della Terra e il Gruppo d’Intervento Giuridico sono proprio le associazioni ecologiste che hanno provveduto a segnalare alla Procura della Corte dei conti (e a quella ordinaria) gli effetti del “ripascimento” fin dall’inizio dei lavori (marzo 2002).
      Non abbiamo nulla a che fare con collaudatori, progettisti, esperti, ecc.
      Secondo noi, una qualsiasi sentenza si può criticare solo quando se ne conoscono le motivazioni. Ti abbiamo detto più volte come e quando potrai trovare le motivazioni della sentenza, ma a te non interessa minimamente.
      Rimani nelle tue certezze, ma qui, a questo punto, il tuo contributo alla discussione è inutile.

  13. febbraio 12, 2013 alle 4:59 pm

    Stefano :

    Cerchiamo di non arrampicarci sugli specchi, l’acqua che arriva dalle mareggiate è un’altro discorso. Era sotto gli occhi di tutti che piano piano la spiaggia si stava erodendo e che l’acqua stava arrivando alla strada, anche quando c’era calma piatta.

    è sotto gli occhi di tutti il risultato disastroso del “ripascimento” del 2002.
    Vuoi negarlo?

    • febbraio 14, 2013 alle 9:52 am

      Anche se vi è stato danno (io non la vedo così tragica) voi vi state rifiutando di capire che non c’erano alternative. la soluzione è stata inferiore al danno che si stava compiendo 8la scomparsa della spiaggia). La sentenza si rivelerà il vero disastro per le future decisioni per la spiaggia, chissà se e quando rivedremo un ripascimento. Rispondete a questa semplice domanda: preferite il sabbione grigio topo o niente (cioè vedere l’acqua che arriva alla strada e ricordare la spiaggia che fu)?
      Questa sentenza è paragonabile a quella del terremoto de L’Aquila che ha visto alla sbarra coloro che si resero “rei” di non aver avvisato in tempo la popolazione.

      • febbraio 14, 2013 alle 3:11 pm

        Stefano, veramente sei tu che non leggi: in più occasioni abbiamo detto che un intervento di “ripascimento” può anche esser fatto, valutando preventivamente sul piano ambientale il progetto specifico.
        E’ necessario il preventivo procedimento di V.I.A., nel caso specifico non effettuato per evitare di perdere i finanziamenti.
        Abbiamo effettuato parecchie azioni legali in proposito, non trovando ascolto presso le amministrazioni pubbliche competenti. E questi sono i risultati.
        Quanto alla sentenza di appello della Corte dei conti, attendi le motivazioni anche tu, poi eventualmente potrai criticare.

  14. Giovanni
    febbraio 15, 2013 alle 5:42 pm

    se non ricordo male la giunta con assessore Guadagnini ritenne che non era necessaria la VIA ma solo uno studio di incidenza ambientale. Così potè presentare e finanziare il progetto entro il 31 dicembre per non perdere i finanziamenti. L’allora CTR regionale dei LL.PP. non deliberò in merito al progetto e successivamente fu modificato su richiesta del comune di Cagliari con la previsione della possibilità di un prelievo di sabbia da mare. Nel progetto originario affinchè fosse cantierabile si indicarono alcune cave che possedevano le caratteristiche di quelle del Poetto, ma in realtà quanto previsto in progetto per errori tecnici del frettoloso progettista, la sabbia del Poetto non era compatibile con quelle delle cave indicate e soprattutto con le granulometrie indicate. La scelta dll’area del prelievo a mare è stata indicata per contratto dll’impresa e autorizzata dal Ministero Ambiente-Protezione civile. La spiaggia grazie al ripascimento bello o brutto che sia ha resistito per ben 11 anni contro le previsioni dei modelli matematici di 9 anni. Senza ripascimento avremo avuto il collegamento diretto con il mare e le saline. Non sarebbe stata una cosa negativa perchè avrebbe seguito l’evoluzione morfologica di questa Era che prevede un innalzamento continuo del livello dei mari e finalmente avremo avuto (sic) l’unità del comprensorio saline-Poetto. I migliori esperti nazionali hanno testimoniato in penale l’efficacia dell’opera e uno dei CTU ha dovuto ammettere in udienza che la sua perizia era errata riguardo al fuso granulometrico di progetto e pertanto colore e granulometria delle sabbie sarebbero conformi con quelle di progetto non con quelle native. Sono d’accordo con Stefano, sicuramente il ripascimento è stato rapido (due mesi invece di 2 anni) ci sono stati errori o paure della direzione lavori di interrompere i lavori per le riserve e i risarcimenti che avrebbe chiesto l’impresa essendo detti lavori fatti secondo progetto seppure non condivisibile, ma oggi si può parlare ancora del Poetto di una spiaggia bella o brutta che sia che esiste, seppure con eternit, plastica, cicche, e altre schifezze. Il livello sperimentale del ripascimento, proprio a causa della non conoscenza di dati meteomarini , proprio per questo sperimentale, poteva andare incontro a esiti negativi o positivi. Era un esperimento abbastanza limitato su di una zona con l’immissione di sabbia pari al 10-13 % del deficit rilevato dagli studiosi. La sabbia poteva scomparire magari dopo due mesi o dopo 11 anni così com è avvenuto. Questo dato di 11 anni è importante perchè se si dovesse fare un ripascimento totale della spiaggia si dovrebbe ripetere periodicamente ogni 7-8 anni, questo è un dato eccezionale. Nessun ripascimento ha una così lunga efficacia. A questo punto la domanda sorge spontanea è meglio condannare le negligenze penalmente e civilmente e quindi dichiarare la morte della spiaggia o continuare ad avere una spiaggia seppure non bella quanto quella che era prima (che solo alcuni 90enni hanno visto) che la sabbia fosse asportata per uso costruttivo di Cagliari e hinterland.Ad ognuno la sua opinione, ma lasciamo da parte magistratura e Corte dei Conti, poco credibili se si considerano le sentente contrapposte perchè contrarie nel giudizio di alcuni condannati che poi vengono assolti e poi di nuovo condannati. Su questo pressapochismo preferisco il ripascimento e una spiaggia grigio topo ma che ancora esiste. Questa è la mia opinione sulla base di quanto è accaduto e avuto modo di approfondire..

