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A morte l‘oasi naturale spontanea della Darsena di Milano.


Milano, Darsena dei Navigli,  avifauna acquatica

Milano, Darsena dei Navigli, avifauna acquatica

L’Amministrazione comunale di Milano del sindaco di Giuliano Pisapia ha deciso di far fuori la vegetazione spontanea cresciuta nella Darsena dei Navigli meneghini, in un’ampia area dove in origine (2004) doveva esser realizzato un parcheggio per auto.

Il ritrovamento di ben visibili testimonianze delle strutture militari e portuali spagnole fermò i lavori.

Da allora s’è verificata una progressiva rinaturalizzazione con la presenza di avifauna acquatica.  Un pezzettino di natura in mezzo a una delle città più congestionate e inquinate d’Italia.

Ma incombono i lavori per l’Expo 2015 e l’andazzo non pare cambiato: il piccone risanatore è sempre preferito.

Gruppo d’Intervento Giuridico onlus

 

 

Milano, Darsena dei Navigli

Milano, Darsena dei Navigli

 

da Il Fatto Quotidiano, 29 gennaio 2013

Milano cancella l’isoletta verde.  (Paolo Hutter)

Il destino di una spina di verde selvaggio e planiziale padano – sorta spontaneamente nella porzione della Darsena dei Navigli semi-prosciugata e abbandonata per anni per colpa di un progetto poi abortito di parcheggio sotterraneo – ha agitato le anime del centrosinistra milanese. Quella spina verde ha attirato decine di specie di avifauna e qualche anfibio e su questa esperienza di natura urbana sono sorti il gruppo e le proposte di Darsena Pioniera.
Gli ultimi fatti 
Nell’assemblea convocata dal Comune la sera del venerdì 25 gennaio per illustrare il progetto Darsena si è definitivamente consolidata ed esplicitata la posizione della Giunta Comunale di demolire la cosiddetta “oasi naturale” della Darsena. Le ragioni addotte da Confalonieri (responsabile per il Sindaco dei progetti Expo) e dalla De Cesaris (assessore all’Urbanistica) sono state quelle della tempistica tecnico-amministrativa che impedirebbe di mettere in atto la necessaria variante senza perdere il già difficile treno per arrivare a marzo 2013 con la Darsena rifatta. C’erano anche però vari esponenti (per lo più di area Pd e/o Comitato Navigli) apertamente contrari a quello che un oratore ha definito l’insulto che un paio di isole vegetali porterebbero alla monumentalità della Darsena. Hanno definito “saggia” la “decisione” del Comune, lasciando intendere di non credere che solo di valutazioni di tempistica si sia trattato (ma di una scelta di scartare l’Oasi).
Nel finale dell’assemblea, l’assessora De Cesaris ha accusato Darsena Pioniera di essersi fatta viva solo tre mesi fa (“ho le mail”). Ma Darsena Pioniera aveva indirizzato le sue prime missive post elezione diPisapia all’assessore Maran, ignorando che la questione fosse di competenza della De Cesaris. Gli assessori non comunicano tra loro? Al di là di questa curiosa diatriba restano due fatti: a) che la Giunta Pisapia e la maggioranza comunale, nonostante alcuni interessamenti episodici, non avevano considerato l’opzione rappresentata dall’oasi e dalla presenza dell’avifauna e b) che una forte battaglia di pressione, con coinvolgimento di stampa e consigli di zona è stata condotta da Darsena Pioniera e dai suoi alleati solo dopo le vacanze estive del 2012, quando già era stato approvato un progetto che non prevedeva l’oasi.
Milano potrebbe amare i suoi spicchi di natura? 
L’Amministrazione Comunale e lo stesso consiglio comunale non hanno mostrato complessivamente una particolare sensibilità alle nuove tendenze internazionali sul tema verde urbano, con valorizzazione delle biodiversità e delle forestazioni naturali, e l’esperienza di Bosco in Città è rimasta più che altro fuori città.
Nello specifico dell’Oasi della Darsena c’è da dire però che contro l’ipotesi “pioniera” hanno giocato anche due potenti fattori, (che hanno anche influenzato la Amministrazione Comunale) ovvero: 1) il malumore della popolazione verso la situazione di stallo e di abbandono della Darsena, che portava in prima istanza a identificare i difensori dell’oasi come i difensori del degrado (sindrome della “pantegana”) e 2) la presenza di una corrente fondamentalista ‘rivogliamo la Darsena com’era’ che anche di fronte alla illustrazione di un’ipotesi di isolette non era disposta ad accettare alcuna mediazione. Non erano disposti neanche ad entrare nel merito dell’altezza degli alberi o della vastità delle isolette.
E’ probabile che di fronte a una presentazione “alla pari” delle varie ipotesi, quella di tenere viva una parte dell’oasi nella Darsena avrebbe potuto prevalere nell’opinione pubblica, come dimostra il 75% dei voti a un sondaggio aperto da Gazzetta.it. Ma non ce n’è stata la possibilità, e in ogni caso sarebbe stata dura.
E’ comunque notevole che la controversia abbia agitato non poche persone, in Internet, tra gli architetti, tra gli ambientalisti, nel mondo politico comunale e anche sui giornali.Folaga comune (Fulica atra)
Anche chi non ha capito che “dal letame nascono i fiori” e ha continuato a dileggiare “erbacce e rospi” potrà convenire che se le ruspe porteranno via il verde spontaneo della Darsena, però l’idea della opportunità e possibilità di oasi urbane di biodiversità si è fatta strada a Milano attaverso questa discussione. Anche perché – particolare da non trascurare – costano molto meno in termini di manutenzione rispetto al tradizionale verde artificiale urbano.
I rappresentanti dell’Amministrazione l’altra sera hanno detto che intendono realizzare nella stessa Darsena, o meglio nel suo lembo più occidentale, un’analoga vegetazione per 2.500 metri quadrati capace di attirare l’avifauna. Non sarà visibile come quella che viene soppressa, ma a questo punto è importante che ci provino davvero a farla, e da subito.
E poco più a sud, a poche centinaia di metri, tra i due Navigli c’è una fantastica Cascina mezza diroccata in mezzo a aree verdi non curate da anni, con alberi e cespugli, i rovi dell’abbandono, e una roggia che ha sempre acqua. Si rifugeranno lì anche le gallinelle e gli aironi? Dipende anche dagli umani, da chi vuole avere nella città spicchi di calma e di biodiversità.