    • febbraio 15, 2013 alle 9:57 pm

      Giovanni, non ho 90 anni, ne sono molto lontano e molto probabilmente non ci arriverò mai.
      Eppure ho conosciuto il Poetto con la sabbia finissima, come cipria.
      Bianca come la luna d’inverno.
      Il mare non era – e non è ora – in procinto di far tutt’uno con le Saline.
      A questo punto fai pensare a interessi diretti nel campo.
      Se avessero fatto il procedimento di V.I.A. probabilmente non sarebbe stato fatto quello scempio che è stato fatto.
      In ogni caso, se fossero stati rispettati progetto e capitolato, non vi sarebbero state condanne.
      Ricordo che in sede penale parecchi se la sono cavata con la prescrizione, non con l’assoluzione.
      E c’è una bella differenza.
      Non lo vuoi capire, ma è un problema tuo, in sede erariale la condanna c’è stata e prima di criticarla dovresti leggerti le motivazioni, quando saranno pubblicate.
      Non vuoi capire che in sede penale vi sono condanne quando si accerta l’esistenza del “dolo” nell’azione lesiva del bene tutelato, mentre in sede erariale avvengono quando si accerta l’esistenza del “dolo” o della “colpa grave”.
      E’ una “base” diversa, prevista dalla legge.
      Il vero “pressapochismo” è criticare senza conoscere. Per quale motivo, poi?

      Stefano Deliperi

      • Giovanni
        febbraio 16, 2013 alle 4:34 pm

        adesso sei tu caro Stefano Deliperi a non capire o a non leggere quanto scrivono altri, in merito alla VIA, ho scritto che nel periodo che dell’approvazione del progetto la VIA non era obbligatoria e pertanto la Provincia di Cagliari – Assessore Guadagnini- ritenne sufficiente uno studio di incidenza ambientale secondo la normativa di legge vigente, il Comitato tecnico regionale dei lavori pubblici chiamato ad esprimersi sul progetto valuto la problematica solo e unicamente concentrandosi sulla strada richiedendo accorgimenti poichè nel progetto la sede stradale era a una quota inferiore al livello mare. Sulla spiaggia auspicò uno studio più adeguato sulle correnti marine e un maggior approfondimento di impatto ambientale circa le sabbie da terra da utilizzare. Poichè era un suggerimento la Provincia, anche per non perdere il finanziamento, decise che l’incidenza ambientale era sufficiente. Ti è chiaro questo. Circa la sabbia color cipria io solo in parte l’ho vista vicino ai casotti in prox dell’ospedale marino, sai sono anziano ma non rimbambito e forse ho frequentato più di te il Poetto, dopo l’eliminazione dei casotti la sabbia, quella bianca non cipria che non esiste in natura, è scomparsa assai rapidamente portando il litorale in totale degrado, da qui la necessità di un intervento di protezione civile. Come hai già detto tu con i se o con i ma non si fa il ripascimento o si salva il poetto pertanto se fosse stato fatto la VIA non è detto che avremo avuto un progetto di ripascimento più corretto anche se è pur vero che il progetto era molto carente. Le sabbie di cava più simili a quelle del Poetto si trovano nella zona di Florinas e per questo non proponibili, questo è scritto anche sul progetto quelle della cava più vicina a cagliari sono sabbie mioceniche che rappresentano un habitat che nulla a che vedere con quelle del Poetto- Infatti durante e dopo il ripascimento qualche gruppo di persone che volevano speculare promosse l’opzione di portare le sabbie dalla Tunisia, diverse nel colore, nelle forme di vita esistenti, inquinanti il nostro habitat, ma dorate… per chi faceva l’affare naturalmente. Circa sentenze Penali e della Corte dei conti, anche se è forte la mia ignoranza, mi pare che un danno si realizzi quando esiste il nesso di casualità tra l’azione posta in essere e il danno prodotto, bene per alcuni prescritti o condannati come al contrario tu affermi, in sede penale non è stato rilevato, così come in sede di Corte dei conti in quanto alcuni documenti non hanno prodotto o contribuito a produrre azioni censurabili penalmente o per l’erario. Certo è se vi fosse stato un controllo più attendo della direzione lavori e/o della commissione di collaudo in coro d’opera o di colui che era addetto al controllo in draga, almeno quei grossi sassi sulla spiaggia potevano essere evitati, CIrca le dichiarazioni della conformità delle sabbie al capitolato dichiarata dalla D.L e dalla Commissione di monitoraggio il 20 aprile 2002 e dalla Commissione di monitoraggio il 22 di aprile, erano basate sulle analisi compiute dalla DL i cui risultati erano conformi al progetto. Non a caso la Corte dei conti oggi condanna, correttamente, il controllore in draga che invece era stato assolto nel penale. Ovviamente questa ultima condanna motiverà il motivo della condanna che sarà veramente interessante conoscere. Circa la prescrizione, permettimi io sono più garantista, non significa condanna per chi ne ha fruito al contrario è la manifestazione dell’incuranza della Magistratura a giudicare in tempi ragionevoli gli imputati, perchè ha lasciato trascorrere così tanto tempo ? non risulta agli atti che artefici del trascorrere del tempo siano stati gli imputati dandosi malati o acquisendo il consenso per perizie, ecc. Scusate per essermi dilungato e degli errori di battitura.

      • febbraio 16, 2013 alle 4:48 pm

        sì, Giovanni, sei molto lungo.
        Il noto progetto di salvaguardia (finanziato con 15,494 milioni di euro – 30 miliardi di lire: 50 % fondi nazionali protezione civile + 50 % fondi comunitari Q.C.S. 1994-1999, P.O. “protezione civile”) era giustamente finalizzato al miglioramento delle condizioni ambientali del litorale e prevedeva quali elementi condizionanti del provvedimento di approvazione della valutazione di incidenza ambientale (art. 5 del D.P.R. n. 357/1997) e della verifica preventiva procedimento di V.I.A. (artt. 10 del D.P.R. 12 aprile 1996 e 31 della legge regionale n. 1/1999 e successive modifiche ed integrazioni) principalmente la completa asportazione della vecchia strada litoranea nel tratto interessato dai lavori (circa 5,5 km.), il ripristino del sistema dunale e della pineta con una serie di prescrizioni vincolanti (determinazioni Assessorato regionale difesa ambiente n. 3152 del 9 novembre 1999, n. 1861/VIII del 18 settembre 2001 e n. 1893/V del 21 settembre 2001).
        La procedura di V.I.A. – che avevamo chiesto come Gruppo d’Intervento Giuridico e Amici della Terra – non venne svolta, la completa asportazione della strada non l’abbiamo mai vista, il ripristino del sistema dunale e della pineta men che meno.
        Spero che questo ti sia chiaro.
        Su sentenze e altro non mi ripeto.

        Stefano Deliperi

  15. Giovanni
    febbraio 16, 2013 alle 4:41 pm

    chiedo scusa, che fine ha fatto Aschieri della Comm. di monitoraggio? ha pagato per la condanna erariale ?
    Grazie.

  16. Giovanni
    febbraio 16, 2013 alle 5:06 pm

    gruppodinterventogiuridicoweb :
    .
    Spero che questo ti sia chiaro.
    Stefano Deliperi

    se mi permetti sono io che ho chiarito perchè non si è fatto la VIA e tu l’hai confermato. Del fatto che amici della Terra o Gruppo d. intev. giuridico lo avessero giustamente richiesto lascia il tempo che trova perchè se ne potevano infischiare. Comunque la cosa più grave è che non siano state fatte dalla Provincia nel progetto di ripascimento le dune di retrospiaggia malgrado il finanziamento lo prevedesse. Come sono stati utilizzate quei soldi, sono stati spesi ?

    • febbraio 16, 2013 alle 5:20 pm

      capisco, Giovanni, che scrivere a lungo magari comporta non leggere quanto scrivono gli altri, ma che non fosse stato svolto il procedimento di V.I.A., pur richiesto, l’avevo detto da un bel pezzo.
      No, non se ne potevano “infischiare”: il complesso di opere (nuova strada + ripascimento + cordone dunale + asportazione della strada litoranea, ecc.) avrebbe richiesto il procedimento di V.I.A., interessando un’area naturale protetta (il parco naturale regionale “Molentargius – Saline”, istituito nel 1999), ai sensi della Direttiva n. 85/337/CEE (Allegato II, punto 10, lett. d), a cui aveva dato inizio di esecuzione il D.P.R. 12.4.1996 (Allegato B, lett. h, n) e l’art. 31 della legge regionale n. 31/1989.
      Non l’hanno fatto.
      Dove sono finiti i soldi a suo tempo stanziati per il cordone dunale?
      E lo chiedi a noi? Chiedilo alla Provincia.

      Stefano Deliperi

  17. Franco
    febbraio 20, 2013 alle 9:04 pm

    Mi pare si stia entrando troppo in tecnicismi a mio parere poco utili a stimolare la discussione, state parlando solo tra di voi, potreste farlo anche in privato

    Per quanto riguarda il fatto io trovo gravissimo che sia stata emanata una sentenza così pesante nei confronti di chi avrebbe realizzato un’opera inutile se non addirittura dannosa, (ho letto questo nella sentenza di 1° ora sostanzialmente confermata in appello) cosa sarebbe successo in assenza del ripascimento? Le mareggiate avrebbero distrutto Lido, D’Aquila, parte della strada e forse anche qualche casa, ed oggi avremmo una bella scogliera a proteggere la prima parte del litorale di Cagliari …
    ed anche sotto il proflo estetico la spiaggia è ormai bellissima, l’ho frequentata quasi tutta l’estate e sentivo i commenti

    • febbraio 20, 2013 alle 9:35 pm

      infatti, per me il discorso è chiuso.
      Il progetto di “ripascimento” è stato realizzato “male”, in violazione del capitolato di gara e per questo vi sono state condanne.
      Si poteva realizzare, ma con condizioni diverse.
      Non è difficile da comprendere. La sostanza è tutta qui.