 

Milano, Darsena dei Navigli, testimonianze dei bastioni spagnoli  (sec. XVI)

Milano, Darsena dei Navigli, testimonianze dei bastioni spagnoli (sec. XVI)

da La Repubblica, Milano, 23 gennaio 2013

Darsena, addio all’oasi “spontanea”: tutti gli alberi verranno tagliati.    (Oriana Liso)

I diritti degli animali che lì vivono e hanno fatto il nido sarà preservato. Ma la vegetazione spontanea cresciuta nella Darsena, quell’oasi della biodiversità come la definiscono i suoi difensori, verrà tagliata e tutta l’area sarà ripulita per far partire, quando sarà il momento, i lavori per la riqualificazione promessa da Expo. La decisione del Comune, dopo mesi di braccio di ferro con le associazioni ambientaliste, è nero su bianco in una determinazione dirigenziale firmata dalla direzione centrale Mobilità, trasporti e ambiente che fissa in 589.986,60 euro la spesa per l’intervento affidato direttamente ad Amsa e già iniziato pochi giorni fa.

Si spiega, nell’affidamento dell’incarico, che «le operazioni prevederanno la rimozione della vegetazione spontanea cresciuta in luogo, essendo la stessa non compatibile con le esigenze di navigabilità e di funzionalità portuale della Darsena, e non essendo pervenute da parte del settore tecnico Arredo urbano e verde, interpellato a riguardo, limitazioni alle operazioni di taglio». Via, insomma, a tutte le piante spontanee, anche nella parte di Darsena rimessa a posto dopo la chiusura del contenzioso sul mega-parcheggio ormai stralciato dai progetti del Comune.
Amsa si dovrà occupare, ora, del «taglio, sfalcio e pulizia dell’area » nella prima fase dei lavori, di «caratterizzazione dei rifiuti, movimentazione, trasporto e smaltimento terre, rocce e asfalto giacenti nell’area» nella seconda fase. I quasi 600mila euro necessari all’operazione — compresi 13mila euro per la sicurezza del cantiere — sono quelli che Palazzo Marino ha dai canoni di concessione lungo il canale, visto che la Darsena rientra nel demanio comunale. Il vero lavoro arriverà in seguito, quando partirà la vera riqualificazione della Darsena e dei navigli compresa nel progetto di Expo: l’obiettivo è quello di farla tornare ad essere porto di Milano, con spazi per il tempo libero, per il commercio, per manifestazioni di vario genere.
Ma alcuni comitati di cittadini contestano da tempo che, per realizzare quel progetto, si debba fare piazza pulita dell’oasi spontanea in cui si sono insediati gli esemplari di alcune specie animali. «Non c’è nessun bisogno di eliminare tutta quella terra, quegli alberi e quei nidi, e farli rimuovere come fossero detriti o rifiuti dall’Amsa sarebbe un atto di forzatura e di intolleranza, anche inutilmente costoso rispetto al modesto intervento di ingegneria naturalistica necessario per trasformare l’oasi», è la posizione degli ambientalisti, che nei giorni scorsi hanno scritto anche al sindaco Pisapia e che, attraverso alcuni simpatizzanti — come il candidato di Sel alle Politiche Paolo Oddi — chiedono alle istituzioni di fermarsi e continuare il dialogo, nonostante la partenza dei lavori di Amsa induca a credere che ormai sia impossibile fermarli.

 

 