      Stefano Deliperi

    • febbraio 21, 2013 alle 10:44 am

      Perfettamente d’accordo con Franco. Stefano D., la sostanza è che io, nelle mie risposte, ho insistito sul fatto che la sentenza è clamorosamente sbagliata, ILLOGICA. Al di là del fatto che le procedure burocratiche siano state sbagliate e che non sia stato eseguito il lavoro ad arte, ciò non toglie che sono stati fatti degli errori a monte, quando si preparava ripascimento, da commedia di Tziu Paddori. Giovanni ha poi egregiamente ricordato della proposta della sabbia di cava, avete idea di cosa voglia dire la sabbia di cava? Beh, ve lo dico io che ne ho lavorato e che sono geometra: contiene una altissima percentuale di argilla, per utilizzarla al meglio a volte è necessario lavarla diverse volte. Usarla per il Poetto sarebbe stato un disastro ecologico che non riesco neanche ad immaginarmi. Dunque, io nei miei interventi ribadivo questo mentre Stefano D. continuava a buttarla sull’aspetto burocratico.
      Ancora per quanto riguarda ciò che hai scritto, Stefano D.: “Eppure ho conosciuto il Poetto con la sabbia finissima, come cipria. Bianca come la luna d’inverno.”. Si trattava di sabbia eolica, che si è formata in chissà quanto tempo, non sarebbe tornata in nessun caso e che riguardava solo, essendo appunto eolica, la parte superficiale dell’arenile!
      Stefano Deliperi, non so se hai scritto solo tu questi interventi, ma da questo Gruppo d’intervento giuridico traspare un appoggio alla burocrazia ad ogni costo (che ingessa le nostre vite) e un giustizialismo che fa impressione. Gli interventi poi mancano di un certo rispetto, a partire da quel “ma per carità!” sul finire della prima risposta che è stata data al sottoscritto. Certamente una chiusura alla risposta che è stata tutt’altro che diplomatica.
      Voi Gruppo d’intervento giuridico siete intervenuti in questo caso come parte civile ma questo non vi fa certamente onore, la vostra è stata una persecuzione. In questo baillame politico e giudiziario che contraddistingue la nostra società, avete trovato terreno fertile. Hai scritto “Si poteva realizzare, ma con condizioni diverse”. Ecco, proponi tu le tue idee, che qui non ci hai detto, su come faresti il ripascimento, magari chiederanno la tua consulenza, la prossima volta.
      Vergognatevi di quello che avete fatto: mandare alla forca persone che stavano operando nell’interesse della spiaggia e della città, avreste dovuto pensarci bene e avere l’apertura mentale (che vi manca) per vedere al di là delle carte burocratiche e delle vostre convinzioni su come deve essere il Poetto, magari con la sabbia eolica o con le dune che c’erano fino ai primi del ‘900. Tutte cose che non torneranno mai più e certo non per colpa dei condannati!

      • febbraio 21, 2013 alle 3:05 pm

        abbi pazienza, Stefano, essere geometra – come affermi di essere – non ti consente di sostituirti a magistrati penali ed erariali.
        A parte il fatto che il lavaggio della sabbia di cava era previsto nell’ipotesi progettuale, sono stati vari gradi di giudizio in sede penale ed erariale a stabilire che il “ripascimento” del Poetto è stato fatto violando norme penali e di tutela del patrimonio pubblico.
        Non sono certo associazioni ambientaliste a “mandare alla forca persone che stavano operando nell’interesse della spiaggia e della città”.
        Sono le magistrature competenti che fanno le indagini e stabiliscono se o meno andare a giudizio: informati prima di dare aria alla bocca.
        E qui le magistrature competenti – in seguito a vari gradi di giudizio con tutte le garanzie per la difesa – hanno stabilito che quelle “persone che stavano operando nell’interesse della spiaggia e della città” hanno operato male.
        E’ così difficile capirlo?
        Qui, poi, l’unico che è andato “alla forca” è il Poetto.
        Il rispetto del quadro normativo avrebbe permesso di valutare approfonditamente studio di impatto ambientale e progetto nel procedimento di valutazione di impatto ambientale. Avrebbe permesso di verificare – tra l’altro – proprio le lacune progettuali di cui parli. Avrebbe consentito la predisposizione di miglioramenti e di controlli più efficaci in corso di esecuzione.
        Ma a te questo non interessa per nulla.
        Tu pari proprio fra quelli che vogliono le “mani libere” per fare quello che gli pare o, nella migliore delle ipotesi, quello che per loro è giusto fare.
        Ma chi sei per arrogarti poteri decisionali che non ti competono?
        Non hai rispetto per chi non la pensa come te e per chi svolge attività ecologista disinteressatamente per difendere l’ambiente, quindi che cosa pretendi?
        Quelle procedure che a te stanno proprio antipatiche sono garanzie per l’ambiente, per la corretta gestione del patrimonio pubblico, per la corretta gestione dei soldi pubblici.
        Ti piaccia o meno.

        Stefano Deliperi

  18. Franco
    febbraio 21, 2013 alle 11:59 am

    Mi spiace leggere tanto livore.
    sono passati 12 anni e lo scenario è mutato completamente, è mutata anche l’opinione di chi vive la spiaggia giorno per giorno, perchè non provi ad essere un po’ obiettivo anche tu?