Milano, Basilica di S. Ambrogio

Milano, Basilica di S. Ambrogio

(foto S.D., archivio GrIG)

 

  1. gennaio 31, 2013 alle 7:16 PM

    che pena.

    da La Repubblica, Milano, 31 gennaio 2013
    Darsena, motoseghe in azione. L’oasi naturale sarà cancellata. Il Comune ha dato il via all’operazione da quasi 600mila euro che prevede la rimozione di tutta la vegetazione spontanea e la ripulitura dell’area in vista della riqualificazione prevista per l’Expo: http://milano.repubblica.it/cronaca/2013/01/31/news/darsena_motoseghe_in_azione_l_oasi_naturale_sar_cancellata-51632329/

  2. febbraio 6, 2013 alle 11:31 am

    Comunicato stampa,
    Milano, 6 febbraio 2013

    Milano – Il Comune progetta un porto e intanto i Navigli sono in secca.

    Sono ancora impresse nei nostri occhi le scioccanti immagini della devastazione operata nell’Oasi in Darsena. Nonostante le migliaia di voci contrarie, un’altra strage sta per compiersi proprio lì accanto.
    Il Consorzio Villoresi Est, che ha in gestione i Navigli milanesi, ha infatti intenzione di continuare nella sua scellerata politica, mettendoli ancora una volta in asciutta.
    A due mesi dalla asciutta totale precedente e con l’asciutta totale del febbraio 2012 che è durata per quasi 4 mesi, adduce ancora problemi alle sponde per cui gli interventi sarebbero necessari.

    Non ci si può non chiedere cosa possa essere successo negli ultimi due mesi o come sia possibile non riuscire in sei mesi di asciutta totale programmare i necessari lavori.

    Milioni di vite, come successo nel passato, moriranno a poco a poco soffocate, in silenzio ma sotto gli occhi di tutti noi.
    Le immagini di migliaia e migliaia pesci bloccati nel ghiaccio o lasciati agonizzare senz’acqua hanno fatto il giro del mondo su internet dando una immagine di Milano ben poco gratificante, ma questo non sembra importare a chi gestisce la manutenzione dei Navigli.

    Non sono infatti bastate al Consorzio Villoresi Est le denunce ricevute, le migliaia di mail inviate in segno di protesta da parte dei cittadini, l’articolo su un importante quotidiano milanese del Garante dell’Ufficio animali.
    Non sono bastati gli studi in cui si dimostra che sarebbe possibile mantenere le asciutte parziali per la manutenzione delle sponde, e che con una gestione più ‘etica’ e vicina all’ambiente ne trarrebbe vantaggio l’intera collettività.
    Il Consorzio Villoresi Est nasconde la propria incapacità dietro alla parola ‘costi’, senza però mai affrontare il problema nel suo complesso.

    Proteggere l’ambiente che ci circonda costa, sia in termini di soldi che di sacrifici personali; e costa sempre di più anche a causa di chi per incompetenza e menefreghismo continua ad attaccarlo.
    Ma ci costa molto di più vedere il nostro ambiente continuamente sfregiato, perché ne va del nostro futuro; la natura non è un bene inesauribile, pertanto occorre fermare l’arroganza con cui pochi individui distruggono habitat naturali come l’Oasi o asciugano arbitrariamente corsi d’acqua come i Navigli causando migliaia di morti.

    La Lega Abolizione Caccia indice un presidio e chiama a raccolta tutte le persone che sono disgustate da questo modo di operare.
    Il presidio di protesta si terrà sabato 9 Febbraio alle ore 15 in via Alzaia Naviglio Pavese Incrocio via Darwin (Zona Conchetta)

    In allegato gruppo di pesci morti trovati nella scorsa asciutta totale autunnale.
    E’ possibile visionare il filmato effettuato nella scorsa asciutta autunnale all’indirizzo:

    Ulteriori informazioni sulla campagna contro le asciutte totali dei navigli milanesi:
    http://www.abolizionecaccia.it/lacinaction/campagne/asciutte-del-naviglio-di-milano.html

  3. febbraio 20, 2013 alle 10:44 PM

    da Radio Bau, 19 febbraio 2013
    Salvate ( alcune..) rane in Darsena!! (Davide Cavalieri): http://radiobau.it/?p=5350

    ______________________

    da Radio Bau, 1 febbraio 2013
    Distrutta la piccola ma preziosa oasi naturalistica della Darsena di Milano: http://radiobau.it/?p=5103

  4. febbraio 23, 2013 alle 3:13 PM

    Reblogged this on Il blog di Fabio Argiolas.

  5. max
    Maggio 22, 2013 alle 7:54 am

    milanese da generazioni, esiliato nel nord est, non posso che rammaricarmi per le scelte scellerate che i governanti hanno sempre fatto, a partire dal governo mussolini che negli anni 30 sogno’ la metropoli tutta efficenza e razionalita’ricoprendo quasi tutti i navigli opera leonardiana sacrificati sull’altare del sogno delirante. poi la guerra con i bombardamenti e la ricostruzione dissennata che ha fatto scomparire le architetture precedenti. poi gli anni 60 con le forti immigrazioni dal sud e le esigenze quindi di viabilita’ ed edilizia popolar/speculativa dando la spallata definitiva agli ultimi navigli ( ricordo che milano non era molto diversa da amsterdam); oggi ne rimangono solo 2. poi l’oblio e la mancanza di visione. spero che gli amici dei navigli e le associazioni che si dedicano alla tutela dell’ambiente possano intervenire a favore di tutto cio’ che possa dare un’identita’ a milano, citta sempre piu’ anonima.

  6. klement
    febbraio 24, 2014 alle 9:38 am

    Invece di tenere decentemente i navigli che ci sono, il piccone risanatore predica la demenza di riesumare i navigli dopo 60 anni, facendo molto più danni che le grandi opere ex novo.
    Il ritorno agli antichi splendori è la parola d’ordine di tutti gli esaltati, da Mussolini con la Roma imperiale a Pol Pot con la civiltà Khmer a Bossi con i Celti. Piuttosto si faccia una Naviglioland nel parco dopo l’expo.
    Le boiate di Palazzo Marino non sono minori che quelle di Palazzo Chigi.
    Volete il burro o i cannoni? Fate un democratico referendum cittadino e avrete la risposta

    • max
      febbraio 24, 2014 alle 12:18 PM

      klement:forse qui’ l’unico demente sei tu e credo che tu non sia neppure milanese…

  7. marzo 13, 2015 alle 2:51 PM

    da Tiscali Notizie, 2 marzo 2015
    Progetto di riqualificazione della Darsena: a Milano riapre parte di Piazza XXIV Maggio: http://notizie.tiscali.it/regioni/lombardia/feeds/15/03/06/t_74_20150306_0930_news_Progetto-riqualificazione-Darsena-Milano-riapre-parte-Piazza-XXIV-Maggio.html?lombardia

    ______________________________

    da Expo 2015
    La Darsena di Milano: http://www.expo2015.org/it/page-1392228742149