    Il fondamentalismo non paga mai!!! in tutti i campi, proprio in questo forum, nella discussione sul Giorno della Memoria per le Foibe ho aprezzato con quanto equilibrio ti sei opposto agli eccessi di alcuni fondamentalisti … perchè non provi a mantenere lo stesso atteggiamento aconfessionale anche in questa

    F.

    PS. le infrazioni sul capitolato sono oggetto di riserve, cause civili ecc, e non condanne alla morte civile come quelle di cui parliamo

    • febbraio 21, 2013 alle 3:11 pm

      guarda, Franco, non c’è proprio alcun livore.
      Eppure potrei averne, visto che gli ecologisti vennero accusati non tanto nascostamente di aver pure piazzato nella spiaggia proiettili d’aereo residuati della II guerra mondiale per mettere in cattiva luce il mitico “ripascimento” (vds. http://notizie.alguer.it/n?id=5346).
      Con molta obiettività c’è la presa d’atto di sentenze (non di “opinioni”) che certificano quello che tanti cagliaritani (e non) avevano potuto vedere con i loro occhi, pur non essendo esperti.
      Mentre alcuni “esperti” forse tanto esperti non sono stati.

      Stefano Deliperi

  19. Giovanni
    febbraio 23, 2013 alle 4:58 pm

    Deliperi perchè non scrivi che mi hai censurato e censuri i miei commenti. Ho letto le motivazioni della sentenza che assolve i collaudatori veri salti mortali per affermare la loro innocenza. Sottoscrivono due giorni prima che granulometrie ed altro andavano bene, cosi come due giorni dopo affermava la Commissione di monitoraggio, ma questi ultimi sono stati condannati per falso, loro no e dopo un anno attestano lavori fatti bene ma con detrazione ad impresa per granulometrie grossolane. La cassazione non riscontra il DOLO nell’azione dei responsabili ripascimento, la Corte dei Conti invece si. La stessa Corte afferma che è stato raggiunto l’obiettivo di protezione civile, ma non quello ambientale e altre baggiante. 94 pagine di sentenza !

    • febbraio 23, 2013 alle 5:38 pm

      Giovanni, semplicemente non vengono pubblicati i commenti in contrasto con le regole per i commenti di questo blog.
      Sono pubblicate a lato, leggile.
      La sentenza di appello, completa di motivazioni, non è ancora disponibile sul sito della Corte dei conti.
      A te è stata notificata?

      Stefano Deliperi

      • Giovanni
        febbraio 23, 2013 alle 5:52 pm

        non è stata notificata perchè non sono tra i condannati o assolti, sono un cittadino che si informa ma è stata pubblicata cercala e la trovi come ho fatto io. Se non ricordo male è datata 31.01.2013 non l’ho adesso e per questo posso anche sbagliarmi. Una sentenza della Corte dei conti contiene sempre le motivazioni, vedo che non lo vuoi capire. Lo letta più volte e se vuoi posso darti qulche delucidazione che ti puà essere utile fin quando non la vedi.
        Non condivido i tuoi ragionamenti, come altri, ma non ti ho mai offeso ne mai sono stato scortese o arrogante. Questo è un dato di fatto.

      • febbraio 23, 2013 alle 5:58 pm

        sei stato più volte “arrogante o scortese”, questo è un dato di fatto.
        Comunque, per l’ennesima e ultima volta: il dispositivo esce con la pronuncia in udienza, in seguito è depositata la sentenza con le motivazioni.
        Posso solo consigliarti di informarti e studiare.
        Ulteriori tuoi commenti che riprendano meccanicamente questo argomento non ti saranno pubblicati.
        Non è censura, è il rispetto delle regole di questo blog nonchè del buon senso e della pazienza dei lettori.

        Stefano Deliperi

  20. Giovanni
    febbraio 23, 2013 alle 5:46 pm

    la sabbia eolica quella bianca che qualche centenario ricorda può tornare ad esserci se avessero fatto le dune di retrospiaggia coì come previsto nel progetto. Circa la cava a terra, ma quanta acqua occorreva per lavarla in un periodo peraltro di siccità ? quanti camion dovevano andare avanti e dietro per portarla al Poetto e poi si immetteva 160 mc al giorno o tutta in una volta ? Il problema è che si doveva scegliere bene la cava a mare ma soprattutto che la Capitaneria di porto controllasse bene la rota della draga che pare invece non abbia fatto. Che la DL controllasse le caratteristiche in laboratorio e non lasciasse a Gellon questo compito svolto peraltro a occhio e che i collaudatori in corso d’opera controllassero bene. Altro che esperti.

  21. febbraio 24, 2013 alle 2:31 am

    In risposta a:

    abbi pazienza, Stefano, essere geometra – come affermi di essere – non ti consente di sostituirti a magistrati penali ed erariali.
    A parte il fatto che il lavaggio della sabbia di cava era previsto nell’ipotesi progettuale, sono stati vari gradi di giudizio in sede penale ed erariale a stabilire che il “ripascimento” del Poetto è stato fatto violando norme penali e di tutela del patrimonio pubblico.
    Non sono certo associazioni ambientaliste a “mandare alla forca persone che stavano operando nell’interesse della spiaggia e della città”.
    Sono le magistrature competenti che fanno le indagini e stabiliscono se o meno andare a giudizio: informati prima di dare aria alla bocca.
    E qui le magistrature competenti – in seguito a vari gradi di giudizio con tutte le garanzie per la difesa – hanno stabilito che quelle “persone che stavano operando nell’interesse della spiaggia e della città” hanno operato male.
    E’ così difficile capirlo?
    Qui, poi, l’unico che è andato “alla forca” è il Poetto.
    Il rispetto del quadro normativo avrebbe permesso di valutare approfonditamente studio di impatto ambientale e progetto nel procedimento di valutazione di impatto ambientale. Avrebbe permesso di verificare – tra l’altro – proprio le lacune progettuali di cui parli. Avrebbe consentito la predisposizione di miglioramenti e di controlli più efficaci in corso di esecuzione.
    Ma a te questo non interessa per nulla.
    Tu pari proprio fra quelli che vogliono le “mani libere” per fare quello che gli pare o, nella migliore delle ipotesi, quello che per loro è giusto fare.
    Ma chi sei per arrogarti poteri decisionali che non ti competono?
    Non hai rispetto per chi non la pensa come te e per chi svolge attività ecologista disinteressatamente per difendere l’ambiente, quindi che cosa pretendi?
    Quelle procedure che a te stanno proprio antipatiche sono garanzie per l’ambiente, per la corretta gestione del patrimonio pubblico, per la corretta gestione dei soldi pubblici.
    Ti piaccia o meno. – Stefano Deliperi


    Già, a stenti riesco ad immaginarmi i lavori per portare sabbia di cava al Poetto. Il fatto che sia stato previsto nell’ipotesi progettuale la dice lunga sotto che stella siano iniziate le cose, che poi sono andate di male in peggio. E il colpo di grazia l’ha dato la magistratura, a mio avviso non all’altezza.
    A parte il fatto che sarebbe occorso un quantitativo di sabbia di cava enorme, probabilmente tale che le cave del sud Sardegna non avrebbero soddisfatto la domanda. Ti ripeto che è necessario un lavaggio energico, anche sette volte a seconda della cava di provenienza, per togliere l’argilla. Giovanni ha fatto giustamente notare quale quantità di acqua sarebbe occorsa per una operazione del genere, le difficoltà di trasporto per farla arrivare al Poetto e la quantità di energia necessaria per far lavorare le macchine lavatrici.
    Non sarei rimasto ad aspettare tutte le lungaggini burocratiche che citi. Nè io e tantomeno il Poetto, che a furia di attese chissà come si sarebbe ridotto. Per valutare l’impatto ambientale del porto di Marina di Capitana ci hanno messo quasi trent’anni.
    Lo so che è la magistratura a sentenziare, ma la miccia non l’avete accesa voi? Ve ne vantate a fine del vostro articolo. Vi siete costituiti parte civile etc etc.
    Non ho mai parlato di volere le mani libere, ma è innegabile che la burocrazia ingessi la nostra società e quanto accaduto per il Poetto ne è la prova.
    Io non mi arrogo poteri decisionali, sono una persona che ha letto tanti dei vostri articoli, approvando il vostro operato per la maggior parte delle volte. Ma qui, coi toni trionfalistici da voi avuti a seguito delle condanne per il Poetto, siete usciti dalle righe. E non parlarmi, per una volta, di mancanza di rispetto per chi svolge attività ecologiste (anzi…). Dissentire dal vostro operato sull’affaire Poetto significa disenteressarmi alle attività ecologiche e alla difesa dell’ambiente?! Ti faccio presente, inoltre, che ho iniziato a intervenire in questa sede credo da persona civile. Continuo ad essere fermamente convinto che l’operato della magistratura sia andato contro il buonsenso in questo frangente, che al di là di tutto quello che è stato scritto la sentenza sia illogica. Ma questo non interessa te e tantomeno i giudici. I soldi pubblici, poi, vengono sprecati anche se si seguono le cose con scrupolo.

    • febbraio 24, 2013 alle 11:28 am

      sta di fatto che quelle procedure di valutazione ambientale che osteggi sono una “garanzia” per l’ambiente, il patrimonio pubblico e i soldi pubblici e tutto si può dire, ma il tanto lodato (da te) “ripascimento” è stato fatto in poche settimane e la “burocrazia” purtroppo non l’ha fermato nemmeno per un attimo con risultati che sono stati bocciati dall’opinione pubblica e sanzionati in sede penale ed erariale.
      Noi abbiamo fatto quello che associazioni ecologiste devono fare: sollecitare chi di dovere a intervenire e intervenire nei procedimenti in materia ambientale. E l’abbiamo fatto con il sostegno e l’incitamento di tantissimi cagliaritani.

      Stefano Deliperi

      • febbraio 24, 2013 alle 12:20 pm

        Non osteggio la valutazione di impatto ambientale, ma la natura a volte è imprevedibile e poi queste valutazioni ormai lasciano il tempo che trovano. Sai benissimo come me che la meritocrazia non c’è più ed è pieno di “accozzati” che vengono incaricati dalle pubbliche amministrazioni come consulenti (te ne saranno giunte anche alle tue orecchie, di queste cose).
        L’opinione pubblica può essere facilmente indottrinata dai mass media.
        Spero che non ti dispiaccia mai che qualche lettore di questo blog possa di tanto in tanto non essere d’accordo sulle vostre idee o sul vostro operato. Spesso hai risposto con veemenza e poco rispetto. Tanti saluti

      • febbraio 24, 2013 alle 1:58 pm

        commenti, critiche, opinioni sono sempre bene accetti, quando sono espressi con correttezza e rispetto del prossimo, cosa che talvolta non avviene. E le risposte, necessariamente, sono a tono.
        In questo blog – cosa non facile da ritrovarsi altrove – vengono accolti di buon grado anche commenti in totale disaccordo con le sensibilità ambientali proprie dell’ambito ecologista.
        Pensiamo, infatti, che il confronto sia un valore positivo.
        Sulla presenza di persone non all’altezza del ruolo rivestito sfondi porte aperte, basta farsi un giro in questo blog per averne conferma.
        Buona giornata.

        Stefano Deliperi

  22. Giovanni
    febbraio 24, 2013 alle 2:36 pm

    Deliperi, qui scriviamo per chiarirci le idee e pur sbagliando qualche volta nelle nostre convinzioni, credo che chi non la pensa come te, abbia sempre fatto affermazioni chiare per questo la tua affermazione “sulla presenza di persone non all’altezza del ruolo rivestito sfondi porte aperte, basta a farsi un giro in questo blog per avere conferma” non capisco a chi si riferisca ed è bene che tu lo chiarisca. Io come altri dissenzienti siamo stati trasparenti. Circa i tempi di ripascimento che tu affermi dovevano essere di due anni (così come previsto in progetto per cave da terra), forse hai dimenticato quanto scritto sui giornali e cioè che il Dipartimento Protezione civile aveva dato un tempo ristrettisimo per farlo dopo l’autorizzazione al dragaggio. Ma poi ragioniamo con la testa tu pensi che una draga immetta sabbia in due anni ??? Sono costretto a fermarmi perchè altrimenti mi censurano perchè troppo prolisso. PS: l’hai trovata la sentenza ? l’hai letta ? cosa ne pensi ?

    • febbraio 24, 2013 alle 2:54 pm

      Giovanni, capisco pure che vi siete organizzati, amichevoli supporters dei condannati, ma basta.
      Alla fine annoiate.
      Leggiti e leggetevi senza paraocchi quello che c’è scritto.
      “Sulla presenza di persone non all’altezza del ruolo rivestito sfondi porte aperte, basta a farsi un giro in questo blog per avere conferma” si riferisce chiaramente all’affermazione precedente di “Stefano” sulla presenza di incapaci nelle pubbliche amministrazioni.
      No, la sentenza non l’ho letta perchè non è ancora presente sul sito della Corte dei conti e non ho fonti “privilegiate”.
      Allo stato, la sentenza è nella cancelleria della Sezione giurisdizionale emittente della Corte dei conti, nelle mani delle persone a cui è stata notificata, nelle mani dei loro avvocati, nelle mani delle persone a cui le precedenti l’hanno data volontariamente.
      Mi pare molto chiaro, no?

      Stefano Deliperi

  23. Giovanni
    febbraio 24, 2013 alle 3:14 pm

    incredibile chi non la pensa come Deliperi è solo gente organizzata a supporto dei condannati. Assurdo e allucinante. Circa la lettura della sentenza vedo che non sai cercare in internet e mi meraviglia che come parte civile non ti sia stata notificata, però sapevi prima di tutti che era stata emessa la sentenza, mah ! Ti annoia la discussione quando non la pensiamo come te ? eppure io ho sempre affermato che oltre ai responsabili ci sono altri responsabili che invece sono stati assolti.

    • febbraio 24, 2013 alle 3:23 pm

      Giovanni, ci sei o ci fai?
      Che la Sezione giurisdizionale d’appello della Corte dei conti abbia deciso ne parlano i mezzi di informazione riportati nell’articolo.
      La notizia è pubblica.
      Amici della Terra e Gruppo d’Intervento Giuridico sono parte civile nel procedimento penale, non erariale: sei in grado di leggere e capire quello che – eventualmente – leggi?
      Ovviamente a noi non è stata notificata la sentenza di appello della Corte dei conti.
      Tu l’hai trovata sul web? Bravo! Mandaci il link e la pubblichiamo subito integralmente.
      Buona serata.

      Stefano Deliperi

  24. febbraio 28, 2013 alle 2:46 pm

    arrestato Piergiorgio Baita, presidente della Mantovani s.p.a., realizzatrice del Mose, del passante di Mestre, del “ripascimento” del Poetto (http://www.unionesarda.it/Articoli/Approfondimenti/160614).

    da Il Corriere della Sera on line, 28 febbraio 2013
    L’INCHIESTA. Frode fiscale, arrestato Baita. Ha costruito il Passante e il Mose. Fatture false per 10 milioni di euro nei lavori delle dighe mobili. Manette anche all’ex segretaria di Galan. Sequestro preventivo di 8 milioni di euro: http://corrieredelveneto.corriere.it/veneto/notizie/cronaca/2013/28-febbraio-2013/tangenti-arrestato-baita-uomo-che-ha-costruito-passante-mose-2114252216722.shtml

    • marzo 1, 2013 alle 9:53 am

      da L’Unione Sarda on line, 1 marzo 2013
      Arrestato il manager che finì al centro dell’inchiesta sul ripascimento del Poetto. Piergiorgio Baita è accusato, insieme ad altre cinque persone, di associazione per delinquere finalizzata all’evasione delle imposte mediante emissione e utilizzo di fatture false per 10 milioni di euro. (http://www.unionesarda.it/Articoli/Articolo/306264)

      Piergiorgio Baita, 64enne presidente del consiglio d’amministrazione della Mantovani, la società che ha eseguito nella primavera del 2002 i lavori sull’arenile cagliaritano, è stato arrestato ieri dalla Guardia di Finanza di Venezia: il manager è accusato, insieme ad altre cinque persone, di associazione per delinquere finalizzata all’evasione delle imposte mediante emissione e utilizzo di fatture false per 10 milioni di euro. Al centro c’è il progetto “Mose”, sistema di sicurezza contro l’alta marea gestito dal consorzio Venezia Nuova.
      La Mantovani nel 2002 eseguì i lavori sull’arenile cagliaritano e nel 2005 finì al centro dell’inchiesta che doveva far luce sul ripascimento del Poetto.