    __________________________________

    Progetto Darsena Milano

  8. max
    marzo 14, 2015 alle 7:36 am

    la riapertura dei navigli ( quanti + possibile) e’ un dictat imprescindibile per ripristinare ( quanto + possibile) le vie d’acqua secondo un’idrografia di inizio ‘900 che faceva assomigliare milano ad amsterdam. la cosa fara’ + bella milano ed attraente anche sotto il profilo del turismo.certo se i lavori fossero iniziati prima all’expo avremmo presentato qualche cosa di piu’ del ripristino della darsena.inoltre l’intervento sulla stessa avrei preferito rispettasse il design originale incluso lo stagno spontaneo negli anni creatosi.
    purtroppo le archistars bisognerebbe ” accoparle da piccole”come si dice…
    comunque la dasena era degradata e farla rientrare nel grande progetto della riapertura dei navigli ( alla faccia del traffico cosi’ la gente andra’ a piedi e fara’ ginnastica gratis) ripeto e’ un fatto IMPRESCINDIBILE per una citta’che ha venduto l’anima a mussolini, alla guerra e all’immigrazione degli anni ’60 in nome dell’efficenza e dei “dane'”( denari per i foresti). certamente treviso ha maggiormente saputo rivalorizzare l’urbanistica ed i canali secondo le antiche mappe anche perche’ non ha dovuto sopportare i deliri di mussolini ( la grande milano) e l’immigrazione selvaggia degli anni ’60. solo bombardamenti.

  9. aprile 27, 2015 alle 2:57 PM

    da Il Corriere della Sera, 27 aprile 2015
    LA NUOVA DARSENA. Entusiasmo davanti al porto . «Però mancano le paratie»
    Le pagelle dei milanesi: poco verde. Il plauso dei commercianti. Arnoldo Mondadori: è un luogo per famiglie e bambini, ma le acque sono profonde. (Giacomo Valtolina): http://milano.corriere.it/notizie/cronaca/15_aprile_27/darsena-mancano-paratie-polemica-porto-sicurezza-3be80ac4-ecad-11e4-8e05-565b17b54795.shtml

  10. Maggio 17, 2015 alle 10:50 PM

    A.N.S.A., 17 maggio 2015
    Milano, il nuovo volto della Darsena.
    Aree pedonalizzate, giardini e un mercato coperto: torna a splendere l’antico porto: http://www.ansa.it/web/notizie/canali/inviaggio/expo2015/2015/05/15/milano-il-nuovo-volto-della-darsena-_10d3bf06-c019-46c8-a4ae-bf89d7c1e359.html

  11. max
    Maggio 18, 2015 alle 6:40 am

    consiglio a tutti di visionare il web site http://www.riaprireinavigli.it financo acquistare il volume che per 25 euro spiega come e perche’e’ un’opportunita’ straordinaria per ridare a milano la sua anima e nel contempo fornire opportunita’di sviluppo economico.
    450mila milanesi hanno gia’ visto il progetto costi inclusi ( project financing) ed hanno dato il loro assenso.
    tutto questo affinche’ chi ha da obiettare lo faccia sapendo di cio’ che parla e non solo per far prendere aria ai denti.
    nb messaggio x i finti ambientalisti ( veri disinformati):per “un’oasi”che si sacrifica si vadano a vedere gli spazi verdi che si creeranno..
    io non vivo + a Milano da 30 anni ma il progetto mi entusiasma.

    • Maggio 18, 2015 alle 11:47 PM

      vedi Max, oggi ci sono tecnologie e capacità di progettazione veramente notevoli: sarebbe stato meglio modificare, adeguare, limare il progetto dei “nuovi” Navigli agli angoli di Natura che spontaneamente si erano ricreati. Questo lo pensano in molti, non solo “ambientalisti”.
      Molto probabilmente oggi i Navigli “rinati” sarebbero ancora più belli e suggestivi.

      • max
        Maggio 19, 2015 alle 7:12 am

        vedi grig quello che e’ stato fatto x la darsena puo’ essere opinabile, ma e’ solo l’inizio di un vasto progetto di recupero e ripristino ( la’ dove possibile) dei navigli preesistenti il nefasto governo mussolini che ne decreto’la tombinatura negli anni ’20. eventualmente per quello che non sara’ possibile recuperare tal quale ma dovra’ essere realizzato ex novo gioco forza a causa della ricostruzione post bellica che quasi mai ha tenuto conto di cio’ che c”era prima dei bombardamenti , credo che cittadini di qualunque localita’possano dare il loro parere sulla qualita’ dell’urbanizzazione rinnovata ( credo xche’ in italia mai nulla e’ certo).

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