  25. Giovanni
    marzo 1, 2013 alle 6:58 am

    sbaglio o Baita per il ripascimento del Poetto era stato assolto ? o anche per lui la prescrizione ? anche se questo non ha alcun nesso con il ripascimento del Poetto e potrebbe far pensare che dietro il ripascimento vi sia stato non un danno ambientale ma una questione di soldi sporchi.

  26. Giovanni
    marzo 7, 2013 alle 11:57 am

    la mareggiata di questi giorni è stata dell’entità prevedibile che aveva condotto nel 2002 al ripascimento, allora come oggi preannunciava la morte della spiaggia. Il ripascimento, così come è affernato dalla Corte dei Conti in sede di appello, ha assolto pienamente alla funzione di protezione civile, addiritura ha consentito che la spiaggia sopravivesse, contro ogni aspettativa per oltre 11 anni. Oggi le case sono state allagate dal mare, perchè preoccuparsi è l’evoluzione dell’ambiente che si sta realizzando ed è giusto che faccia il suo corso, se poi alcuni hanno edificato la propria abitazione in una zona in prossimità di una forte erosione costiera, peggio per loro. Se muoino, affari loro. L’importante è che quando si esegue un ripascimento si segua alla lettera il capitolato d’appalto immettendo una sabbia che non esiste, ma comunque prevista nel Capitolato. Meglio il morto che una sabbia nera, si perchè tutti si sono dimenticati che il Poetto era una zona urbanisticamente e paesisticamente compromessa. Case, chiese, baretti o altro, in più che male possono fare ? sicuramente meno della sabbia nera.

  27. Giovanni
    marzo 8, 2013 alle 9:40 am

    Grazie Stefano per avermi fatto esprimere il mio pensiero, grazie anche del tuo auspicio, ma a me la politica interessa poco. Le leggi, in materia ambientale fossero applicate dovremo abbattere gran parte dell’Italia, ma si fanno sempre due pesi e due misure e la bilancia pende sempre da una o l’altra parte. In sardo si dice “sa giustizia ti pighiri” sta a significare, da tempi remoti che la legge non è uguale per tutti. Mareggiate di questo tipo sono avvenute nel 2001-2011 solo da ricordo personale, i giornali non fanno verità a meno che non vi sia stato uno tsunami.
    Ti chiedo e a questo punto me lo devi non solo a me ma anche ai quei 4 gatti/cani frequentatori che ogni tanto spariscono come denunciato in altro post. forse dalle parti di Dolianova e giustamente fatta denuncia dal GdG (bravi): Perchè tutto questo tuo livore, perchè non rispetti serenamente le opinioni altrui che non sempre possono coincidere con le tue, eppure dovresti essere grato a Balletto & C potrai scuccirgli un bel pò di quattrini per la tua associazione in sede civile, cui sei stato ammesso o no ?
    Una precisazione : il concetto era quello che le abitazioni di retro spiaggia del Poetto non avevano concessione edilizia ma sono state sanate con delle leggi ad hoc, e quindi oggi di cosa debbono lamentarsi dell’acqua di mare nello scantinato, della sabbia nera, delle bombe residuuate che magari sono anche sotto le fondazioni e la magistratura dov’era allora ? è altro che abolizione Corte dei Conti, Cassazione, Tar e spernacchare le leggi…. ma come al solito … anc’hio ti auguro di candidarti in molti ti seguirebbero… per farti cosa non lo so… (siccome conosce il tuo carattere ovviamente era una battuta ironica). Le motivazioni della sentenza sul ripascimento è pubblicata in molti siti, spero che la commenterai.

    • marzo 8, 2013 alle 3:01 pm

      Giovanni, in questo blog sono rispettate le opinioni di tutti, se espresse con correttezza.
      Prova ne è che in questo blog le tue opinioni sono state ampiamente ospitate.
      Come quelle, per esempio, di tanti cacciatori. Eppure non siamo certo a favore della caccia.
      Nessun “livore”, come vedi.
      Ma le ripetizioni ossessive alla fine diventano petulanti, annoiano chi legge e non siamo tenuti a ospitarle, come chiaramente scritto nelle relative regole del blog.
      In questo caso è solo un pizzico di ironìa sulle tue affermazioni, ripetute a iosa. Tutto qui.
      La sentenza di appello completa di motivazioni è stata pubblicata in questi giorni in un sito web di carattere scientifico (Responsabilità Amministrativa), ma tuttora non è disponibile nella banca dati ufficiale delle sentenze della Corte dei conti (http://www.corteconti.it/banche_dati/).
      Me la leggerò e, a suo tempo, farò un breve commento.

      Stefano Deliperi

  28. gigi
    marzo 17, 2013 alle 10:03 am

    sì, tutto molto interessante, faccio solo notare al tenutario di questo blog che molti dei link riportati nelle parole del pezzo “La Corte dei conti: “pagate per il disastroso ripascimento del Poetto” non portano da nessuna parte, se non a delle pagine vuote. buon lavoro

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